Bandi europei e opportunità per il territorio, di Cristina Saracano

L’Associazione Culturale Libera Mente-Laboratorio di Idee invita Martedì 9 aprile 2019 alle ore 18,00. Presso Il Salone di Rappresentanza della Basile al Convegno dal titolo “Bandi europei e opportunità per il territorio”

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Introduce Emanuele LOCCI
Interviene Stefano MAULLU
Modera Fabrizio PRIANO Presidente dell’Associazione
Martedì 9 aprile alle ore 18,00 in Alessandria, Via Tortona n.71 presso il Salone di Rappresentanza della “Basile”, l’Associazione Libera Mente Laboratorio di Idee organizza un convegno dal titolo “Bandi Europei e opportunità per il territorio”. Introduce Emanuele LOCCI Presidente del Consiglio Comunale di Alessandria, interviene Stefano MAULLU, Parlamentare Europeo, modera Fabrizio PRIANO Presidente di Libera Mente Laboratorio di Idee.
Dichiara PRIANO “Abbiamo voluto questo incontro-convegno per parlare di un argomento spesso citato ma mai veramente approfondito. Quante volte abbiano sentito dire che non attingiamo abbastanza ai fondi Europei, che perdiamo occasioni di sviluppo per mancanza di programmazione ecc ecc. L’occasione di parlarne con un vero esperto come l’On Stefano MAULLU è importante per approfondire questo argomento e sfatare le leggende metropolitane lasciando il posto alla realtà.
Al termine del convegno si aprirà un dibattito per chiarire eventuali dubbi rimasti. “

Libera Mente presenta il “Traiano” di Gianluca D”Aquino, di Lia Tommi

Venerdì 12 aprile 2019 alle ore 18,00 presso il Salone di Rappresentanza della Basile si terrà la presentazione del libro di Gianluca D’AQUINO dal titolo
“TRAIANO – Il sogno immortale di Roma”

Partecipa la scrittrice Silvia VIGLIOTTI

Letture di Lia TOMMI

Modera Fabrizio PRIANO Presidente dell’Associazione

Fabrizio PRIANO
Presidente dell’Associazione Culturale Libera Mente-Laboratorio di idee commenta:
“Gianluca D’AQUINO è un illustre alessandrino, scrittore, sceneggiatore e attore. Con il libro “TRAIANO – Il sogno immortale di Roma” affronta e narra le gesta di uno dei più importanti e famosi Imperatori della storia di Roma. Il romanzo è stato finalista al prestigioso “Premio Fiuggi-Storia 2018”.

Gianluca D’Aquino

(Alessandria, 16 marzo 1978)

«Per quanto un uomo possa imparare nel corso della propria esistenza, non potrà mai diventare maestro nell’arte del vivere…»

Biografia

Gianluca D’Aquino è nato ad Alessandria (AL) il 16 marzo 1978.
Scrittore, sceneggiatore e attore, tra le sue produzioni si annoverano romanzi, racconti, poesie e opere teatrali.

Il suo romanzo d’esordio, pubblicato nel 2007, è Requiescat in pace, romanzo noir che ferma l’obiettivo su alcuni aspetti cruciali dell’esistenza umana, tessendoli fra le righe di una trama avvincente, in cui la ricerca della verità coincide con l’interesse investigativo per un misterioso omicida seriale.

Con il recente romanzo Pàrtagas ha affrontato con un taglio per molti versi eretico il tema dell’islamizzazione del mondo, riuscendo ad allargare il genere fantasy non solamente a una nuova dimensione epica ma anche, e soprattutto, a una inedita prospettiva tematica: l’incontro/scontro, forse inevitabile, tra la libertà dell’immaginazione e il pragmatismo del reale. Con Pàrtagas, Gianluca D’Aquino narra nel certamente fantasy, ma costringe il lettore a confrontarsi con una impietosa, per molti versi agghiacciante, metafora sociologica sulla natura più profonda e più maligna del potere. Ed è precisamente nel giro di vite impresso alle componenti del fantasy che l’autore sposta le focali, altera gli equilibri, dilata la prospettiva in un intreccio multipolare in cui è soprattutto la politica a spostare il genere in una dimensione spiazzante e iconoclasta.
(… dalla prefazione di Sergio “Alan D.” Altieri).

Continua a leggere “Libera Mente presenta il “Traiano” di Gianluca D”Aquino, di Lia Tommi”

Momenti di poesia. Odore di zagara, di Grazia Denaro

Momenti di poesia. Odore di zagara, di Grazia Denaro

Buona giornata!

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Odore di zagara

Gl’intensi profumi della zagara
mi accompagnavano dappertutto
in quelle aspre contrade,
tutto era eccessivo lì.

Il cielo d’uno splendore abbagliante,
il mare un’immensa distesa blu
che a seconda del vento
diveniva dolce o arrabbiato.

Ricordo l’isola
che nelle primavere
era un effluvio d’essenze
di zagare, gelsomini
boungaville ed oleandri.

Ma l’odore della zagara
era emergente:
– amarognolo e pungente –
a sottolineare una primavera
avanzata e rilucente…

si percepiva ovunque l’olezzo
dei giardini in fiore
gli alberi erano adornati
tra il verde delle foglie
dal bianco lucore
di grappoli di perle profumate
o di bianche stelle
che stagliavano l’aria
come candido miraggio.

Di fiori d’arancio fu il mio bouquet
da sposa.
Quei fiori nivei con il pistillo giallo
furono il corollario di un divenire
di grande felicità.

@Grazia Denaro@

Momenti di poesia. Petali d’amore, di Rosaria Magnisi

Momenti di poesia. Petali d’amore, di Rosaria Magnisi

Impulsi selvaggi dell’anima ღ Poesie & Dipinti di Rosaria Magnisi

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Petali d’amore

Un petalo rosso,
cuore di donna
nell’infinito cielo
irradia e brama.

Luce selvaggia
tra campi maturi!
Dove muore il sole
è abbondanza di pane.
Pane d’amore
da regalare
a chi chiede un sorriso.

Un petalo rosso
per non dimenticare
un pegno del cuore

Un petalo rosso
per vivere di fantasia
nelle notti buie
e sensa senso.

Regaliamo cuore
quando fuori piove,
quando il sole
infiamma la luna
e lei timida fa la ritrosa.
– Rosaria Magnisi –
Impulsi selvaggi dell’anima ღ Poesie & Dipinti di Rosaria Magnisi
Copyright © 2019 Rosaria Magnisi tutti i diritti riservati

Momenti di poesia. Giungere vorrei, stasera, di Vittorio Zingone

Momenti di poesia. Giungere vorrei, stasera, di Vittorio Zingone

Giungere vorrei, stasera

Giungere vorrei, stasera,
Ie mani e pregare.

Ma dove ti posso trovare, MARIA,
Madre diletta di Dio;
Sei vicina o lontana dall’anima mia?

Udresti la voce che sorte dal cuore
In profondi silenzi,una voce che parla
Per linee interne alla mente?

Forse le colpe rendon pesante
La prece e le tarpan le ali;
Non rondini aduse a volare
Per lunghe distanze
Ma galline sgraziate
Che solo starnazzano,
sollevan manciate di polvere,
Poi rinunciano a staccarsi dal suolo…

M’odi se muovo le labbra
E recitò l’ave Maria,
La bocca ricolma di buio?

Stendi il tuo manto a difendermi
Dal nemico mortale
Nell’ora in cui sono indifeso
E chiunque puo’ farmi del male!

Racconti. Anni 60, di Amos Grilli

Racconti. Anni 60, di Amos Grilli

Anni 60

C’era luglio che aveva sapore di sale una rotonda dove ballare la stessa spiaggia è lo stesso mare
Dei Beatles ei Rolling Stones le prime canzoni
Lunghi capelli vestiti a colori ragazzi un po bulli e figli dei fiori
La fidanzata andava a prendere il latte mentre i rivali si prendevano a bo’tte
T’amo si scriveva sulla sabbia e con La chitarra si intonava canzoni di rabbia
Piccole storie nate e finite
durate solo il tempo l’estate
Sì scopriranno Le gambe delle donne erano di moda Le minigonne
Gli uomini camicia Havaianas Borsetto A tracolla
calzoni a campana
La 500 di seconda mano
pochi soldi per la benzina
quando finivano
a piedi e spintina
Ora c’è solo un ricordo
dentro al cassetto.
Qualche biglietto
e un vinile rigato
e rotto.
I lunghi capelli sono caduti
e quelli rimasti
sono imbiancati.
La pancia piatta s’è fatta
pancetta.
Si allaccia il primo buco della
cintura.
Ci vogliono gli occhiali
per la lettura
Una cosa però c’è di bello
un nipotino che è il tuo
gioiello.

Amos

Momenti di poesia. Un attimo di luce, di Dario Menicucci

Momenti di poesia. Un attimo di luce, di Dario Menicucci

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Un attimo di luce (Fossi e Fortezza Nuova di Livorno)

Sonnecchiano le barche
ai margini dei canali
cullate dal vento
e ninnananne di gabbiani.

Un piccolo scafo
increspa le onde
scivolando sospeso
sulla luce che spande.

Sui remi le gocce
si tingono d’oro
l’acqua si illumina
di raggi di sole.

E’ un volo di uccelli,
di ali distese
che riempie di vita
le strade e le piazze.

Poi tutto si ferma,
ritorna la quiete,
i colori riflessi
divengono cupi.

L’antica fortezza
riprende a dormire
tra le sue mura tetre
e le ombre dei Fossi

Dario Menicucci

Racconti: DOVE SEI PERDUTO AMORE, di Gregorio Asero

Racconti: DOVE SEI PERDUTO AMORE, di Gregorio Asero

DOVE SEI PERDUTO AMORE
Un uomo o una donna, nella sua intera esistenza vive il ricordo della nostalgia dell’amore perduto con un grande senso di dolore. Molti pensano di conoscere la faccia “brutta” dell’amore perché sono stati innamorati incompresi o respinti. Questa esperienza, seppur negativa, e un’esperienza del non-amore.

L’esperienza dell’amore perduto avviene quando i sentimenti sono vissuti con una sensazione di fine perenne del rapporto, quando a interrompere questa comunione d’intenti e di passioni a intervenire è la morte, allora i gesti, le parole, i sentimenti che si sprigionano in questi stati d’animo fanno pensare che mai più una persona sarà in grado di amare.

Ci si chiude in un “lutto” dell’anima che sembra debba durare per sempre. A volte, capita, che avvenga qualcosa che sconvolge i nostri sentimenti e capita di incontrare, lungo il cammino della nostra vita, un’altra persona che riesce a colmare il vuoto lasciato, intendiamoci, non è una “riserva” che entra in campo, ma è un’altra forma d’amore un nuovo amore e allora la vita torna a sorridere.

Gregorio Asero

Momenti di poesia. La bellezza della natura e dell’arte, di Anna Fiorillo-Clavelli

Momenti di poesia. La bellezza della natura e dell’arte, di Anna Fiorillo-Clavelli

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La bellezza della natura
e dell‘arte.

È tutto così meraviglioso
se soltanto apro gli occhi e guardo con l‘anima.
È incredibile quanta bellezza mi circonda, eppure è reale, è stupenda
meravigliosa!
Non smetterò mai di decantare il mare
con le sue onde irrequiete che sembra vogliano abbracciarmi
e il cielo, con le sue nuvole innocenti nella loro purezza, il sole,
caldo, dorato, che con un raggio
arriva a baciarmi sulla fronte.
Tutto è solo poesia….
La musica, le sue note
la sua melodia, il suo farmi sognare
facendomi toccare le stelle e accarezzare la luna
e mi perdo, mi perdo nella vita che non è altro che poesia, una poesia che mi cammina accanto in ogni passo della mia esistenza.

Buona domenica
anime bellissime

07/04/19
Anna Fiorillo-Clavelli

Racconti: LA LONTANANZA E LA FELICITA’, di Gregorio Asero

Racconti: LA LONTANANZA E LA FELICITA’, di Gregorio Asero

LA LONTANANZA E LA FELICITA’

La lontananza, a volte, può essere una bella cosa. Il desiderio, il bisogno di vedersi finisce per aumentare l’affetto che si prova verso una determinata persona. Bisogna solo avere pazienza e saper aspettare il tempo giusto.

Chiaro che sul tempo siamo meno disposti a fare concessioni man mano che si diventa vecchi, perché la nostra attesa è crudele e noi siamo ansiosi di vederla finire. Inoltre il tempo necessita di coraggio per aspettarlo e, ovviamente, quanto più tempo ci vuole per raggiungere un determinato scopo, tanto più crudele è l’attesa.

L’idea che non ci sia felicità nell’attesa contribuisce a farci diventare pessimisti, con il rischio che quando raggiungeremo la felicità, questa sarà meno “felice” di quanto ci immaginavamo.

Allora si pensa che la felicità che la sorte ci donerà, sarà diventata insufficiente e potremmo esserne ormai indifferenti.

Penso che proprio questa indifferenza ci potrebbe rendere meno esigenti e ci permetterà di credere che la felicità che ci avrebbe reso felici, ci avrebbe reso felici in un dato momento, in cui forse non ne avremmo avuto bisogno.

Gregorio Asero

Luci ed ombre nell’uso dei Social Network e delle nuove tecnologie, di Lia Tommi

Così come ricordiamo il Novecento come il secolo della motorizzazione di massa, si ricorderà il nostro secolo come quello della comunicazione orizzontale di massa: si contano nel mondo a miliardi i telefoni cellulari di vario tipo e a decine di miliardi i collegamenti quotidiani. Telefonini, internet, social network vengono a costruire una nuova realtà sociale, tanta è la quantità di implicazioni che essi hanno in ambito psicologico, neurologico, pedagogico, commerciale, economico, politico. Ma accanto alle straordinarie opportunità che essi offrono, presentano anche più di un motivo di preoccupazione: produzione di nuove forme di dipendenza, effetti distorsivi nello sviluppo mentale dei più giovani, relazioni interpersonali illusorie nel mondo della realtà virtuale, creazioni di fake news e loro diffusione “virale” sui social, sfruttamento a fini commerciali e politici dei nostri accessi ad internet, nuove forme di persuasione occulta.

Nel prossimo appuntamento dei Giovedì culturali, organizzato in collaborazione con il Progetto Genitori, avremo modo di riflettere sugli aspetti più salienti di questa nuova realtà.

L’Associazione Cultura e Sviluppo invita dunque GIOVEDI 11 APRILE 2019, ORE 19.00 – 22.30 (con pausa buffet alle ore 20.30), all’incontro dal titolo “LUCI ED OMBRE NELL’USO DEI SOCIAL NETWORK E DELLE NUOVE TECNOLOGIE DELLA COMUNICAZIONE’,

Sarà ospite GIUSEPPE RIVA, Professore Ordinario di Psicologia della Comunicazione presso l’Università Cattolica di Milano, autore di numerosissime pubblicazioni e volumi, gli ultimi dei quali saranno discussi nel corso della serata: Nativi digitali. Crescere e apprendere nel mondo dei nuovi media (Il Mulino, 2019, 2.a Edizione) e Fake news. Vivere e sopravvivere in un mondo post-verità (Il Mulino, 2018)Con lui dialogheranno gli psicologi MAURO FORNARO, psicoterapeuta di orientamento psicoanalitico, già Ordinario di Storia delle scienze psicologiche presso l’Università di Chieti-Pescara, e CLAUDIA REPETTO, docente di Psicologia generale presso l’Università Cattolica sede di Brescia, che proporrà in particolare un approfondimento sull’utilizzo della realtà virtuale nell’apprendimento

L’ Associazione Cultura e Sviluppo è in Piazza Fabrizio De André, 76 – 15121 Alessandria

Gli acquerelli di Nadia Presotto esposti nella bottega creativa, di Lia Tommi

GLI ACQUERELLI DI NADIA PRESOTTO IN MOSTRA DA “RIGHE & POIS”
Casale Monf.to – Presso la bottega creativa Righe & Pois” di Monica Acuto, aperta dall’ ottobre 2018 in via Volpi, adiacente al Duomo, sono esposti alcuni acquerelli dell’ artista conzanese Nadia Presotto. Gli acquerelli, che molti casalesi conoscono, sono realizzati con la particolare tecnica usata dall’ artista, bagnato su bagnato, senza disegno preparatorio, solo acqua e colore e rappresentano le colline del nostro Monferrato. Questa piccola esposizione anticipa la mostra alla quale Nadia Presotto, con il marito Renato Luparia, parteciperà a Verbania dal 24 aprile nella grande kermesse “Le stanze delle Meraviglie” allestite in Villa Giulia. Ricordiamo inoltre che l’artista ha partecipato a numerose rassegne espositive in Italia e all’ estero.
I visitatori potranno così ammirare, oltre gli acquerelli, le creazioni realizzate dalla titolare Monica Acuto, fatte anche su richiesta e personalizzate, l’ oggettistica artigianale, idee regalo, materiali per hobbistica, le varie realizzazioni adatte alle prossime feste pasquali; inoltre vengono spesso organizzati dei corsi per la fabbricazione di candele e saponi, di legatoria giapponese e altri ancora, sempre seguendo le tendenze del momento. I corsi sono tenuti da persone specializzate. Per maggiori informazioni: Righe & Pois – via Volpi 14 – Casale Monferrato – tel. 391.3799488.

BREVE BIOGRAFIA:Nadia Presotto vive e opera a Conzano (AL). Appassionata d’ arte, frequenta corsi di disegno e gli atelier di numerosi artisti; studia il colore applicato alle varie tecniche, dall’ acquarello all’ olio realizzando tele con i colori ad olio e luminosi acquarelli. Ha frequentato il corso di incisione presso l’ Istituto Belle Arti di Vercelli e partecipato a workshop internazionali.
Ha esposto presso: Museo Etnografico di Alessandria, Museo Diocesano di Lu, Villa Serra di Sant’ Olcese (Ge), Calcagno Art Studio di Venezia in concomitanza con la Biennale d’ Arte del 2011, al Goethe Institut di Friburgo (Germania), Villa Vidua di Conzano (AL), Teatro Comunale di Riva Valdobbia.
Personali anche alla Galleria Les Artistes di Alessandria, nella Sala Consiliare di Lu e il Museo Colombiano di Cuccaro. Nel 2014 presso la sala del Sindaco del Comune di Gozzano (No) e La Locanda dell’Arte di Solonghello (AL). Nel 2015 presso la Galleria Casa d’ Arte Viadeimercati di Vercelli, Ca’ Lozzio di Oderzo (TV), nel 2016 presso il Castello di Casale Monferrato, e nel 2017 in Palazzo Riggio a Nicosia (EN) e all’, Enoteca di Canelli Nel 2018 personale presso la Tenuta Tenaglia di Serralunga di Crea, Al Castello di Costigliole d’ Asti.
Numerose le partecipazioni a rassegne espositive collettive in Italia e all’estero (Londra, S. Paul de Vence, Lussemburgo, Rikuzentakata- Giappone); ha partecipato alle Fiere d’ Arte di Reggio Emilia (2008) e Padova (2010) con pubblicazione in catalogo. E’ presente nelle dieci le edizioni della Mostra d’ Arte Contemporanea presso lo Spazio La Nisolina di Lu (AL) – di cui è stata anche curatrice e in alcune collettive allestite in Villa Giulia di Verbania, presso il Museo dei Campionissimi di Novi Ligure, l’ Oratorio Sant’ Ambrogio e la libreria Bocca di Milano, l’ ex Abbazia San Remigio di Parodi Ligure, il Castello di Piovera, Museo d’ Arte Contemporanea di Mombercelli (AT), Alla Chiesa del Ponte di Fubine, alla galleria Aglaia di Omegna e altre ancora.
Presente al Padiglione Tibet, all’ interno di Padiglione Italia, della 54° Biennale di Venezia, allestito a Torino nel 2011 e in altre rassegne di Padiglione Tibet e alle Biennali Internazionali dell’ Acquerello di Tirana (Albania). Le sue opere sono presenti in collezioni pubbliche e private.

Nuraghe Iscolca ( Semestene ) Età del Bronzo 1.500 – 1.800 a.c., di Diego De Nadai

Nuraghe Iscolca ( Semestene ) Età del Bronzo 1.500 – 1.800 a.c., di Diego De Nadai

Nuraghe Iscolca ( Semestene ) Età del Bronzo 1.500 – 1.800 a.c.

Il sito era caratterizzato da una struttura che comprendeva numerose capanne di diverse dimensioni, muraglie difensive, ed un nuraghe trilobato. L’ubicazione, (da cui è possibile controllare un’area molto ampia), la notevole estensione e la complessità architettonica del villaggio sono elementi che riconducono a un luogo di eccezionale interesse archeologico.

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Il toponimo, attribuito al termine SCOLCA di epoca giudicale, determina un organismo finalizzato al controllo militare di un territorio, perciò può essere considerato come un importante indicatore della continuità d’uso del sito in età medievale.

I nuraghi sono conosciuti ovunque come il simbolo della Sardegna.
Elemento architettonico presente solo nell’isola, e in nessuna altra parte del mondo, fu il centro della vita sociale degli antichi Sardi e diede il nome alla loro civiltà, quella nuragica.
I nuraghi, risalenti al II millennio a.C., sono torri in pietra di forma conica con camera interna coperta con volta a falsa cupola o tholos.
Diffusi in tutta l’isola, se ne contano circa 7.000, o 8.000 secondo altre fonti, in media uno ogni 3 chilometri quadrati, ma si suppone che in passato fossero più di 20.000.
I nuraghi costituiscono i monumenti megalitici più grandi e meglio conservati di tutta l’Europa.
Nel 1997 i nuraghi, e con essi la civiltà nuragica, sono stati classificati dall’Unesco come patrimonio dell’umanità. Su Nuraxi, città nuragica nei pressi di Barumini, nella provincia del Medio Campidano, è stato riconosciuto come l’esempio più importante e rappresentativo dell’architettura nuragica.

L’estate non perdona, recensione di Cristina Saracano

Un’estate rovente. Un ispettore in vacanza e una telefonata inaspettata che interrompe il suo relax con la compagna.

Un morto con la faccia deturpata.

L’ispettore Drago riesce ad alternare vacanza e lavoro usando scuse molto maschili: gli acciacchi di una madre sanissima.

Le indagini arrancano e, al secondo morto assassinato, Drago Furlan deve sfoderare tutto il suo acume: un misto di caparbietà e saggezza che non tradiscono le sue origini contadine.

Ironia e drammaticità perfettamente sincronizzate. Poesia e narrativa sempre in accordo.

Flavio Santi ci racconta un giallo friulano che potrebbe essere ambientato ovunque nella provincia italiana.

I personaggi schietti e semplici fanno parte delle vite di ognuno di noi, la narrazione scorrevole e accattivante invoglia la curiosità del lettore.