Momenti di poesia. Come nei miei occhi, di Josie Poiesis

Josie Poiesis

Voi
stupiti e perplessi, viscidi uomini dai colpi a salve
rotondi solchi e obesi vuoti, orgasmi di paglia
sorridete alla nuova luce, all’amaranto del sole che sale!
Questo quartiere, srotola le fogne all’alba
e i giorni tutti uguali s’arrancano tra le vie.
Fermarsi un attimo alla ricerca del nulla
l’assenza di uno spazio temporale
dietro le sfaccettature della polvere in controluce
l’eternità è l’utopia più grande. Ora mi assento
in un rigurgito da bambina, invento un aquilone, corro.
Sgorgava dalle vene dei polsi l’amore per la vita
dove s’è perso? Una lapide bianca
l’amplesso distratto di un movimento, il divenire
ché è fatica crescere, tra l’ossessa mente
e le strade strette, dove i ciottoli distruggono le scarpe
accenti riversi ad impastare le parole, a farle e disfarle.
Restatemi ancora dentro, il mio pianto distenderà la pelle
e il cuore sarà un melagrano che esplode. Un fuoco!
Una gioia irresponsabile si frena in tempo
nell’urlo che libera il mio collo teso
quando rivolti gli occhi al cielo, sembra libero lo spazio
una colata di pace s’assorbe inconsueta, tra te e il cemento.
Mi siedo, sul cordolo di un ricordo astratto
un treno in ritardo, eppure l’ho perso.
Resto
tra sentimenti arcuati, un arcobaleno di colori intensi che sfuma.
L’amore ha lo stesso nome da sempre, tinge d’oro le voci
e voi! Voi ascoltate l’unica melodia perenne, nella borgata immobile
l’imperituro che ha la potenza della resa e la eco rotonda del suo nome
adesso! Adesso che torna la notte e tutto si spegne, l’ultima luce.

Come nei miei occhi