Momenti di poesia. Società crudele, complicata, di Vittorio Zingone

Società crudele, complicata

Società crudele, complicata,
ostica per me
Oltre misura, saccheggiatrice
Di tempo prezioso,
Carcere amaro della fantasia,
Contingente necessità
Per questa carne
D’accostarsi a mense
Ed a sorgenti
Per trattenere
L’anima nel mondo,
Io l’odio e l’amo
Svisceratamente.

Tu mi trascini
Qual morto fuscello
Nello scorrer tuo
Vorticosissimo
Senza offrirmi giammai
Un po’ di tregua;
Tu mi sindachi
Il giornalier procedere
Come col proprio gregge
Fa il pastore;
Sì che m’avverto pressato
In una gabbia
Come canarino o usignolo
Che disperato canta
L’ormai sua perduta libertà.

Ambirei volare
Libero nell’aria
E trascorrere
Da tenebre profonde
A luce intensa,
Da non essere ad essere
In seno alla divinità.