Monia Pin, l’armonia della propria essenza. Intervista a cura di Marcello Comitini

Dopo la biografia della  poetessa Monia Pin, che trovate pubblicata a questo link
https://alessandria.today/2019/01/17/la-poetessa-monia-pin-si-presenta-ai-lettori-di-alessandria-today-2/
Alessandria today ha il piacere di pubblicarne l’intervista.

La poetessa Monia Pin

Benvenuta, Monia!
Sono felice d’avere l’occasione di intervistarti e in particolare di presentarti ai lettori di Alessandria today. Al di là della conoscenza che abbiamo già di te attraverso le poesie che hai sin qui pubblicate sul sito, i lettori e io avremo così la possibilità di conoscerti meglio e di conoscere meglio le tue attività, non soltanto quella letteraria.
A questo proposito riporto i primi versi della poesia “Per Sembra, con vigore marziale”, dello scrittore e poeta Raymod Carver, che accennano alle condizioni economiche degli scrittori:

(Raymond Carver, “Orientarsi con le stelle: Tutte le poesie”. ediz. minimum fax)
«Quanti soldi fanno gli scrittori? ha detto
per prima cosa
non aveva mai incontrato uno scrittore
prima
Non molto ho detto
gli tocca fare anche un altro lavoro
Tipo? ha detto
Tipo lavorare in fabbrica ho detto
spazzare pavimenti insegnare a scuola
raccogliere frutta
e roba del genere
qualunque cosa ho detto. »

Fuori di metafora potresti dirci se ancora “ti tocca fare” un lavoro? E se svolgi un lavoro ( o le tue attività di ogni giorno), credi che limiti il tempo che vorresti dedicare allo scrivere?

Buongiorno a tutti e grazie per avermi inviata a presentarmi al pubblico.
Al contrario di Carver fortunatamente faccio sì un lavoro, ma volentieri. Dopo vent’anni come impiegata presso aziende private, la crisi mi aveva costretta a fermarmi e a passare un periodo di disoccupazione. Non trovando sbocchi nel mio settore ho cercato lavoro in un altro settore, trovando un nuovo percorso di vita nell’assistenza delle persone anziane. Contemporaneamente posso dedicarmi allo studio di un’altra lingua straniera (il russo, amo la cultura e le tradizioni russa) ed alla scrittura.
In effetti ho ricominciato a scrivere nel momento in cui la mia carriera lavorativa si era fermata, e quindi ho compreso che nulla succede per caso. Posso dire con orgoglio e con gratitudine di fare un lavoro che amo
e che non limita la mia propensione alla scrittura, anzi aumenta la mia ispirazione in maniera esponenziale.
Questa è una grande fo
rtuna, lo ammetto.

Esiste un nesso sentimentale e culturale tra te e la tua città? Un nesso che forse è latente nel tuo poetare?

Indubbiamente esiste un legame affettivo e culturale con la terra dove sono nata e tutt’ora vivo, sono gli stessi nei quali ho trascorso una bellissima infanzia e dove la mia famiglia ha le sue radici. Io risiedo in un piccolo paese , in provincia di Treviso, giusto a metà strada tra il mare e la montagna. Un’area che comprende un’ampia fascia collinare e non è difficile trovare una moltitudine di spunti per la poesia, L’appartenenza al paese natale non è un vincolo che preclude la conoscenza ed i punti d’incontro con gli altri, anzi è una base di partenza necessaria per il confronto con altre culture e tradizioni. Poi con la mia passione per le camminate si salda ancora di più il rapporto con l’ambiente circostante, si ha modo di osservare meglio, riflettere, e le occasioni per ricavarne dei versi non mancano.

Hai pubblicato il tuo primo libro nel 2015. E la tua biografia ci dice che hai iniziato a scrivere da poco tempo. Le letture a cui ti sei dedicata non ti lasciavano il tempo anche di scrivere?

No, anzi credo che le letture degli anni passati abbiano contribuito a formarmi e ad avviarmi sulla strada della poesia. Probabilmente allora non era il momento giusto, la poesia conosce sempre la via per giungere a noi, con i suoi tempi, scaturendo improvvisa, come sorgente d’acqua fresca.

Quali sono le letture o l’autore che preferisci? E quali quelle letture (o quell’autore) che hanno contribuito alla tua formazione di poeta?

Leggo vari generi, principalmente storia (soprattutto medievale), poesia, filosofia e libri che riguardano la sfera spirituale. La poetessa che mi ha ispirata di più è senza dubbio Emily Dickinson, ma nutro un’ammirazione profonda anche per Rilke e Pessoa, e per le poesie della tradizione mediorientale, da Rumi a Gibran. Come poeta italiano invece preferisco Giacomo Leopardi e la poetessa Antonia Pozzi.
Indubbiamente ogni poeta che entra nelle nostre vite lascia traccia di sé nei nostri scritti, minima magari, ma un’orma resta sempre impressa in noi.

Giorgio Caproni diceva che il poeta è un po’ come un minatore che scava finché non trova un fondo nel proprio io che è comune a tutti gli uomini. Ti riconosci in questa affermazione?

Mi ritrovo in parte nell’affermazione di Caproni, ma penso che più che scavare noi dobbiamo lasciar emergere ciò che vive in noi. Il nostro Io è immenso, lì risiede la nostra vera natura, lì siamo un tutt’uno con l’universo, e dobbiamo permettere alla nostra vera essenza di esprimersi al meglio.
Lasciamo quindi che questo rivolo scorra e raggiunga il nostro cuore e l’anima, imparando così a conoscerci davvero, se non altro per ritrovare quella parte di noi che il più delle volte rimane nascosta.
La poesia resta comunque un viaggio introspettivo, un percorso interiore visto non come isolamento, ma anzi connessione totale con il tutto per una maggiore comprensione.

I poeti, proprio come dice Caproni, tendono a scrivere delle proprie emozioni come paradigma delle emozioni dell’umanità. Credi che questo modo di guardare al mondo attraverso il proprio io giovi alla poesia e non la trasformi viceversa in poesia rivolta esclusivamente a un’èlite culturale, come del resto risulta dall’analisi del fenomeno evidenziato da tutti gli addetti ai lavori (editori compresi) per cui tutti scrivono poesie ma nessuno le legge?

Si in effetti il poeta trae spunto dalle proprie emozioni per scrivere, trasforma una sensazione in verso fotografando uno stato d’animo personale in un dato momento. Questo non per egoismo o narcisismo , ma per un desiderio recondito di voler condividere qualcosa di prezioso con altre persone, una sorta di gesto d’amore gratuito e spontaneo.
Sono ben conscia del fatto che la poesia ormai è divenuta una lettura di nicchia, quasi un rifugio per pochi quando invece è patrimonio di tutti. Per questo cerco molte volte di orientarmi verso temi che possano coinvolgere più persone, mi ispiro molto alla natura cercando di fermare piccoli attimi di bellezza per poterli far apprezzare anche agli altri. In natura ogni momento è un miracolo e la poesia, affrontando anche temi sociali, ambientali o della spiritualità, può divenire strumento di condivisione per tutti. Sarebbe bello poter coinvolgere in questo anche le giovani generazioni.

Molti autori per sfuggire al collo di bottiglia dell’io in qui restano intrappolati i poeti, scrivono poesie esternando pensieri filosofici che rendono la poesia ancor più incomprensibile e fredda. Quale forma espressiva (lirismo o antilirismo) pensi che il poeta debba privilegiare?

Io penso che andrebbe privilegiato il lirismo, non tanto per rendere incomprensibile concetti filosofici, quanto per meglio raggiungere l’anima di chi legge, un tocco di eleganza che unita alla sensibilità tipica del poeta possa aprire una breccia nella mente e nel cuore.
Penso a quanta lirica ci sia in un tramonto, un’aurora, in una silenziosa giornata d’inverno, nei profumi che colmano l’aria di primavera. Ovunque.

Nella tua biografia accenni brevemente ai riconoscimenti che hai ottenuto per la tua attività di poetessa. Pensi che questi riconoscimenti influiscano in qualche modo sulla tua libertà di scrivere?

No non influiscono nella mia capacità di scrivere, anzi possono stimolare oppure essere visti come un modo per ascoltare o leggere altri poeti, comprendere altre sensibilità. Comunque sia mi ritengo libera, partecipare ed ottenere un riconoscimento non è un traguardo, ma una tappa. Il fatto positivo e che l’organizzazione di concorsi significa che la poesia desta ancora attenzione.

Cosa ne pensi del poeta a cui Baudealire si rivolge dicendogli che deve per « gagner ton pain de chaque soir,/Comme un enfant de chœur, jouer de l’encensoir,/Chanter des Te Deum auxquels tu ne crois guères »? (per una corretta comprensione ti aggiungo qui la mia traduzione di questi versi tratti dalla poesia La Muse Vénale in “I Fiori del Male” da me curato: “guadagnarti il pane di ogni sera,/ come un ragazzo del coro scuotere l’incensiere,/ cantare quei Te Deum ai quali non credi” )

Penso che sarò sempre me stessa, non cercherò per forza di piacere agli altri. Semplicemente sono, non devo dimostrare nulla a nessuno se non a me stessa.

Mi piacerebbe che tu mi parlassi delle raccolte di poesia che hai pubblicate. Fra le tematiche che la vita offre al poeta o che il poeta sente nell’intimità del proprio cuore (natura, sentimento d’amore, eros, amicizia, famiglia, attenzione verso gli altri, temi politici), quali hai affrontate?

Nel primo ho dedicato gran parte delle mie poesie alla natura ed ai sentimenti che essa provoca allo sguardo attento del poeta, cercando di evidenziare le sfumature imprevedibili e meravigliose del mondo che ci circonda, riservando un angolo anche ai ricordi.
Nel secondo oltre alla natura, ho lasciato spazio ai sentimenti, sia di amicizia che di amore, alla famiglia, coniugando il tutto alla vita di ogni giorno, alla semplicità di gesti ed attimi che suscitano grandi emozioni nel cuore e nella anima.

Quali difficoltà hai incontrato quando hai deciso di pubblicare e quale è stato il tuo primo pensiero dopo averlo pubblicato?

Non ho incontrato nessuna difficoltà a pubblicare, anzi sono stata incoraggiata a farlo e di questo ringrazio sinceramente il mio editore.

Sei soddisfatta di come la casa editrice che hai contattato per la pubblicazione delle tue opere, provvede alla diffusione dei tuoi scritti o questo compito è affidato a te?

Si sono soddisfatta, anch’io provvedo a pubblicizzare i miei scritti tramite i social e pubblicando poesie su un giornale della zona e di tanto in tanto su alcune riviste culturali.

Ritieni che la tua presenza sui social, tipo facebook, google o instagram, o comunque pubblicare i propri pensieri per mezzo di internet sia utile alla tua attività di scrittrice?

Si credo che nell’era attuale possa essere utile pubblicare sui social, soprattutto per raggiungere il maggior numero di persone anche se sono un po’ all’antica e preferirei il cartaceo.
Trovo infatti sia più piacevole sfogliare una rivista o un libro, sentire il profumo della carta, sognare tra una pagina e l’altra.

Ogni prodotto letterario scaturisce dalla fantasia dell’autore. Quali differenze ritieni che ci siano tra uno scrittore e un poeta, al di là della forma letteraria?

Secondo me la differenza sostanziale sta nel fatto che il poeta deve rendere immortale un istante, quindi è come se scattasse un’istantanea di parole e silenzi, rendendo infinito uno spazio che sembra limitato, annullando le barriere del tempo. Lo scrittore è però altresì impegnato nel trattenere l’attenzione del lettore dopo averlo catturato nella trama, portandolo con entusiasmo fino alla fine del libro. Entrambi fanno traghettare aldilà del tempo una parte di sé stessi, entrambi imprimono un riflesso del proprio Io tra le righe delle proprie opere.

Come si colloca la tua attività nel panorama del femminismo?

Non ho mai considerato questo aspetto perché mi sono stati trasmessi dei valori di uguaglianza, non ho mai vissuto il mio essere donna un limite o una superiorità, né in famiglia né fuori. L’importante è essere se stessi, farsi rispettare con educazione ed eventualmente passare oltre.

Secondo te cosa pensa la gente dei poeti e degli scrittori? Qual è il loro peso sulla società, ammesso che ne debbano avere?

La gente non parla quasi mai degli scrittori, a parte qualche nome famoso, meno ancora dei poeti, emarginati in nicchie ristrette di lettori.
Questo non per colpa delle persone, anzi localmente ci sono diverse iniziative e si dimostra interesse verso l’ambiente letterario ma restano sempre manifestazioni locali.
Penso che il peso degli scrittori e dei poeti sia limitatissimo, la gran parte degli autori resta pressoché sconosciuta ed è un vero peccato che certi talenti non riescano a trovare spazio e rimangano nascosti.

Qual è la tua opinione sulla politica italiana relativamente alla cultura in generale?

Non entro nel dettaglio, penso che il nostro patrimonio culturale andrebbe valorizzato e creerebbe anche posti di lavoro. Credo non l’abbia fatto mai nessuno. Bisognerebbe promuovere la lettura e l’arte fin da piccoli, andrebbe incentivato l’amore per la nostra bellissima nazione, per la cultura e per la bellezza del nostro patrimonio storico ed ambientale. Non dimenticandoci di salvare anche le diverse tradizioni locali.
Ed è mia opinione personale che la lingua italiana andrebbe tutelata, liberandola dai tanti anglicismi che la deturpano.

Cosa consiglieresti ad un giovane o a una giovane che iniziano a scrivere?

E’ difficile dare dei consigli, ognuno ha la propria storia, le proprie esperienze. Ai giovani scrittori consiglierei solo di non perdere mai la speranza, neppure davanti ad eventuali delusioni o rifiuti ma di continuare a scrivere. Perché là fuori ci sono lettori che attendono le loro poesie, i loro racconti, qualche parola o strofa dove ritrovarsi e tra le pagine di un libro dove poter fare viaggi con il cuore.

Stai già scrivendo una nuova raccolta poetica? Puoi farci qualche anticipazione?

Ho appena iniziato a raccogliere alcune poesie per una prossima raccolta. Posso anticipare solo che darà più respiro all’anima, lasciandola raccontare qualcosa di più, permettendole di esplorare e.. non dico altro. Lascio la curiosità.

Pubblicheresti qui di seguito una tua breve poesia quale omaggio per i lettori di Alessandria today?

Certamente.

Sento i rintocchi del cuore
in questa sera silente,
tocchi di un’emozione che affiora
cadenzano la sinfonia del tramonto,
affiorano sentimenti come stelle
nel cielo che si veste d’amore.

Progetti di scrivere un romanzo. Altri progetti per il futuro e sogni nel cassetto?

Si è in progetto ma non a breve. Coltivo questo sogno da un po’ di tempo, ma aspetto la giusta ispirazione. Vorrei debuttare con qualcosa di speciale.

Ringrazio di cuore la redazione di Alessandria Today per l’opportunità, è stato un vero piacere essere intervistata da voi. Mi auguro che continuino ad esisterci iniziative come questa, dove poter far conoscere tante belle realtà letterarie e mi congratulo con voi per l’idea del blog e la passione che ci mettete.
Sono grata a tutti coloro che avranno dedicato un po’ del loro tempo alla lettura di questo mio intervento, spero sia piaciuto. Un saluto a tutti.

Ciao, Monia. L’intervista si è svolta in un’atmosfera serena senza fronzoli o impalcature sceniche. Credo frutto della scelta di vita che hai fatto. La semplicità, non scevra da osservazioni acute e interessanti, è una dote che hanno pochissimi di coloro che si professano poeti o scrittori. Noi di Alessandria today ti auguriamo di portare a compimento tutti tuoi progetti umani o letterari che siano. Grazie e a presto.

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