Evento commemorativo per la “Giornata dell’ Unità Nazionale, della Costituzione, dell’Inno e della Bandiera” ; di Lia Tommi

Questa mattina, Lunedì 18 marzo 2019 si è svolto in Alessandria l’evento commemorativo in occasione della “Giornata dell’Unità Nazionale, della Costituzione, dell’Inno e della Bandiera”, istituita con la Legge 23 novembre 2012, n. 222, in ricorrenza del giorno della proclamazione, nel 1861, dell’Unità d’Italia.

L’evento — d’intesa con la Prefettura-Ufficio Territoriale del Governo di Alessandria — si è tenuto presso il Complesso Monumentale della Cittadella di Alessandria, fronte Caserma Beleno, e ha registrato la partecipazione di un numeroso pubblico.

Erano presenti le Autorità civili, militari e religiose del territorio comunale e provinciale, i rappresentanti delle Associazioni Combattentistiche e d’Arma e una nutrita rappresentanza di studenti delle Scuole cittadine: due classi dell’Istituto Volta, la classe dell’Istituto Nervi-Fermi, due classi dell’Istituto Saluzzo-Plana nonché gli studenti del Coro dell’Istituto Comprensivo Carducci-Vochieri di Alessandria, diretto dalla prof.ssa Rita Ferraris.

Gli interventi istituzionali sono stati tenuti dal Vicesindaco di Alessandria, Davide Buzzi Langhi (presente insieme a molti colleghi di Giunta, unitamente al Presidente del Consiglio Comunale e a molti Consiglieri Comunali), dal Vicario Prefetto di Alessandria, Paolo Ponta e dalla rappresentante della Consulta Provinciale degli Studenti di Alessandria, Marta Rebuffo dell’Istituto Volta, che ha proposto alcune brevi riflessioni sul tema della Giornata.

Si riporta di seguito il testo della studentessa Marta Rebuffo.

Ligabue nella canzone “Buona notte Italia” recita:”Buona notte all’Italia che c’ha il suo bel da fare, tutti i libri di storia non la fanno dormire”.

È esattamente come dice Ligabue, la nostra storia occupa tanti libri. Infatti, già Dante Alighieri inizia ad avere l’idea di un’Italia unita nella “Comedia”, come Petrarca nella canzone “Italia mia” e un po’ avanti nel tempo troviamo la stessa idea in Machiavelli, in Alfieri, in Foscolo, in Leopardi e in Manzoni. Pensare che Manzoni, nell’ode “Marzo 1821”, delineerà il suo concetto di nazione ai versi 31-32 con queste parole:

“una d’arme, di lingua, d’altare,
di memorie, di sangue e di cor”.

Dai moti rivoluzionari avvenuti nel 1821, ci vorranno ancora quarant’anni affinché si giunga ad una prima unificazione, la stessa che si commemora oggi, ma ci vorrà ancora un decennio affinché ne avvenga il completamento.

Veniamo ora alla musica che ha fatto da colonna sonora. Tutti conosciamo l’Inno scritto da Mameli e musicato da Novaro, ma conosciamo l’Inno tricolore? Quest’ultimo è un sonetto di Giovanni Battista Niccolini e recita:

“Il bianco mostra ch’ella è santa e pura,
il rosso che col sangue è a pugnar presta,
è quell’altro color che vi si innesta
che mai mancò la speme alla sventura”.

La spiegazione di tale sonetto è abbastanza intuibile. Il bianco mostra che la bandiera, e di conseguenza l’Italia della quale costituisce il simbolo, è santa e pura. Il rosso che è pronta a combattere anche versando sangue. L’altro colore, che si innesta sull’asta, cioè il verde, mostra che la speranza non è mai venuta meno.

Il nostro paese, inoltre, è fondato sulla Costituzione, che racchiude i principi fondamentali e inviolabili che regolano la nostra Repubblica e chi ne fa parte.

La Costituzione viene scritta in seguito al primo referendum a suffragio universale, avvenuto il 2 giugno 1946, nel quale il popolo italiano è stato chiamato a scegliere tra la Repubblica e la Monarchia. In questo referendum, per la prima volta in Italia, voteranno anche le donne.

Nello stesso giorno viene eletta un’Assemblea Costituente che ci metterà più di un anno a completare la stesura della nostra Costituzione che entrerà in vigore il 1 gennaio 1948. Quella Costituzione è e deve rimanere il fondamento della nostra Repubblica.

La declinazione dei momenti celebrativi, dopo l’Alzabandiera e gli interventi istituzionali, si è conclusa con esecuzione dell’Inno nazionale “Canto degli Italiani” a cura della Civica Orchestra di Fiati “G. Cantone “ di Alessandria, accompagnata dalle ragazze e ragazzi del Coro dell’Istituto Comprensivo Carducci-Vochieri di Alessandria, diretto dalla prof.ssa Rita Ferraris e dai componenti della Sezione “Enrico Franchini” di Alessandria dell’Associazione Nazionale Bersaglieri.

ODE AL PAPÀ, di Miriam Maria Santucci

ODE AL PAPÀ
di Miriam Maria Santucci

La Vita è un canto eterno di bellezza
e il più bel canto sei tu, “papino mio”,
come solevo chiamarti da bambina
al tocco lieve di una tua carezza.
Il tuo amore leniva le mie pene
ed addolciva ogni triste pensiero
e come torcia di luce sempre accesa
illuminavi l’impervio mio sentiero.
– Ama la vita – mi dicevi spesso
perché la vita è una, una soltanto! 
Solo il sorriso scaccia l’amarezza 
e dà la forza di asciugare il pianto! 
Ora non ci sei più…
ma in me tu vivi…
ed io per te, stasera,
prego e canto… 

Poesia tratta dalla raccolta “Le Impronte della Vita”.
© Copyright 2015 – Miriam Maria Santucci.

FESTA DEL PAPÀ, di Miriam Maria Santucci

FESTA DEL PAPÀ
di Miriam Maria Santucci 

Su una panchina del piccolo piazzale
siede un anziano con la testa china.
Rughe profonde ricoprono il suo volto,
come solchi di terra, arata di recente.
Stringe una foto tra le mani giunte.
La guarda e l’accarezza dolcemente.
Rintoccano a festa le campane.
Son tutti a Messa.
È Festa del Papà! Messa Solenne!
Canta per i fedeli la Corale…
Mi siedo silenziosa accanto al vecchio,
sulla fredda panchina di cemento.
Vorrei parlare, ma non ci riesco.
Qualcosa mi si sta spezzando dentro…
– Era mia moglie – dice – Mamma esemplare!
I figli sono in giro per il mondo… Poi tace.
Lentamente, si alza e ripone nel taschino
quella foto sgualcita e sorridente.
Una lacrima gli scorre dentro un solco.
Solco di terra arata di recente.

Poesia tratta dalla raccolta “Le Impronte della Vita”.
© Copyright 2015 – Miriam Maria Santucci

L’ultima volte che ti ho vista, il romanzo di Alafair Burke

Alafair Burke, L'ultima volta che tiho vista

L’ultima volta che ti ho vista è il nuovo legal thriller di Alafair Burke, edizioni Piemme, 2018, 396 pagine.

La protagonista è Mckenna Wright, che si è lasciata alle spalle il suo lavoro come procuratore distrettuale, dopo un fatale errore che le è costato la carriera.

Ora fa la giornalista e la sua esistenza scorre piatta, fino al giorno in cui le capita di vedere un video diventato virale: una donna che salva un ragazzo caduto sui binari della metropolitana

. In quella donna Mckenna riconosce la sua amica Susan, scomparsa dieci anni prima senza lasciare tracce e, ormai, data per morta.

La giornalista decide di indagare e scoprire l’identità dell’eroina della metropolitana, ma non sa che si ritroverà coinvolta in una storia molto più complicata di quella che avrebbe mai potuto immaginare e che, sorprendentemente, si riallaccia al suo passato.

Alafair Burke non sbaglia un colpo.

Figlia d’arte ( suo padre è il noto romanziere statunitense James Lee Burke), già vice procuratore in Oregon e insegnante universitaria di diritto, la scrittrice sforna un thriller dietro l’altro.

Questo è il suo terzo libro che ho deciso di leggere, perché avevo apprezzato quelli precedenti e anche questa lettura non mi ha delusa.

Al primo impatto, dai suoi romanzi emerge con chiarezza la sua familiarità con procure, tribunali, forze dell’ordine, avvocati e giudici.

Si muove con dimestichezza nei meandri del diritto, riuscendo ad articolare storie che si intrecciano, si incastrano e si sviluppano, secondo logiche che si svelano pian piano.

La trama non è lineare, ma si ingarbuglia e infittisce via via, con rivelazioni parziali, colpi di scena, veri e propri cliffhangers che tengono il lettore incollato al libro, mentre le quasi quattrocento pagine scorrono veloci.

Con astuzia e maestria Alafair Burke dissemina indizi, suggerisce teorie, sussurra deduzioni che irretiscono il lettore, ne stuzzicano la curiosità, mantengono alta la tensione.

Gli eventi si susseguono a ritmi serrati, i ruoli si ribaltano più e più volte. Chi sono i buoni e i cattivi? Chi le vittime e i carnefici? Di chi ci si può veramente fidare?Fino a che punto conosciamo le persone che ci sono accanto?

Sono questi gli interrogativi con i quali si arriva fino alle ultime pagine del romanzo, dove la verità, finalmente, si dipana con leggerezza, estinguendo l’arsura con cui il lettore arriva all’epilogo, con l’urgenza e il piacere che si prova quando, dopo una lunga corsa, ci si può dissetare d’acqua fresca.

Il finale che, qualcuno ha definito buonista o sottotono,è , invece, secondo me perfettamente coerente con la storia e con le personalità dei personaggi, così ben caratterizzati dalla Burke. Se avete voglia di leggere un bel thriller, intrigante e ben congegnato, che richieda una certa partecipazione intellettiva ed emotiva, per addentrarsi nelle trama e sostenere le scariche adrenaliniche, ve lo consiglio caldamente

Il futuro degli altri

Il Blog di Roberto Iovacchini

index

Titolo: Il futuro degli altri

Autore: Paolo Brera

Editore: Clown Bianco

Un giallo ambientato a Milano, ai giorni d’oggi. Una donna di nazionalità ucraina viene ritrovata morta nell’appartamento dove viveva in una casa di ringhiera, conosciuta da tutti, considerata una persona normale, nessuna attività sospetta, nessuna frequentazione anomala. I vicini di casa non hanno visto e sentito nulla il giorno dell’omicidio. A dare una direzione ben precisa alle indagini è un libro giallo che viene venduto subito dopo l’omicidio come allegato del quotidiano la Padania. In questo libro il delitto viene descritto in ogni suo particolare con una precisione incredibile. Le indagini sull’omicidio della donna sono svolte dal Colonnello dei Carabinieri De Valera che per prima cosa indaga l’autore del libro giallo, Paolo Brera, giornalista e scrittore, che in quei giorni si trova a Nizza dove la sua compagna di origine russa sta seguendo un corso di qualificazione nella locale…

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I cibi del buon umore

Creando Idee

Esiste un modo semplice per migliorare l’umore: basta mangiare frutta e verdura fresche, ma soprattutto “al naturale”. Evitate cibi cotti, lavorati o in scatola e prediligeteli crudi. Nella top ten dei cibi del buonumore ci sono carote, banane, mele, verdure a foglia verde scuro, pompelmi, lattuga, agrumi, frutti di bosco, cetrioli e kiwi.I ricercatori dell’Università di Otago, hanno pubblicato uno studio in cui spiegano che non è soltanto la quantità ad incidere sull’umore, ma anche il modo in cui i cibi vengono preparati e consumati.”La nostra ricerca spiega Tamlin ha evidenziato che il consumo di frutta e verdura nel loro stato ‘non modificato’, piuttosto che cotte, in scatola o lavorate, è più fortemente associato a una migliore salute mentale“. Forse perché la cottura e la lavorazione di frutta e verdura possono alterarne i valori nutritivi.”Questo verosimilmente limita la fornitura di sostanze nutritive essenziali per un funzionamento emotivo ottimale”.Il campione esaminato…

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In arrivo anche quest’anno l’ora legale; di Lia Tommi

Ma non doveva essere abolito a livello europeo il passaggio dall’ora solare a quella legale (e viceversa)? E invece è tutto rimandato, almeno fino al 2021. Così la notte tra sabato 30 e domenica 31 marzo 2019 gli orologi andranni riposizionati perché torna l’ora legale, e le lancette alle 02.00 andranno spostate avanti di un’ora, quindi alle 03.00.

Domenica 31 marzo dormiremo un’ora in meno, ovvero quando l’orologio segnerà le due del mattino, saranno invece già le tre e quindi avremo perso un’ora di sonno prezioso. Ma saremo presto consolati dalle giornate sempre più lunghe e i tramonti sempre più posticipati. Per fare un esempio pratico: dal 31 marzo alle 18 saranno giù le 19, ma avremo la luce di cui il giorno precedente godevamo alle 18. L’ora solare nasce infatti proprio dalla volontà di sfruttare meglio l’irradiazione del sole durante il periodo estivo.

Inevitabile anche che il cambio dell’ora abbia effetti sul nostro organismo, effetti che hanno a che fare con l’alternanza sonno-veglia. Entra in gioco uno squilibrio tra ormoni, come per un mini jet-lag: melatonina e serotonina da una parte, adrenalina e dopamina dall’altra. Per rimettersi in carreggiata occorre adottare comportamenti a costo zero che rimettono ordine in questo concerto di sostanze chimiche attraverso la dieta, l’attività fisica e le buone abitudini. La sera è meglio tenersi leggeri, evitando carni rosse fibrose, seppie, calamari, polipi ed evitare le razioni abbondanti, compresa la pizza.

Il consiglio è anche di rispettare gli orari nel corso della giornata, con la cena almeno tre ore prima di coricarsi. E infine, quando si è a letto, evitare di accendere la luce anche se non si riesce ad addormentarsi, spegnere la tv, pc, tablet e cellulari.

A quando allora l’abolizione del cambio dell’ora? L’Unione europea sembrava decisa a tutti i costi a voler abolire il passaggio da solare a legale e viceversa. Dopo le numerose dichiarazioni del presidente Jean-Claud Juncker, era arrivata la proposta ufficiale della Commissione europea: ogni Stato dovrà scegliere se applicare in modo permanente l’ora legale o quella solare. Ma mentre inizialmente la dead line era la fine del 2019, ora l’abolizione dell’ora legale è stata rinviata almeno fino al 2021, e quindi di cambi d’ora ne vivremo ancora molti. Intanto l’ora solare, con tutta certezza, tornerà ancora il 27 ottobre 2019.

NEI MIEI PANNI, il primo romanzo di Steve Fortunato

NEI MIEI PANNI, il primo romanzo di Steve Fortunato

Nei miei panni

biografia dell’autore: https://alessandria.today/2019/03/18/lo-scrittore-steve-fortunato-si-presenta-ai-lettori-di-alessandria-today/

Sinossi

Una storia contemporanea. Vera. Un imprenditore che si trova ad affrontare la chiusura dell’azienda a causa degli effetti della crisi economica. Anni duri e difficili, avvilenti, tra entusiasmi e sconforti, aggravati da problemi di salute contro i quali la determinazione e la caparbietà man mano si frantumano.

Disoccupato, in una Milano quasi trasparente, chiuso in sé stesso, rivive un passato di ricordi e un presente arido e mortificante. Impermeabile e indifferente agli stimoli è rassegnato a non reagire e a non riuscire più a cambiare un futuro, che sembra già scritto o forse non c’è nemmeno.

Ma persone conosciute, amici, situazioni che ritornano a ravvivare il suo passato, nella ricerca di una consolazione e di una ragione che potrebbero servire ad affrontare il domani.

foto: http://free-magazine.info/

 

Lo scrittore Steve Fortunato si presenta ai lettori di Alessandria today

Lo scrittore Steve Fortunato si presenta ai lettori di Alessandria today

di Pier Carlo Lava

Alessandria today è lieta di presentare ai lettori la biografia dello scrittore Steve Fortunato, del quale in seguito verrà pubblicata anche un intervista a cura del poeta Marcello Comitini.

STEVE FORTUNATO PRIMO PIANO

Steve Fortunato, breve biografia

Piemontese di origine. Inquieto e insoddisfatto ha lasciato da giovane il piccolo paese sulle colline, per scoprire cosa c’era oltre.

Imprenditore da sempre, ha sfogato principalmente nel marketing e nella comunicazione la creatività e il desiderio di nuovi orizzonti e di nuove sfide.

Vive a Milano e racconta la vita, le relazioni, gli accadimenti con una visione nichilista, attraverso ricordi, persone, emozioni.

Del mondo contadino affiorano il timore reverenziale di fronte alla grandezza della natura e il fascino suscitato dalla sua ineffabilità.

Razionale e impulsivo, istintivo e sensibile, usa un linguaggio crudo, duro, scarno a volte, che cede a momenti delicati, di sottile nostalgia.

“Nei miei panni” è il suo primo romanzo.

LO ‘SCALO MERCI’ PER CONTRASTARE IL DECLINO DI ALESSANDRIA

LO ‘SCALO MERCI’ PER CONTRASTARE IL DECLINO DI ALESSANDRIA

di Renzo Penna

Alessandria: Il vero tema del convegno di venerdì 22 marzo, promosso da “Città Futura” e dalla Camera del Lavoro a Palazzo Monferrato, non si trova nel titolo e riguarda il declino di Alessandria. L’oggetto: “il recupero e il rilancio dello Scalo merci” o, meglio, dello “Smistamento”, come è più conosciuto da ferrovieri e alessandrini, indica una possibile soluzione per la quale esistono sia i tempi giusti che le opportunità.

Renzo Penna

Va però detto che affrontare seriamente il tema del declino della città, cercando di reagire, di invertire la tendenza non è un’operazione né semplice e né facile.

Con il declino si può convivere e persino ci si può illudere di star bene, mentre reagire costa fatica, impegno, determinazione e mette in conto scontri e incomprensioni. Perché, in fondo, lo status quo va bene a molti, a tutti coloro che coltivano interessi particolari e vedono come un intruso, un avversario chi si occupa e vuole realizzare, nell’interesse della città, un progetto collettivo.

Anche per questa ragione ponendo il tema, non nuovo, del rilancio del nostro Scalo delle merci su ferro che, inevitabilmente, richiama lo status, la condizione più generale della logistica in questa parte di territorio piemontese, abbiamo deciso di non occuparci delle diverse e numerose responsabilità per gli scarsi risultati di questi anni. Non perché sia impossibile individuarle, ma in quanto non utili allo scopo.

E la ragione è duplice, da un lato le Amministrazioni di Regione, Provincia e Comune che si sono alternate hanno riguardato i diversi schieramenti politici, dall’altro ciò che oggi più necessita è un lavoro di squadra di tutti i soggetti responsabili e interessati. Un obiettivo, nella nostra realtà, poche volte raggiunto, ma che, in questo caso, risulta indispensabile.  Continua a leggere “LO ‘SCALO MERCI’ PER CONTRASTARE IL DECLINO DI ALESSANDRIA”

Carabinieri. Acqui Terme: un arresto e una denuncia per rapina impropria e lesioni personali

Carabinieri. Acqui Terme: un arresto e una denuncia per rapina impropria e lesioni personali

Nella nottata tra venerdì e sabato, i Carabinieri delle Stazioni di Acqui Terme e Rivalta Bormida, unitamente al personale dell’Aliquota Radiomobile del NOR, hanno tratto in arresto in flagranza di reato EL FILALI Younes, 22enne marocchino di Acqui Terme e deferito S.M., marocchino 17enne, già noto per un analogo fatto commesso un mese fa.

Alessandria (2) (1)

I Carabinieri erano stati chiamati da un cittadino egiziano, dipendente di un esercizio pubblico acquese, che aveva appena subito una rapina. L’uomo, alla fine del turno di lavoro, era uscito dal proprio esercizio pubblico e si era diretto al vicino distributore di sigarette, in prossimità di un altro locale, davanti a cui erano presenti numerose persone.

Mentre prendeva le sigarette, veniva circondato da tre individui, e mentre due lo distraevano, il terzo da dietro gli sfilava il portafoglio. Accortasi del furto, l’uomo iniziava a gridare, cercando di inseguire il ladro, venendo però fermato dagli altri due che cominciavano a colpirlo con calci e pugni, facendolo cadere a terra.

I Carabinieri, immediatamente intervenuti, trovavano l’uomo a terra e vistosamente ferito, ma ancora in grado di descrivere i fatti e, sommariamente, i tre rapinatori, uno dei quali, EL FILARI, individuato nel folto gruppo di persone che si trovavano in prossimità del luogo, riconosciuto senza ombra di dubbio come uno dei tre rapinatori e specificatamente come colui che aveva percosse la vittima. Continua a leggere “Carabinieri. Acqui Terme: un arresto e una denuncia per rapina impropria e lesioni personali”

Giardino dei sogni, di Marcello Comitini

Era il 1976. Pubblicavo la raccolta “Un ubriaco è morto”
e già la speranza nutriva immagini bugiarde.

Questa pace che urla
in fondo al cuore svilito
è presagio d’abbandono.
Un abbandono che mi lega
ad immagini care nel giorno
e nel silenzio dei sogni e nel dolce
ritorno dell’alba
muta ogni cosa in tristezza che nasce.
Questa vita stanca, trascinata
per giorni, in notti costruita
su sorrisi fugaci di speranze
ed immagini false
mi ha legato a un ricordo.
Ora che tutto è svanito, svuotati
i miei gesti, dissolto il suo viso
e la sua cara voce dei giorni lontani
ho atteso la pace.

Come somiglia
ad una morte questa pace
ottenuta con dolore,
una lunga morte silenziosa
che dilania nel sangue ogni speranza
senza dar vita a un gesto a un pensiero
nel mio cuore svilito,
al suo sorriso sereno, alla sua voce
soave come vento lieve
ora che tutto giace in abbandono
nel giardino dei sogni.

da “Un Ubriaco è morto”, Misuraca Editore, Palermo. 1976

L’amore

Pensieri Raccolti

L’amore

L’amore non parla
Ma si fa sentire
L’amore non guarda
Ma si fa notare

L’amore non sembra
Lui non è solo un ombra
In silenzio lui canta
In un sospiro ti incanta

È un cielo, un tramonto
Un appartenersi profondo
Una strana energia
È una forte empatia

È quando ti accorgi
Che non puoi farne a meno
È quando la scorgi
E anche se piove è sereno

È uscire di corsa
Dimenticarsi di mangiare
È buttarsi nel mare
Anche se non sai nuotare

Supera ogni confine
sfonda tutte le porte
non ha mai fine
va oltre la morte

L’amore non si descrive
Anche se di lui si scrive
L’amore non si può spiegare
L’amore si può solo amare

Lui ha due occhi
Ma uno solo sguardo
Lui ha i tuoi occhi
È nel tuo sguardo

Lei è il tuo respiro
Fuso col suo
Lei è il suo nome
Dentro…

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Temporale estivo

Pensieri Raccolti

Temporale estivo

Silenziosa e tacita
La notte placida
Scende sui tetti
Sospende i dialetti

Idiomi lontani
Scordati l’indomani
Su sospiri leggeri
Come il trascorso, come ieri

Lontani i grilli
Nella sera d’estate
Alcolici strilli
Di sere bruciate

Di candele arse
Da fuochi fatui
Di essenze sfumate
Da abusi incauti

Silente notte
Che sembra coprire
I singhiozzi e le lotte
Di chi non vuol morire

Arrendersi o perdersi
Chinarsi ad un destino
Che non ha nei suoi versi
Il tuo sguardo vicino

Un poema sussurrato
Da sospiri di ricordi
Come un canto suonato
A cuori ormai sordi

Arcobaleni vaghi
Ingoiati dal nero
Come sogni girovaghi
Scambiati per vero

Poi arriva sempre un poi
Il poi arriva senza un noi
Non è sempre come vuoi
Lo capisci col senno di poi

A spalancare finestre
A tirare le tende
A scrollare la pioggia
Che incauta scende

Su cicatrici scaltre
A sanguinare ancora
Su…

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Poesie di Massimiliana

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Raggio di Sole

Io ti ho sentito che piangevi, Allora son tornato, Ma tanto già lo sapevi, Che tornavo da te, Senza niente da dire, Senza tante parole, Ma con in mano un raggio di sole, Per te, Che sei lunatica, Niente teorie con te, Soltanto pratica.

Elisa Falciori

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