Carlo Bartolomeo Molinari, di Alessandria 850

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Ci sono personaggi alessandrini poco conosciuti, ma che hanno lasciato nella storia tracce davvero importanti: Carlo Bartolomeo Molinari è uno di questi. Mercante di panni alessandrino, si trasferì a Milano verso il 1694; qui, entrato in contatto con alcuni autorevoli personaggi legati all’entourage della corte viennese fra cui il principe Eugenio di Savoia, operò per loro al punto da venire esiliato dalle autorità spagnole (1701).

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Rifugiatosi a Genova, vi rimase quale ministro del principe Eugenio per il disbrigo degli affari che gli sarebbero stati commissionati nel nome e per conto dell’imperatore (1702), e quindi quale residente cesareo, dapprima in segreto (dal 29 agosto al 21 dicembre 1704) poi ufficialmente.

Avvalendosi anche dell’opera del fratello, l’abate don Giovanni Battista (il quale, secondo Nicola Ferorelli, sicuramente scrisse molte lettere del carteggio), il Molinari operò per anni al servizio di Vienna quale attivo e capace corrispondente, in grado di raccogliere e trasmettere notizie che lui stesso e la sua fitta rete di contatti e conoscenze gli permettevano di raccogliere in tutt’Italia ed anche in Europa, comunicandole sempre e comunque, anche “in tempo che l’inimico usa ogni studio per impedir la comunicazione” (FERORELLI, Il Carteggio Molinari, p. 189).

Nel 1706, quale compenso dei servizi resi, l’imperatore Carlo III lo insigniva del titolo di conte e lo nominava suo inviato straordinario, carica che mantenne, fra varie difficoltà, sino al 1718. Da quell’anno rimase a Genova, per il disbrigo di qualsiasi affare, il solo console Moricone sino a che, nel 1726, fu nominato nuovo residente cesareo il conte Orazio Guicciardi.