Il Canto delle Muse

La memoria è una cerbottana, sputa innocui dardi,
l’unico rischio è una malinconia setosa,
dagli anni corsi nei toni del rosa a turno
ne escono due a colmare ammanco d’altri
e vedo un gran fiocco in bella vista
su un grembiule immacolato, antagonista
di azzurri mocciosi ripresi dal bidello,
sembra ieri che quell’aula dell’Alighieri
odorava di gesso e cocoina, il pensiero apre
le finestre ampie e numerose a rischiarare
nomi e volti quasi intatti, oltre il corridoio
lungo quanto basta per sembrare infinito.
E veste rosa la freschezza dei fiori di pesco
voce di campagna sull’urbano desco, sfizio
primaverile di mamma, delicata grazia di rami
sciolti ben accolti a rallegrare minestre,
araldi che annunciavano l’atteso trimestre
di vacanze estive e mentre tempo e spazio
hanno falciato cordone e cuore ombelicale
l’inalterata sembianza dei peschi in fiore
conserva bellezza più tiepida, la valenza
è sfiorita insieme agli eventi, l’eterno sta
nei…

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