Momenti di poesia. QUANTE SONO LE VOLTE, CHE LA NOIA… di Roberto Busembai

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QUANTE SONO LE VOLTE, CHE LA NOIA….

Quante sono le volte che ti prende la mano e ti dice, nel silenzio, andiamo,
quante sono le volte che ti scivola nel cuore, senza movimento, e ti fa dolore,
quante sono le volte che vorresti urlare forte e ti trattiene, nella gola, un malore,
e quanto volte sono poi le rivincite che ti crei nella mente, con mera soddisfazione, per proseguire,
e quanto ancora avrei da nominare per far capire quella sottile, infinita e meschina
noia che ti prende la mattina e non ti lascia più, persino fino a sera.
Nascono allora tutte quelle incomprensioni, battibecchi, insoddisfazioni con se stessi,
nasce pure un sentimento che tra l’odio e il rancore c’è di mezzo un firmamento,
non si cura più del tuo vivere quotidiano, anzi ride come iena di soddisfazione innata,
guardi il mondo che ti gira intorno come fossi appena sceso su un pianeta
che a te non è dato di conoscere e ti senti lo straniero, un marziano
in un’osai di gente e di cose che ti opprimono.
Quante sono le volte che ti prende e non ti lascia poi respiro quel mancato
riso sulla bocca per poterti dire, m’amo, che il solo pensarlo fa rabbrividire,
quante sono quelle volte che vorresti fosse fine ogni spazio aperto,
e non sai per questo dartene ragione, e navighi come una nave in mare aperto,
che ammainate ha le vele per quel senso di bonaccia che ti invade.
Quante sono quelle volte che vorresti essere fuori da te stesso
per vedere se davvero fai così pena,
e magari detestarti e portarti alla lontana,
da un se stesso che si scema.

Roberto Busembai (errebi)

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