Nuovi mondi

Sopravvissuta ai campi di lavoro forzato del regime di Pol Pot, l’ex intellettuale buddhista Claire Ly racconta la conversione al cattolicesimo. Il legame con un Dio che ha fatto irruzione nel silenzio della prigionia (da Tracce, febbraio 2013)Alessandra Stoppa

«Guardami. Sono stata brava. Devi applaudirmi». La sera, nella luce fioca del camerone, parla sempre e solo con lui. Il suo nemico. Gli ha anche dato un nome: “il Dio degli occidentali”. Non esiste, è solo l’oggetto mentale su cui concentrarsi: da seria intellettuale buddhista lo ha scelto per scaricare la rabbia e l’angoscia. Per non morire di dolore. E per non tradire la coerenza della via di mezzo che conduce al nirvana. «Nel buddhismo non si possono provare sentimenti negativi. E Lui era l’unico a cui potevo dire cosa stavo vivendo». Prigioniera della violenza di un killing field, i campi di lavoro forzato creati dal regime di…

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