Evento commemorativo per la “Giornata dell’ Unità Nazionale, della Costituzione, dell’Inno e della Bandiera” ; di Lia Tommi

Questa mattina, Lunedì 18 marzo 2019 si è svolto in Alessandria l’evento commemorativo in occasione della “Giornata dell’Unità Nazionale, della Costituzione, dell’Inno e della Bandiera”, istituita con la Legge 23 novembre 2012, n. 222, in ricorrenza del giorno della proclamazione, nel 1861, dell’Unità d’Italia.

L’evento — d’intesa con la Prefettura-Ufficio Territoriale del Governo di Alessandria — si è tenuto presso il Complesso Monumentale della Cittadella di Alessandria, fronte Caserma Beleno, e ha registrato la partecipazione di un numeroso pubblico.

Erano presenti le Autorità civili, militari e religiose del territorio comunale e provinciale, i rappresentanti delle Associazioni Combattentistiche e d’Arma e una nutrita rappresentanza di studenti delle Scuole cittadine: due classi dell’Istituto Volta, la classe dell’Istituto Nervi-Fermi, due classi dell’Istituto Saluzzo-Plana nonché gli studenti del Coro dell’Istituto Comprensivo Carducci-Vochieri di Alessandria, diretto dalla prof.ssa Rita Ferraris.

Gli interventi istituzionali sono stati tenuti dal Vicesindaco di Alessandria, Davide Buzzi Langhi (presente insieme a molti colleghi di Giunta, unitamente al Presidente del Consiglio Comunale e a molti Consiglieri Comunali), dal Vicario Prefetto di Alessandria, Paolo Ponta e dalla rappresentante della Consulta Provinciale degli Studenti di Alessandria, Marta Rebuffo dell’Istituto Volta, che ha proposto alcune brevi riflessioni sul tema della Giornata.

Si riporta di seguito il testo della studentessa Marta Rebuffo.

Ligabue nella canzone “Buona notte Italia” recita:”Buona notte all’Italia che c’ha il suo bel da fare, tutti i libri di storia non la fanno dormire”.

È esattamente come dice Ligabue, la nostra storia occupa tanti libri. Infatti, già Dante Alighieri inizia ad avere l’idea di un’Italia unita nella “Comedia”, come Petrarca nella canzone “Italia mia” e un po’ avanti nel tempo troviamo la stessa idea in Machiavelli, in Alfieri, in Foscolo, in Leopardi e in Manzoni. Pensare che Manzoni, nell’ode “Marzo 1821”, delineerà il suo concetto di nazione ai versi 31-32 con queste parole:

“una d’arme, di lingua, d’altare,
di memorie, di sangue e di cor”.

Dai moti rivoluzionari avvenuti nel 1821, ci vorranno ancora quarant’anni affinché si giunga ad una prima unificazione, la stessa che si commemora oggi, ma ci vorrà ancora un decennio affinché ne avvenga il completamento.

Veniamo ora alla musica che ha fatto da colonna sonora. Tutti conosciamo l’Inno scritto da Mameli e musicato da Novaro, ma conosciamo l’Inno tricolore? Quest’ultimo è un sonetto di Giovanni Battista Niccolini e recita:

“Il bianco mostra ch’ella è santa e pura,
il rosso che col sangue è a pugnar presta,
è quell’altro color che vi si innesta
che mai mancò la speme alla sventura”.

La spiegazione di tale sonetto è abbastanza intuibile. Il bianco mostra che la bandiera, e di conseguenza l’Italia della quale costituisce il simbolo, è santa e pura. Il rosso che è pronta a combattere anche versando sangue. L’altro colore, che si innesta sull’asta, cioè il verde, mostra che la speranza non è mai venuta meno.

Il nostro paese, inoltre, è fondato sulla Costituzione, che racchiude i principi fondamentali e inviolabili che regolano la nostra Repubblica e chi ne fa parte.

La Costituzione viene scritta in seguito al primo referendum a suffragio universale, avvenuto il 2 giugno 1946, nel quale il popolo italiano è stato chiamato a scegliere tra la Repubblica e la Monarchia. In questo referendum, per la prima volta in Italia, voteranno anche le donne.

Nello stesso giorno viene eletta un’Assemblea Costituente che ci metterà più di un anno a completare la stesura della nostra Costituzione che entrerà in vigore il 1 gennaio 1948. Quella Costituzione è e deve rimanere il fondamento della nostra Repubblica.

La declinazione dei momenti celebrativi, dopo l’Alzabandiera e gli interventi istituzionali, si è conclusa con esecuzione dell’Inno nazionale “Canto degli Italiani” a cura della Civica Orchestra di Fiati “G. Cantone “ di Alessandria, accompagnata dalle ragazze e ragazzi del Coro dell’Istituto Comprensivo Carducci-Vochieri di Alessandria, diretto dalla prof.ssa Rita Ferraris e dai componenti della Sezione “Enrico Franchini” di Alessandria dell’Associazione Nazionale Bersaglieri.

ODE AL PAPÀ, di Miriam Maria Santucci

ODE AL PAPÀ
di Miriam Maria Santucci

La Vita è un canto eterno di bellezza
e il più bel canto sei tu, “papino mio”,
come solevo chiamarti da bambina
al tocco lieve di una tua carezza.
Il tuo amore leniva le mie pene
ed addolciva ogni triste pensiero
e come torcia di luce sempre accesa
illuminavi l’impervio mio sentiero.
– Ama la vita – mi dicevi spesso
perché la vita è una, una soltanto! 
Solo il sorriso scaccia l’amarezza 
e dà la forza di asciugare il pianto! 
Ora non ci sei più…
ma in me tu vivi…
ed io per te, stasera,
prego e canto… 

Poesia tratta dalla raccolta “Le Impronte della Vita”.
© Copyright 2015 – Miriam Maria Santucci.

FESTA DEL PAPÀ, di Miriam Maria Santucci

FESTA DEL PAPÀ
di Miriam Maria Santucci 

Su una panchina del piccolo piazzale
siede un anziano con la testa china.
Rughe profonde ricoprono il suo volto,
come solchi di terra, arata di recente.
Stringe una foto tra le mani giunte.
La guarda e l’accarezza dolcemente.
Rintoccano a festa le campane.
Son tutti a Messa.
È Festa del Papà! Messa Solenne!
Canta per i fedeli la Corale…
Mi siedo silenziosa accanto al vecchio,
sulla fredda panchina di cemento.
Vorrei parlare, ma non ci riesco.
Qualcosa mi si sta spezzando dentro…
– Era mia moglie – dice – Mamma esemplare!
I figli sono in giro per il mondo… Poi tace.
Lentamente, si alza e ripone nel taschino
quella foto sgualcita e sorridente.
Una lacrima gli scorre dentro un solco.
Solco di terra arata di recente.

Poesia tratta dalla raccolta “Le Impronte della Vita”.
© Copyright 2015 – Miriam Maria Santucci

L’ultima volte che ti ho vista, il romanzo di Alafair Burke

Alafair Burke, L'ultima volta che tiho vista

L’ultima volta che ti ho vista è il nuovo legal thriller di Alafair Burke, edizioni Piemme, 2018, 396 pagine.

La protagonista è Mckenna Wright, che si è lasciata alle spalle il suo lavoro come procuratore distrettuale, dopo un fatale errore che le è costato la carriera.

Ora fa la giornalista e la sua esistenza scorre piatta, fino al giorno in cui le capita di vedere un video diventato virale: una donna che salva un ragazzo caduto sui binari della metropolitana

. In quella donna Mckenna riconosce la sua amica Susan, scomparsa dieci anni prima senza lasciare tracce e, ormai, data per morta.

La giornalista decide di indagare e scoprire l’identità dell’eroina della metropolitana, ma non sa che si ritroverà coinvolta in una storia molto più complicata di quella che avrebbe mai potuto immaginare e che, sorprendentemente, si riallaccia al suo passato.

Alafair Burke non sbaglia un colpo.

Figlia d’arte ( suo padre è il noto romanziere statunitense James Lee Burke), già vice procuratore in Oregon e insegnante universitaria di diritto, la scrittrice sforna un thriller dietro l’altro.

Questo è il suo terzo libro che ho deciso di leggere, perché avevo apprezzato quelli precedenti e anche questa lettura non mi ha delusa.

Al primo impatto, dai suoi romanzi emerge con chiarezza la sua familiarità con procure, tribunali, forze dell’ordine, avvocati e giudici.

Si muove con dimestichezza nei meandri del diritto, riuscendo ad articolare storie che si intrecciano, si incastrano e si sviluppano, secondo logiche che si svelano pian piano.

La trama non è lineare, ma si ingarbuglia e infittisce via via, con rivelazioni parziali, colpi di scena, veri e propri cliffhangers che tengono il lettore incollato al libro, mentre le quasi quattrocento pagine scorrono veloci.

Con astuzia e maestria Alafair Burke dissemina indizi, suggerisce teorie, sussurra deduzioni che irretiscono il lettore, ne stuzzicano la curiosità, mantengono alta la tensione.

Gli eventi si susseguono a ritmi serrati, i ruoli si ribaltano più e più volte. Chi sono i buoni e i cattivi? Chi le vittime e i carnefici? Di chi ci si può veramente fidare?Fino a che punto conosciamo le persone che ci sono accanto?

Sono questi gli interrogativi con i quali si arriva fino alle ultime pagine del romanzo, dove la verità, finalmente, si dipana con leggerezza, estinguendo l’arsura con cui il lettore arriva all’epilogo, con l’urgenza e il piacere che si prova quando, dopo una lunga corsa, ci si può dissetare d’acqua fresca.

Il finale che, qualcuno ha definito buonista o sottotono,è , invece, secondo me perfettamente coerente con la storia e con le personalità dei personaggi, così ben caratterizzati dalla Burke. Se avete voglia di leggere un bel thriller, intrigante e ben congegnato, che richieda una certa partecipazione intellettiva ed emotiva, per addentrarsi nelle trama e sostenere le scariche adrenaliniche, ve lo consiglio caldamente

Il futuro degli altri

Il Blog di Roberto Iovacchini

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Titolo: Il futuro degli altri

Autore: Paolo Brera

Editore: Clown Bianco

Un giallo ambientato a Milano, ai giorni d’oggi. Una donna di nazionalità ucraina viene ritrovata morta nell’appartamento dove viveva in una casa di ringhiera, conosciuta da tutti, considerata una persona normale, nessuna attività sospetta, nessuna frequentazione anomala. I vicini di casa non hanno visto e sentito nulla il giorno dell’omicidio. A dare una direzione ben precisa alle indagini è un libro giallo che viene venduto subito dopo l’omicidio come allegato del quotidiano la Padania. In questo libro il delitto viene descritto in ogni suo particolare con una precisione incredibile. Le indagini sull’omicidio della donna sono svolte dal Colonnello dei Carabinieri De Valera che per prima cosa indaga l’autore del libro giallo, Paolo Brera, giornalista e scrittore, che in quei giorni si trova a Nizza dove la sua compagna di origine russa sta seguendo un corso di qualificazione nella locale…

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I cibi del buon umore

Creando Idee

Esiste un modo semplice per migliorare l’umore: basta mangiare frutta e verdura fresche, ma soprattutto “al naturale”. Evitate cibi cotti, lavorati o in scatola e prediligeteli crudi. Nella top ten dei cibi del buonumore ci sono carote, banane, mele, verdure a foglia verde scuro, pompelmi, lattuga, agrumi, frutti di bosco, cetrioli e kiwi.I ricercatori dell’Università di Otago, hanno pubblicato uno studio in cui spiegano che non è soltanto la quantità ad incidere sull’umore, ma anche il modo in cui i cibi vengono preparati e consumati.”La nostra ricerca spiega Tamlin ha evidenziato che il consumo di frutta e verdura nel loro stato ‘non modificato’, piuttosto che cotte, in scatola o lavorate, è più fortemente associato a una migliore salute mentale“. Forse perché la cottura e la lavorazione di frutta e verdura possono alterarne i valori nutritivi.”Questo verosimilmente limita la fornitura di sostanze nutritive essenziali per un funzionamento emotivo ottimale”.Il campione esaminato…

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In arrivo anche quest’anno l’ora legale; di Lia Tommi

Ma non doveva essere abolito a livello europeo il passaggio dall’ora solare a quella legale (e viceversa)? E invece è tutto rimandato, almeno fino al 2021. Così la notte tra sabato 30 e domenica 31 marzo 2019 gli orologi andranni riposizionati perché torna l’ora legale, e le lancette alle 02.00 andranno spostate avanti di un’ora, quindi alle 03.00.

Domenica 31 marzo dormiremo un’ora in meno, ovvero quando l’orologio segnerà le due del mattino, saranno invece già le tre e quindi avremo perso un’ora di sonno prezioso. Ma saremo presto consolati dalle giornate sempre più lunghe e i tramonti sempre più posticipati. Per fare un esempio pratico: dal 31 marzo alle 18 saranno giù le 19, ma avremo la luce di cui il giorno precedente godevamo alle 18. L’ora solare nasce infatti proprio dalla volontà di sfruttare meglio l’irradiazione del sole durante il periodo estivo.

Inevitabile anche che il cambio dell’ora abbia effetti sul nostro organismo, effetti che hanno a che fare con l’alternanza sonno-veglia. Entra in gioco uno squilibrio tra ormoni, come per un mini jet-lag: melatonina e serotonina da una parte, adrenalina e dopamina dall’altra. Per rimettersi in carreggiata occorre adottare comportamenti a costo zero che rimettono ordine in questo concerto di sostanze chimiche attraverso la dieta, l’attività fisica e le buone abitudini. La sera è meglio tenersi leggeri, evitando carni rosse fibrose, seppie, calamari, polipi ed evitare le razioni abbondanti, compresa la pizza.

Il consiglio è anche di rispettare gli orari nel corso della giornata, con la cena almeno tre ore prima di coricarsi. E infine, quando si è a letto, evitare di accendere la luce anche se non si riesce ad addormentarsi, spegnere la tv, pc, tablet e cellulari.

A quando allora l’abolizione del cambio dell’ora? L’Unione europea sembrava decisa a tutti i costi a voler abolire il passaggio da solare a legale e viceversa. Dopo le numerose dichiarazioni del presidente Jean-Claud Juncker, era arrivata la proposta ufficiale della Commissione europea: ogni Stato dovrà scegliere se applicare in modo permanente l’ora legale o quella solare. Ma mentre inizialmente la dead line era la fine del 2019, ora l’abolizione dell’ora legale è stata rinviata almeno fino al 2021, e quindi di cambi d’ora ne vivremo ancora molti. Intanto l’ora solare, con tutta certezza, tornerà ancora il 27 ottobre 2019.

NEI MIEI PANNI, il primo romanzo di Steve Fortunato

NEI MIEI PANNI, il primo romanzo di Steve Fortunato

Nei miei panni

biografia dell’autore: https://alessandria.today/2019/03/18/lo-scrittore-steve-fortunato-si-presenta-ai-lettori-di-alessandria-today/

Sinossi

Una storia contemporanea. Vera. Un imprenditore che si trova ad affrontare la chiusura dell’azienda a causa degli effetti della crisi economica. Anni duri e difficili, avvilenti, tra entusiasmi e sconforti, aggravati da problemi di salute contro i quali la determinazione e la caparbietà man mano si frantumano.

Disoccupato, in una Milano quasi trasparente, chiuso in sé stesso, rivive un passato di ricordi e un presente arido e mortificante. Impermeabile e indifferente agli stimoli è rassegnato a non reagire e a non riuscire più a cambiare un futuro, che sembra già scritto o forse non c’è nemmeno.

Ma persone conosciute, amici, situazioni che ritornano a ravvivare il suo passato, nella ricerca di una consolazione e di una ragione che potrebbero servire ad affrontare il domani.

foto: http://free-magazine.info/

 

Lo scrittore Steve Fortunato si presenta ai lettori di Alessandria today

Lo scrittore Steve Fortunato si presenta ai lettori di Alessandria today

di Pier Carlo Lava

Alessandria today è lieta di presentare ai lettori la biografia dello scrittore Steve Fortunato, del quale in seguito verrà pubblicata anche un intervista a cura del poeta Marcello Comitini.

STEVE FORTUNATO PRIMO PIANO

Steve Fortunato, breve biografia

Piemontese di origine. Inquieto e insoddisfatto ha lasciato da giovane il piccolo paese sulle colline, per scoprire cosa c’era oltre.

Imprenditore da sempre, ha sfogato principalmente nel marketing e nella comunicazione la creatività e il desiderio di nuovi orizzonti e di nuove sfide.

Vive a Milano e racconta la vita, le relazioni, gli accadimenti con una visione nichilista, attraverso ricordi, persone, emozioni.

Del mondo contadino affiorano il timore reverenziale di fronte alla grandezza della natura e il fascino suscitato dalla sua ineffabilità.

Razionale e impulsivo, istintivo e sensibile, usa un linguaggio crudo, duro, scarno a volte, che cede a momenti delicati, di sottile nostalgia.

“Nei miei panni” è il suo primo romanzo.

LO ‘SCALO MERCI’ PER CONTRASTARE IL DECLINO DI ALESSANDRIA

LO ‘SCALO MERCI’ PER CONTRASTARE IL DECLINO DI ALESSANDRIA

di Renzo Penna

Alessandria: Il vero tema del convegno di venerdì 22 marzo, promosso da “Città Futura” e dalla Camera del Lavoro a Palazzo Monferrato, non si trova nel titolo e riguarda il declino di Alessandria. L’oggetto: “il recupero e il rilancio dello Scalo merci” o, meglio, dello “Smistamento”, come è più conosciuto da ferrovieri e alessandrini, indica una possibile soluzione per la quale esistono sia i tempi giusti che le opportunità.

Renzo Penna

Va però detto che affrontare seriamente il tema del declino della città, cercando di reagire, di invertire la tendenza non è un’operazione né semplice e né facile.

Con il declino si può convivere e persino ci si può illudere di star bene, mentre reagire costa fatica, impegno, determinazione e mette in conto scontri e incomprensioni. Perché, in fondo, lo status quo va bene a molti, a tutti coloro che coltivano interessi particolari e vedono come un intruso, un avversario chi si occupa e vuole realizzare, nell’interesse della città, un progetto collettivo.

Anche per questa ragione ponendo il tema, non nuovo, del rilancio del nostro Scalo delle merci su ferro che, inevitabilmente, richiama lo status, la condizione più generale della logistica in questa parte di territorio piemontese, abbiamo deciso di non occuparci delle diverse e numerose responsabilità per gli scarsi risultati di questi anni. Non perché sia impossibile individuarle, ma in quanto non utili allo scopo.

E la ragione è duplice, da un lato le Amministrazioni di Regione, Provincia e Comune che si sono alternate hanno riguardato i diversi schieramenti politici, dall’altro ciò che oggi più necessita è un lavoro di squadra di tutti i soggetti responsabili e interessati. Un obiettivo, nella nostra realtà, poche volte raggiunto, ma che, in questo caso, risulta indispensabile.  Continua a leggere “LO ‘SCALO MERCI’ PER CONTRASTARE IL DECLINO DI ALESSANDRIA”

Carabinieri. Acqui Terme: un arresto e una denuncia per rapina impropria e lesioni personali

Carabinieri. Acqui Terme: un arresto e una denuncia per rapina impropria e lesioni personali

Nella nottata tra venerdì e sabato, i Carabinieri delle Stazioni di Acqui Terme e Rivalta Bormida, unitamente al personale dell’Aliquota Radiomobile del NOR, hanno tratto in arresto in flagranza di reato EL FILALI Younes, 22enne marocchino di Acqui Terme e deferito S.M., marocchino 17enne, già noto per un analogo fatto commesso un mese fa.

Alessandria (2) (1)

I Carabinieri erano stati chiamati da un cittadino egiziano, dipendente di un esercizio pubblico acquese, che aveva appena subito una rapina. L’uomo, alla fine del turno di lavoro, era uscito dal proprio esercizio pubblico e si era diretto al vicino distributore di sigarette, in prossimità di un altro locale, davanti a cui erano presenti numerose persone.

Mentre prendeva le sigarette, veniva circondato da tre individui, e mentre due lo distraevano, il terzo da dietro gli sfilava il portafoglio. Accortasi del furto, l’uomo iniziava a gridare, cercando di inseguire il ladro, venendo però fermato dagli altri due che cominciavano a colpirlo con calci e pugni, facendolo cadere a terra.

I Carabinieri, immediatamente intervenuti, trovavano l’uomo a terra e vistosamente ferito, ma ancora in grado di descrivere i fatti e, sommariamente, i tre rapinatori, uno dei quali, EL FILARI, individuato nel folto gruppo di persone che si trovavano in prossimità del luogo, riconosciuto senza ombra di dubbio come uno dei tre rapinatori e specificatamente come colui che aveva percosse la vittima. Continua a leggere “Carabinieri. Acqui Terme: un arresto e una denuncia per rapina impropria e lesioni personali”

Giardino dei sogni, di Marcello Comitini

Era il 1976. Pubblicavo la raccolta “Un ubriaco è morto”
e già la speranza nutriva immagini bugiarde.

Questa pace che urla
in fondo al cuore svilito
è presagio d’abbandono.
Un abbandono che mi lega
ad immagini care nel giorno
e nel silenzio dei sogni e nel dolce
ritorno dell’alba
muta ogni cosa in tristezza che nasce.
Questa vita stanca, trascinata
per giorni, in notti costruita
su sorrisi fugaci di speranze
ed immagini false
mi ha legato a un ricordo.
Ora che tutto è svanito, svuotati
i miei gesti, dissolto il suo viso
e la sua cara voce dei giorni lontani
ho atteso la pace.

Come somiglia
ad una morte questa pace
ottenuta con dolore,
una lunga morte silenziosa
che dilania nel sangue ogni speranza
senza dar vita a un gesto a un pensiero
nel mio cuore svilito,
al suo sorriso sereno, alla sua voce
soave come vento lieve
ora che tutto giace in abbandono
nel giardino dei sogni.

da “Un Ubriaco è morto”, Misuraca Editore, Palermo. 1976

L’amore

Pensieri Raccolti

L’amore

L’amore non parla
Ma si fa sentire
L’amore non guarda
Ma si fa notare

L’amore non sembra
Lui non è solo un ombra
In silenzio lui canta
In un sospiro ti incanta

È un cielo, un tramonto
Un appartenersi profondo
Una strana energia
È una forte empatia

È quando ti accorgi
Che non puoi farne a meno
È quando la scorgi
E anche se piove è sereno

È uscire di corsa
Dimenticarsi di mangiare
È buttarsi nel mare
Anche se non sai nuotare

Supera ogni confine
sfonda tutte le porte
non ha mai fine
va oltre la morte

L’amore non si descrive
Anche se di lui si scrive
L’amore non si può spiegare
L’amore si può solo amare

Lui ha due occhi
Ma uno solo sguardo
Lui ha i tuoi occhi
È nel tuo sguardo

Lei è il tuo respiro
Fuso col suo
Lei è il suo nome
Dentro…

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Temporale estivo

Pensieri Raccolti

Temporale estivo

Silenziosa e tacita
La notte placida
Scende sui tetti
Sospende i dialetti

Idiomi lontani
Scordati l’indomani
Su sospiri leggeri
Come il trascorso, come ieri

Lontani i grilli
Nella sera d’estate
Alcolici strilli
Di sere bruciate

Di candele arse
Da fuochi fatui
Di essenze sfumate
Da abusi incauti

Silente notte
Che sembra coprire
I singhiozzi e le lotte
Di chi non vuol morire

Arrendersi o perdersi
Chinarsi ad un destino
Che non ha nei suoi versi
Il tuo sguardo vicino

Un poema sussurrato
Da sospiri di ricordi
Come un canto suonato
A cuori ormai sordi

Arcobaleni vaghi
Ingoiati dal nero
Come sogni girovaghi
Scambiati per vero

Poi arriva sempre un poi
Il poi arriva senza un noi
Non è sempre come vuoi
Lo capisci col senno di poi

A spalancare finestre
A tirare le tende
A scrollare la pioggia
Che incauta scende

Su cicatrici scaltre
A sanguinare ancora
Su…

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Monolog : 11 minute

thenameofloveislove

(Beep beep, doctori în jurul unui pat , unde niște bucle roșiatice stau haotice , unde un corp slab se odihnește, unde niște ochii stau închiși de prea mult timp . )

-Îmi pare rău că te deranjez , dar a intrat în coma , nu îi prea dam șanse.

(Capitolul 1: Negare )

Și te pot vedea acum, atât de clar , atât de … Nu știu. Începi sa arunci cu telefonul de podea , începi sa negi ca nu îi adevărat, dar dragul meu sunt chiar lângă tine . Tu nu mă vezi , dar eu te pot vedea . S-a întâmplat, nu mai nega, știai ca sunt prea sensibila în momente când ar trebui sa fiu tare. Știai ca tu dacă pleci vei aprofunda durerea , știai ca nu pot sa mai rezist mult . Dar nu e vina ta , e doar vina mea . Ai…

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Monolog : Dă-ți timp!

thenameofloveislove

(Ce e timpul?)

Chiar așa, ce e timpul? Cum îl descri sau cum îl vezi ? Fizic , îl vezi pe un ceas , calendar sau clepsidra , psihic îl numeri pe degete , dar tot nu știi ce înseamnă. Și te trezești înainte sa mori ca nu mai ai timp . Deci totuși timpul îi întreaga noastră viata , chiar dacă nu conștientizăm ca și o secunda poate fii prețioasă. Am primit o scrisoare de la o veche prietena ce știa ca sunt internată în spital și mi-a spus sa nu uit cine sunt , ca am o singura viata , un singur timp . Și i-as fii spus ca timpul nu înseamnă bani cum vede toată lumea , la mine timpul înseamnă fericire, timpul pentru fericire nu îl poți negocia, iar eu sunt nefericita. Mi-a zis sa îmi dau timp . Ca sa ce? Sa ma cunosc? Nu…

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Navigare nel Medioevo

Skeggvaldr

In uno dei primi articoli ho trattato in maniera generale l’argomento della navigazione, introducendone i tratti che la contraddistinguono da altri di modi di fare archeologia e quanto sia di notevole rilevanza per completare alcune parti del quadro storico apparentemente irrisolute o carenti. L’attenzione all’ambito della navigazione, come già espresso, si afferma in tutti i momenti storici, fin all’introduzione dell’aereo, in quanto mezzo di trasporto fine non solo allo spostamento ma anche alle attività militari e commerciali.
L’archeologia marittima ad oggi è un settore in continua crescita che sempre più sta tentando di portare alla luce la grandissima mole di relitti e non solo, occupandosi anche di attività portuali e di come quest’ultime fossero collegate tra loro al fine di proporre determinati itinerari commerciali e molto altro. Senza proporre una digressione troppo impegnativa o fuorviante dall’argomento che vorrei trattare, introduco in questo articolo l’importante segno lasciato dalla navigazione, dalle sue…

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Un attimo di Gotico

Skeggvaldr

In questi giorno ho casualmente ripreso tra le mani una edizione tascabile della Chanson de Roland che possedevo in biblioteca già da un po’, questo è irrilevante rispetto alla cosa che più mi ha colpito. In copertina non c’era altro che una bellissima rappresentazione delle vetrate gotiche della cattedrale di Chartres; un’illustrazione magistrale e anche un lavoro molto accurato  ad un’arte che in piena riforma artistica, legata al gotico Sugeriano, si manifesta in un grande splendore tale a tal punto da influenzare le nostre zone e i nostri artisti.

Chartres_-_Rose_du_transept_Sud_-1.JPG Vetrata della Cattedrale di Chartres – Transetto sud

L’arte del vetro e le vetrate gotiche.
Un fenomeno che senza il tendenziale effetto scaturito dal glorioso abate Suger non avrebbe avuto la stessa fama.
Il gotico si avvia in pieno XIII secolo, quando la riforma artistica della vecchia cattedrale di Saint Denis, oltre che architettonica, s’intende, viene posta sotto l’abate Sugerio…

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Fibromialgia – io mi curo con la cannabis

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Molte donne affette da fibromialgia convivono con un dolore cronico e una stanchezza, che non gli permette di fare più le cose elementari (anche il salire a casa due buste della spesa diventa un serio problema).

Ma la parte più devastante non è il dolore di per sé (che già sarebbe sufficiente), ma il quadro psicologico che si viene a creare attorno alla persona: spesso, infatti, i familiari non comprendono fino in fondo lo stato mentale della fibromialgica:
LEI si sente SOLA.

Si chiude e si isola pur stando con gli altri, perché se dovesse dire sempre quello che prova al marito o alle figlie, non dovrebbe far altro che ripetere in continuazione quanto si sente dolorante, affaticata, lunatica e rigida come un marmo.

E qual è l’errore che di solito i più vicini alla fibromialgica fanno?

Assumono un atteggiamento da “life coach” con delle frasi del tipo “Dai ce…

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-Rush- #Poetry

Different_Outlook

Addicted to the addiction
The charge of adrenaline
You give me butterflies
Images of sunshine and heavenly bliss
Addicted to the tenderness of  your lips
Emotions gone untamed
Hastey strides with lightly planted steps
Angelic is your smile
Melodic is your voice
Undying affection
The avidity of your touch
In love with love
The need of adulation
I’m addicted to love
~Jeanine Monique

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Per fare chiarezza sull’arte Kintsugi

squarcidisilenzio

Visto il continuo uso della metafora dell’arte Kintsugi spesso accompagnato a notizie errate sulla tecnica tradizionale, ecco un articolo che ho scritto nel mio sito di restauro.

Perché scrivo questo testo? Perchè se è vero che una metafora ha un grande valore se unita all’arte Kintsugi, conta che si usino parole corrette, termini esatti, provenienze certe, immagini che raccontino il vero e non un falso.

Da anni realizzo restauri di ceramiche e opere d’arte utilizzando la tecnica tradizionale Kintsugi, da prima che diventasse molto conosciuta e apprezzata anche in Italia. Ho studiato molto, sono stata in Giappone per imparare, non smetto mai di fare formazione; per questo vi dico “Prima di scrivere chiedete. Informatevi e scrivete notizie vere, piuttosto meno ma corrette. Così la metafora sarà ancora più forte, come forte e potente è la forza della lacca urushi, la vera preziosità dell’arte Kintsugi”

Continua qui  https://kintsugi.chiaraarte.it/kintsugi-arte-tecnica-e-metaforaun-articolo-per-fare-chiarezza/

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La presenza dell’esserci

squarcidisilenzio

castell_arquato-francesco_chiara

Si snocciola in tasca il tempo trascorso insieme, dispiegato sul tavolo del bar, tra le tazzine del caffè bevuto in fretta, ingoiato insieme alle parole e agli occhi -fissi- su di te.

Sono stati giorni -lunghi- trascorsi dietro al vetro, senza mai perdersi uno sguardo, sfiorandosi solo la pelle, a volte nemmeno, un filo di respiro tra noi, solo un’intesa sollecita e pura, e cedimenti, paure, corse per sfuggirsi e ritrovarsi, un unico punto fermo, noi.
Sono stati giorni nei quali abbiamo dubitato di quello che avevamo scritto/detto/fatto/visto/sentito, in nome di falsi miti, fenici bruciate e mai risorte, un utero in affitto abortito, una bava di lumaca infettiva, dove passava lasciava arso e brullo. Abbiamo dubitato, corso il rischio di finire, di spegnerci, di non esistere e forse, di non essere mai esistiti.

Sono stati giorni pesanti. Succede che li ripensiamo, più tu che io, che sai bene, la mia…

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dal blog della Rete Al Femminile di Biella:” Chiara e Giulia: ci vuole anima e umiltà”

squarcidisilenzio

Oggi, sul blog della Rete al Femminile di Biella, la leader Marie Louise Denti, racconta di una bella e serena mattina passata insieme a raccontarci progetti, idee, sogni, scorci di passato e realizzazioni
Giulia Chiaberge è ceramista, Gioia di Biagio artista, scrittrice, io restauratrice di ceramica e arte Kintsugi.
Quella raccontata nel blog è la storia di un ciondolo che parla di noi tre, delle nostre fragilità e di quello che stiamo imparando dalla vita. A non arrenderci, a non mollare mai, a resistere insieme, unite.

Se volete leggerla tutta, qui il link al post:Chiara e Giulia: ci vuole anima e umiltà” di Marie Louise Denti 

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Ritorno: un romanzo senza trama, di Marcello Comitini

Giacinto Platania, Eruzione su Catania del 1669, affresco del 1675

Questo romanzo che sto leggendo è un mistero. Lo penso
sfogliando le pagine mentre passeggio
lungo la riva scoscesa e aspra
del lago del Salto senza alzare gli occhi. Non ha personaggi
e neppure una trama.
Alle mie spalle
un bosco denso di querce di faggi e castagni. Ai miei piedi
il lago ricorda che un uomo ha fermato il corso dell’acqua
con una barra di fuoco e cemento.
Nel silenzio degli alberi l’acqua ha creato
uno scenario ancora più bello. Un vento
leggero accompagna la mia lettura
come fossi sotto la lampada che oscilla sulla porta di casa.
Un romanzo
di albe e tramonti
di panorami da respirare fin dove si spinge lo sguardo
oltre le cime azzurre delle montagne lungo le rive
di mari lucidi e turchesi.
Inizia così il mio ritorno in Sicilia
al giardino di casa dove mio padre con in testa il berretto
che portavano i contadini sulla soglia dei loro tuguri
sedeva all’ombra secolare di un tiglio argentato
circondato da vecchi Cavalieri Erranti.
Seduto
sulla tredicesima sedia della tavola rotonda
narrava storie d’amore tra rumorose risate
e bagliori di spade e alabarde. Nei suoi occhi
erano ombre
con la parvenza di uomini vivi con i volti segnati
dagli elmi e le tuniche bianche
macchiate all’altezza del petto con croci di sangue.
Anche mio padre era un’ombra che si aggirava
per casa e in giardino
strappava qualche erba selvatica, seguiva le gesta dei grandi
persecutori, poneva domande
a cui nessuno sapeva rispondere.
Mio padre chiedeva alle ombre quanti anni mancassero
perché cessasse la guerra prima che il genere umano
finisse per essere estinto. Ma forse
non erano neppure domande.

Passeggiando mi chiedo
se nel romanzo troverò il ritorno di mia madre che mi abbraccia
e mi addita gli orizzonti che ho mancato nella mia vita
e sulla spiaggia dei miei pensieri solitari la ballerina bianca
che si è fermata ad amarmi. Non ha paura
dell’uomo. L’uomo non esiste
tra le pagine di questo romanzo. C’è solo il ritorno alla mia finestra spalancata a guardare da casa
il vulcano e i giganti
con un solo occhio di fuoco in mezzo alla fronte.
Dalle soglie delle loro caverne
ogni giorno scrutano fra le onde i neri e pesanti
brandelli di cuore scagliati nel mare. Nessuno risponde.
Il vulcano ammantato di neve innalza grigi sospiri di fumo
e allarga le braccia forti e rosse sulla tenera carne
delle campagne intorno per coglierne i frutti
come soli al tramonto tra le cortine verdi degli alberi. Continua a leggere “Ritorno: un romanzo senza trama, di Marcello Comitini”

Arte in cornice JOHN EVERETT MILLAIS – CHRIST IN THE HOUSE OF HIS PARENTS

Arte in cornice JOHN EVERETT MILLAIS – CHRIST IN THE HOUSE OF HIS PARENTS

di: Roberto Busembai Arti

L’opera che vi propongo oggi, è un’opera che alla sua esposizione ebbe moltissime critiche alcune anche tendenziose al punto da urlare alla blasfemia, ma poi il tempo le è stato nobile, questa tipica, particolare e oserei dire unica rappresentazione dell’infanzia di Cristo è altresì, a mio gusto, eccezionale. Se pensiamo alla fede cristiana, sappiamo benissimo che il Cristo è venuto su questa terra provando e esigendo di vivere come un uomo terreno e in questa pittura lo è in ogni sfaccettatura, un normale menage familiare di una normale famiglia terrena.

arte


Questa opera è ora considerata come una delle maggiori opere di John Everett Millais , ritenuta addirittura capolavoro del primo movimento preraffaelita.
Al primo impatto, quello che ci appare e ci riempie l’occhio è questa falegnameria, il luogo di lavoro di Giuseppe, dove i personaggi tutti hanno un loro preciso compito, vediamo appunto Giuseppe impegnato con la pialla si avvicina per vedere la ferita che il piccolo Gesù mostra alla madre inginocchiata per rendere sollievo al piccolo dolore del figlio, Anna alle sue spalle si appresta a togliere quel chiodo che ne è stato la causa, Giovanni precariamente perchè non ne cadano gocce, si appresta a portare un poco di acqua per lavare il sangue, mentre un lavorante nonostante sia impegnato dal suo lavoro non può non essere incuriosito del danno.
Un normale scorrere di vita modesta e basata sul lavoro, ma analizzando a pieno questa opera noteremo che vi sono moltissimi particolare che adducono l’importanza e il valore sia artistico ma soprattutto di cristianità. Continua a leggere “Arte in cornice JOHN EVERETT MILLAIS – CHRIST IN THE HOUSE OF HIS PARENTS”

Momenti di poesia. Io sono pronto, di Cesare Moceo

Momenti di poesia. Io sono pronto, di Cesare Moceo

io sono

Io sono pronto

Calano i veli
sugli occhi arrossati dai versi,
mentre gli ultimi sconforti
riflettono il sonno del sole;
nè aliti nè rumori
disturbano il mio andare,
solo bradicardici battiti
ambigui e sfuggenti
accarezzano il cuore
e percuoton l’allegria
che alimenta la vita.
E la mente ripensa
a quando spensierata
si sentiva importante
in compagnia del suo amare,
applausi abbracci
corteggiamenti e intrghi,
a donare il piacere
a fontane di estro.
Or di quelle sorgenti
restano solo
impavidi zampilli
a innaffiare il deserto d’attorno
acqua che gocciola bassa,
nell’atto astratto
di continuare a bagnare
la felicità e l’angoscia
degli orgogli vissuti.
.
Cesare Moceo poeta di Cefalù
Destrierodoc @ Tutti i diritti riservati

Momenti di poesia. Veder scorrer via, di Rosetta Amoroso

Momenti di poesia. Veder scorrer via, di Rosetta Amoroso

veder

Veder scorrer via
La terra mia
E doloroso
ma so che tornerò
E mai più partirò
Se non per viaggiare
E ritornare
Al mio orizzonte
Al mio sole
Che sorge
e tramonta
Al mio cielo
Alle mie abitudini
Alla brezza marina
Che mi carezza
Mi inonda i sensi
La zaghera e i gelsomini.
Gli occhi i colori che tu
Sicilia mia possiedi .
Amoroso Rosa  “@

BLOOD MONEY al Teatro Civico di Gavi, di Lia Tommi

BLOOD MONEY:
UN VERO E PROPRIO FILM WESTERN PORTATO A TEATRO!

SABATO 23 MARZO ORE 21 AL TEATRO CIVICO DI GAVI

La stagione 2018-2019 del Teatro Civico di Gavi porta sul palcoscenico – sabato 23 marzo alle ore 21 – un lavoro scritto da Alberto Basaluzzo e Carlo Orlando, un vero e proprio film western vissuto in scena: BLOOD MONEY.

“Qualche anno fa, insieme all’amico attore e sceneggiatore Carlo Orlando ci siamo divertiti a scrivere un film Western. Amanti del buon cinema di genere, sosteniamo da sempre la necessità di tornare a raccontare storie che non siano solo la commedia italiana o la pellicola di denuncia. Consapevoli della difficoltà che avremmo avuto nel riuscire a farcelo produrre, abbiamo comunque trovato il modo di arrivare ad un pubblico: lo abbiamo portato a teatro” (A. Basaluzzo).

Gli attori raccontano il film con il copione in mano, ma interpretandolo al meglio delle loro capacità.
Tutto (o quasi) viene evocato dagli attori, che trasformano il palcoscenico in uno schermo cinemascope, riuscendo a materializzare davanti agli occhi degli spettatori vallate, cavalli, saloons, sparatorie e strade polverose. Il divertimento non manca, l’avventura neppure.

Lo spazio intimo regala a chi guarda la sensazione di far parte davvero della storia, di essere insomma, catapultati in un mondo lontano, ma non sconosciuto, divenuto anzi familiare grazie ai tantissimi spaghetti western che il cinema ha prodotto. Un po’ Trinità, un po’ Sergio Leone, un po’ Tarantino, insomma un piccolo prezioso film che non è stato fatto, ma che non ha voluto saperne di restare chiuso in un cassetto.

Un’occasione per vivere il teatro in maniera diversa, con il pubblico davvero partecipe del racconto. Una rappresentazione sui generis ed un misterioso ospite finale che arriverà a chiudere la partita.
Insomma una vecchia buona storia western, che saremo lieti di farvi conoscere…
Gli attori in scena sono Andrea Buzzi, Fulvio Ferrari, Fabio Martinello, Manuel Piras, Angelo Repetto e Paolo Scepi. Regia di Alberto Basaluzzo.

La stagione teatrale del Civico di Gavi è organizzata dal COMUNE DI GAVI in collaborazione con l’Associazione Culturale Commedia Community (Teatro della Juta) e resa possibile grazie al prezioso sostegno della Fondazione Piemonte dal Vivo e della Fondazione CRT.
Stagione realizzata in collaborazione con il Distretto del Novese e l’Associazione Commercianti di Gavi.

INIZIO SPETTACOLI ORE 21. Biglietto posto unico € 10.
Prenotazioni telefoniche al n. 345 0604219 oppure teatrodellajuta@gmail.com
(Prevendite presso il Comune di Gavi al numero 0143-642913).

VENDITA BIGLIETTI LA SERA STESSA DELLO SPETTACOLO A PARTIRE DALLE ORE 20 PRESSO IL TEATRO CIVICO DI GAVI, Via Garibaldi 44.

Waanders in de Broeren: Una chiesa del 1400 trasformata in una meravigliosa libreria

Il Lettore Curioso

Buongiorno lettori e buon inizio settimana! Al momento mi trovo in viaggio in Olanda e mi sono imbattuta in una meravigliosa libreria situata nella città di Zwolle.

La particolarità di questo luogo sta nell’insolita location, una chiesa del 1400, trasformata in una moderna libreria a piani, Waanders in de Broeren.

Il progetto di recupero è stato affidato a BK Architecten, che ne ha mantenuto il valore storico, realizzando uno spazio di 1000 metri quadrati su tre livelli di altezza. Il punto forte della libreria è l’organo centrale risalente al 1824, ma anche il soffitto affrescato e le vetrate originali.

La libreria è stata inaugurata nel 2013 e oggi ospita libri di diversi generi, articoli regalo e cartoleria. Una parte dello spazio è adibita a caffetteria, dove è possibile godersi una buona tazza di caffè in un’atmosfera unica. Su richiesta la libreria è visitabile tramite un tour, che illustra la…

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“La guerra geopolitica tra Stati Uniti e Russia” se ne parla al Museo della Gambarina, di Lia Tommi

Giovedì 21 marzo alle ore 18,00, presso il Salone del Museo Etnografico della Gambarina, Piazza Gambarina n.1, in Alessandria, importante appuntamento, organizzato dall’Associazione Libera Mente Laboratorio di Idee con il Movimento Cristiano Lavoratori, la presentazione del libro di Fabrizio Bertot dal titolo “Ucraina”, saluti di Piercarlo Fabbio, Presidente del Movimento Cristiano Lavoratori, moderatore Fabrizio Priano che dichiara “In un periodo in cui si parla molto dell’Ucraina per via delle posizioni prese dal governo di quel paese rispetto ad alcuni artisti italiani, presentiamo questo libro, scritto da un ex parlamentare europeo che conosce molto bene il paese e che raccomoda in modo preciso i risvolti della crisi tra Russia e Ucraina, inserendoli correttamente in quella che è la vera partita in gioco sullo scacchiere mondiale e cioè l’eterna sfida tra Stati Uniti e Russia.”
Due appuntamenti molto importanti ed interessanti per capire meglio il periodo che stiamo vivendo, che rientrano perfettamente nei programmi del Laboratorio di Idee che l’Associazione Libera Mente ha voluto creare.

Presentazione di “Il delitto del fascista Nuvola Nera “di Angelo Marenzana, di Lia Tommi

Sabato 23 marzo alle ore 17,30, alla libreria Feltrinelli di via Migliara, Alessandria, si terrà la presentazione del romanzo di Angelo Marenzana ” Il delitto del fascista Nuvola Nera “. Danilo Arona e Giorgio Bona dialogheranno con l’autore.

Trama

Alessandria, 1945. I bombardamenti alleati sono sempre più frequenti e sempre più vicini. L’ex poliziotto Lorenzo Maida è rientrato in Italia e si è trasferito da qualche anno in città, deciso a ricostruirsi una vita come commerciante di tessuti. Ma il precario equilibrio appena ritrovato è destinato a svanire quando Vito Todisco, cognato di Maida e amico di sempre, lo coinvolge nelle indagini su un omicidio. La vittima è Egidio Visconti, fascista della prima ora, stroncato sulla porta di casa con un colpo mortale inferto al cuore. Ha della sabbia in bocca, quasi fosse un macabro rituale. Quando anche Osvaldo Mantelli, fidato tirapiedi della vittima, viene ritrovato morto, ucciso in circostanze molto simili, l’ipotesi iniziale di un ordinario per quanto efferato regolamento di conti sembra non avere più fondamento. Intanto, la triste storia di una ragazza morta suicida vent’anni prima per non aver superato l’onta di uno stupro riemerge prepotente dal passato. Ma cosa c’entra con il duplice omicidio? E da quale segreto sono legate le due vittime tanto da meritare la stessa sorte? Tra incontri imprevedibili e la tagliente ironia del suo dipendente Curcio, Maida svelerà una verità ben più profonda che turba la calma nebbiosa di Alessandria, mentre squadriglie di aerei alleati sono pronte a portare l’inferno sulla terra negli ultimi dieci giorni prima della agognata liberazione.

Lo spettacolo “In trincea tra i banchi di scuola” a Rivarone, di Lia Tommi

Gli allievi dell’Istituto di Istruzione Superiore “Saluzzo-Plana” di Alessandria rappresentano in forma teatrale il carteggio epistolare tra i soldati al fronte durante la prima guerra mondiale e le giovani studentesse dell’Istituto Magistrale “D. R. Saluzzo” di Alessandria.

Questa corrispondenza (conservata nell’archivio dell’Istituto “Saluzzo” di Alessandria) vuole mettere in evidenza la semplicità comunicativa che esisteva allora unitamente ai bisogni concreti molto distanti da quelle di oggi.
L’obiettivo che si prefigge questo lavoro è l’aiutare i giovani studenti di oggi a riflettere su quello che è accaduto e che loro – per fortuna – non hanno mai vissuto.

Lo spettacolo dal titolo “In trincea tra i banchi di scuola” vanta la regia di Chiara Castellana.

L’appuntamento è per Sabato 23 Marzo 2019, presso il Salone dei ciliegi in Via Contrada grande, 31 – Rivarone.  Ingresso gratuito.

The André, ThemagogiaTour nei Theatri al Laboratorio Sociale, di Lia Tommi

“10 anni dell’altro mondo” è la rassegna con cui si festeggiano i 10 anni di attività politica, sociale e culturale del Laboratorio Sociale di Alessandria.

THE ANDRE’
THEMAGOGIATOUR NEI THEATRI

Venerdi 22 marzo 2019 Laboratorio Sociale Alessandria
Posto unico a sedere
Ingresso 10 euro alla porta (no prevendita)
Apertura porte 21.00 Inizio concerto 22.00

Data zero del ThemagogiaTour nei Theatri per la presentazione live di THEMAGOGIA – Tradurre, Tradire, Trappare, il disco d’esordio del cantautore senza volto The André.

«Se la demagogia lusinga le irrealizzabili aspirazioni delle masse, la Themagogia compie l’identica operazione in terreno musicale accarezzando le fantasie di chi vorrebbe rediviva la nostra tradizione cantautoriale più valida e di chi vuole giustificare la sua indulgenza verso la musica contemporanea. – commenta The Andrè – Si dice che tradurre è sempre un po’ tradire. Ogni pezzo tradotto qui è un doppio tradimento: verso chi lo ha scritto e verso chi lo canterebbe.»

Con più di 4 milioni di visualizzazioni sul canale YouTube, The André è diventato presto un fenomeno del web musicale grazie alle straordinarie versioni di cover d’autore in cui omaggia il grande Maestro immaginando come si sarebbe cimentato ai giorni nostri cantando i testi del filone trap.

“Themagogia – Tradurre, tradire, trappare” testimonia la seconda fase di questo percorso dove il cantautore senza volto ha raccolto i frutti dell’interpretazione dei brani indie e trap ed ha imparato ad interpretarli creando delle vere e proprie nuove canzoni traducendone il linguaggio ma mantenendo il suo significato originale.

Attorno a questo nuovo concetto di traduzione musicale nasce la tracklist di “Themagogia – Tradurre, tradire, trappare” che annovera alcune traduzioni già presentate su YouTube, alcune traduzioni inedite, una traduzione letteraria di un brano di un cantautore spagnolo (Joaquin Sabina), una nuova versione della cover di Habibi e due inediti.

Vieni giù dal pero

https://bonvinifranco.wordpress.com/2019/03/18/vieni-giu-dal-pero/

 

Il nipotino dice che ogni tanto sto a parlare con gli angeli,
vuole solo dire che a volte non sto attento
e io però penso che è vero
sul mio pero ci sono angeli magnifici
che danzano, e si accarezzano
e risplendono
e il pero si è fatto altissimo
tanto che quasi non si sente più il solito Vieni giù dal pero.
Devi stare in silenzio a guardarli
se vuoi accarezzarli svaniscono
che solo una mano d’ angelo può accarezzare un angelo
e mamma diceva guardare e non toccare
e poi aggiungevamo
è una cosa da morire
era una Grande mamma.

Questo pensavo
fino all’ altro giorno
finchè, dovendolo chiamare, non ne ricordavo il nome
per un lungo dieci secondi
ho passato in rassegna tutti i nomi conosciuti
compreso quello di zia
che mi chiamava bravo signore
e intanto chissà dov’ era.

Poi ho pensato che, forse, anche lei stava a parlare con gli angeli.

Il best seller ” La versione di Fenoglio ” di Gianrico Carofiglio; di Lia Tommi

Il vecchio carabiniere Pietro Fenoglio e il giovane studente Giulio s’incontrano tutti i giorni in tuta, sotto gli occhi vigili della fisioterapista Bruna: stanno rieducando il loro corpo, Pietro dopo un’operazione all’anca, Giulio dopo un incidente in macchina. Due esseri lontani, per età e per vita, alle prese con gli affondi in palestra e gli esercizi in giardino: sono loro i protagonisti de” La versione di Fenoglio” di Gianrico Carofiglio (Einaudi Stile Libero).

Così diversi, Pietro e Giulio condividono uno sgomento simile, che entrambi riconoscono nello sguardo dell’altro: Pietro, maresciallo, è a un passo dalla pensione, traguardo a cui non sa ancora dare un volto e un significato, Giulio si trova davanti a quelle scelte che alla sua vita devono dare una forma e lui non sa quale. È un ragazzo brillante e curioso, “interessante”, ma per difesa la sua è una sorta di anestesia psicologica: sta in disparte, tollerando la realtà delle cose a distanza.

Pietro invece nella vita si è immerso anche troppo, e come investigatore ha incontrato anime perse, spezzate, criminali e disperati. Ne ha viste tante, Pietro. Giulio chiede, vuole sapere, vuole capire come si fa: a svelare un crimine, a guardare un cadavere, a smascherare un bugiardo.Pietro racconta, una storia dietro l’altra, pescando nella memoria quelle indagini che più testimoniano il suo percorso. “Investigare è l’arte di osservare lentamente“, rivela al giovane che lo ascolta. Investigare è anche la costruzione di una storia: l’investigatore deve immaginare come sono andati i fatti, mettere insieme gli indizi. Questo è costruire una storia, e per farlo le parole sono importanti. Continua a leggere “Il best seller ” La versione di Fenoglio ” di Gianrico Carofiglio; di Lia Tommi”

La Flat tax al 15% della Lega e l’Art 53 della Costituzione italiana…

La Flat tax al 15% della Lega e l’Art 53 della Costituzione italiana…

di Pier Carlo Lava

Governo:

La lega dopo un provvedimento simile su partite Iva e professionisti con reddito sino a 65.000 euro propone di applicare una Flat tax del 15% anche per le famiglie i cui redditi dei componenti sommati arrivano a 50.000 euro.

La proposta di Matteo Salvini verrebbe applicata a tutte ad eccezione di quelle relative alla fascia più povera della popolazione per la quale l’aliquota sarebbe zero.

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Armando Siri Sottosegretario leghista afferma che secondo i calcoli effettuati “riguarderebbe 28 milioni di famiglie, 50 milioni di persone e 35 milioni di contribuenti, per attuarla sarebbero necessari 12 miliardi di euro che andrebbero trovati con tagli di spesa, rimodulazione delle agevolazioni fiscali e utilizzando un po di utile flessibilità dei conti”.

Inoltre si potrebbero anche toccare gli 80 euro del Governo Renzi, ma a condizione che il risultato finale sia la riduzione complessiva della pressione fiscale.

Una proposta che però non piace a Luigi Di Maio M5S “Costa troppo, è una promessa alla Berlusconi” e rilancia con la proposta:  “Ridurre scaglioni e pressione fiscale” sulle aliquote dell’attuale sistema di imposta progressiva.

Secondo la Lega la Flat tax è nel programma di Governo, quindi si apre così dopo la Tav un altro punto di divergenza e scontro con il movimento guidato da Luigi Di Maio. Continua a leggere “La Flat tax al 15% della Lega e l’Art 53 della Costituzione italiana…”

Ulisse, Itaca, Penelope nella lettura di Luigi Maria Corsanico

Ecco una poesia con forte spessore, un senso dell’umano davvero commovente. Siamo tutti e sempre rimasti nella nostra isola, incapaci di separarci da noi e dalle nostre piccole esperienze. Eppure ci ritroviamo così lontani da quell’isola che non abbiamo mai lasciato, da scoprire che intorno a noi c’è il deserto. Qualcuno poi si è chiesto se davvero gli dei possano invidiare gli uomini perché muoiono. Il tempo è certamente un’invenzione dell’uomo nella speranza di tenerlo sotto controllo, nella speranza di confondere la morte che è una emissaria degli dei. Se gli dei invidiassero davvero l’uomo, significherebbe che essi sono buoni e hanno pietà degli uomini. Ma davvero sono buoni?
Nessuno mai risponderà a questa domanda, anche se Emilio Piccoli con la voce del Grande Lettore Luigi Maria Corsanico cerca un risposta in questi versi conclusivi della sua poesia

che il tempo è un’invenzione degli dei
che hanno invidia per gli uomini che muoiono.

https://youtu.be/FHx87dIsD3s

Serata Benedicta ad ACSAL: “Esistere per resistere ” , di Tommi

Serata Benedicta: “Esistere per resistere”, all’Associazione Cultura e Sviluppo di Piazza De Andrè, ad Alessandria, giovedì 21 marzo 2019.

Nella prima parte della Serata Benedicta, alle 19 di giovedì 21 marzo, si farà un quadro della situazione sullo stato dei lavori per la realizzazione del Centro di documentazione (a cura dell’Ufficio Tecnico-Edilizia della Provincia), sul fondo documentario di don Gian Piero Armano (a cura di Luciana Ziruolo, direttrice Isral) e sulla collocazione della Benedicta nella “rete della memoria” (a cura di Massimo Carcione della Regione Piemonte).

Seguirà, dopo la pausa buffet, un ottimo esempio di come trasmettere memoria e insegnamento della Resistenza: il teatro canzone di Gian Piero Alloisio dedicato a don Gian Piero Armano. Alloisio è un cantautore che nel corso della sua carriera ha scritto canzoni per alcuni dei più importanti artisti italiani (Guccini, Gaber, Jannacci, Gianni Morandi). È anche autore e interprete teatrale e scrittore. Nella serata presenterà il suo ultimo lavoro: un cd+dvd che si intitola Resistenza Pop ed è al tempo stesso un prodotto artistico e uno strumento didattico. Ciò che serve tanto ad accompagnare anche emotivamente l’avvicinarsi a quel periodo peculiare della storia italiana che fu la Resistenza, quanto a conservarne e a tramandarne la memoria attraverso le testimonianze

Il cd contiene classici della canzone d’autore rivisitati in chiave rock, come Auschwitz di Francesco Guccini o La libertà di Giorgio Gaber; canzoni partigiane riscoperte, come Dalle belle città o La Badoglieide, e brani inediti su temi d’attualità. Tra questi, la comica e spietata Eia Eia Trallallà, che Alloisio ha dedicato ai rigurgiti dell’ideologia nazi fascista, la canzone-manifesto Tieni duro, o Jeans e Chador (con musica inedita di Umberto Bindi), che racconta la fatica e la speranza di una “nuova italiana”. Il dvd contiene, oltre a tre videoclips musicali, cinque storie partigiane, eroiche, commoventi, emozionanti, narrate dagli stessi protagonisti, su alcuni degli episodi più importanti della guerra di liberazione nel nostro territorio, tra le quali anche quella relativa alla Benedicta rievocata da Pasquale Cinefra e Giuseppe Merlo.

Francavilla di Sicilia: archeologi svedesi alla scoperta di un’antica città, di Donatella Pezzino

Prosegue la campagna di scavo che vede protagonista Francavilla di Sicilia, sito ubicato nella fertile Valle dell’ Alcantara, sul pendio settentrionale dell’Etna a circa 20 km dalla più antica colonia greca, Naxos. Il 16 ottobre scorso, l’equipe del Dr. Kristian Göransson si è nuovamente recata sul posto per una nuova fase del progetto, nato nel 2015 dalla collaborazione fra l’Istituto Svedese di Studi Classici a Roma, il Parco Archeologico di Naxos e il Comune di Francavilla. In questa impresa Göransson, direttore dell’Istituto, si avvale del prezioso supporto degli archeologi svedesi Dott. Henrik Boman e Dott.ssa Monica Nilsson, di alcuni studenti e di alcuni esperti della British School at Rome.

Risalgono al 1979 i primissimi scavi archeologici effettuati a Francavilla quando, all’interno di un santuario arcaico dedicato a Demetra e Persefone, furono portate alla luce alcune terracotte (pinakes) di tipo locrese. Fra gli anni Ottanta e i primi anni del 2000, l’attività di scavo ha interessato l’area in modo saltuario, e per lo più durante la costruzione di edifici o strade; solo a partire dal 2003, in seguito all’espropriazione del terreno privato su cui si trova il sito, l’Assessorato Regionale dei Beni Culturali ha cominciato ad effettuare ricerche più organizzate e sistematiche. Si è giunti quindi al 2015, anno in cui l’Istituto Svedese di Studi Classici di Roma ha ottenuto l’autorizzazione ad uno scavo quadriennale. Continua a leggere “Francavilla di Sicilia: archeologi svedesi alla scoperta di un’antica città, di Donatella Pezzino”

Pulire camminando, di Cristina Saracano

Ripulire le strade dai troppi rifiuti abbandonati, partendo da casa. Prima da solo, poi con gli amici. E poi chissà, coinvolgendo sempre più persone.

È l’obiettivo di Emanuele Gigante, 22enne di Cassano Spinola, che armato di sacchetti, buone gambe e tanta voglia di fare ha cominciato la sua opera di pulizia.

Emanuele ci racconta che ai bordi delle strade, si trova di tutto: bottigliette di plastica e di vetro, sacchetti di immondizia, cartacce.

Ovviamente, è alla ricerca di amici che lo aiutino in questa bellissima impresa, a breve aprirà una pagina Facebook, ha già attivato l’hashtag #dirtywalkchallenge grazie al quale chi lo desidera potrà condividere sui social network le proprie passeggiate “spazza rifiuti”.
In seguito, ci si sposterà dalla strada al greto del fiume Scrivia.
Non lontano da Cassano, a Vignole, la onlus “Asilo nel cuore” ha organizzato per domenica 31 marzo una pulizia del Borbera. Al pomeriggio, bimbi e adulti saranno impegnati a ripulire alcuni tratti arginali del torrente.
Cerchiamo di seguire tutti questi esempi per un mondo pulito e gradevole a tutti.
Fonte: Alessandria News
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Il fenomeno del BookCrossing: trovare libri nei luoghi più impensabili

Il Lettore Curioso

Buongiorno lettori!

Ieri mi trovavo in aeroporto e mi sono imbattuta in una libreria BookCrossing, e ho notato con piacere che era colma di libri di diverso genere e lingua.

Per chi ancora non lo conoscesse, il BookCrossing è un fenomeno che consiste nel lasciare libri in luoghi urbani o naturali, dove possono essere letti da chiunque sia di passaggio. Il lettore può prendere un libro, leggerlo e riportarlo, oppure rimpiazzarlo con un altro libro.

La maggiorparte dei libri sono dotati di un codice, riportato in copertina, che serve a rintracciare i volumi e vedere in quali luoghi sono stati lasciati.

Il lettore che vuole “donare” un libro deve registrarlo sul sito BookCrossing.com, dove gli verrà assegnato un codice. Il codice è importante per rintracciare il libro in ogni spostamento, perciò chi lo trova è invitato a connettersi al sito.

L’idea è nata nel 2001 da un gruppo di coniugi…

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Santo Dosto, ora pro nobis

lementelettriche

gattotopo

Una precisazione è necessaria prima di cominciare a scrivere: Dostoevskij descrisse così il nucleo poetico del romanzo “L’idiota”, a cui stava lavorando, in una sua lettera.

« Da tempo mi tormentava un’idea, ma avevo paura di farne un romanzo, perché è un’idea troppo difficile e non ci sono preparato, anche se è estremamente seducente e la amo. Quest’idea è raffigurare un uomo assolutamente buono. Niente, secondo me, può essere più difficile di questo, al giorno d’oggi soprattutto. »

(Fëdor Michailovič Dostoevskij)

Santo Dosto, ora pro nobis, aveva ragione: la bontà viene spesso trattata – specie da chi non la contempla – quale forma di idiozia. Anche se idiozia non è.

Mi è capitato di argomentare sulla pagina di un tizio, apparentemente colto, ma rivelatosi a tutti gli effetti un narcisista inguaribile.
Nel suo smisurato bisogno di primeggiare, non è riuscito a tollerare la mia capacità di approfondimento: gli rubavo spazio…

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Il vuoto

lementelettriche

Rafal Olbinski 45

Rafal Olbinski Painting

Il vuoto, così come il mare, si riempie da sé:
inutile volerlo rimboccare.
Il vuoto, in un nanosecondo, è già colmo:
è tempo che fluisce.
Possiede l’inesorabile
include e trascende
abbracciando il cielo.

A volte ci cammino sul bordo, col vento:
soli passeggiamo meglio.
Come fosse cosa ovvia
s’intravede un’altra,
una sorta d’icona.
Pare prenda il posto mio
più o meno legittimamente.

Una controfigura confortevole,
almeno il più delle volte:
è persino mansueta ed obbediente.

Spesso la mando nei luoghi comuni,
quelli che straripano di folla:
la spedisco a fare le mie veci
tanto, ad oggi, lei non s’è mai rifiutata
ma soprattutto nessuno se n’è avveduto.

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Il web

squarcidisilenzio

In questi giorni mi sta passando per la mente una riflessione sul web, sul suo valore. Su quello che accade e che in questi anni ho visto accadere.
Ho iniziato aprendo un profilo Facebook privatissimo, dedicato solo agli amici più stretti, con un timore esagerato per qualsiasi nuova e sconosciuta amicizia. Il primo amico Facebook, che ancora annovero tra le mie speciali amicizie, ha sdoganato la possibilità di avere rapporti virtuali che non fossero pericolosi ma importanti.
Ho inziato a seguire alcuni corsi gratuiti su come gestire il proprio personal branding (ovvero la propria figura online), ho conosciuto influencer come Domitilla Ferrari, figure che hanno fatto del web la loro vita e che hanno dedicato tempo alla formazione degli altri. Ho imparato, mi sono applicata, ho studiato, aperto sito, pagina facebook, blog, instagram, cambiato fotografie, decisa una linea editoriale.
Sono approdata anche su tinder, netlog, ma ho capito subito che…

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Magari sognare

lementelettriche

rafal olbinski polish painter a guiding light
Painting by Rafal Olbinski

Morire anche da vivi
_ché non ci si pensa
o non ci si ricorda_
accade spesso
eppure adesso
mi voglio ricordare
_c’è quel faro sul mare
la notte è d’accendere_
per poi salpare
nell’imbrunire
senza tornare.

Magari sognare
e volere volare…

Però si paga pegno
aguzzo l’ingegno…

Rimane un disavanzo
_quella fede estorta
che ci impoverisce_
va scomparendo
come la luna
se il giorno nasce.

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