Ma quale dignità

Il mio cuore nudo

Ma quale dignità

ci siamo regalati nell’ora di ipocrisia,

forse è rimasta appesa sui buoni propositi,

della stagione in cartacarbone,

durante il ballo in maschera

della quotidiana ostentazione.

Quanta tristezza, quanta disperazione,

quante false strette di mano

aggrappate a misere fotocopie con

il sorriso di filo spinato, a piedi nudi

sul camposanto dove un morto è sempre un cristo,

tra anime desolate che silenziose vagano,

nei pascoli dipinti sull’altare del tempio di ghiaccio,

dove si infiamma la raggiera dei solitari.

Ma ancora c’è meraviglia in questa vita

una lama di splendore che schernisce ed avvilisce

ogni cancro di morte appeso, sugli alberi del bosco,

dove ormai ogni notte è illuminata dal segno,

dove ogni uomo si vorrebbe battezzare,

croce dopo croce si allarga il destino.

22/01/019

Thomas Amadei

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