Momenti di poesia. Gli stolti, non hanno paura, di Josie Poiesis

Josie Poiesis

Gli stolti, non hanno paura

Ebbe a dirsi Dio, figlio in terra dell’immenso
con l’ombra sul dorso e la luce negli occhi
il dolore nel costato, respiro mozzo
il nervo spesso a un passo dall’urlo
la vita breve, la sete dentro, impulso di carne
l’ics di una croce
e il coraggio, nel palmo delle mani.

La variabile indipendente di un mondo solo
incognita da estinguere nell’ambizione degli stolti
il sacrificio, il sacrificio, il rogo, la croce, gli dei le streghe.
Sciogliete le lune dai cappi, liberate il figlio dell’uomo.
Gli stolti non hanno ripensamenti, gli stolti
non hanno paura.

S’affondano i chiodi nella carne, i chiodi nelle mani.
I chiodi, le mani, i rovi le spine. Immagini veloci.
La viltà ha legato i polsi, la viltà ha bendato le pupille.
È il bisogno di un appiglio, il capro espiatorio sulla terra.
Avranno bisogno del colpevole. Anche oggi.

Hanno ammazzato l’innocenza, ucciso la rassegnazione
implorando il perdono, l’assoluzione. È tardi.
Si rincorrono e ripetono gli eventi, c’è ancora
un Dio su ogni croce. C’è un Dio -morto, in ogni guerra.
C’è ancora sangue, distruzione, e mille “Dio” uccisi
in nome di un Dio invano, in nome di un Dio d’abuso.
Non ci sarà riscatto né resurrezione. Nessuna Pasqua.

Solo morte

#GC