Libri:  Arte a Central Park… la passeggiata, di Daniela Cobaich Mascaretti

Libri:  Arte a Central Park… la passeggiata, di Daniela Cobaich Mascaretti

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Arte a Central Park… la passeggiata

…, strane storie venivano mormorate fra quei vecchi
muri: tonfi, urla e gemiti, sentiti soprattutto di notte,
nelle ore silenziose che precedono l’alba…
Strinse le spalle, chiacchiere e chiacchiere, qualcuno forse soffriva d’insonnia, qualche vecchietta petulante
che avendo capito che viveva sola, si divertiva a metterle paura! O come quel ragazzo del piano di sotto, uno decisamente fico…le era arrivato alle spalle
a passi felpati, mentre apriva la porta di casa e l’aveva fatta sobbalzare chiedendole in prestito un grosso martello…Carino era carino…biondo, occhi azzurri, evidentemente palestrato, da lasciarci gli occhi incollati!
Una meraviglia in quel deserto di vecchi condomini
ingessati, sempre pronti a parlare di valvole e caldaie,
ma un brivido l’aveva attraversata come uno strano presagio.
Scrollò le spalle e sorrise, prima di uscire aveva deciso di prepararsi una pizza per cena, aveva lasciato la pasta a lievitare, la ricetta era stata una sua ricerca frenetica sul pad, solo erano tantissime e si era persa nel cercare la migliore!Il risultato era stato una specie di palla appiccicaticcia,
che non voleva lasciare le sue dita, c’era voluta tutta la sua forza e alla fine l’aveva messa in una terrina: tocco
finale il suo poncho azzurro di cachemire per tenerla calda. Era comunque un investimento per il futuro.
Aveva deciso di portarne un pezzo ad “ occhioni azzurri “…chissà…forse erano solo fantasie e l’azzurro
era il suo colore preferito, diciamo un destino! All’asilo
quando era bimbetta, assai carina, aveva un fidanzatino con quel colore di occhi…peccato avesse cercato di dare fuoco al suo piumino…
Eveline ansando per lo sforzo, era quasi un’ora che correva, alzò lo sguardo sugli alberi: erano bellissimi
bianchi di neve ghiacciata, sembravano grossi fiocchi come quelli che la sua mamma usava metterle sui capelli, e lei strappava e buttava per terra! Non sopportava di essere agghindata e infiocchettata come un pacco di Natale.
Ricominciava a nevicare e la sensazione era da brividi, surreale…il cielo era tutto grigio, pareva di ovatta sporca, e nessun suono giungeva dal resto del parco…
tutto era fermo in attesa…in attesa di qualcosa…Guardò con apprensione lontano, gli alberi sembravano formare figure inquietanti in attesa del suo passaggio, le ricordavano i quadri della sua galleria
d’arte, quelli di quel grande artista svedese, presto ne avrebbe inaugurato una grande mostra, si sentiva molto orgogliosa per questo evento, erano mesi che lo stava preparando!
L’artista era un po’ orso e non si esprimeva bene con l’inglese, non che non lo sapesse, ma aveva una pronuncia orribile, falsava tutte le parole e in più era molto bruttino, decisamente brutto e questo disturbava il suo senso estetico, rafforzato ora da quell’incontro fantastico con “ occhioni azzurri “ oh pensò, stava di nuovo sognando…!
Continua…

Daniela Cobaich Mascaretti

Stampato17 Aprile2017
Copyright Emme EmmePo Edizioni

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