Il 31 marzo torna l’Orchidea UNICEF , di Lia Tommi

UNICEF: i prossimi 30 e 31 marzo torna l’Orchidea in 2.400 piazze in Italia con 11 mila volontari per salvare i bambini malnutriti
Testimonial dell’iniziativa lo storico Ambasciatore dell’UNICEF Italia Lino Banfi.

I prossimi 30 e 31 marzo, l’UNICEF torna – con la partecipazione di 11.000 volontari – in oltre 2.400 piazze di tutta Italia con l’iniziativa dell’Orchidea, a sostegno della campagna “Ogni bambino è vita” per salvare i bambini colpiti da malnutrizione, che è co-responsabile ogni anno della morte di circa 3 milioni di bambini. Per il suo decimo compleanno l’orchidea si moltiplica: a fronte di un contributo minimo sarà possibile scegliere tra quattro tonalità di colore disponibili.

Testimonial dell’iniziativa sarà lo storico Ambasciatore dell’UNICEF Italia Lino Banfi.
“Ritornare a casa con un’orchidea UNICEF vuol dire aiutare un bambino a sopravvivere. Nell’arco di questi 10 anni, grazie al sostegno di tante persone abbiamo raccolto 13 milioni di euro che hanno salvato le vite di tanti di bambini in tutto il mondo” – ha dichiarato Francesco Samengo, Presidente dell’UNICEF Italia. “Ringrazio i volontari UNICEF per il loro profondo e costante impegno e invito tutti a venirci a trovare in piazza, insieme continueremo ad aiutare tanti bambini che nel mondo rischiano la vita.”
Scegliendo l’orchidea UNICEF, per esempio, con un contributo di 15 euro, i bambini potranno ricevere:
• 30 bustine di latte terapeutico utili per salvare le vite di 6 neonati colpiti da malnutrizione acuta;
• 750 compresse a base di cloro per potabilizzare 1.500 litri d’acqua;
• 180 dosi di vaccino antipolio per garantire copertura vaccinale completa a 40 bambini;
• 900 bustine di integratore alimentare;
• 15 stetoscopi fetali per la cura e diagnosi prenatale.
Tra le 2.400 piazze di tutta Italia, sarà possibile scegliere un’Orchidea anche a Piazza del Popolo a Roma nel corso di “UNICEF Generation”, una tre giorni (29-31/3) di incontri, dibattiti, iniziative aperta a tutti per confrontarsi sui diritti dei bambini e il loro futuro a 30 anni dall’approvazione della Convenzione sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza.

Con l’Orchidea UNICEF fai rifiorire la vita
Per informazioni su dove trovare la piazza più vicina e su come prendersi cura della propria Orchidea UNICEF (angolo “Pollice verde”) visita il sito: orchidea.unicef.it

Per le redazioni: Ufficio stampa:
UNICEF Italia Tel. 06.47809233 – 346 – 272; cell.: 335 7275877 e 3341196798, e-mail: press@unicef.it;

Ad Alessandria si puo acquistare in piazzetta della Lega.

La luce che fa la differenza

Creando Idee

A volte è come uno schiaffo perché ci fa saltare sul letto proprio mentre vorremmo dormire. Alle sei del mattino, alle otto o dopo, non è mai il momento giusto. Per la maggior parte di noi il suono a tutto volume della sveglia è un segnale che disturba, sappiamo che dobbiamo alzarci. Un rumore che può essere molto fastidioso. Un aiuto in questa direzione potrebbe arrivare dalla luce, incorporata al suono della sveglia per aiutare a svegliarsi in modo più naturale. Insomma non più un rumore che ci fa sobbalzare, ma un suono accompagnato a una fonte luminosa che aiuti un risveglio ‘dolce’. Sono queste le conclusioni di un’analisi del Baylor College of Medicine, Gli esseri umani hanno un ritmo circadiano che agevola una naturale tendenza ad avere più sonno di notte e ad essere più svegli durante il giorno il contributo più forte alla creazione del ritmo circadiano è la luce…

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Wu Wei Cheng e l’arte del silenzio

squarcidisilenzio

Da mesi sto approfondendo la tecnica Kintsugi, tecnica giapponese che ripara le ceramiche con polvere d’oro. È una tecnica che vede la sua nascita verso la fine del 1400 in Giappone, su oggetti dedicati alla Cerimonia del tè.
Studio la tecnica per riproporla ai miei clienti su oggetti antichi e studio la cultura, la filosofia ad esso correlata, per entrarvi profondamente. Perché questo ho capito: Kintsugi non è solo preparare la colla, incollare e dorare, ma è un mondo intero che si muove con esso. Non basta sedersi al tavolo: occorre disporsi con animo libero, leggero e silenzioso.
Kintsugi è arte.

Così come sto imparando io, così tento di spiegarlo a chi mi chiede, a chi è interessato a saperne di più. Ma spiegare senza viverlo il concetto wabi-sabi, concetto su cui tutto ruota, non è facile. Non è facile in un mondo frenetico, fatto di continue novità…

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Vorrei conoscere Emma

squarcidisilenzio

Emma io non so chi sia.
Emma è una donna, una donna che ama il Kintsugi, che sta compiendo un viaggio con la sua mamma, ma non ne conosco il motivo.
So dove abita, so che si chiama Emma, so anche che ha davanti a sé una strada difficile e dura e faticosa, ma non conosco il percorso e nemmeno la motivazione.
Emma io non so chi sia.
Emma ha degli amici, Bethan, Stine, Holly and Jen. Ha degli amici che la amano, la stimano, le sono vicini, a causa di quelle ferite che Emma ha e che deve sopportare.
Non hanno parole, e in effetti alle volte proprio le parole non escono; gli amici di Emma hanno però un dono. Un dono per lei, per ricordarle il loro amore, la sua forza, la loro ammirazione.

Emma vive a Londra e io non so chi sia. Le ho…

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Imperfetti

squarcidisilenzio

Imperfetti è la nuova collezione di ceramiche di Kintsugi Arte Ceramica, ceramiche scartate dai ceramisti perché imperfette e rivalutate con l’arte Kintsugi giapponese originale.
Ho creato uno shop su Etsy dove propongo opere originali e non solo restauri.

14897478186290Imperfettiparte dal concetto che ciò che viene scartato perché -non perfetto- possa essere rivalutato: io agisco con una rottura supplementare, un colpo di martello. Come già altre volte ho spiegato questa che pare una forzatura racconta di quanto siamo fragili, di quanto siamo soggetti alle ferite che ci vengono inflitte dalla vita ma di quanto siamo noi stessi artefici di queste rotture, molto più spesso di quanto pensiamo. 

-Rompiamo, ma siamo capaci ad aggiustare? O lasciamo i cocci a terra, fuggendo via? –

Io rompo e aggiusto, aggiungendo la polvere d’oro nelle linee di rottura. Ed è uno sforzo rompere, farlo consapevolmente non è facile, non siamo cattivi di natura…

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Sarò capace? E servirà?

squarcidisilenzio

Come qualcuno forse sa, sto studiando da un anno circa la tecnica di restauro Kintsugi, ovvero riparare con l’oro ceramiche nuove e antiche. 

Ho letto tanto, ho studiato di più. Mi sono informata, mai in maniera superflua. Ho approfondito, chiesto, cercato. Mai sul bordo, sempre dentro, a fondo.

Kintsugi è una tecnica giapponese, nata alla fine del 1400 in Giappone.Una tecnica che non è solo artistica ma che ha implicazioni filosofiche e psicologiche molto ampie, che riguardano le nostre ferite, quelle dell’anima, di come siamo capaci a rinascere ogni volta più forti e unici.

Kintsugi è una tecnica lenta, utilizza una lacca autoctona, rispetta i tempi, porta alla riflessione. È un lavoro molto difficile e minuzioso. Quando mi pongo al mio tavolo per restaurare con la tecnica Kintsugi, la mia mente cambia, rallenta, spesso lavoro in silenzio, il tavolo è diverso. La mente è diversa.

cattura

Che cosa leggo invece nei…

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Primi passi nella tecnica Kintsugi

squarcidisilenzio

Questo mio blog racconta anche il mio lavoro, il restauro, e lo fa quando mi trovo di fronte a un restauro eccellente e meritevole di nota o, come in questo caso, di una nuova/antica tecnica, il Kintsugi, antica tecnica giapponese di restauro.
Rimando ad un mio post precedente, dove spiego la tecnica. (qui il post “Kintsugi, l’arte di restaurare con l’oro”)

I materiali sono originali giapponesi. La tecnica che realizzo nel mio laboratorio Chiarartè a Biella, Via Novellino 16, rispetta perfettamente quella dei maestri di Kintsugi giapponesi: lacca reale, farina, tomoko, polvere oro, pennelli di donnola, lacca reale rossa, jinoko, mawata, polvere oro o ottone.

Sono i miei primi passi e voglio condividerli con voi.

Vassoio giapponese che verrà trasformato in Squarci Vassoio giapponese che verrà trasformato in Squarci

Squarci è la nuova collezione di ceramiche giapponesi prodotte nel mio laboratorio. Partendo da un pezzo integro, rompo il suo equilibrio destinando al caso i frammenti.kintsugi chiararte

I…

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Il bene che ti voglio

squarcidisilenzio

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Lo senti scorrere il bene che ti voglio? Posato sui fiori del calicantus, profuma di inverno ancora acerbo, di un colore acceso, il giallo dei limoni, aspro, come talvolta sono i tuoi baci, forte come le tue mani quando mi fermano, prima di andare, quando impongono agli occhi il tuo volere, come fiori di un bosco, come una luna nel cielo, o solo una fetta, dipende dal tempo che fa.
Lo senti appartenerti le ossa, il bene che ti voglio? Nella sua fortunata sorte di averti incontrato, tra le strade di nebbia e fango alle volte, altre di pietra lastricata, sarebbe bello di sabbia, non trovi? o di prato verde, immagina una specie di incanto, le strade di sabbia ed erba e nel mezzo una distesa di nulla. E lì, nel vuoto, tu. E io. Dipende da dove la guardi la compagnia, anche dal cuore, lo so, si chiama amore…

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Un viaggio in Giappone, ciò che resta e che sarà. (il video)

squarcidisilenzio

Sono stata ospite, dal 7 al 15 luglio 2018, di Tv Tokyo in Giappone, a Kyoto e Daigo, per apprendere l‘arte Kintsugi. 
Un viaggio emozionante, pazzesco, irripetibile, un sogno avverato prima ancora di averlo desiderato, questo alle volte la vita può.
Per chi volesse vedere tutta la mia esperienza condensata in un’ora di trasmissione, ecco il video intero su youtube.
Lo so, per chi non conosce il giapponese potrà sembrare da subito ostico, ma io parlo in italiano: se vi lasciate scorrere vedrete che almeno il senso generale lo capirete.
Altrimenti sono qua per spiegarvi i dubbi 🙂

Dietro a quest’ora di programma ci sono 10 giorni di lavorazione e studio.
Ecco che man mano, per chi è interessato, racconterò dettagli e impressioni.
A volte saranno dettagli tecnichi sul Kintsugi, altri sulla lacca, altri ancora sul cibo, il modo di vivere in Giappone, sui trasporti, sulle relazioni.

Se…

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Un restauro kintsugi per la quaresima di Cumiana

squarcidisilenzio

“Buongiorno e buon anno! Mi chiamo don Carlo Pizzocaro e sono parroco (da poco) di Cumiana in provincia di Torino. La filosofia del kintsugi ha per me un fascino particolare e diventa quasi una teologia se penso a questo scorrere di oro tra le crepe di qualcosa di più povero per renderlo non solo aggiustato, ma nobilitato. È una vera immagine della redenzione: LUI si è mescolato a noi per restituirci quella immagine e somiglianza che avevamo perduto.
Mi piacerebbe per la Quaresima valutare la possibilità di utilizzare calice e patena realizzati con questa tecnica…ne ha mai realizzati?”

Restaurare un oggetto con l’arte Kintsugi tradizionale mi permette di incontrare storie nuove, metafore differenti, interessanti modi di vedere oltre.
Don Carlo Pizzocaro, parroco di Cumiana, ha visto nell’oro che copre le crepe il messaggio di Dio, salvezza e redenzione per gli umili, per la fragilità.
Il suo progetto mi ha…

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IF I WERE … Tag & SISTERHOOD Tag

ladimoradelpensiero

IF I WERE

Un grazie “super” a Beatrix, le cui mani creano pezzi preziosi ed originali che adoro e che vale la pena di vedere nel suo blog http://ilcuoredibeatrix.wordpress.com , per due nomination.

Regole:

Ringraziare chi ti ha nominato – Usare il logo – Rispondere alle domande – Nominare 10 bloggers e avvisarli della nomination.

Domande:

Se tu fossi un romanzo? Uno qualsiasi di Grazia Deledda!

Se tu fossi un film? Harry ti presento Sally.

Se tu fossi cattivo, dannatamente cattivo (da film e non personaggi reali)? Charles Bronson nel “Il Giustiziere della notte”, un cattivo a fin di bene!

Se tu fossi musica? Edoardo Bennato – Alex Baroni

Se tu fossi una fiaba? Sarei, “sono”, una delle mie.

Se tu fossi un artista? Giorgio Faletti

Se tu fossi una poesia? Quella che nasce dal cuore.

Se tu fossi un colore? Rosso

Se tu fossi un profumo? Essenza … “sandalo”!

Se…

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… in realtà avrei voluto dire … TAG

ladimoradelpensiero

L’ultimo post mi ha fatto venire la voglia di utilizzare domande “invadenti” e condividere le risposte che l’educazione mi ha imposto di formulare e quelle che, strette tra i denti, avrei voluto dare.
Regole:
– Condividere 5 frasi, sparate a bruciapelo da “personcine” adorabili, con le risposte reali e quelle trattenute.
– Nominare 10 “amici” ed avvisarli della nomination.
– Citare chi ha ideato il TAG e chi ha donato la nomination.

Domande & Risposte, “Reali e Trattenute”:

1 – Perché non ti metti un po’ di trucco?
Reale: Lo metto in rare occasioni e non vado oltre un velo sottile di fondotinta, il mascara trasparente e un po’ di balsamo labbra o rossetto. Non essendo capace mi limito …
Trattenuta: Non mi trucco mai, e se lo faccio mi limito al minimo, perché mi deprimono i mascheroni viareggini a cui ti ispiri e trovo infruttifero…

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TAG Would you rather – Cosa preferiresti? –

ladimoradelpensiero

tag wouldyou rather
Ringrazio l’amica del blog
http://raccontidalpassato.wordpress.com per l’opportunità di partecipare a questo simpaticissimo tag …
Domande:
Preferiresti perdere tutti i tuoi mascara, eyeliner, rossetti e lucidalabbra oppure tutte le palette e gli om
bretti?
Uso solo mascara trasparente, lucidalabbra e, raramente, un rossetto rosso fuoco … il resto è fantascienza, quindi, quelli che possiedo per sbaglio, potrebbero scomparire senza procurarmi nessun dispiacere.
Preferiresti rasarti i capelli o non poterli tagliare mai più?
No, Signore benedetto, rapata no, mi farei kakare follemente, opto per capelli ai talloni!
Preferiresti avere delle guance color corallo o rosa?
Rosa non credo si vedrebbe sulla mia pelle scura.
Se avessi 1000$ da spendere li useresti per i vestiti o per il make up?
Per il make up, assolutamente, NO. A dirla tutta nemmeno per vestiti … Li donerei per gli animaliaffamati.
Preferiresti usare il rossetto come eyeliner o l’eyeliner come rossetto?
Scelgo la seconda possibilità…

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Ciao “Ragazza Rossetto”

ladimoradelpensiero

Alcune persone entrano nella nostra vita senza saperlo, ne fanno parte “quotidianamente” (o quasi), con tutte le sfumature che le contraddistinguono, regalando uno spaccato del loro mondo o, comunque, d’animo, racchiusi in un pugno di minuti. Ragazza Rossetto, varcava la soglia della mia realtà indossando (spessissimo) un rossetto “rosso”, accendendo le luci con un sorriso “vero”, portandosi appresso uno zaino nel quale infilava una mano e, di volta in volta, tirava fuori qualcosa di divertente. Non affrontava tematiche filosofiche, eppure, nel raccontare situazioni nelle quali si potevano scorgere “pezzi di noi”, quella parte nascosta e bizzarra, quanti sono scivolati in una riflessione? Valentina, questo era il suo nome, era allegria, follia, bontà e, soprattutto, genuinità, quella che non di rado la vita imbastardisce. I suoi video, strampalati, erano un appuntamento, una sana scivolata in un torrente di relax, un “angolino serale” che mi mancherà non poco. Le persone “speciali” che…

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