Discorso del Questore di Alessandria alla Festa della Polizia di Stato

Sicurezza assoluta e vita tranquilla sono sempre desiderate, ma mai raggiunte né raggiungibili se non attraverso una lotta di tutti i giorni, una fatica sempre rinnovata” (Luigi Einaudi)

26-01-2015 BELLUNO NUOVO QUESTORE DI BELLUNO MICHELE MORELLI

(Comandante, dia pure il riposo)

Oggi ricorre il 167^ anniversario della Polizia di Stato, Istituzione tra le più apprezzate della nostra Italia, che con orgoglio rappresento nella provincia alessandrina. Ma lungi da me  tramutare questo momento in apologia di se’ stessi, un errore che ognuno di noi poliziotti deve evitare, essendo ognuno di noi non la Polizia, bensì “parte” della Polizia.

E’ la Polizia, e non l’individualismo, a costituire il nostro eadem sentire e al concetto, non ai soggetti, dobbiamo ricondurre il nostro modo d’agire. Ora, poiché la forza della nostra Amministrazione è – tra le altre – il  sapersi proiettare nell’innovazione rimanendo sui solchi della tradizione, è del pari da rifiutare il refrain per il quale la Polizia di Stato è solo quella “di una volta”, o che lo sia oggi solo un settore per quanto importante. Sono retaggi nostalgici  ed antistorici, che non hanno ragione d’essere.

La Polizia di Stato era ed è, e comprende chi ne ha fatto parte, chi ne fa parte e chi si approccia a farne parte, come gli Allievi Agenti del 204^ Corso di formazione che, in rappresentanza, sono qui tra noi. A loro, che sono il nostro futuro, come ai neo Sovrintendenti, chiedo di riflettere sui concetti testé esposti, sicuro di trovarne terreno fertile. A tutti i presenti, chiedo di condividere un pensiero, commosso e sentito, nei riguardi di coloro che hanno sacrificato la propria vita per il bene comune primario della collettività al pari della libertà, ossia la Sicurezza. Sacrificio e fatica, parafrasando la frase d’apertura di Luigi Einaudi, hanno percorso i 167 anni della storia della Polizia di Stato, e sacrificio e fatica non hanno rumore: ad essi va portato rispetto, col silenzio…

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Ringrazio di cuore il Docente di Direzione di Coro del Conservatorio “A. Vivaldi” di Alessandria, Prof. Roberto Berzero, e ovviamente il Conservatorio stesso per il prezioso contributo alla cerimonia.

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Signor Prefetto, Autorità Religiose, Civili e Militari, Associazioni combattentistiche e d’arma, gentili Signore e Signori.

Grazie per essere qui con noi, Donne e Uomini della Polizia di Stato, a celebrare l’anniversario della fondazione della nostra Istituzione nel giorno in cui, 38 anni or sono, entrava in vigore l’innovativa e coraggiosa legge 121 del 1981, che disegnò quell’organizzazione della Pubblica Sicurezza rivelatasi, alla prova dei fatti, efficiente ed efficace.

Grazie alla preziosa disponibilità del Comune di Casale Monferrato, siamo riusciti a portare questa celebrazione nella città teatro dell’istituzione del primo, in ordine di tempo, Commissariato di P.S. distaccato d’Italia, la cui Autorità locale ben simboleggia, oggi, la centralità che la figura riveste nelle politiche della Pubblica Sicurezza. Ma grati dobbiamo essere a tutta questa pacifica ed operosa comunità, che ci consente di operare al meglio, attestandone con la nostra presenza una vicinanza non solo formale.

Come già lo scorso anno, l’impegno profuso dalla Polizia di Stato nel corso dell’ultima annualità è ben reso dai dati statistici che troverete nella brochure distribuita e che si vuole rimettere all’attenzione dei cittadini. E, anche nell’anno trascorso, il dato complessivo provinciale relativo all’attività di polizia, giudiziaria e di sicurezza è rassicurante: l’incidenza dei reati su base annuale è in calo, ivi compresi furti e rapine.

E proprio qui a Casale Monferrato, ve lo partecipo con estremo piacere, si registra in percentuale la maggiore e significativa diminuzione dei delitti: oltre il 20% nel totale e oltre il 30% per i furti! E’ un risultato che premia i nostri sforzi, come dimostra l’aumento delle pattuglie del Commissariato da 1.023 a 1.235, ma credo sia doveroso, al riguardo,  sottolineare il non trascurabile contributo, quale efficace deterrente, della capillare copertura di videosorveglianza presente in questo Comune. 

Più in generale, guardando all’intera provincia, il calo dei reati è ascrivibile a tutta la squadra della Sicurezza, intendendo per squadra non solo le forze di polizia statali e locali ma anche, e soprattutto, la realtà dell’intera provincia alessandrina, una realtà sana e animata da forte senso civico. E da parte nostra, come Polizia di Stato, non smetteremo mai di rivolgere a queste terre, a questa gente, un’attenzione ordinaria a livelli straordinari.

Attenzione ordinaria a livelli straordinari vuol dire, ad esempio, una presenza costante sul territorio a fini soprattutto preventivi, e in quest’ottica siamo riusciti, grazie agli innesti di personale, ad aumentare del 50% le pattuglie operanti in Alessandria e provincia. Ma siamo riusciti pure, con assegnazioni mirate, ad implementare l’organico degli uffici che si occupano di Polizia Amministrativa e di Polizia Giudiziaria, con risultati che sicuramente hanno contribuito a diminuire l’incidenza dei delitti.

Ma attenzione ordinaria a livelli straordinari è anche anteporre la sicurezza degli altri alla propria, come quando poliziotti delle Volanti o della Polizia Stradale hanno salvato vite umane in pericolo mettendo a repentaglio la loro; è sventare una rapina a mano armata ai danni di un affollato ufficio postale, grazie alla Squadra Mobile; infine, ma casi ne potremmo citare a iosa, è intercettare un pericoloso eversivo intenzionato a creare disordini a Torino, come riuscito alla Polizia Ferroviaria recentemente.

Di converso, la Polizia di Stato alessandrina inorgoglisce del fatto che le attività investigative si sono svolte in perfetta sintonia con le esigenze della Procura della Repubblica,  che ringrazio per la direzione sempre comprensiva e lineare, tanto che il numero delle persone arrestate e/o denunciate è cresciuto nonostante la diminuzione dei delitti. L’attività di contrasto ha interessato tutti gli uffici operativi della Questura e le Specialità della Polizia di Stato e ha riguardato un vasto e mutevole campo di reati, ma soprattutto quelli contro la persona, il patrimonio e in materia di stupefacenti, quelli di violenza di genere, quelli informatici, quelli coinvolgenti minori.

 Un cenno a parte per i reati predatori, i furti soprattutto che diminuiscono di anno in anno ma mai quanto vorremmo: essi  colpiscono le vittime quasi al pari delle violenze, anzi direi che violentano l’intimo delle persone privandole dei beni più cari. E qui il termine caro non lo riferisco certo al valore economico delle cose ma a quello intrinseco, affettivo, che vale senz’altro di più. Dico questo perché se da un lato si registra una statistica che ci conforta, dall’altro persiste una possibilità (possibilità, non probabilità!) di essere esposti al rischio specifico. E qui, assicurando che non ci fermeremo fino a quando non avremo noi la percezione di aver rassicurato la gente per quanto i numeri ci confortano, a quella stessa gente (in definitiva, noi tutti) rivolgiamo un appello: non fate accedere sconosciuti in casa, anche se sedicenti incaricati pubblici o appartenenti alle Forze dell’Ordine. Chiamate sempre il 112, in questi casi, per appurarne la veridicità! Cari cittadini, non stancatevi di segnalare potenziali illeciti, né percezioni di pericolo: la Polizia di Stato non si stancherà mai di riceverli e verificarli! Potremmo mai sottovalutare, ad esempio, segnalazioni di delinquenti senza scrupoli che, carpendo la buona fede e magari approfittando del disagio della solitudine, truffano e spogliano le persone di quel poco che possiedono?

Inoltre, se i disonesti utilizzano il progresso per allargare la loro sfera d’azione, i cittadini virtuosi saranno ancora più sicuri adottando difese passive che gli attuali sistemi consentono a prezzo contenuto, magari utilizzando lo stesso smartphone acquistato proprio perché intelligente e innovativo.

Quanto detto mi consente di aprire una parentesi sull’attenzione che la Polizia di Stato riserva ai social network. La “sicurezza partecipata”, asserzione che tutti condividiamo, contiene in sé la “sicurezza social”, termine coniato per l’occasione ma che rende l’idea. Per intuirne l’enorme potenziale, basti pensare, da un lato, che tutti possono produrre segnalazioni tramite la pagina Facebook della Questura di Alessandria mentre, dall’altro, che già oggi oltre 8.500 abitanti della provincia sono immediatamente raggiunti da noi tramite la stessa pagina. E’ un risultato eccezionale perché conseguito in poco più di un anno, ma che abbisogna di una precisazione: il tempo dedicato all’aspetto social, spesso rubato a quello personale, non incide minimamente sull’attività ordinaria della Polizia di Stato, a tutti i livelli, come peraltro dimostrano i risultati conseguiti.

E proprio ritornando ai risultati, consentitemi di ringraziare tutti i Dirigenti degli uffici (sono anche loro poliziotti!) e, ovviamente, i loro collaboratori, con un particolare pensiero nei confronti del Vicario del Questore, Francesco Navarra, per la sua preziosa collaborazione dentro e fuori l’ufficio, da collega e da amico.

Tutte le articolazioni della Questura e, soprattutto, tutti gli addetti alle specifiche mansioni, operative od amministrative, poliziotti o impiegati dell’Amministrazione Civile dell’Interno, hanno profuso il massimo impegno per il raggiungimento degli obiettivi prefissati, così come prezioso e sempre propulsivo è stato il contributo della parte sindacale. Ed allora, che non appaia una mera elencazione ma un sentito e mirato sentimento di gratitudine citare l’Ufficio di Gabinetto con l’U.P.G.S.P., la DIGOS, la Divisione Anticrimine ivi compreso il Gabinetto Provinciale di Polizia Scientifica, la Squadra Mobile, la Divisione Polizia Amministrativa e dell’Immigrazione, l’Ufficio Personale, l’Ufficio Tecnico Logistico Provinciale, l’Ufficio Sanitario, l’Ufficio Amministrativo Contabile e naturalmente il Commissariato P.S. di Casale Monferrato, tutte articolazioni con pari dignità e pari rilevanza ai fini del buon andamento della Questura.

Di Polizia Stradale e Polizia Ferroviaria si è già fatto cenno: aggiungo solo che la presenza costante delle loro pattuglie nelle zone di pertinenza mi è spesso segnalata, con apprezzamenti, anche da semplici cittadini, ai quali mi aggiungo senza riserve. E se la Polizia Postale e la Sezione di Polizia Giudiziaria non si notano sul territorio è per la natura intrinseca della funzione svolta, ma solo per quella: gli addetti ai lavori ben ne conoscono professionalità e competenza.

Questa ultima considerazione mi dà lo spunto per fornire precisazioni su dati che normalmente sfuggono o non attirano la dovuta attenzione.

Tutte le cd “misure di prevenzione”, ossia Avvisi Orali, Fogli di Via Obbligatori, Ammonimenti, Sorveglianze Speciali e Daspo sono aumentate, le prime due quasi raddoppiate:  anche questo è attenzione ordinaria a livelli straordinari!

L’Ordine Pubblico è stato salvaguardato al massimo: da un lato, consentendo l’esercizio della manifestazione del pensiero tanto ‘a favore’ quanto ‘contro’; dall’altro, tutelando gli operanti e l’oggetto della protesta sì da non registrare alcun episodio di violenza sulle persone. Ma non solo: tutti gli interventi resisi necessari per contrastare atteggiamenti violenti sono stati improntati al massimo rispetto delle persone, anche quando di contro non vi era il minimo rispetto. Gli agenti hanno subito violenze e nonostante questo mai hanno reagito in maniera scomposta. Un cenno alla non comune professionalità ed umanità di chi presta servizio sulla strada era doveroso, così come lo è il ricordare chi mette loro in condizione di lavorare fisicamente al meglio, ossia gli istruttori di tiro e di tecniche operative.

Un discorso a parte riguarda la prevenzione delle violenze di genere: anticiparne gli ignobili reati e sensibilizzare  le persone vulnerabili richiede uno sforzo congiunto, sinergico. Permettetemi, allora, di citare, oltre la Prefettura per l’azione di coordinamento, anche le associazioni antiviolenza per la loro costante vicinanza. Senza dimenticare, poi, l’accorsata conferenza della poliziotta, collega ed amica Nandra Schilirò, che ci ha strabiliati con la sua competenza in materia e, soprattutto, per la sua profonda umanità, ottimamente stimolata dalle giornaliste presenti che del pari ringrazio. E, a proposito degli organi d’informazione, vale quanto già detto lo scorso anno: essi seguono con attenzione il nostro lavoro e con professionalità e lealtà ne documentano i momenti salienti e di pubblico interesse.

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Mi avvio alla conclusione.

Un saluto e un sentito grazie ai rappresentanti delle altre Forze dell’Ordine, Colleghi dell’Arma dei Carabinieri e della Guardia di Finanza, cui ci lega una comunanza di intenti che viene perseguita in perfetta sintonia tanto da riflettersi, spesso e in senso assolutamente positivo, nella sfera dei rapporti personali. Un sentito grazie anche alle Polizie Locali, per il prezioso contributo sempre fornito.

Tre ultimi pensieri.

Il primo va al Signor Prefetto di Alessandria, già poliziotto ma – se mi permette – sempre collega, che al di là della funzione è per tutti noi quell’immediato punto di riferimento, di indirizzo e coordinamento necessario per ottenere, in serenità, ottimali risultati nel lavoro quotidiano e straordinario. La Polizia di Stato lo ringrazia sentitamente.

Il secondo è per l’Associazione Nazionale della Polizia di Stato, che contribuisce in ogni occasione a tenere vivo il ricordo dei nostri caduti: gliene siamo tutti grati.

Il terzo, va alla Scuola di Polizia di Alessandria, “luogo del cuore” per oltre 22.000 italiani, che grazie alla sapiente guida dirigenziale si conferma una vera e propria fucina di “talenti” della Polizia di Stato: essi sono il nostro domani, ed auguriamo loro, di vero cuore, di essere migliori del nostro oggi!

Viva la Polizia di Stato, viva l’Italia!