Momenti di poesia: Cesare Pavese

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Girerò per le strade finché non sarò stanca morta
saprò vivere sola e fissare negli occhi
ogni volto che passa e restare la stessa.
Questo fresco che sale a cercarmi le vene
è un risveglio che mai nel mattino ho provato
così vero: soltanto, mi sento più forte
che il mio corpo, e un tremore più freddo
accompagna il mattino.

E desidero solo colori. I colori non piangono,
sono come un risveglio: domani i colori
torneranno. Ciascuna uscirà per la strada,
ogni corpo un colore-perfino i bambini.

Questo corpo vestito di rosso leggero
dopo tanto pallore riavrà la sua vita.
Sentirò intorno a me scivolare gli sguardi
e saprò d’esser io: gettando un’occhiata,
mi vedrò tra la gente.

Ogni nuovo mattino,
uscirò per le strade cercando i colori.
(Cesare Pavese)

Il rosè il vino che crea atmosfera..

Creando Idee

lo pensava anche Hemingway, che nel suo Il Giardino dell’Eden aveva definito il rosé “un ottimo vino per persone innamorate”. E chi siamo noi per contraddire Hemingway? Senza dubbio il rosé, nel suo destare ancora tanta curiosità, è certamente legato a quel mondo lì: primavera-estate, cene all’aria aperto, chiacchiere a voce bassa, candele accese al principio del tramonto, ascoltando bella musica.Ma i vini rosé meritano molto più di tutto questo. Piano piano, i mercati lo stanno capendo. Vietato trascurare il rosè!, ha scritto il food writer John Mariani. Produrre un vino rosé è un’arte che richiede grandi capacità e passione, sia nella corretta selezione degli uvaggi che nella tecnica di produzione in cui l’uva a bacca rossa è vinificata in bianco, lasciando le bucce a macerare con il mosto per un tempo più o meno breve. Non si tratta di una miscela di uve bianche e rosse, come molti credono I

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Invito alla visita del Teatro Marenco di Novi Ligure restaurato; di Lia Tommi

In occasione dell’ultimazione dei lavori di ristrutturazione del Teatro Romualdo Marenco, che sarà restituito alla nostra Città nel suo antico splendore, la Fondazione Teatro Marenco invita ad una visita presso la Sala Teatrale in programma per MERCOLEDI’ 3 APRILE alle ore 18.00.

Per l’occasione saranno presenti, oltre ai Soci Fondatori, la spettabile Giunta Comunale ed i componenti del Consiglio Comunale.

Presentazione del libro “La violinista” di Piero Milanese; di Lia Tommi

PROGETTO “LETTURE IN BIBLIOTECA”

Fabrizio Priano Presidente dell’Associazione Culturale Libera Mente-Laboratorio di Idee presenta il progetto “Letture in Biblioteca” con il quale si intende promuovere la lettura di libri semplificandone la comprensione attraverso l’incontro con i relativi Autori nel luogo maggiormente deputato alla lettura : la Biblioteca Civica “Francesca Calvo” di Alessandria.
Gli incontri calendarizzati per l’anno 2019 vedranno susseguirsi di diversi Autori i quali presenteranno i propri libri , ciascuno con argomenti di genere diverso.

Giovedì 28 marzo 2019 alle ore 17,00 nuovo appuntamento del progetto “Letture in Biblioteca “ con un libro ambientato nel periodo della seconda guerra mondiale scritto da Piero MILANESE dal titolo “La Violinista”.
presso la Sala Bobbio della Biblioteca Civica “Francesca Calvo” di Alessandria in piazza Vittorio Veneto, 1.
Fabrizio PRIANO commenta “ È la terza conferenza organizzata per parlare della storia del “Secolo Breve” così come è stato definito il XX secolo dallo storico inglese Eric Hobsbawm. Piero Milanese racconta una storia d’amore in un momento difficile dove I sentimenti di passione e di desiderio vengono esasperati dalla paura e dalla morte”
Interviene il Prof. Pier Luigi Cavalchini
Letture di Lia Tommi e Cristina Saracano.
Di seguito breve biografia dello Scrittore, trama e copertina del libro presentato.

Trama del libro “La Violinista”
Biografia di Piero MILANESE

“La violinista”

Conclusa la trilogia sugli anni ‘60’70, l’autore prosegue la riflessione sul Novecento spostando l’attenzione su uno dei periodi più drammatici del nostro recente passato, la Guerra di Liberazione o Resistenza, da lui ritenuto evento formativo fondamentale, pur se non direttamente vissuto, per quelli della sua generazione.
L’esperienza delle Repubbliche Partigiane sorte nell’Italia del Nord durante l’estateautunno del 1944, da cui il libro trae spunto, suscitò speranze (e illusioni) per una fine del conflitto ritenuta prossima tanto dai combattenti delle montagne quanto dalla popolazione stremata da quattro lunghi anni di guerra.
Nell’Ossola appena liberata, Nevio, un partigiano ferito, viene lasciato dai compagni alle cure delle suore di un piccolo borgo sui monti dell’alto Verbano. Alle religiose e al medico del paese, il ragazzo racconta le proprie vicissitudini di combattente. A loro confida inoltre la pena dovuta al mancato incontro con Orsola, una musicista cannobiese di cui è innamorato, non più rivista dall’estate ’43 a seguito dei tragici fatti avvenuti in quei mesi (caduta di Mussolini e armistizio dell’8 settembre). Sullo sfondo delle gloriose giornate della Repubblica Partigiana dell’Ossola, Nevio potrà poi ritrovare la ragazza, e rivivere con lei il tenero rapporto di due adolescenti maturati in fretta grazie alle terribili esperienze della guerra.
Nel romanzo scritto in sintonia con avvenimenti storici realmente accaduti, i personaggi della trama hanno perciò modo di rapportarsi e interagire anche con i reali protagonisti di quelle vicende.
Il libro evidenzia inoltre l’apporto di solidarietà e aiuto forniti alla causa dei combattenti dalla cosiddetta Resistenza disarmata, quell’insieme di migliaia di persone inermi (operai, contadini, donne, vecchi, bambini, preti e suore) la cui collaborazione risultò fondamentale per lo sviluppo e il successo della lotta di liberazione.

Un romanzo di amore e di guerra ambientato nella Valle d’Ossola nell’autunno nel 1944, quando quel lembo di terra tra Piemonte e Svizzera divenne il primo territorio libero governato dagli insorti. La violinista è una storia, appunto, anche d’amore. Un partigiano ha una relazione, seria, con una giovane musicista proveniente da una famiglia “fascista”. Il pubblico e il privato si intrecciano dando vita ad una vicenda che mescola la grande Storia con la piccola realtà quotidiana. La passione, il desiderio, la paura, la morte.

Piero Milanese nasce ad Alessandria nel 1947. Lavora come tecnico elettronico in aziende del Gruppo FIAT su sistemi di automazione varia e componentistica per auto. Da sempre appassionato di letteratura, nel 1975 pubblica il romanzo «Il posto alla FIAT». Nel 1998 pubblica la raccolta di poesie dialettali «El cór an Piasa» (Il cuore in Piazza) cui seguono i premi letterari «Cesare Pavese» al Grinzane Cavour nel
2000, e due «Guido Gozzano» a Terzo d’Acqui nel 2001 e nel 2016, per altre sue raccolte inedite di versi. Nel 2012 collabora con l’Istituto per la Storia della Resistenza di Alessandria alla stesura dell’antologia «El lén-ni an Tani» (Le lune in Tanaro) del poeta Giovanni Rapetti. Altri suoi saggi sull’opera di questo poeta compaiono ne «Il canto di Orfeo» (Atti del convegno internazionale di Rocca Grimalda, 2012), e nel volume «Fame e abbondanza» (2017) patrocinato dall’IRCrES-CNR e dalla CRT.
Nel 2013 torna al romanzo con «Parola sospesa» cui seguono nel 2014 «Amamialfredo», nel 2015 «La scappatella», e nel 2016 «La violinista – Amore e guerra nella Repubblica Partigiana dell’Ossola», tutti pubblicati dalle edizioni «Araba Fenice» di Cuneo.
Pensionato dal 2002, vive con la moglie a Fubine, nel Monferrato alessandrino.

Palazzo Alti Comandi Militari (1939-1940) di Alessandria 850

Palazzo Alti Comandi Militari (1939-1940) di Alessandria 850

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Palazzo Alti Comandi Militari (1939-1940)
Nonostante Alessandria fosse da sempre sede di forti guarnigioni militari concentrate nelle numerose caserme, gli ufficiali ed i Comandi erano alloggiati in vari locali in affitto sparsi in diverse parti della città. Dal 1929 il Comune compie degli studi per risolvere il problema ed arriva alla determinazione di costruire un nuovo edificio per ospitare il Comando di Corpo d’Armata con i necessari uffici ed alloggi per i militari ed i dipendenti.

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Nel 1931 l’Amministrazione cittadina concede un contributo di un milione una tantum per la nuova costruzione. Due anni dopo giunge ad un accordo con il Ministero della Guerra che prevede la ripartizione delle spese , da contenersi complessivamente in otto milioni, tra il Comune ed il Ministero e l’impegno ad utilizzare mano d’opera locale.
Scartate numerose alternative, nel 1938 viene scelta l’area di corso Crimea di fronte ai giardini pubblici, ex sede delle stazione delle tranvie a vapore della Provincia. Il terreno, di circa, 3200 meri quadrati, è di proprietà di Giuseppe Borsalino e viene acquistato per 650.000 lire dal Comune, che provvede inoltre allo stanziamento di tre milioni e mezzo per l’opera edilizia.
Nel 1939 il lavoro è affidato alla ditta Bastita e Sappia di Genova, che redige anche il progetto per mano dell’architetto Francesco Sappia; viene stabilito in tre milioni il compenso a corpo per il lavoro. Continua a leggere “Palazzo Alti Comandi Militari (1939-1940) di Alessandria 850”

I moti del 1821, di Alessandria 850

I moti del 1821, di Alessandria 850

I moti del 1821
Il 20 aprile 1814 cade il Napoleone. Dieci giorni dopo, Alessandria è occupata dalle truppe austriache. In città, per timore di una sommossa, viene proclamato lo stato d’assedio. Il 14 maggio Vittorio Emanuele I, dopo 16 anni di esilio, sbarca Genova; il 17 entra ad Alessandria e riprende formalmente possesso della città, che dopo la breve parentesi della dominazione francese, torna sotto lo Stato sabaudo.

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In Europa la Restaurazione non è accettata passivamente; un po’ dovunque scoppiano sommosse e moti rivoluzionari contro l’oppressione austriaca. Anche in Piemonte, nel gennaio del 1821, si hanno i primi tumulti. L’insurrezione militare parte da Alessandria, Pinerolo Fossano.

Ideatore della sommossa è il trentottenne Santorre Annibale De’ Rossi di Pomarolo, conte di Santarosa. Il 6 marzo egli espone a Carlo Alberto un piano per una rivolta in tutto il Piemonte ed esorta il principe di Carignano a guidarla. Carlo Alberto promette formalmente il proprio appoggio ed assicura i congiurati che si sarebbe fatto mediatore con la corona. Ma in un successivo colloquio ritira la promessa, non si sa perché. È certo che egli consigliò il moto che stava per scoppiare. A Torino è ancora possibile dare il contrordine, non a Fossano, né ad Alessandria, dove i preparativi sono già portati a termine. Continua a leggere “I moti del 1821, di Alessandria 850”

POESIA, di Anna Fiorillo-Clavelli

POESIA, di Anna Fiorillo-Clavelli

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POESIA

Ho bisogno della poesia.
Che possa regalarmi
un cuore con le ali.
Che possa darmi occhi
per guardare nell’anima.
Che possa donarmi fiori profumati.
Ho bisogno della poesia,
che mi regali
piume di cristallo,
un mare di gioia,
un cielo azzurro
con il sole splendente.

Ho bisogno,
si ho bisogno
della poesia!

Per mettere da parte la tristezza,
per regalarmi gambe
da poter
camminare sulla strada
pietrosa e superarla,
per arrivare a piedi nudi sulla sabbia
e correre fino a raggiungere
il sentimento
e con l’anima volare sulle nuvole,
per ascoltare la
sinfonia di un mondo
difficile ma bello. Continua a leggere “POESIA, di Anna Fiorillo-Clavelli”

Da troppo tempo, di Giuliano Saba

Da troppo tempo, di Giuliano Saba

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Da troppo tempo
stavo seduto sulla riva dei miei pensieri,
Da troppo tempo mi mancava
quell’immagine fresca e tanto desiderata..
Sognai il suo corpo lontano
distillando il mio tormento.
in quella vana e struggente attesa..
Persi ormai le speranze……
ma non tutto fu perduto..
Lei arrivò………………..
Bella, bella, bella come mai l’avevo sognata,
Piccola vestale,candida e pura,
con fiero sguardo,orgoglioso e sicuro.

Sirena , Dea, e Musa…
Venere le plasmò il suo giovane corpo
con gocce di trasparente ambra solare,
e di luce d’avorio le illuminò il sorriso,
Aveva pelle seducente e provocante…
la spuma del mare me la portò cosi..
Veniva dal passato che io non avevo vissuto.
Veniva nel presente
che condannava alla cenere
il mio corpo e la mia anima..
Veniva per me,
ma io avevo labbra troppo aride
per poterla baciare..
avevo braccia troppo corte
per annullarne la distanza..
)( Giuliano Saba )( 2000.

Grate e graticole, di Cesare Moceo

Grate e graticole, di Cesare Moceo

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Grate e graticole

Nello squillante subbuglio
della mia effimera diversità

scorgo negli altri

legittime curiosità da soddisfare

e il loro agire
anche in virtù di queste


mi ritrovo mediatore di mondi

dove volare basso
è sentirmi a mio agio

nel lottare

contro le caotiche
immagini della mente

fino a ritrovarmi silenzioso

senza dir nulla

e sentirmi

come se avessi parlato per ore
a curare sogni d’ogni tipo

immerso in un mare
di scogliato di sentimenti

dove finire sommerso

da meschinità e abbrutimenti
.
Cesare Moceo poeta di Cefalù
Destrierodoc @ Tutti i diritti riservati

Ai candidati sindaco di Tortona, da Giulia Calia

Ai candidati sindaco di Tortona, da Giulia Calia

Ai candidati sindaco di Tortona
I problemi che ricadono sulla nostra cittadina, ricadono in tutte le altre città, la causa non è la cattiva o buona gestione del Sindaco e del suo team, ma della globalizzazione! Questo fenomeno innaturale è stato creato solo ed esclusivamente per il raggiungimento di determinati obiettivi.

Le tematiche ricorrenti sono: lavoro, sicurezza e immigrati.

Ragioniamo. La globalizzazione ha portato alla liberalizzazione dei mercati, trovo la stessa merce del negozio a fianco a casa, su internet, ma ad un prezzo inferiore,cosa faccio? Beh ovviamente la compro online perché devo risparmiare, lavoro ma il guadagno non basta a coprire tutte le mie spese, eppure con l’euro mi è stato detto che avrei lavorato di meno e guadagnato di più! Ma dove???
Purtroppo i negozi hanno questo problema e la logica del prezzo (arrivare a triplicare il costo della merce), la concorrenza di internet, la tassazione, fanno sì che molti negozi chiudano. A Tortona se non abito in centro sono costretto ad usare la macchina e se mi va di fare shopping mi tocca pagare pure il parcheggio, vuoi mettere la comodità dell’acquisto online?
Continua a leggere “Ai candidati sindaco di Tortona, da Giulia Calia”

C’e una cosa, di Anna Bernone

C’e una cosa, di Anna Bernone

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C’e una cosa
che fa
il mare per me…..
ascolta I miei silenzi.
Mi culla con il suo canto,
accarezza il mio cuore
bacia le mie lacrime,
siano esse di gioia,
di tristezza
o nostalgia.
Mi conforta,
mi coccola,
mi da forza,
mi da calma.
C’e’ una cosa
che fa
il mare
per me…….
Mi da
se stesso
intriso
di me.

Anna Bernone

Silenzio primordiale, di Grazia Denaro

Silenzio primordiale, di Grazia Denaro

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Silenzio primordiale

Il tuo solitario andare sulla riva del fiume
tra i canneti e le piante di papiro
che smorzano la luce declinante del crepuscolo
mentre il vento suona rapsodia
sulle foglie delle piante.

Il sole cala all’orizzonte,
ti attira l’acqua ed impatti sulle pietre:
stordita ti lasci trascinare dalla corrente
e la tua vita vola nell’apogeo del cielo
scevro di suoni e nel rigore del vuoto.

Ginestre e tamerici testimoni del folle gesto
tendono i rami al vento in un flebile lamento,
si zittisce il canto delle cicale
ed aleggia nell’aria un silenzio primordiale.

@Grazia Denaro@

Piuttosto fatti carezza

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Ora _di grazia_ dovrei andarti bene?

 
In mezzo a tanta indifferenza

e a tanta maleducazione

_in un presente dove il fenomeno

più comune è la noncuranza_

io resto controtendenza.

 
Trovo irresistibili la gentilezza

come i gesti carini in genere

figurarsi quando sono coinvolta

_per quale che sia la cosa

o da chi che sia la persona_

e rigetto tutte le banalità.

 
 
A volte siamo in cerca di noi stessi

vagabondiamo in altri luoghi

dei noleggi spaziotemporali

_o facciamo ricorso ad altre

persone disponibili con noi_

e sono delle sfide palliative.
 
 
Quelli che sembra non si perdano

ci dicono di stare bene ovunque

ma suppongo non ci stiano

_neanche in compagnia del loro Ego

smisurato e represso ingiustamente_

chissà perché dovrei starci bene io?

 
 
Io mi pongo enne ed uno mila quesiti

ora _di grazia_ dovrei andarti bene?

Puoi scegliere in tutta franchezza

però parlami lievemente

piuttosto fatti carezza.

Paola Cingolani
23/03/2019

L’altra donna

Il Blog di Roberto Iovacchini

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Titolo: L’altra donna

Autore: Daniel Silva

Editore: HarperCollins

Traduzione: Seba Pezzani

L’altra donna è il titolo dell’ultimo libro di Daniel Silva che vede protagonista Gabriel Allon, ora divenuto il capo del Mossad, l’agenzia di intelligence per l’estero di Israele, il secondo servizio segreto più grande dei paesi occidentali, dopo la CIA.

La storia ha inizio a Vienna, una delle città europee preferite dai turisti per la sua storia, il suo romanticismo ma che per Allon rappresenta il peggior ricordo della sua vita, quando una esplosione provocò nel suo cuore e nella sua mente una ferita inguaribile.

Un disertore russo ha chiesto aiuto ai servizi israeliani di cui era un informatore. Doveva essere una operazione facile, ma qualcosa va storto e il russo viene ucciso a pochi metri dalla salvezza davanti agli agenti israeliani che avrebbero dovuto proteggerlo. Nel giro dell’intelligence occidentale tutti sono convinti che siano stati gli stessi israeliani…

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