L’estate non perdona, recensione di Cristina Saracano

Un’estate rovente. Un ispettore in vacanza e una telefonata inaspettata che interrompe il suo relax con la compagna.

Un morto con la faccia deturpata.

L’ispettore Drago riesce ad alternare vacanza e lavoro usando scuse molto maschili: gli acciacchi di una madre sanissima.

Le indagini arrancano e, al secondo morto assassinato, Drago Furlan deve sfoderare tutto il suo acume: un misto di caparbietà e saggezza che non tradiscono le sue origini contadine.

Ironia e drammaticità perfettamente sincronizzate. Poesia e narrativa sempre in accordo.

Flavio Santi ci racconta un giallo friulano che potrebbe essere ambientato ovunque nella provincia italiana.

I personaggi schietti e semplici fanno parte delle vite di ognuno di noi, la narrazione scorrevole e accattivante invoglia la curiosità del lettore.

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