Ricordo quel giorno terribile, di Rosetta Amoroso

Ricordo quel giorno terribile, di Rosetta Amoroso

ricordo quel giorno terribile vidi è non avrei voluto vedere in un paesino tranquillo, scatenarsi il caos,la paura della gente che correva mentre la terra tremava, i balconi vibravano tutto si muoveva e la gente correva,mamme ,papa,nonni tutti con il cuore in mano,il terrore invadeva la mente,il corpo è l’anima. tutti correvano verso la scuola di San Giuliano,tanti bimbi da riportare a casa,ma purtroppo in un stante tutto invano,tutto era già crollato, in quel punto è stato la fine del mondo.

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La sua semplicità fa breccia in tutti gli animi angeli,si angeli non si può che chiamarli definirli diversamente,26 bimbi puri è innocenti bianchi , dall’areola d’oro,brillanti preziosi, dagli occhi di smeraldo o ebano, ma tutti belli.la pelle candida come la neve incalpestabile ,dalla chioma bruna o bionda,belli bellissimi angeli.dal volto innocente è nati tutti sotto il segno delle stelle di un solo anno,destinato a finire cosi tragicamente, ma perché mio dio ,mi sono chiesta tante,tantissime volte,avevi propio bisogno di una schiera di angeli lassù in paradiso? forse per rallegrare le tante anime tristi, dai animo è forza ai loro genitori e a chi li ama.per l’immenso dolore.guida mio dio ormaiquesta scolaresca cn a capo la loro maestra,nell’aula più bella del tuo giardino in fiore,tra ardesia edere e ciclamini.è dai loro il compito di essere angeli custodi di chi qua giu a di bisogno. a San Giuliano mancheranno tanto e nn li vedranno crescere. è loro avranno sempre in eterno la loro maestra mamma che nn li lasciare mai! ricordo è ricorderò sempre io della mia Sicilia, questo triste accaduto,vorrei che tanti semplici come me,ricordassero quelle povere vittime è questa brutta vicenda

31 ottobre 2002 ore 11.03 San Giuliano di Puglia (CB)

Momenti di poesia. Sul volto dei cieli, di Vittorio Zingone

Momenti di poesia. Sul volto dei cieli, di Vittorio Zingone

Sul volto dei cieli

Sul volto dei cieli smisurati
– fin ieri persi nell’azzurrita’ –
S’e’ steso un nero.velo di mestizia
Quasi dovesse tenere stretto lutto
A una stagione nata a mal partito.

Stentano i fiori ad allietar giardini;
Stentan gli uccelli a starsene nei nidi;
Le novelle gemme a vedeggiare:
E’ qual.motore cui difetta la benzina
O qualche candela non eroghi corrente.

Pigolan disperati piu’ che cantare allegri
Spensierati uccelli di valle, di collina;
Implorano il sol che subito franga
Nuvole e foschie, che intiepidisca,
Illumini , covi materno,
La vita sulla terra, negli oceani.

Anche il mio cuore e’ oppresso da mestizia
Ad avvertirsi oltre barre d’umide galere.

Racconti: CARLO COLLODI – LE AVVENTURE DI PINOCCHIO, da Roberto Busembai

Racconti: CARLO COLLODI – LE AVVENTURE DI PINOCCHIO, d  Roberto Busembai

Rileggendo

CARLO COLLODI – LE AVVENTURE DI PINOCCHIO

Erano giorni in cui si credeva che un uomo vestito tutto in rosso e con la barba e i capelli bianchi scendeva per il caminetto e portava un sacco di giochi e dolciumi, erano giorni in cui si credeva che se avessimo fatto arrabbiare mamma e papà più del dovuto, una donna brutta e vecchia con una scopa sotto le gambe ci avesse gettato, sempre dal quel fatidico caminetto, un sacco pieno di carbone invece dei biscotti fatti con il miele.

Carlo Collodi

E erano giorni che si aspettava un principe con i capelli biondi o una principessa con le guance rosee e i capelli color ebano, c’erano folletti e maghe di ogni sorta nel nostro umile pensiero e streghe ed orchi da combattere con le più famose bacchette magiche trovate sparse in qualche nuvola del cielo. Erano giorni ch

e ci credevamo e per davvero e un giorno guarda un po’ arriva uno e che ci dice?…..
“C’era una volta….- Un re! – diranno subito i miei piccoli lettori. No, ragazzi, avete sbagliato. C’era una volta un pezzo di legno……”
Un pezzo di legno? Ma noi fino ad allora con un pezzo di legno avevamo fantasticato come se fosse un aereoplano, oppure lo facevamo rotolare dai poggi , o con un pezzo di legno ci scaldavamo a quel già nominato caminetto……
Ma quel pezzo di legno divenne poi tanto famoso che non solo da ragazzi ci affascinavano le sue avventure ma persino da grandi non ce ne possiamo dimenticare.
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Momenti di poesia. Lo SCORRERE della VITA, di Stefano Capasso

Momenti di poesia. Lo SCORRERE della VITA, di Stefano Capasso

o socrrere

Lo SCORRERE della VITA

Scorre
con dolce mormorio
l’acqua del fiume,
chiara e pura.

Sembra della sua corsa
assai contenta,
perciò va avanti
e non si ferma
neppure se davanti
si pone
qualche ostacolo indolente.

È convinta
che alla fine della corsa,
pur se affannosa ,
troverà
il Grande Mare
ad aspettare
in trepidante attesa.

Corre subito alla mente
la Vita dei Mortali
che ,pur tuttavia,
va avanti tra gli affanni
finché
passo dopo passo,
non arriva al capolinea.

Proprio li
si trova a domandare,
di poter entrare
in Casa di Colui
che, impaziente
ma con piacere,
aspetta ogni incontro
con Amore.

Tutti i diritti riservati
copyright @
Autore Stefano Capasso

Immagine dal Web

Momenti di poesia. Il mio piccolo pensiero, di Anna Fiorillo-Clavelli

Momenti di poesia. Il mio piccolo pensiero, di Anna Fiorillo-Clavelli

il mio

Il mio piccolo pensiero
Nella mia grande
Immensità

Apri gli occhi e guarda
Il cielo azzurro.
Vi troverai sempre
il tuo arcobaleno

Quando il giorno è lungo,
ascolta la canzone
del mio cuore.
C’è tutta la melodia
magica di un amore
che terrà sempre
compagnia
al tuo cuore ❣

03/04/19
Anna Fiorillo
Clavelli

Momenti di poesia. Chi ha fermato il carro, di Vittorio Zingone

Momenti di poesia. Chi ha fermato il carro, di Vittorio Zingone

Chi ha fermato il carro

Chi ha fermato il.carro
In mezzo al campo
Senza chiedere
A nessun dei passeggeri
Se desideravano
Procedere in eterno
O fermarsi a temprare
Un po, lo spirito, la carne?

I terreni eventi
A caso si susseguono;
Se ci s’arresta
Su argini di fiumi, di ruscelli
Ci si disseta ad acque
Fresche e limpide;
Se ci si ferma
Tra soleggiate dune
Invan s’invoca
Un sorso d’acqua fresca
Per spegnere l’arsura.

Ed e’ giorno ed e’ notte
A ciclo eterno;
Si dorme, ci si sveglia
Come guidati
Da dissimulati fili…

C’e’ chi s’incanta
Nella stella del mattino;
C’e’ chi cura con amore
Le piante del giardino;
C’e’ chi trabocchetti appronta
A se’ , ai propri simili
O a qualunque sorta di creature
Per dimostrare a se’
Di valer tanto;
C’e’ chi si cinge i fianchi di cilicio
Chissa’ per quale colpa
Ascritta ai propri passi;
C’e’ chi prende la vita allegramente
E valuta ogni cosa delegata
A farlo un po’ contento d’esser vivo…