Santo Dosto, ora pro nobis

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gattotopo

Una precisazione è necessaria prima di cominciare a scrivere: Dostoevskij descrisse così il nucleo poetico del romanzo “L’idiota”, a cui stava lavorando, in una sua lettera.

« Da tempo mi tormentava un’idea, ma avevo paura di farne un romanzo, perché è un’idea troppo difficile e non ci sono preparato, anche se è estremamente seducente e la amo. Quest’idea è raffigurare un uomo assolutamente buono. Niente, secondo me, può essere più difficile di questo, al giorno d’oggi soprattutto. »

(Fëdor Michailovič Dostoevskij)

Santo Dosto, ora pro nobis, aveva ragione: la bontà viene spesso trattata – specie da chi non la contempla – quale forma di idiozia. Anche se idiozia non è.

Mi è capitato di argomentare sulla pagina di un tizio, apparentemente colto, ma rivelatosi a tutti gli effetti un narcisista inguaribile.
Nel suo smisurato bisogno di primeggiare, non è riuscito a tollerare la mia capacità di approfondimento: gli rubavo spazio…

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Autore: alessandria today

Ex Dirigente, consulente e ora blogger

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