L’amore di una madre, di Sergio Pizio

” D’accordo forse avrei dovuto avvisarti ” sospirò il fratello.
” Si, avresti dovuto farlo ” mormorò lei incrociando nervosamente le braccia sul petto.
” Probabilmente ho sbagliato, ora però sei qui “
” Senti, non credo di potercela fare….io…io credo che me ne andrò e….”
” Stavolta no Aisha” asserì il fratello scuotendo il capo. ” Non puoi farlo, lo capisci?”
La ragazza abbassò lo sguardo, per poi risollevarlo facendolo scivolare sul volto teso del fratello.
” Non sono pronta, probabilmente non lo sono mai stata. Perché rovinare tutto, che senso ha? “
” Be, potrei elencarti una infinità di motivi per farti restare, quindi mi limiterò solo a ricordarti una cosa: dietro quella porta c’è Tommy, un meraviglioso bambino e qui davanti a me la sua splendida mamma. Credi che sia una valida motivazione? “
Gli occhi verdi della ragazza di riempirono improvvisamente di lacrime, sollevando e gesticolando le braccia a mezz’aria.
” Come…lui…lui e qui? ” balbettò asciugandosi di seguito le lacrime che le scendevano copiosamente sul viso teso e provato da una forte emozione, indietreggiando di qualche passo. “Io…io non posso farcela, lo capisci che tutto questo e pazzesco! “.
” Non c’è assolutamente nulla di pazzesco, sei sua madre dannazione, lo hai tenuto nove mesi in grembo.”
” Lo so maledizione, credi mi sia dimenticata quella sera all’ospedale quando sentì il suo primo vagito? “
Il fratello sollevò le spalle. ” Bene Aisha, allora dimmi cosa ti impedisce di stringerlo tra le tue braccia. “
La ragazza si afflosciò sulla poltrona, tenendosi la testa tra le mani, restando in silenzio cercando di racimolare tutte le forze necessarie dentro di se. Troppe volte lo specchio rifletteva l’immagine di una giovane donna dagli occhi tristi, consapevole che prima o poi avrebbe dovuto confrontarsi con la realtà. Lo sbaglio di una sera non poteva trasformare ogni stagione come un gelido inverno. Ricordava ancora l’odore di quel bastardo impregnato di tabacco e di maleodorante sudore mentre le palpava il seno e tutto il corpo con inaudita brutalità, penetrandola come un animale in calore. Bastava solo trovare l’umiltà diluita dentro al coraggio e plasmarla sul cuore, liberandolo da quella ferita ancora maledettamente dolente.
” Allora, che vuoi fare Aisha? ” le sussurrò il fratello posandole teneramente una mano sulla spalla, rispettando quella sua agognata sofferenza.
” Come mi devo comportare…si insomma, che cosa gli dico, e se lui…”
Il fratello fece un cenno con il capo.
” Rilassati sorellina e respira profondamente, per il resto ci penserà il tuo istinto di madre.Vedrai, andrà tutto bene”
Lei annuì dondolando il capo, disegnando un sorriso sulle labbra. ” Va bene, apri la porta “
” Sai una cosa sorellina ” pronunciò il fratello girando la maniglia. ” Tommy ti assomiglia molto, e non ha preso nulla da quel fottuto bastardo… “

Sergio Pizio

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