In libreria: Utopia selvaggia ‒ Saudade dell’innocenza perduta di Darcy Ribeiro edito da Negretto Editore

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Chi siamo noi, se non siamo europei, e nemmeno siamo indios, se non una specie intermedia, tra aborigeni e spagnoli? Siamo coloro che furono disfatti in quel che eravamo, senza mai arrivare ad essere quel che saremmo stati o avremmo voluto essere. Non sapendo chi eravamo quando permanevamo innocenti in loro, inconsapevoli di noi, ancor meno sapremo chi saremo.” ‒ Darcy Ribeiro

In tutte le librerie virtuali e fisiche dal primo maggio 2019 sarà disponibile “Utopia selvaggia ‒ Saudade dell’innocenza perduta. Una fiaba” romanzo del famoso sociologo, antropologo, scrittore, educatore ed uomo politico brasiliano Darcy Ribeiro (Montes Claros – Minas Gerais 26-10-1922/ Brasilia 17-2-1997), pubblicato nella collana “Il Pasto Nudo, assaggi di antropologia” curata da Giancorrado Barozzi per la casa editrice mantovana Negretto Editore con la nuova traduzione ad opera di Katia Zornetta.

La stessa traduttrice ci rivela il suo particolare rapporto con il testo di Ribeiro e con la prima interprete Daniela Ferioli che nel 1987 dialogò con Ribeiro per la trasposizione dal brasiliano all’italiano per la casa editrice Einaudi.

Questa ritraduzione di Utopia selvagem è stata innanzitutto una sfida e una sorta di «passaggio di testimone» con la prima traduzione di Daniela Ferioli pubblicata dall’Einaudi nel 1987, che tuttora appare brillante e innovativa. In tempi non lontani ho avuto il privilegio di poter incontrare di persona e intervistare Daniela Ferioli, apprendendo dalla sua viva voce nozioni rivelatesi fondamentali per la mia futura attività di ri-traduttrice. Il testo integrale dell’intervista è riportato in appendice a questo libro.  Poter ricreare una «nuova» traduzione, che si potesse contraddistinguere dalla precedente, è stato alquanto difficile perché Ferioli era riuscita a riprodurre lo stile di Darcy Ribeiro nonché a trasporre un mondo sconosciuto, quello indigeno e dei tanti «Brasis», rendendolo accessibile al lettore italiano di trent’anni fa, il quale non aveva molte notizie su un paese come il Brasile, sentito come esotico e distante. […] Continua a leggere “In libreria: Utopia selvaggia ‒ Saudade dell’innocenza perduta di Darcy Ribeiro edito da Negretto Editore”

Pagare Cara Una Pelle, di Scilla Bonfiglioli

Pagare Cara Una Pelle di Scilla Bonfiglioli

di Roberto Baldini

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Pagare Cara Una Pelle 

di Scilla Bonfiglioli

Un cadavere che scotta.

Un’indagine che costerà cara.

Un corpo viene ritrovato senza vita.

Il corpo di un avvocato, per la precisione.

Un uomo con molti amici (quelli che ha salvato dai guai giudiziari) ma anche con qualche nemico di troppo (quelli che ha fatto condannare e quelli che non è riuscito a salvare.)

Tanti, troppi indiziati. Eppure…

Vista l’identità del morto si dovrebbe agire con cautela.

Purtroppo la verità non è amica della parola citata poco sopra e lotterà con le unghie e con i denti per uscire allo scoperto.

Unghie e denti che apparterranno a un commissario che non si tira indietro, se si tratta di scavare. Continua a leggere “Pagare Cara Una Pelle, di Scilla Bonfiglioli”

” A MIO PADRE – L’ULTIMO MIO SALUTO.. “, di Ambra Marina

” A MIO PADRE – L’ULTIMO MIO SALUTO.. “, di Ambra Marina

A mio Padre

Papà… sei addormentato, sono le 21 e 21,

chissà perchè mi è venuto istintivamente di guardare l’ora, ma l’ho fatto.

Ora sei libero anche tu.

Siete liberi finalmente te e mamma, ora siete insieme come ho sempre desiderato

Era il mio sogno fin da quando ero piccola vedervi insieme sereni…

ma pochi giorni ricordo sereni.

Poi due strade diverse… io nel mezzo divisa in due.

Papà non viene nessuno, ma a noi cosa ce ne importa…

io e te siamo stati sempre soli e non capiti,

avidi d’amore ma saziati mai… come volevamo noi.

Libero papà, si libero come la tua essenza,

ora nessuno può tenerti prigioniero,

tu eri il vento non si può trattenere il vento.

La morte stessa, l’hai raggirata benissimo,

ti ho visto andar via, ma la morte non ti ha sfiorato,

sei passato oltre senza che lei se ne accorgesse,

ed io seduta accanto a te ho visto come hai fatto… Continua a leggere “” A MIO PADRE – L’ULTIMO MIO SALUTO.. “, di Ambra Marina”

Momenti di poesia. Eran le stelle, di Vittorio Zingone

Momenti di poesia. Eran le stelle, di Vittorio Zingone

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Eran le stelle

Eran le stelle sciami di farfalle
In vasto campo di fragranti fiori;
Erano i cieli copricapo d’oro
Per ogni creatura che aveva cuore fuso
Per l’amore grande d’una donna
Che gridava da profondi abissi di passione:
– Mi sento tua, mi vuoi?

Io la volevo ma non le andavo incontro
Quando mi cercava,
m’implorava di salire sopra un treno
Non importava verso.quali cieli
Prendeva la sua corsa
Nel.cuore della luna, del.radioso sole.

Sapeva di freschissima rugiada
Il.femminil suo esserci nel mondo
Per me che l’adoravo,
Per me che non sapevo andarle
Risoluto incontro, sceglierla sposa
A preferenza d’ogni altra donna,
D’ogni altro.fiore
Che mi sbocciava bello e profumato
Sulle prode delle strade
Che di.giorno in giorno percorrevo.

Quali soli guardi, quali stelle
Nel cuor dei giorni
Che pure ancora vivi
Da me lontana ormai
Piu’ che sogno della notte,
Piu’ che desiderio di te
senza speranza
Lungo le strade
Ch’ancora pur percorro,
My sveet love,
Adorata mia ellenica chimera?

“DESTINO”, l’ultimo romanzo di Raffaella Romagnolo, di Lia Tommi

“Destino” (Rizzoli) è il romanzo della scrittrice Raffaella Romagnolo, che con la sua nuova pubblicazione conferma le attese di chi ha letto e apprezzato i suoi romanzi, fra i quali “La figlia sbagliata” che è stato, due anni fa, candidato al Premio Strega.
L’autrice, come già in altri suoi libri, pone particolare attenzione alle figure femminili: personaggi principali di “Destino” sono infatti, Anita e Giulia, amiche, quasi sorelle gemelle poiché Anita è nata lo stesso giorno di Giulia, a meno di un’ora di distanza.

Le protagoniste condividono molta della loro infanzia e gioventù in una cittadina del Basso Piemonte: la loro storia abbraccia ben più di mezzo secolo e gli eventi narrati sono quelli delle due giovani, ma anche di più famiglie: le vicende s’intrecciano, s’intersecano e seppur, a primo avviso, poco significative perché narrano di gente comune, povera, senza grande rilievo sociale, stanno proprio a dimostrare che la storia non è soltanto quella che si legge nei libri, bensì è fatta di tante piccole pietre o mattoni che creano quell’edificio imponente che è il corso degli eventi umani.
Tra Cascina Leone e il quartiere Borgo di Dentro crescono le due amiche, unite eppur così differenti una dall’altra: Anita è assai riflessiva, Giulia, invece, più pratica così da destreggiarsi fra i conti di poche lire e centesimi. Lei era stata sempre così brava in matematica tanto da meritare dieci in pagella. Certo la vita a Borgo di Dentro non è così piacevole; meglio l’infanzia di Anita, a Cascina Leone con il pollaio, la conigliera, la cantina, la stalla, il portico, l’altalena, i sacchi di juta, le bigonce per l’uva, il torchio, le zappe…l’odore di stalla e persino del letamaio è diverso dal puzzo di fogna di Borgo di Dentro.

Eppure, nonostante provenienze diverse, le protagoniste, all’inizio del Novecento giovani donne, sono impegnate nello stesso lavoro con identica paga: trascorrono le giornate alla filanda Salvi dove, però, tante sono le difficoltà. Ecco, proprio nella cittadina che fa da sfondo a molte delle vicende, il primo impeto femminile, ben precedente le reazioni femministe più conosciute: si tratta dello sciopero di tante donne della filanda perché il lavoro scarseggia e loro accampano diritti. Quanta modernità anche se si va a ritroso di oltre cent’anni! Ma, in mezzo a tanti conti, a tante difficoltà, c’è posto anche per i sogni e per l’amore : non tutto va come previsto, anzi la sorte si ci mette davvero di mezzo quasi a dividere le due amiche e ad imporre per una di loro una scelta dolorosa. Sarà Giulia, la più impavida ma anche la più in difficoltà fra le due a prendere una decisione drastica, dando così un taglio netto al passato.

Con quel biglietto, su quel piroscafo dal nome casualmente così significativo : ” Destino”, s’imbarca Giulia verso una terra lontana di cui non conosce nulla ma in cui cerca riparo perché ora, più che mai, ha bisogno di una protezione per sé insieme a una nuova vita.

La narrazione procede pari pari nel tempo ma l’autrice la vede attraverso gli occhi ancor vivi ma un po’ segnati di Mrs Giulia Masca che, dopo la Seconda Guerra Mondiale fa un fugace ritorno a Borgo di Dentro. Perché? È quasi il nome del luogo a dirlo: per addentrarsi nella storia di tanti di cui nulla lei sa più. Che fine hanno fatto i componenti della famiglia Ferro, da Pietro ai suoi figli, che ne è di coloro che avevano preso nome da personaggi illustri quali Giuseppe Garibaldi e Nino Bixio? Cosa è successo a sua madre, Assunta Masca, che non ha mai risposto alle sue missive? E Anita?

A queste domande dà risposta l’intero romanzo in cui l’autrice regala ai lettori pagine di vera Storia miste a vicende affettive inventate ma appropriate, efficaci e assai ben congegnate. In esse non manca nulla: dalla sofferenze della povertà a quelle della Guerra, dai palpiti della passione all’amore e al sacrificio per i figli e per i propri ideali.
Mrs Giulia torna a Borgo di Dentro nel 1946, poco dopo il termine del secondo dissidio mondiale che ha seminato tanto dolore ma non ha comunque piegato chi è ancora vivo e in ogni modo cerca di ricominciare e ricostruire.
Quel ritorno in tempo di pace sarà l’occasione per ricucire ferite dell’anima, sopite dal tempo ma non rimarginate del tutto. Quanto tempo, quanti trascorsi, quanta vita…

La vita non è andare. La vita è resistere

La vita è di certo tutto questo ma, per ognuno di noi, la vita è anche Destino così come per Giulia che in America trova la sua strada e la sua fortuna, ma dove…? In Mulberry Street , Via del Gelso: nessun nome sarebbe stato più adatto per indicare la dimora di colei che anni prima, in una terra così lontana, aveva lavorato con i bachi da seta. Questo non è che l’ultimo tassello che va render perfetto un romanzo in cui il Destino è fatto di piccole e grandi cose che ci riconducono sempre e comunque alle nostre radici.

Raffaella Romagnolo, con il suo nuovo libro, pienamente conferma le sue capacità e la sua sensibilità di scrittrice, unendo ad esse l’approfondita conoscenza di alcune vicende drammatiche, pietre miliari nella Storia del Basso Piemonte.
“Destino” si rivela un’appassionante narrazione, un gran bel romanzo.

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Infermieristica di famiglia e di comunità, di Lia Tommi

Infermiere di famiglia e di comunità: al via la quarta edizione del master firmato UPO in collaborazione con Università di Milano, ASL VC e ASST Ovest Milanese
La figura professionale sarà un supporto proattivo nella gestione e nella prevenzione delle malattie croniche di pazienti e loro famiglie
È stata presentata oggi, presso la sede amministrativa dell’ASL di Vercelli, la quarta edizione del master di primo livello in “Infermieristica di famiglia e di comunità”. Il percorso formativo è stato presentato dalla dott.ssa Chiara Serpieri, direttore generale dell’ASL Vercelli, e dal professor Gianluca Aimaretti, direttore del Dipartimento di Medicina traslazionale dell’UPO, direttore della SCDU di Endocrinologia dell’AOU ‘Maggiore della Carità’ di Novara e direttore di questo Master.

Attivato presso il Dipartimento di Medicina traslazionale dell’Università del Piemonte Orientale in collaborazione con il Dipartimento di Scienze Biomediche per la Salute dell’Università degli Studi di Milano, il master avrà durata annuale, potrà accogliere 50 partecipanti e le iscrizioni saranno possibili fino al prossimo 3 maggio (tutti i dettagli a questa pagina Web). Oltre a quella di ASL VC e Università di Milano il master gode della collaborazione dell’Azienda ASST Ovest Milanese.

Quello legato allo sviluppo di competenze per infermieri di famiglia e di comunità si sta trasformando in un settore fondamentale nell’ambito delle cure primarie. L’obiettivo dell’Asl di Vercelli è quello di poter contare su professionisti orientati a favorire lo sviluppo dell’assistenza domiciliare e dei servizi territoriali, in una logica di presa in carico precoce che coinvolge i pazienti, ma anche le loro famiglie.

«Presa in carico dei pazienti fragili deve essere proattiva — sottolinea il direttore generale Chiara Serpieri — per agire su due fronti: quello assistenziale, ma anche quello legato alla prevenzione, per contrastare o accompagnare l’insorgere di malattie croniche. È un modello già sperimentato come ASL Vc attraverso l’attivazione degli sportelli unici socio sanitari e che abbiamo oggi sempre più sviluppato anche con la creazione di una anagrafe della fragilità. La volontà di dare ai nostri operatori la possibilità di crescere in questo campo è una delle azioni concrete messe in campo per lo sviluppo di una rete efficiente di servizi territoriali per i pazienti fragili; al tempo stesso lo riteniamo un investimento culturale significativo: una scommessa sulla generazione di professionisti che sceglieranno di specializzarsi in tale materia».

«Per l’Università del Piemonte Orientale poter organizzare la IV edizione del Master in Infermieristica di Famiglia e Comunità (IFeC) insieme con l’Università di Milano è un onore e un privilegio — commenta il professor Gianluca Aimaretti —; un onore perché viene riconosciuta all’UPO una innovativa “vision” didattica, e un privilegio perché collaborare con un ateneo grande e storico è sempre stimolante e sfidante. Inoltre, poter avere partner come l’ASL VC del Piemonte e l’Azienda ASST Ovest Milanese della Lombardia conferisce al Master un valore aggiunto che unirà formazione e assistenza, mission tipica per una Scuola di Medicina che guarda con attenzione lo sviluppo di nuovi modelli assistenziali sul territorio e per le malattie croniche».

Cinque posti saranno riservati a infermieri dipendenti dell’ASL di Vercelli che finanzierà interamente la loro frequenza. Possono presentare la domanda di ammissione coloro che sono in possesso di diploma universitario per infermiere, infermiere pediatrico e diplomi equivalenti ai sensi della Legge 1/2002 con obbligo del possesso del diploma di istruzione secondaria superiore; oppure laurea di I livello in Infermieristica e Infermieristica Pediatrica. C’è tempo fino al 3 maggio per presentare la domanda. Il bando è consultabile sul sito dell’Università del Piemonte Orientale, sezione Master.

Momenti di poesia. IL MIO MONDO INCANTATO, di Gregorio Asero

Momenti di poesia. IL MIO MONDO INCANTATO, di Gregorio Asero

Alessandria today

IL MIO MONDO INCANTATO

Ora che il mondo mi ha messo solo
tutto sospira e cospira al mio viaggio

Io trovo sull’uscio della caverna dei miei giorni
il mondo parato come un giardino fiorato

Mentre il vento trastulla i rami odorosi
penduli fiori si allungano sul mio corpo

Mi corico là dove prepari il giaciglio
oh mia amata terra

Il mondo mi sembra disteso
dinnanzi al mio corpo
pronto ad accogliermi

Come l’amata si stende a ricevere
il corpo dell’uomo agognato

Dolcezza di suoni e parole incantano il mio viaggio
e con archi di arcobaleni
e ponti sospesi nel nulla
mi avvio verso un mondo fatato
oh anima mia

Forse io non appartengo a questo mondo?
Lo so le cose più belle ingannano il cuore dell’uomo
come i miraggi ingannano il viandante

Non posso impedirmi di sognare un mondo fatato
Lascia che cianci la vipera pungente

Gregorio Asero
copyright legge 22 aprile 1941 n. 633

ECCIDIO FEDELE CALVOSA PROCURATORE DELLA REPUBBLICA DI FROSINONE intervista ESCLUSIVA all’unica TESTIMONE OCULARE… Avvenne l’8 novembre 1978 40 anni fa!

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http://www.italia-resistenza.it/eventi-e-news/giorno-della-memoria-delle-vittime-del-terrorismo-e-delle-stragi/

http://www.malitalia.it/2011/12/il-1978-ad-avellino/

Il 9 maggio di ogni anno ricorre dal 2007 l’Istituzione del ”Giorno della memoria” dedicato alle vittime del terrorismo e delle stragi di tale matrice: Legge 4 maggio 2007, n. 56

Mi viene in mente un lontano episodio, accaduto qui a Frosinone.

Ci sono fatti della nostra storia cittadina che hanno lasciato sgomento, incredulità, quando in un giorno qualunque la città di Frosinone divenne teatro di una tragica pagina di storia, l’uccisione del Procuratore della Repubblica Fedele Calvosa e altri due uomini della scorta.

La mattina dell’8 novembre del 1978, vennero trucidati in un agguato alla periferia di Patrica, il Procuratore della Repubblica Fedele Calvosa, e altri due uomini della scorta, Pagliei Giuseppe, 29 anni, agente di custodia e Rossi Luciano, 24 anni, autista dipendente del Ministero della Giustizia.

In memoria del Procuratore, la città gli ha dedicato il Tribunale ed una strada.

Per la prima volta a…

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NON DOVEVA FINIR COSI’…

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Questi versi sono stati scritti a più mani da parte degli autori iscritti al gruppo facebook Scriviamo, il titolo era “Non doveva finir così” ognuno ha aggiunto una frase cercando di dare seguito alla frase precedente. Queste composizioni piacciono molto agli iscritti, questa volta oltre alla pubblicazione sul Blog, la redazione li premia portandoli tutti in pagina

NON DOVEVA FINIR COSI’…
Non avrei voluto finisse così, ma il destino ha deciso che quella fosse l’unica strada possibile per amarci per sempre.
Non doveva finire così, mi dispiace, sarebbe potuta diventare una storia importante.
Chiudo gli occhi e ti rivedo, rivivo l’emozione del nostro incontro. I tuoi occhi neri lucenti persi nei miei, il parlare con voce fioca, no, non doveva finire così.
No, non doveva finire così.
Non doveva rubare la luce dei miei occhi il mio sorriso la mia voglia di vivere. No, non doveva finire così! Ma…

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LA NOSTRA FAVOLA D’AMORE… scritta dagli autori del gruppo SCRIVIAMO.

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LA NOSTRA FAVOLA D’AMORE

Fatta di albe e di sogni sperati.
Noi insieme da sempre, ogni giorno ci incontriamo per conoscerci.
Non avrai mai fine se penserai che vivrai ogni giorno come fosse l’ultimo…con il cuore
È un verde tappeto d’erba fiorito.
Cuore mio. Mai avrà fine la gioia di stare insieme…Micetti ballerini ci chiamavano quando mano nella mano andavamo incontro all’ultimo raggio di sole.

Ora che sei nell’eterno amore suona per me la musica del cuore.
Ci chiamavano GIULIETTA E ROMEO…PERCHÈ STAVAMO SEMPRE INSIEME.
Può essere favola all’infinito se uniti da un filo di rispetto reciproco, da comprensioni e complicità, di voglia di guardarci ancora negli occhi nel futuro.
Innamorarsi ogni giorno come la prima volta
È una favola solo quando si sogna ma quando apro gli occhi è vedo la vita quotidiana che corre non riesco a curare il nostro amore come quando sogno una favola.
Sono Viva…

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Traviata Experience, di Lia Tommi

Traviata Experience: un percorso nel cuore del Teatro con Università del Piemonte Orientale

Gli studenti UPO saranno spettatori privilegiati del percorso che porterà in scena a Novara la celebre opera di Giuseppe Verdi.
Un percorso nel cuore del teatro, rivolto ai giovani perché ne conoscano il lato nascosto. È questa Traviata Experience, il nuovo progetto ideato da Fondazione Teatro Coccia di Novara in collaborazione con Università del Piemonte Orientale. Agli studenti dell’UPO è, infatti, offerta la possibilità di seguire le varie fasi dell’allestimento de La Traviata di Giuseppe Verdi in programma nel cartellone Opera del Teatro Coccia venerdì 3 e domenica 5 maggio 2019.

Si parte venerdì 12 aprile alle 17 con la Prova Musicale; si prosegue martedì 16 e 23 aprile con la Prova di Regia e l’incontro con il Cast Creativo (dalle 17.30 e/o dalle 20); giovedì 25 aprile la I Lettura con l’Orchestra in buca alle 14.30; e ancora sabato 27 aprile Prova d’Assieme e incontro con il Cast Artistico (alle 15.30 e/o alle 19.30); domenica 28 aprile Prova Ante Generale alle 16; martedì 30 alle 20 Prova Generale.

Sette appuntamenti che svelano i diversi momenti che stanno dietro le quinte di una produzione lirica: la Prova Musicale durante la quale il direttore (Matteo Beltrami) detta tempi, colore, intenzioni e amalgama le voci; le Prove di Regia durante le quali il regista (Renato Bonajuto) spiega i movimenti e l’interpretazione visiva, e che saranno anche l’occasione per incontrare scenografo (Sergio Seghettini) e costumista (Matteo Zambito) e vedere l’evolversi del lavoro scenico; la Lettura dell’Orchestra in buca è il primo affascinante momento in cui il direttore incontra i musicisti (Orchestra del Teatro Coccia in collaborazione con Conservatorio Cantelli) laddove si compirà effettivamente il loro lavoro; la Prova d’Assieme è l’appuntamento in cui il lavoro del direttore e quello del regista si uniscono e l’opera inizia a prendere vita; la Prova Ante Generale è la prova in costume e trucco/parrucco per perfezionare gli ultimi dettagli prima delle Generale, che è invece una vera e propria “opera prima dell’opera”.

Traviata Experience è un progetto sostenuto da Itof che per l’Ante Generale e la Generale “adotta uno studente”, acquistando i biglietti e donandoli agli studenti che sono interessati a partecipare. Le iscrizioni per questi due appuntamenti devono arrivare alla mail ricercaesviluppo@fondazioneteatrococcia.it entro giovedì 18 aprile.

Gli altri incontri sono a ingresso libero e gratuito. È sufficiente mostrare la propria tessere di iscrizione UPO.

Gli interessati possono richiedere informazioni scrivendo alla mail ricercaesviluppo@fondazioneteatrococcia.it o chiamando i numeri di Michela 342.9243798, Ivan 366.1099766 e Alessandro 347.3979440.

Mercoledì serata speciale dedicata al cinema, di Lia Tommi

Mercoledì 17 aprile verrà ricordato all’Associazione Cultura e Sviluppo il grande critico cinematografico Franco La Polla, a dieci anni dalla sua scomparsa.

Sarà una serata di riflessioni e visioni: verrà infatti proiettato il film “Duel” di Stiven Spielberg.

Verrà altresì presentato il bando del Premio Adelio Ferrero 2019 per i giovani critici , saggisti e videosaggisti.

Racconti: MI VOLTAVA LE SPALLE, di Gregorio Asero

Racconti: MI VOLTAVA LE SPALLE, di Gregorio Asero

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MI VOLTAVA LE SPALLE
La leggenda narra che era un uomo di nobili origini, e amava una donna che non lo meritava, poiché ella era traditrice come la faina. Per questo motivo un giorno di luna bianca, prese il suo destriero e si avviò verso i monti.

Voleva vivere una vita da solitario. La gente del villaggio, pensava che fosse diventato folle e che avesse venduto il suo cervello al demone in cambio di una crudele vendetta.

Ecco perché, pensava la gente, ha abbandonato la città e affidato tutto il suo regno nelle mani di pochi pagliacci. Egli invece voleva annotare i suoi tristi pensieri sul tragico foglio della vita.

Egli era un poeta, un poeta triste. Lo incontrai una volta, una volta soltanto. Lo incontrai mentre mi guardavo allo specchio.

No, che dico, lo incontrai altre volte, ma forse aveva un viso diverso. Sì rammento, una volta lo vidi che usciva da un convento e aveva una falce alle spalle.

Mi voltava le spalle e, non so a dire il vero, se fosse veramente lui. So solo che mi voltava le spalle.
gregorio asero

Viaggio alle radici della Resistenza, di Lia Tommi

In prossimità del 25 aprile, l’Associazione Cultura e Sviluppo dedica un appuntamento dei Giovedì Culturali al ricordo della lotta per la Liberazione nel nostro territorio.

Medaglia d’oro per la Resistenza, la provincia di Alessandria ha contribuito in maniera determinante alla nascita dell’Italia repubblicana e democratica. La vocazione combattiva e libertaria che si manifestò nel periodo che va dall’8 settembre ’43 al 25 aprile del 1945 ha radici antiche, che il romanzo “Destino ” di Raffaella Romagnolo (Rizzoli, 2018), ambientato nell’alessandrino tra il 1900 e il 1946, ha esplorato con attenzione. Lo spirito repubblicano e garibaldino, gli scioperi di inizio ‘900, le lotte mezzadrili e operaie del “biennio rosso”, l’antifascismo clandestino negli anni del regime: un filo rosso intreccia i destini dei protagonisti di questo romanzo corale. Generazioni messe a dura prova, uomini e donne – i nostri nonni – che si confrontano con i drammi della grande Storia: le trincee della prima guerra mondiale, l’invasione filosserica, l’influenza spagnola, la massiccia emigrazione, i bombardamenti e i razionamenti della Seconda guerra mondiale, l’occupazione nazifascista, la lotta di Liberazione. Insieme allo storico Roberto Botta, l’autrice ripercorrerà il lavoro di documentazione e ricerca che ha sostenuto la scrittura.

GIOVEDI 18 APRILE 2019
ORE 21.00-23.00

LE DONNE (E GLI UOMINI) CHE FECERO L’IMPRESA
viaggio alle radici della Resistenza tra storia, memoria e narrazione

Relatori:

RAFFAELLA ROMAGNOLO
insegnante di Italiano e Storia, scrittrice
ha pubblicato i romanzi La masnà, Tutta questa vita, La figlia sbagliata e Destino

ROBERTO BOTTA
storico, direttore della Biblioteca Civica di Casale Monferrato

Introduce l’incontro MARIA GRAZIA CALDIROLA.

FULVIA MALDINI leggerà brani tratti da Destino e da La masnà.

Momenti di poesia. PERDERSI, di Tiziana Valori

Momenti di poesia. PERDERSI, di Tiziana Valori

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PERDERSI

Ch’ogni ragion si perda, ch’ogni senno
quando si stringe la persona amata.
Finchè ne avremo voglia cancelliamo
il tempo che ci assilla e con i sensi
nutriamo il cuore e dentro nella mente
forgiamo, dolci, i baci e le carezze.
D’un corrisposto amor non ho vergogna

per ciò che manifesto, o umiliazione
dei tanti miei sussurri in devozione.

Tiziana Valori

Momenti di poesia. VATTENE, di Donatella Barbieri

Momenti di poesia. VATTENE, di Donatella Barbieri

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VATTENE

Non ho mai
amato così
e nessuno
mi ha amato
così.
Con te o riso
e pianto.
Ho vissuto
e sono morta.
Non so cosa
farei per stare
con te.
Ma so che devo
dimenticarti e
andare avanti.
Non riesco a
trattenere le
lacrime
la colpa e
mia
devo trovare
la forza di
lasciarti
andare.
Vattene,chiudi
la porta non
voglio che vedi
quando piango.
Non devo cadere
a pezzi.
Ho il cuore
spezzato ma
non lo farò
vedere.
Per cui vattene
e lascia che
riprenda la
mia vita.

@ Barbieri Donatella
12.04.2019

Momenti di poesia. MIRAGGIO, di Gregorio Asero

Momenti di poesia. MIRAGGIO, di Gregorio Asero

Alessandria today

MIRAGGIO

Me ne stavo disteso lungo i miei sogni
quando all’improvviso
vidi sorgere, di la dal mare,
la sagoma oblunga della tua eterea figura.

Fluttuava leggera fra la nebbia azzurrina
che delicata e soave
saliva verso un cielo dorato.

Contenevi nel tuo cuore un calore radioso
e grave mi guardavi pensosa.
Stringevi nelle mani l’amore che mi sfuggì.
Eri venuta a trovarmi in sogno per farmene dono.
Ed io per la prima volta,
udivo il lento singhiozzo della fiamma dell’oblio.

Mia adorata, si lo so
la morte non colpisce solo il corpo
ma pure l’anima
e abbatte il vecchio o il giovane
senza curar se reca dolore.
Essa troppo cruda si innalza sopra noi.

Con quanta forza lottammo contro il lupo,
ma egli troppo furbo e troppo crudo
per i nostri deboli anni.

Me ne stavo disteso lungo i miei sogni
quando all’improvviso
vidi sorgere di la dal mare
la sagoma oblunga della tua eterea figura.
.
da “Poesie sparse”
di Gregorio Asero
copyright legge 22 aprile 1941 n. 633

Un bene prezioso, di Cristina Saracano

UN BENE PREZIOSO

Impiega dagli otto ai dieci minuti a bere un caffè espresso.

Avvicina lentamente la tazzina alla bocca e gusta la bevanda a piccoli sorsi.

Si ferma e si guarda intorno: le pareti, le luci, i colori, la gente che popola il piccolo caffè.

Un’occhiata veloce alla prima pagina del quotidiano adagiato sul tavolino.

Lei corre veloce verso il bancone per non perdere neanche un minuto.

Osserva l’uomo e decide che può tentare di vendergli una polizza anche a colazione.

“Magari se passa a trovarmi in ufficio, tra una mezz’ora, ne parliamo meglio…”

“Ci vorrebbe un’assicurazione contro i rischi della vita, ma mi sa che non esiste.”

Risponde lui con una calma disarmante.

“Preferisco godermi la mia ricchezza: il mio tempo.” Aggiunge.

Lei, sentendosi improvvisamente povera, decide di fermarsi un istante, fare un ampio respiro e regalargli un sorriso.

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La Rete MoMu, di Cristina Saracano

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La Rete MoMu si consolida

Tramite un’apposita convenzione valida fino al 2021, si è recentemente consolidata e rinnovata la realtà della Rete MoMu – Monferrato Musei (che racchiude Museo Civico e Gipsoteca Bistolfi, Sacrestia del Duomo, Sinagoga e Musei Ebraici a Casale Monferrato, il Parco del Sacro Monte di Crea con la Cappella del “Paradiso”, Centro di Interpretazione del Paesaggio del Po a Frassineto Po, Museo Etnografico “Coniolo il paese che visse due volte”, Ecomuseo della Pietra da Cantoni a Cella Monte e Museo San Giacomo a Lu).
La rete si potenzia attraverso la convenzione: si fortifica l’identità comunicativa per aumentarne la visibilità e conoscenza nei confronti dei turisti (di prossimità ma anche da fuori regione e stranieri) e al contempo, attraverso un tavolo di coordinamento fisso cui parteciperanno i suoi aderenti, si definiscono comuni strategie e iniziative per migliorare gli aspetti qualitativi delle offerte presentate agli utenti per costituire sempre più un polo turistico – culturale di riferimento.
Con la convenzione sono meglio specificate le competenze dei singoli aderenti alla rete e i suoi obiettivi comuni. Inoltre, sono definiti i criteri di appartenenza per nuovi, possibili ingressi: (rilevanza culturale, appartenenza geografica e identitaria al Monferrato, fruibilità, impegno sulle politiche di accessibilità, disponibilità all’apertura al pubblico).
È quindi stato sancito un modello di governance; attraverso un format di immagine coordinata ogni aderente comunicherà la sua appartenenza alla rete, promuovendo la sottoscrizione della tessera e i suoi vantaggi (costo 10 euro intero, 8 ridotto con la quale per un anno si possono visitare tutti i musei aderenti).

Racconti. HECTOR MALOT – SENZA FAMIGLIA, di Roberto Busembai

Racconti. HECTOR MALOT – SENZA FAMIGLIA, di Roberto Busembai

Rileggendo

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C’era una volta……come mi piacciono le fiabe che hanno questo fatidico inizio, hanno un sapore di antico e di fantastico insieme che allietano il cuore e allargano la voglia di sapere e di conoscere….e allora mi associo a questo unico incipit e continuo……un bambino che appena nato, la mamma che tanto lo aveva atteso, morì e lui, un peso e un’impossibilità per essere seguito e accudito, fu subito affidato a un’altra famiglia.

Questo bambino era nato in un appartamento di città, ma la famiglia che lo accolse abitava in una piccola casa in mezzo a prati e colline e un fiume dolcissimo che le passava vicino. Il bambino cresceva in un ambiente sereno, fatto di semplici cose, di miseria e di luce, di vita contadina e di corse felici tra i campi e pioppete con la sua sorellina, anche lei una bambina affidata.

Ma come in tutte le fiabe che voglia il destino, venne anche il giorno dell’abbandono e tutti quei prati, i fiori e la sua mamma svanirono come un nulla, il padre si era risposato e ora il bambino doveva anche fare la scuola.
Il proseguo della fiaba è quello di tutti, di una vita di sempre ma appena quel bambino fu dato di leggere, gli venne regalato un primo libro che il caso, o forse un poco volutamente, altri non era che “SENZA FAMIGLIA” di Hector Malot.
Chi non conosce la storia di Remi (Remigio in italiano) e delle sue scorribande tra veri e falsi genitori, tra amici e nemici, tra avventure e canti di strade, e chi dopo anni non si è commosso al cartone che ha invaso il mondo.

Io sono legato a questo personaggio come si lega un cavallo per non farlo scappare, mi sono sentito Remi alle prime parole e ieri andando a fare un giro in un mercato dell’antiquariato ho avuto la “fortuna” di ritrovare quel libro che tanti tanti anni fa era stato regalato a quel bambino….e come non acquistarlo di nuovo…..
“Dolce Remi
piccolo come sei
per il mondo tu vai”
dice il ritornello della dolce canzone sigla del cartone animato……
C’era una volta……..e ora è ritornato!

Roberto Busembai (errebi)

Immagine ERREBI della copertina del libro e immagine web del cartone

Momenti di poesia. Di marzo, di Vittorio Zingone

Momenti di poesia. Di marzo, di Vittorio Zingone

Di marzo

Guardano la terra,
Di marzo,
Con occhi incantati
Le stelle;
Già l’acque
Si fanno più gonfie’
Impetuose, festanti
Nei mille ruscelli
Che suggono nevi
E ghiacci disfatti
Da versanti
E da cime di monti
Col sol che s’è fatto
Più vivo, più ardente.

Tornano sgombri
Di nuvole i cieli,
Þorna a farsi
L’azzurro profondo,
Un mar sconfinato
Che invita
Ogni sorta d’insetti,
Di rondini a popolarlo
Con trilli e con canti,
A nuotare fin oltre
I confini del mondo.

Ed i nidi novelli
Fra i rami frondosi,
Nel folto di erbe,
In siepi, in anfratti,
Al riparo di gronde, di tegoli
Nelle case degli uomini…

È tutta una festa,
Un canto corale,
Un ridere insieme
Il mese di marzo.

Momenti di poesia. La democrazia, di Vittorio Zingone

Momenti di poesia. La democrazia, di  Vittorio Zingone

La democrazia

La democrazia è dominio intelligente
Del forte sul più debole;
Un dominio più subdolo
Deĺla mera forza bruta
Perpetrata mediante estese trame
Di regole complesse
Che danno e poi rapinano
Con tanta buona Grazia
-quasi sottile mafia –
E ti coinvolgono
Nella medesima tua
Rovina giornaliera
– saccheggio di tasche e portafoglio.

È qual donna di malaffare
Che abbia adocchiato
Il gonfio portafoglio
Che nella tasca interna custodisci
E ti s’offra con promesse
Di felicità indicibili,
Ti coinvolga in giochi
Di piacevol sesso
Per sfilarti poi
Col tuo consenso
Dalle tasche interne
Ingenti somme.

Così la democrazia,
Figlia degna
Dell’antica Ellas demagogica;
Promette felicità, benessere,
Libertà dal più brutal sopruso,
Ma poi maggioranze carpite
Asservono a sé il pappagone popolo
Con giochi di potere
Che l’analfabeta elettore
Totalmente ignora.

Anzi, per malriposto spirito di parte,
I vincitor supposti
Si schierano a favore di marpioni
Che, in nome di governi democratici
-mafiosi sarebbe meglio dire-
Specchietti per le allodole,
Ti depredano
Nel campo che coltivi,
Nella casa in cui abiti,
Nella fabbrica che guidi,
Nella mano e nella mente
Che si stressa a faticare,
Nel quotidiano lavoro d’ogni genere…
Intanto che per loro
S’assegnano prebende
D’autentici nababbi
Senza vergognarsi
Di tali e tante gratuite rapine
Alla luce del sole
A ciclo eterno…

Momenti di poesia. UOMO, di Donatella Barbieri

Momenti di poesia. UOMO, di Donatella Barbieri

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UOMO

E allora uomo
e pronta la tua
valigia prendimi
la mano ed
iniziamo la salita.
Amore, vicino
a te, vicino a te.
Io morirò
da regina.
Ed anche quando
sarai stanco
tu mi starai
accanto.
Vicino a te
vicino a te
io morirò
da regina.
Prenditi tutto
quello che vuoi
perché vicino a
te vicino a te
io morirò da
regina.

@ Barbieri Donatella
12.04.2019

Momenti di poesia. Un piccolo coraggio, di Amos Grilli

Momenti di poesia. Un piccolo coraggio, di Amos Grilli

Alessandria today

Un piccolo coraggio.

Non teme
la goccia
dell’Oceano
di sfidare l’omertà
la paura.
Quando si ribella
a quel numero
incalcolabile
di gocce
che formano
il suo immenso.
Scappa fugge
da quell’ammasso
che la soffocano.
Prima che acque
affluenti
giungano a riempirlo
ancora.
Sa` che la sua
battaglia
contro quell’esercito
infinito
sarà persa.
Ma con l’orgoglio.
Del suo piccolo
coraggio.

Amos.

Momenti di poesia. Nella pelle che abitiamo, di Cesare Moceo

Momenti di poesia. Nella pelle che abitiamo, di Cesare Moceo

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Nella pelle che abitiamo

E viene per tutti il tempo

che il corpo cambia la pelle in cui abitiamo

e si distende e s’assopisce

con la mente rimasta sola
a ricordarci ancora la nostra identità

E ci ritroviamo tutti
al tempo della nostra prima infanzia

nell’età che dà i segnali
del cedimento della voglia di vivere

mentre la mente rimasta ancora vigile
viene invasa da puerili leggerezze

fanatismi che provocano la paralisi dei sentimenti e persistono il giusto tempo

affinché questi sconvolgimenti
ottenebrino morbosamente la ragione

obbligandola nell’inutilità di se stessa
a ritornar bambina

E tutto così diventa più bello e intrigante
.
Cesare Moceo poeta di Cefalù
Destrierodoc @ Tutti i diritti riservati
Foto di Cinzia Marsala

Momenti di poesia. Poesia al mare, di Amos Grilli

Momenti di poesia. Poesia al mare, di Amos Grilli

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Poesia al mare.

Ti scriverò
sulle ali di un
gabbiano
poesia al mare.
Ti porterà
alla conoscenza
di lontani
confini.
Volerà sopra
quell’acque
dove
bambini innocenti
hanno le tombe
bagnate
di lacrime
tinte d’azzurro.
Mentre nel fondo
le adornano
bianchi anemoni
e rossi coralli.
Sarà composta
da rime
che un cuore
detta
prese dal bello
di un’anima.
Vola gabbiano
va` e posa
le strofe di una poesia
al mare
lasciale scritte
sulla sabbia
di una riva
lontana.
Lì dove tu vedi
orme
di esuli uomini.
Grida alle onde
che non
le cancellino.

Amos.