Ricordando Dora, stella italiana del jazz, di Donatella Pezzino

 

La storia di Dora Musumeci, catanese, classe 1934, è essenzialmente una storia d’amore. Amore per la musica, per il pianoforte, ma soprattutto per il jazz, al quale consacrò tutta la sua vita. Dotata di un talento che si manifestò fin dalla più tenera età, Giulia Isidora Musumeci (questo il suo nome completo) fu una delle primissime pianiste jazz italiane, ed ebbe il merito di portare in giro per il mondo una particolare sinergia nella quale una sensibilità tutta femminile si fondeva ad un gusto raffinato, ad una straordinaria forza espressiva e ai ritmi caldi della terra di Sicilia.

Intuite le sue eccezionali doti musicali, il padre (violinista presso il Teatro Massimo Bellini di Catania) la indirizzò verso gli studi classici; Dora, estremamente sensibile alla sua approvazione, sacrificò quindi allo studio del pianoforte tutta la sua giovinezza, diplomandosi infine al Conservatorio di San Pietro a Majella di Napoli. Ma né questo traguardo, né il successo che riscuoteva con le sue esibizioni in pubblico (iniziate già quando era una bambina) valevano a gratificarla: nonostante il suo cammino fosse pieno di soddisfazioni, c’era in lei un disagio, una “nota stonata” che le impediva di sentirsi completamente realizzata. Si sentiva, in altre parole, incamminata su una strada a lei non del tutto congeniale. “Chopin, Debussy, Beethoven non erano per lei “scrive Santina Quattrocchi Paradiso “ed essendo vincolanti, non la soddisfacevano più. Voleva improvvisare. La sua libertà, umanamente racchiusa nel solo rapporto col padre, e professionalmente legata alle rigide regole delle esecuzioni classiche, aveva bisogno di espandersi in qualche modo. E la liberazione avvenne, attraverso la sublimazione dell’arte, quando Dora scoprì il jazz.”

La “svolta” non tardò a dare i suoi frutti, consentendole di brillare non solo in Italia ma anche all’estero. E’ del 1947 il primo articolo monografico a lei dedicato dalla prestigiosa rivista Musica Jazz; grande risonanza ebbero le sue esibizioni con giganti del calibro di Lionel Hampton e Dizzy Gillespie. Negli anni Cinquanta, ebbe finalmente una band tutta sua (il cui cantante era Roby Matano, futuro componente dei Campioni) con la quale effettuò una tournèè in vari paesi europei. Oltre che da pianista, dando sempre largo spazio all’improvvisazione, Dora si esibiva anche come cantante, sfoggiando una voce accattivante e ricca di sfumature. Un orecchio musicale non comune e una memoria prodigiosa le consentivano di suonare senza spartito, anche quando si trattava di brani ascoltati solo una volta.

Nel 1956, pubblicò l’album La regina dello swing, che le fruttò la vittoria al Festival del Jazz di Modena. Sempre più popolare in TV e in radio, venne ospitata in diverse trasmissioni e incise con varie etichette discografiche; molti dei suoi pezzi erano arrangiamenti jazz di brani di musica leggera. Appartiene a questo periodo la nascita del suo quartetto, con il quale suonò spesso anche al Piper.

Negli anni Sessanta, la Musumeci collaborò alla composizione di colonne sonore per il cinema, per il teatro e per la radio, lavorando con prestigiosi maestri italiani fra cui Ennio Morricone e Romano Mussolini. Infine, negli anni Settanta, un imprevisto cambio di rotta: Dora si riavvicina alla musica classica. E’ insegnante di pianoforte al Conservatorio Cilea di Reggio Calabria e si dedica alla stesura di studi per pianoforte a scopi didattici: uno dei più celebri, un adattamento della Rapsodia in Blu di Gershwin, da anni suo “cavallo di battaglia” anche sul palco. Non smette, però di collaborare con il mondo dello spettacolo, e continua a comporre musiche per spettacoli radiofonici e teatrali.

La morte sopraggiunge a Catania nel 2004, quando viene investita in Corso Italia mentre attraversa la strada. Il suo fisico non regge ai traumi riportati, e Dora si spegne dopo 20 giorni di coma. Rimasta nell’ombra per un lungo periodo, la jazzista siciliana sta conoscendo oggi una progressiva riscoperta, meritato tributo al suo impegno e al suo ruolo di portavoce del talento italiano nel mondo.

*

Donatella Pezzino

(Immagine da: https://catania.italiani.it)

Fonti:

– Wikipedia

– Santuzza Quattrocchi Paradiso, Dora Musumeci, Regina dei Jazz, su “Agorà”, n.44, Catania, Editoriale Agorà, 2013, pp.4-5.

https://catania.italiani.it/scopricitta/la-catanese-dora-musumeci-pianista-jazz-ditalia/

https://www.siciliafan.it/era-la-prima-pianista-jazz-ditalia-ed-era-siciliana-dora-musumeci/

Autore: DONATELLA PEZZINO

Catanese, classe 1970, storica e scrittrice, da sempre appassionata alla cultura della sua terra, con particolare attenzione alla storia femminile, all'archeologia e alla letteratura. Autrice di saggi, articoli, testi poetici e recensioni, ha collaborato con diverse riviste ed è membro del collettivo di scrittura "Bibbia d'Asfalto".

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