Momenti di poesia. Sole malato, di Vittorio Zingone

Sole malato
Sole malato
Che attraversi
I foschi cieli
Di novembre,
Tu mi sciogli
NEL’anima già stanca
Un fluido arcano
Di malinconia
Che uccide nel cuor
La dolce poesia.

Depredi i rami
Delle loro foglie,
Orfano rendi il mondo
DA armoniosi cantici
D’uccello,
Assassini
I profumi inebrianti
Che all’estivo tepor
E in primavera
Si diffondeva neĺl’aria
E le creature
D’infinita dolcezza
Ubriacavano.

Discarni i giardini,
Gli orti umani,
Bevi
Con le avide tue labbra
La bellezza
Che ci faceva volgere
Lo sguardo
A noi d’attorno,
Lontano lontano
Fino all’orizzonte
E nella notte
Persin le stelle innumeri
Con l’intenso loro brillio
Ci ammaliavano.

Ora tutto è sepolto
In gelide brume,
In umide nebbie,
In sorride foschie,
E nuvolaglie
L’anima ci opprimono
Ristagnando sul capo
Per giorni o settimane
Senza fine.