BREAKFAST IN ROCK… di Alessandro Casalini Scrittore

BREAKFAST IN ROCK…

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Questa opera d’arte arriva da Francesca Bonafortuna che, con il suo bloghttp://soulkitcken.blogspot.com che vi invito a visitare e “sfogliare”, regala una perla a settimana creando interessanti binomi music/food.

Ma passiamo ad analizzare i protagonisti di questa natura viva…

1. Tazza di caffé “I LOVE NYC” che mi piace pensare senza zucchero.
2. Crepes con sciroppo d’acero.
3. Lamponi
4. Fedeli al Vinile

1.
Nonostante il romanzo si svolga in Romagna, tra le sue pagine c’è tanto New York. Chi l’ha letto lo sa bene. Sia per la musica che viene citata, sia per altri aspetti che non possono essere rivelati per ragioni di SPOILER.
A new York ci sono stato la prima volta nel ’99, con un paio di amici. La mole del WTC incombeva ancora minacciosa su Manhattan.
La seconda volta mi ci ritrovai a causa di colei che sarebbe diventata mia moglie qualche anno più tardi. Era il 2005. Dopo essere usciti a cena un paio di volte, questa ragazza con il vizio di parlare con un tono di voce sempre troppo alto e capace di mangiare come un camionista a dispetto di una linea invidiabile, decretò che sarebbe stata cosa buona e giusta coronare il nostro patto d’amore oltreoceano. Annuii senza sollevare obiezioni (che, con il senno di poi, non sarebbero comunque servite a nulla). Quando arrivammo il WTC non c’era più. Al suo posto solo due crateri e qualche maceria. Un ragazzo suonava “Everybody Hurts” dei R.E.M. seduto a ridosso della recinzione con una chitarra semidistrutta, e quando venne il momento di cantare il verso “Sometimes everything is wrong”, ricordo che lo facemmo tutti insieme. Fu un momento commovente.
La terza e ultima volta a NYC, è stato un anno fa. Con mia moglie, suo fratello, e mio figlio Lorenzo. Girovagando ci imbattemmo in una nuova torre. La “Freedom Tower”. Ancora più alta delle precedenti. Tutto molto in stile americano

2.
Sulle crepes non ho molto da dire. Mi piacciono, anche se lo sciroppo d’acero non incontra a pieno i miei gusti. Volendo trovare a tutti costi un rimando “romagnolo”, vista così, questa crepes ricorda molto il classico Crescione made in Romagna. Una prelibatezza reperibile in ogni “Baracchino” presente sul territorio. Se vi capita, non potete esimervi dal provare quello cosiddetto “alle erbe”. Il capostipite di ogni crescione. La genesi. Tutto il resto (pomodoro-mozzarella, prosciutto e funghi, ecc…) è solo folclore.

3.
Lamponi. Nulla da segnalare.

4.
Fedeli al Vinile. Vi riporto le parole di Francesca. Io, ormai, non ne ho più da spendere.
“Un libro che ha immediatamente soddisfatto le mie aspettative: è un romanzo fresco, divertente, che inizia nel 2001, anche se con un brevissimo prologo di due anni prima, e nel leggerlo mi son ritrovata a pensare a tutti i negozi di dischi che c’erano a La Spezia quando ero ragazzina e mi avventuravo nell’acquisto di quelli che sarebbero stati i primi vinili della mia collezione.”

Ora, se volete tentare di allestire la vostra versione di Breakfast in Rock, sentitevi liberi di farlo. Aspetto le vostre foto. Alla più originale, una copia cartacea di Fedeli autografata e spedita direttamente dall’autore. Che poi sarei io. Nel caso (più che probabile) che arrivi un solo contributo. L’assegnazione avverrà ugualmente.
Come si dice in questi casi, parlando in “avvocatese”: Il concorso non potrà essere dichiarato deserto né il Premio potrà essere suddiviso su due o più opere.

Per chi invece volesse contribuire alla causa, Fedeli al Vinile lo può trovare qui (la versione e-book, a quanto pare ovunque tranne che su Amazon, è in promozione a €1,99):

Amazon -> https://amzn.to/2FpBl68
Kobo -> https://bit.ly/2PB1wYa
Ibs -> https://bit.ly/2KaSwqB
iTunes -> https://apple.co/2TjB8Ub
Google Book -> https://bit.ly/2ENyK3Y

Oppure a Gambettola presso l’edicola libreria Inchiostro in via Mazzini, o al Music Store di San Marino.

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