Sappiate che è possibile trovarmi… di Valerio Villari

Sappiate che è possibile trovarmi… di Valerio Villari

Questi versi rappresentano quella parte di me che pochi sanno vedere, quella parte di me che ho sempre scritto tra le righe, ma che non è facile interpretare.

So che qualcuno di voi ci è riuscito e ne sono orgoglioso oltre che estremamente felice, non immaginate quanto e si, mi piacerebbe urlarlo che non può esistere un cielo senza stelle, che tutti, in qualche modo, siamo cielo e stella, siamo la nostra stella o di qualcun altro… il resto è solo saperlo, comprenderlo, accettarlo e siamo anche i colori del mondo.

appiate

Sappiate che è possibile trovarmi…

… nei colori delle pietre
di Valerio Villari

Qui, con questo inchiostro;

io sono me stesso
e tra quelli che vivono,
nel bianco delle pagine
che pare schiuma d’onda
sulla riva dell’oceano del sole.

Ho scritto, quando ho scritto,
ed ho visto ciò che ho voluto,
buio o luce, asciutto o bagnato,
sole e stelle, luna e cielo.

Giorni e notti ho diviso
tra gli istanti fatti
di punti e di virgole,
poche parentesi, infinite
linee danzanti, sorridenti,
ma anche lacrimanti
mentre il vento viaggiava
tra rami mai veduti,
carezzando fiori mai germogliati

ed io come falco senza ali
ho vegliato in questi mondi
ché non vi scendesse
la solitudine triste,
ché vi vivesse
la solitudine fiorita, desiderata
e voluta, lontana dalla società
che mai ho amata

e mai il terremoto mi ha
scalfito e di terremoti
ne ho vissuti e scritti tanti,
io si, io si ho scalfito
il dolore
con arnesi temperati
dal fuoco dell’amore
alimentato dalla legna
trasportata dal mare;

zattere sono le parole,
zattere senza vela, tra le onde
di un sapere che mai finisce
di un sapere che ogni giorno nasce,
che giungono sulle rive di
Sapienza, dove tutte le cose,
come i fuochi, le pietre,
i fiori ed i rami senza frutto
hanno il colore della vita

e qui ho deciso
di dimorare,
di morire
e chiunque verrà, potrà
e saprà trovarmi,
basta cercare le pietre,
quelle scaldate dal sole,
basta seguire i rami del pioppo
e il volo delle rondini
che fanno fuggire gli avvoltoi
verso un orizzonte perso,
dove l’arcobaleno né nasce,
né s’inarca, lasciando
al mio giaciglio i colori
del mondo che qui ho scritto.

Ecco, qui io sarò
dove vedrete colori e amori,
dove danzano le parole
come in questa pagina bianca,
bianca come il sale
del mare di ciò che avrei voluto sapere
e dove il mio sonno ho voluto iniziare!.

Valerio Villari
Marzo 2019 (2)

Autore: alessandria today

Ex Dirigente, consulente e ora blogger

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