“La sovrana lettrice” di Alan Bennett., recensione di Rossana Massa

Ho terminato di leggere “La sovrana lettrice” di Alan Bennett.

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Una sovrana può diventare un’assidua e onnivora lettrice o è meglio che viva nel suo mondo scelto e un po’avulso da una realtà che in fondo non condivide?

La lettura infine non può parere ai sudditi come una forma d’ozio,che distoglie dallo studio dei problemi reali e dall’azione?

Su questo pregiudizio si basa il senso di tale divertimento bennettiano. La lettura non è ben vista. Sa di perdigiorno e perditempo per chi non sia preso da attività importanti e che in fondo non sia una chiave di lettura della realtà bensì una forma di astrazione etica.

Chi legge prima o poi vuole scrivere e una sovrana scrittrice è ancor peggio di una sovrana lettrice perché la scrittura isola e assorbe.