I Sette di Göttingen, di Vincenzo Pollinzi

I Sette di Göttingen, di Vincenzo Pollinzi

Hannover: Il monumento, ideato dall’artista Italiano Floriano Bodini, è stato realizzato nel periodo precedente all’ Expo 2000 da un’iniziativa congiunta di Città e Stato. Il Gruppo delle sculture in bronzo è situato ad Hannover davanti alla sala plenaria del Parlamento della Bassa Sassonia e commemora un evento significativo nella storia costituzionale tedesca.

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Onora sette personalità storiche della Regione: i cosiddetti Göttinger Sieben ( I sette di Göttingen).

Erano questi un gruppo di professori dell`Università di Göttingen che protestarono nel 1837 contro l’abrogazione  che di fatto annullava la costituzione liberale nel regno di Hannover.

La Storia

Dopo che l`Unione tra la Gran Bretagna e Hannover(1714-1837) era finita, Ernst August I salì sul trono del Regno di Hannover il 1837. Immediatamente dopo la sua incoronazione, il 1° Novembre 1837 revocò la Costituzione relativamente liberale della Bassa Sassonia, entrata in vigore quattro anni prima.Il 18 novembre dello stesso anno,sette Professori dell`Università di Göttingen presentarono per questo una protesta scritta che rimase famosa.

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Uno stralcio della lettera :

“La storia ci mostra uomini nobili e liberi, che hanno osato dire tutta la verità alla presenza dei re; l’autorità appartiene a coloro che hanno il coraggio di farlo. Spesso, la loro Riflessione contraria è fruttuosa, altre  volte li rovina, ma mai spegne la loro Sapienza e la loro Dignità. Anche la poesia, la Storia della Filosofia, non manca di valutare le azioni dei Principi per la Giustizia.

Il 12 dicembre 1837 Ernst August I licenziò i professori e  mandò tre di loro – Friedrich Dahlmann, Jacob Grimm e Georg Gottfried Gervinus – persino in Esilio. Questi furono poi ricevuti nel 1840 dal re prussiano Friedrich Wilhelm IV, che li riabilitò politicamente.

Intanto il grande effetto solidarizzante della popolazione, che ha continuato a pagare gli stipendi  ai tre deportati,ha costretto le forze politiche dello Stato ad accettare che il liberalismo come movimento di massa, non poteva più essere soppresso da risoluzioni e ordinanze.

La dimostrazione e la conseguenza dell`affetto popolare si ebbe quando nell’Assemblea Nazionale di Francoforte nel 1848 Jacob Grimm,il Capo riconosciuto dei Professori ribelli, ha avuto un posto d’onore, Albrecht, Dahlmann e Gervinus diventarono co-autori delle iniziative legislative.

La reputazione dell’Università di Göttingen ha sofferto a lungo per l`allontanamento dall`attività scolastica di questi eccezzionali Professori.

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Floriano Bodini-Biografia

Floriano Bodini nasce l’8 gennaio 1933 a Gemonio, in provincia di Varese, da Ada Mascioni e Antonio Bodini, primo di tre figli.Nel 1936 la famiglia si trasferisce a Milano dove tornerà nel 1946, dopo il periodo dello sfollamento. Nella metà degli anni 50, fa parte del gruppo milanese di giovani artisti definito Realismo Esistenziale.Espone dal 1952 nelle principali rassegne giovanili internazionali e riceve numerosi premi.

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Nel 1962 è invitato alla XXI Biennale d’arte di Venezia, esponendo sette opere.

Nel 1968 espone la scultura “Ritratto di un papa”, in legno di cirmolo, alla Galleria Gian Ferrari. L’opera, che suscita un enorme interesse di critica, sarà in seguito collocata nei Musei Vaticani.

Lavora nel suo studio a Milano e nei laboratori di marmo prima di Carrara, poi di Viggiù.

Nel 1982 partecipa alla Biennale di Venezia con una personale alla carriera.

Espone continuativamente con personali e collettive in Italia e all’estero.

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Nel 1998, il comune di Asti, ha commissionato a Bodini la realizzazione dei due sendalli per la festa del santo Patrono San Secondo.

Uno dei due, come tradizione, è stato offerto il primo martedì di maggio al Patrono ed è conservato nella collegiata del Santo.

Il secondo è stato consegnato al vincitore della corsa del Palio, la terza domenica di settembre. Quell’edizione fu vinta dal comune di Castell’Alfero.

Nel 1998 viene inaugurato a Gemonio il Museo civico Floriano Bodini, con un’ampia donazione dell’artista di opere sue e di suoi contemporanei e un’ingente collezione di libri.

Muore a Milano il 2 luglio 2005 e il 2 novembre 2007 Milano gli conferisce l’onore del Famedio al Cimitero Monumentale quale cittadino che è entrato a fare parte della storia della città.

Autore: alessandria today

Ex Dirigente, consulente e ora blogger

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