LA BALLATA DEI SE E DEI MA – SENZA COLLARE – a cura di Marina Vicario

a cura di Marina Vicario

Grazie ragazzi per aver accettato di presentarvi ai lettori di Alessandria Today, raccontateci chi siete e quali sono i vostri progetti.

SENZA COLLARE è un collettivo di autoproduzione musicale nato a Genova nel 2006.

I temi attorno a cui ruota il nostro interesse artistico sono:
la musica, nella quale ci immergiamo, divertendoci con passione.
la natura selvaggia e le forme di convivenza con essa,
la poesia e la letteratura con particolare riferimento ai beat
le culture native e le loro tradizioni,
la libertà, anche creativa, celebrata come faro della nostra visione,
l’infanzia e il gioco, contrapposti alla rigidità degli schemi imposti dalla società degli adulti e dalle regole spesso meschine del mondo del lavoro.
Questi argomenti definiscono le tematiche principali per la musica del gruppo.

Negli anni abbiamo realizzato, cercando sempre di allargare il cerchio dei partecipanti affinchè l’idea di Senza Collare potesse essere inclusiva e partecipativa: doppiaggi, reading e letture pubbliche, collaborazioni con danzatrici, poeti e filmmaker, blog, conferenze, presentazioni, eventi d’arte. Il tutto all’insegna della sperimentazione e dell’autoproduzione.

Stiamo ultimando le registrazioni di un nuovo album. Si tratta di un disco di canzoni legate tra loro da un tema dominante.
Abbiamo scelto di intitolarlo “LA NOTTE SVEGLI” perchè tutte le canzoni, con stili e suggestioni diverse, sono un invito a vivere in modo presente e personale la nostra vita, e a farlo in modo creativo senza lasciarsi condizionare da ciò che ci viene preconfezionato dal sistema.

Queste nostre nuove canzoni sono un invito a guardare le cose in modo diverso, a farsi delle domande, ad essere svegli, appunto, mentre il mondo dorme, spesso nel sonno di una esistenza in cui le persone non si riconoscono nei loro mestieri e nelle loro scelte, un mondo dove si cambia poco e dove sono sempre meno le persone che sono capaci di far volare il cuore, dove c’è bisogno di più poesia e meno omologazione.

Un disco che vogliamo vibrante e un po’ inquieto, che stia alla finestra a guardare la notte e a pensare come potrebbe essere la vita, ad intuirne le mille forme, un disco innamorato della vita stessa.
Abbiamo realizzato questo disco di notte dopo giornate piene non sempre di cose buone. Scrivendo musica per puro piacere, suonando come si suona insieme dopo una vita, come animali liberi, senza più uno straccio di vanità nel cuore. Lo abbiamo scritto di notte come fosse un racconto intorno al fuoco durante una tempesta. Di notte, perché di notte i suoni rimbombano e la vista si aguzza per vedere ciò che di giorno non si distingue per troppa luce. Lo abbiamo scritto incontrandoci in una terra piena di una musica nuova, che nessuno di noi tre avrebbe scritto mai, una musica che è un luogo dell’anima dove ci siamo ascoltati in silenzio, mettendo da parte i personalismi, armonizzandoci, lo abbiamo scritto ridendo tanto e prendendoci tanto in giro.

La canzone che abbiamo scelto come primo singolo dell’album si intitola La Ballata dei Se e dei Ma, e riassume molte delle tematiche del disco. Esprime il desiderio forte di vivere davvero, di inventare la vita, di pensare per esempio il nostro mestiere non come un semplice modo per inserirsi in una società di professioni preconfezionate, ma come un modo per esprimere chi siamo nel profondo e cosa possiamo offrire alla comunità in cui viviamo. Lavorare dovrebbe essere un modo per migliorare la nostra vita e quella degli altri. Abbiamo estremizzato questo aspetto nel video chiedendo ad amici di realizzare dei cartelli con scritti mestieri dei più fantasiosi e la cosa ci ha divertito molto.È una provocazione giocosa ma ha un contenuto molto serio. La produzione del video è rigorosamente autonoma e indipendente come tutta la produzione musicale, anche questo è un aspetto fondamentale del nostro approccio, la semplicità creativa molto spesso è la chiave della buona comunicazione e, con questa ballata abbiamo voluto parlare allo spirito indomabile che ogni essere umano ha infondo al cuore, un ululato di lupo nel fondo della notte.

Link per la pagina facebook:
https://www.facebook.com/musicasenzacollare/

Momenti di poesia. “TUTTO”, di Giuliano Saba

Momenti di poesia. “TUTTO”, di Giuliano Saba

tutto.jpg

“TUTTO”.

Dio è una Donna……
Con il creato dentro agli occhi..
Dio è Donna che da vita,
Bellezza e gioia infinita..
Dio è Donna
È fogli di carne viva
Dove le mie labbra
Scrivono ciò che il silenzio
Non deve sentire…
Dio è Donna,
Madre ,sorella ,amica..
Dio è tristezza,nostalgia
Dio sei tu Anima mia..
Dio è pensiero, è notte insonne ,
È l’alba,è la tua voce….
Dio è “Tutto”.
Il mio” Tutto”…..Tu…….
Giuliano Saba…
La foto e’ un Opera di una Pittrice Alessandrina.

Rappresentazioni dell’ Incorporeita’ nel Cinema a Casale ; di Lia Tommi

Deus absconditus: alla Biblioteca Canna rappresentazioni dell’incorporeità nel cinema
Il primo incontro lunedì 11 marzo

A causa di un’indisposizione del curatore Simone Spoladori (critico cinematografico e conduttore di trasmissioni radiofoniche dedicate al cinema sull’emittente Radio24), è slittato di una settimana l’inizio del ciclo di incontri alla Biblioteca Civica dal titolo “Deus absconditus. Rappresentazioni dell’incorporeità nella storia del cinema”.

Il cinema, sin dagli albori della sua storia, ha affrontato in modo più o meno diretto temi legati alla spiritualità. “L’anima è assetata di armonia, mentre la vita è disarmonica. In questa non rispondenza è racchiuso lo stimolo del movimento, la sorgente della nostra sofferenza e a un tempo della nostra speranza, la conferma della nostra profondità e delle nostre facoltà spirituali”. Sono parole di Andrej Tarkovskij, il grande regista russo che a questi concetti ispirò la sua produzione filmica, cifra interpretativa per molti registi che hanno reso grande il cinema dall’avvento del sonoro in poi, misurandosi con la sfida di rappresentare l’incorporeità del trascendente o di cogliere la dimensione spirituale della corporeità.

Il percorso proposto – dopo un incontro introduttivo dedicato a ripercorrere quali strategie enunciative permettano di dire ciò che non può essere detto e di “vedere” quel che non ha immagine – si concentrerà su quattro importanti autori che hanno messo al centro della loro poetica questi temi e queste suggestioni. Tutti gli incontri si avvarranno di un ampio materiale documentario di immagini e “citazioni” cinematografiche.

L’appuntamento con il primo appuntamento è quindi per lunedì 11 Marzo alle ore 20,30 alla Biblioteca Civica in via Corte d’Appello 12; lo stesso Simone Spoladori parlerà sul tema Prendere corpo / Perdere corpo.
Gli incontri monografici dedicati ai registi si svolgeranno secondo questo calendario:
2. Lunedì 18 marzo, ore 21:00 – Il cinema di Andrei Tarkovskij
3. Lunedì 25 marzo, ore 21:00 – Il cinema di Ingmar Bergman
4. Lunedì 8 aprile, ore 21:00 – Il cinema di Luis Bunuel
5. Lunedì 15 aprile, ore 21:00 – Il cinema di Martin Scorsese
Gli incontri, a ingresso libero e aperti a tutti, sono validi anche come corso di formazione per insegnanti (piattaforma S.O.F.I.A iniziativa formativa ID 27434) e avranno validità di credito formativo per gli studenti delle scuole superiori della città.
Simone Spoladori ha pubblicato: “Tim Burton. Il gotico delle meraviglie” (2010), e “Paolo Sorrentino. Le conseguenze di un autore” (2014). Ha in preparazione un libro su Christopher Nolan.

E mi mostravi orgogliosa

https://bonvinifranco.wordpress.com/2019/03/05/e-mi-mostravi-orgogliosa/

Ti ho fatto un ritratto
seguendo a matita ogni curva
visibile e non visibile
anche le più tormentose,
che metti in mostra orgogliosa.

E poi il viso,
riescono sempre male i visi,
e i graffi tra i seni,
guarda, risplendono.

Di certo anche più di uno
e ogni volta è una magia.

Perchè non sei più tu,
quella non sarai mai tu,
o forse sei proprio tu
e non l’ ho capito.

Sì, sei proprio tu,
affacciata al balcone della mia immaginazione,
a cucire parole antiche in modo nuovo.

immagini Francine Van Hove

Momenti di poesia. Non sono un poeta, di Vittorio Zingone

Momenti di poesia. Non sono un poeta, di Vittorio Zingone

Non sono un poeta

Un poeta dovrebbe educare
Al Bene, al Bello le altre creature;
Un poeta dovrebbe i durre a far sogni,
Indurre ad amare ogni nuova aurora che sorge
Dinanzi alla maesta’ del dio sole.

Un poeta dovrebbe discorrer d’Elisi, non d’Ade;
Divrebbe rendere eterno il viver terreno
Di ogni terrena creatura e di cio’ che intravede
In mondi a questo nostro paralleli.

Un poeta dovrebbe indicare la strada da fare,
I cieli da guardare, i panorami
Di cui far meraviglia di notte o di giorno che sia,

Io sono scrittore di vane parole, di quelle che
Non rendon la vita un inno di lode,
un canto d’amore al Dio Creatore.

Momenti di poesia. “PARLA LA PERSONA” di Maria Antonietta Bafile

Momenti di poesia. “PARLA LA PERSONA” di Maria Antonietta Bafile

“PARLA LA PERSONA”

Silenzio intelligente

Silenzio intelligente
fatto di niente…
nemmeno una parola
a chi aspetta, sola…
Silenzio inumano
molto strano
di persone intelligenti
fatte di mercenari innamoramenti.
Silenzio assordante
è quello dell’ignorante…
perciò l’orecchio porgi
e nuovi rumori e suoni scorgi…
e più bella dalla nebbia risorgi…
più forte e più vincente
del vigliacco silenzio intelligente.

maria antonietta bafile

Momenti di poesia. Sorgi alba di luce, di Grazia Denaro

Momenti di poesia. Sorgi alba di luce, di Grazia Denaro

Sorgi alba di luce

Sorgi alba di luce
benefico desiderio
della mia anima
irradiami di serenità e pace,
cancella questo silenzio
che mi corrode e mi consuma.

Scaccia la notte oscura
che m’ammanta di buio e solitudine…

risplendi mio giorno agognato
riempimi il cuore di ciò che io desidero
come l’Arca desiderò d’arenarsi sull’Ararat
stanca di quel peregrinare
sulla terra in Diluvio Universale.

Guardo il cielo con tristezza,
un suono di campane si perde
nell’ovattato silenzio.

Mi coglie dolore d’abbandono
ma l’energia che ho della vita
è irresistibile richiamo
all’aurora del tuo abbraccio – Signore.

@Grazia Denaro@

Il capolavoro incompiuto, la chiesa di San Nicolò l’Arena a Catania, di Donatella Pezzino

La chiesa di San Nicolò l’Arena è una delle basiliche monumentali più grandi della Sicilia. Sita in piazza Dante a Catania, nel cuore del centro storico cittadino, fu eretta nel corso del Settecento dai ricchi padri benedettini dell’omonimo convento, considerato ancora oggi il secondo complesso monastico più grande d’Europa.

I lavori per la costruzione dell’edificio cominciarono alcuni decenni dopo il terremoto del 1693 sullo stesso sito della preesistente chiesa cinquecentesca, prima danneggiata dalla colata lavica del 1669 e poi completamente distrutta dal sisma. Per la riedificazione di chiesa e monastero, i padri benedettini non badarono a spese: dotato di enormi ricchezze e popolato da membri di illustri casate nobiliari, il monastero di San Nicolò la Rena potè avvalersi dell’opera di artisti e architetti di pregio, come Antonio Amato, Stefano Ittar e Francesco Battaglia.

Sulla facciata colpiscono soprattutto le proporzioni gigantesche delle otto colonne che affiancano i portali. Per questa parte dell’edificio, il progetto venne cambiato per ben cinque volte prima della sospensione dei lavori, avvenuta nel 1797 a causa di un contenzioso fra i monaci e il fornitore dei laterizi. Nel 1866, a seguito della legge di soppressione delle comunità religiose, lo Stato Italiano confiscò l’intero complesso e la facciata della chiesa rimase incompiuta.

Durante la seconda guerra mondiale la chiesa venne sconsacrata e subì ingenti danni a causa dei bombardamenti. Riconsacrata e restituita ai padri benedettini a partire dal 1989, è stata oggetto di diverse opere di ristrutturazione ed è attualmente visitabile. Continua a leggere “Il capolavoro incompiuto, la chiesa di San Nicolò l’Arena a Catania, di Donatella Pezzino”

La Sapienza

ORME SVELATE

Una pagina della mia vita alla ricerca della conoscenza:
“Buonasera a tutti
Mi chiamo Giada e vorrei raccontarvi il mio approccio con la dott.ssa Vincenza. Ero seduta alla mia scrivania nel 2012, in ufficio a scuola dove lavoro, e stavo valutando la posta elettronica istituzionale del giorno. Tra le mail in arrivo, attira la mia attenzione quella di una premiazione all’Università La Sapienza di Roma. Approfondisco la lettura. L’invito era rivolto al mio Dirigente, una associazione di Roma organizzava un evento per premiare una dottoressa per il suo impegno, per il suo prodigarsi per il suo metodo di cura per liberare le persone dagli psicofarmaci.
Resto incantata, mi tornano in mente e mi passano davanti tutti i medici che mi hanno avuta in cura, troppi. Tutti gli psicofarmaci che il mio corpo ha assorbito, troppi.
Il passaggio successivo è il contatto via mail e la richiesta di poter partecipare io…

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Momenti di poesia. Destinazione felicità, di Anna Fiorillo-Clavelli

Momenti di poesia. Destinazione felicità, di Anna Fiorillo-Clavelli

Destinazione felicità

Prepariamoci a partire,
una valigia basta per
volare nel futuro.
Nel nostro bagaglio
basta metterci
l’orgoglio e
un pizzico di spirito
libero,
pronti per atterrare
nella valle del sole
del cielo e del mare.
Felice domenica
a tutti ❤️

03/03/19
Anna Fiorillo
Clavelli

L’amore ti spezza

Diario di una Zingara

L’amore ti spezza.

Ti spezza mentre lo cerchi, ti spezza quando non è corrisposto, ti spezza quando lo trovi, ti spezza il cuore in due. Ma per qualche inspiegabile motivo ti senti completo.

Nonna ha sempre giocato a fare la signorotta difendendo il suo titolo di Contessa sebbene ormai dimenticato.

Ha collezionato collane di perle: con un filo sottile e discreto, con tre fili intrecciati, con un filo e perle grandi come caramelle piccole.

Ha conservato con cura tutti i ricordi di famiglia.

E’ sempre andata a ballare il liscio al sabato sera rientrando, a volte, più tardi della me adolescente.

Ha fatto delle belle vacanze, per i tempi che erano, e ha comprato scarpe che non ha mai messo.

Nonna oggi prepara l’arrosto per i nipoti e taglia l’erba in giardino.

Rastrella le foglie cadute e compra ovetti di cioccolato.

Nonna oggi ha un telo di vellutino verde da…

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Pac, Vallardi/Bergesio, Lega: no a tagli indiscriminati, più tutele per prodotti italiani

Pac, Vallardi/Bergesio, Lega: no a tagli indiscriminati, più tutele per prodotti italiani

Roma, 5 mar – “Condividiamo le preoccupazioni espresse dal ministro Gian Marco Centinaio sulla riforma della Pac: siamo assolutamente contrari alla diminuzione indiscriminata di risorse per i nostri agricoltori, non possiamo accettare tagli e confidiamo che il Commissario possa dare risposte concrete alle perplessità nostre e delle categorie.

Phil Hogan

La Pac rappresenta una delle entrate più importanti relativamente all’attività degli agricoltori e al loro ricavo legato alla produzione, è fondamentale e necessaria una maggiore tutela dei prodotti italiani.

Abbiamo chiesto al Commissario Europeo Phil Hogan di portare attenzione all’Italia e di evitare di condividere scelte che ci penalizzino per i prossimi anni: non possiamo correre il rischio che i terreni vengano abbandonati con gravi ripercussioni su produzioni agroalimentari, sull’ambiente e, per molte aree, anche sul paesaggio.

Il governo e la maggioranza stanno mettendo in campo il massimo impegno per difendere e valorizzare le produzioni italiane, ma non accettiamo che si chiedano maggiori sacrifici agli agricoltori senza garantire loro risorse adeguate”.

Lo dichiarano i senatori della Lega Gian Paolo Vallardi, presidente della Commissione Agricoltura del Senato, e Giorgio Maria Bergesio, capogruppo Lega in Commissione Agricoltura.

Ufficio Stampa Lega Senato

ufficiostampalega@senato.it

Sventato tentativo di furto in appartamento di via Firenze, due donne arrestate dalla Polizia 

Sventato tentativo di furto in appartamento di via Firenze, due donne arrestate dalla Polizia 

Alessandria: Nel tardo pomeriggio di venerdì 1 marzo, il personale della Squadra Volante della Questura di Alessandria traeva in arresto JOVANOVIC Suzana, di anni 27, e VASIC Vanes, di anni 21 anni, entrambe senza fissa dimora, resesi responsabili di tentato furto aggravato in concorso.

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Alle ore 18.00 circa, il personale della Squadra Volante, durante l’ordinario servizio di  controllo del territorio, transitando lungo il cavalcavia di questo Viale Brigata Ravenna, notava,  nella sottostante via Firenze, due donne di etnia rom,  con fare circospetto si introducevano all’interno di uno stabile, sfruttando il portone d’ingresso lasciato aperto a causa di lavori di ristrutturazione.

L’equipaggio, pertanto,  si dirigeva verso lo stabile allertando, nel contempo, l’ulteriore  pattuglia presente sul territorio.

Giunti sul posto, i primi due operatori si introducevano all’interno del palazzo, mentre l’altra pattuglia permaneva davanti al portone di ingresso al fine di bloccarne un’eventuale fuga.

All’interno dello stabile le due donne venivano individuate, e successivamente bloccate dagli operatori, mentre trovandosi davanti alla porta di un alloggio, una armeggiava vicino alla  serratura, mentre l’altra si trovava vicino alle tromba delle scale  nell’atto di fare da “palo”. Continua a leggere “Sventato tentativo di furto in appartamento di via Firenze, due donne arrestate dalla Polizia “

Momenti di poesia,Non posso fermare le parole, di Daniela Cobaich Mascaretti

Momenti di poesia,Non posso fermare le parole, di Daniela Cobaich Mascaretti

Non posso fermare le parole.jpg

da Delirio d’amore

Non posso fermare le parole
corrono s’infrangono sconosciute
mi accarezzano…
Solo un respiro
due bocche incatenate
e la tua pelle…
E la tua pelle parla di acqua e di fuoco…
ha generato un fiore, un solo nome nel silenzio.

Daniela Cobaich Mascaretti

SP3marzo2019
Diritti riservati

Foto di Sara Gambazza

Momenti di poesia. Fitta la bruma, di Vittorio Zingone

Momenti di poesia. Fitta la bruma, di Vittorio Zingone

Fitta la bruma

Fitta la bruma
Come selva di pini sulla Sila,
Grondante acqua nel cuore di gennaio.

Con la nebbia mentale non si scherza
Se in soprappiu’ sei epilettico
E devi assumer mane e sera farmaci.

Non e’ cosa da prender sottogamba
Superare un giorno, ancora un altro giorno
Con il timore di non farla franca
Quando l’epilessia in agonia ti lascia,
Alla merce’ di tutti, sulla via,
Senza difese, senza forze,
Senza la possibilita’ di fare ancora
Gli estremi quattro passi
Per guadagnare un letto su cui stenderti
Per arrenderti al tuo malevolo destino:
Vedere il.mondo intero un mare d’onde
Che ti strappano le orbite, il cuor, la mente
E te li estraniano in siti universali
E non avere scienza a cosa ancorare la coscienza
Mentre ancora vigile ti senti,
Ma avulso, rifiutato da tutto cio’ che intorno
T’era punto di riferimento,
certezza d’esser qui e adesso,
D’appartenere a un mindo che fungeva
Da sicura culla, che ti fan patire
Terribili agonie, prima di lasciarti esanime, indifeso,
In profondo coma per piu’ ore,
Per poi rimettere i veleni accumulati in corpo, ritornare, infine, come nulla fosse,
Nell’infinito, avaro di pieta’, mondo traditore.

Vi sono creature a questo mondo
Che pagano la vita a pesod’oro, devono accontentarsi delle briciole,
Devono essere vessate dagli uomini e da Dio,
Non raccapezzarsi, per quante domande
Vadano porgendosi, d’una durezza fuori
Da qualsivoglia canone
D’un principio di misericordia
Per esser creature che vivono
Su quest’atomo nero di sciagura cosmica.

Creature che vengono tenute ai margini
D’un grande palcoscenico vitale
Come nate fossero indegne di recitare
Una preziosa parte nella vitale arena universale.

Non sperano in un premio alla fine
Per esser rimaste ai margini
Come creature calpestate da tutti senza compassione.