Il castello di Nelson, di Donatella Pezzino

L’abbazia siciliana di Santa Maria di Maniace, meglio conosciuta come Castello di Nelson, sorge al confine fra i territori di Bronte e Maniace, in provincia di Catania.

Il nucleo più antico risale al XI secolo: si tratta del cenobio fatto costruire dal generale bizantino Giorgio Maniace ( dal quale la località prese il nome) per celebrare la sua vittoria contro i musulmani. Dentro, Maniace vi collocò un’icona della Madonna che si diceva essere stata dipinta da San Luca Evangelista e che, secondo la tradizione, raffigurerebbe il vero volto di Maria. L’immagine si trova ancora oggi sull’altare maggiore della chiesetta interna.

Nel secolo successivo, l’abbazia venne riformata dalla regina Margherita di Navarra che la ampliò con un grande feudo e vi introdusse la regola benedettina. Sembra che lei stessa vi si sia ritirata negli ultimi anni della sua vita. Fra XIV e il XV secolo, la struttura fu munita di torri, assumendo l’aspetto di una costruzione fortificata.

Nel 1491 il complesso, insieme al convento di San Filippo di Fragalà, fu assegnato da papa Innocenzo VIII (col pieno appoggio di re Ferdinando d’Aragona) all’”Ospedale Grande e Nuovo” di Palermo. Dalla fine del XVI secolo, l’abbazia cambiò più volte ordine religioso: ai monaci benedettini subentrarono i basiliani, seguiti poi dagli eremiti di S.Agostino e dai francescani. Il terremoto del 1693 distrusse parte delle fabbriche, che furono poi ricostruite con alcune modifiche all’assetto originario.

Nel 1799 il re Ferdinando di Borbone donò l’intera tenuta all’ammiraglio inglese Horatio Nelson, come ricompensa per il sostegno prestatogli contro i ribelli napoletani: da allora il feudo prese ufficialmente il nome di “Ducea di Nelson”.

Sembra che l’ammiraglio non vi abbia mai abitato, eppure il suo titolo di “Duca di Bronte” ebbe molta risonanza in Inghilterra. Uno dei suoi più grandi estimatori, il pastore protestante Patrick Brunty, in suo onore cambiò addirittura cognome in  “Bronte”: era il padre delle due famose scrittrici Charlotte ed Emily.

Nonostante le modifiche apportate nel corso dei secoli, che hanno trasformato molto l’aspetto interno dell’edificio, sono rimasti intatti alcuni elementi dell’abbazia medievale come le navate dell’annessa chiesa e, appunto, l’icona bizantina portata da Maniace.

Fino alla fine degli anni Settanta del secolo scorso, la proprietà apparteneva ancora agli eredi britannici del duca; poi, nel 1981, è stata acquisita dal Comune di Bronte, che l’ha sottoposta a restauro e trasformata in sede museale.

Donatella Pezzino

dal blog Donatella Pezzino – la donna siciliana nella storia e nella poesia

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