Momenti di poesia. A distesa, campane, suonate, di Vittorio Zingone

Momenti di poesia. A distesa, campane, suonate, di Vittorio Zingone

A distesa, campane, suonate.

A distess, campane, suonate,
Nel cuore un afflato divino versate;
A raccolta i fedeli chiamate,
Un unico canto s’innalzi
Al glorioso Fattor della vita,

Un coro di vive preghiere
Ascenda gli spazi infiniti,
Si fermi dinanzi al Signore,
Ne lodi l’amore gratuito
Per la prediletta creatura;
Sia un paniere di doni
Il coro d’ardenti preghiere
Per il sommo Signore risorto.

Suonate, campane, a distesa;
Nell’aria serena d’aprile
Argentine vibrate;
Svegliate i fedeli assonnati;
Suscitate nei cuori distratti
La favola bella
Narrata nei santi evangeli,
Ridate all’uomo speranza
In un mondo migliore,
In un futuro di certa salvezza
Per mezzo del Cristo Signore risorto.

Momenti di poesia. Prendimi, di Anna Bernone

Momenti di poesia. Prendimi, di Anna Bernone

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Prendimi

Prendimi con
Il tuo fare.

Sfiorami
come solo
tu sai.

Dammi quei
respiri dove
dentro
ci siamo
NOI.

Io una farfalla
che si alza
In volo
solo se tu
accarezzi
le mie ali.

Gustami
godimi
fondiamoci
In quell’abbraccio
che c’ incatena
incastrandoci

inarco le mie
braccia verso te
tienimi

insinuati dentro
I piu’ piccoli
meandri della
mia anima
dammi tutto
di te

solo cosi
potremmo
raggiungere
quell’orizzonte…..
dove esistiamo
davvero
NOI
Infiniti
NOI

Anna Bernone

INVIDIO

Giuditta Michelangeli (tra versi e prosa)

Invidio ogni aereo
che solca il tuo cielo;
permane la sua scia diafana
raccolta in vapori
passeggeri
sopra la tua testa,
quali graffi di unghie
sui ruscelli:
si dissolve presto
e si sbrina l’azzurro
come il tuo pensiero
– a sprazzi accidentali –
su di me.

Invidio il turista
che ha scelto te
in tutto quel pulviscolo di ombre
afone
sul marciapiede
per domandarti la via
per Lambeth
ma ti dimenticherà
appena la strada si torce
all’angolo.

Invidio il locandiere
insonne fino allo sgorgare del sole
che tira giù le serrande
della sua bottega
solo dopo che tu – per ultimo
te ne sei andato,
sazio ed ebbro come un re,

e nel tenue fiato dorato
dei lampioni
ti dice – buonanotte!

E che la tua notte davvero sia
distesa
e non come la mia
che riscuote tutti i tumulti intestini
della terra
che i tuoi passi hanno lasciato
andandosene.

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VORREI FARTI TORNARE BAMBINO

Giuditta Michelangeli (tra versi e prosa)

I tuoi anni
sono un sillabario rigoroso:
ci è voluto del tempo
per formare una parola intera.
Ti sei esercitato
a moltiplicarli
senza mai perdere l’equilibrio
sul piano delle parvenze.
La tua vita
è un tribunale con giudici
amorfi:
legiferano su quale volto
tu debba calzare quest’anno
e nel calderone
già ne forgiano un altro
per i tempi a venire.

Ma se vuoi separarti dal luogo
che tanto ti costringe;
ti dico che io vorrei farti tornare
bambino,
quando con gli alluci saggiavi
la riva spumosa,
e ti corrispondeva il mare
dentro una conchiglia,
cui affidavi parole nuove
che nessuno sapeva ripetere.

Ora vedo che
al volgere di gennaio
tenaglie roventi ti strappano la pelle
come giorni alla vita,
e quale antenna che assorbe tutto
il tuo doloroso sentire
stramazzo anch’io sotto quell’ustione
con te.

Vorrei essere sacrario
di tutti quei tuoi costumi
morti,
portarteli alla luce
e custodirli io…

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SE UN POETA

Giuditta Michelangeli (tra versi e prosa)

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Mi chiedo se un poeta
– un moderno poetastro –
debba vergare i suoi versi
attingendo dalle lacrime:
la sua penna non saprebbe scrivere
da inchiostro meno pietoso?
Non basterebbero laudi pagane?
Quanti inni e quanti pianti
deve contenere il mio diario lirico?
In che proporzione gli uni verso gli altri?
Senza il tripudio delle periferie,
senza la baraonda della notte,
senza il freddo di un abbraccio assente
su cosa potrebbe affidare la poesia?
Trasumanando in queste aristocratiche sensibilità
alla ragione è imposto di star muta;
che non interferisca con il rigoglio illogico
delle mie parole!
esse verranno pescate dai pozzi più sudici.

Ma se dovessi scegliere
tra la capacità di dare coscienza ad ogni parola,
di accostare ad ogni suono
un significato inedito,
e la felicità,
sceglierei la serena stupidità.
Il movente: risparmiarmi la pazzia.

(19 febbraio 2019)
Giuditta Michelangeli

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Momenti di poesia. Risorgere, di Grazia Denaro

Momenti di poesia. Risorgere, di Grazia Denaro

Buona Pasqua a tutti!

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Risorgere

Giunchiglie in fiore
i tuoi occhi mio Signore
nel delta del tuo cuore mi rifugio.

Gonfia è l’anima mia
per ciò che hai subito,
per le pene che hai patito
ma l’uomo ha rimosso
il tuo grande sacrificio.

La vita eterna c’hai donato
a discapito
del tuo preziosissimo sangue.

Sento una voce interiore
che mi guida in silenti passi
convergendomi verso te
mia radice!

La notte è chiusa.

Finalmente arriva l’alba
che avvolge e bacia il mio viso
come apostolo di luce.

@Grazia Denaro@

Siamo sempre intenzionati a fottere gli altri. Quando alla fine di tutto sarà sempre la vita a fottere tutti noi

giorgio

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L'America Latina si ferma per ricordare 30mila desaparecidos

L’America Latina si ferma per ricordare 30mila desaparecidos →

E poi c’è il genio che, come la maggior parte delle persone con interessi di potere, spende parole per i carnefici anziché per le vittime ignorando a pie’ pari i fatti nella loro totalità, l’apartheid e il genocidio del popolo palestinese in corso da decenni. Grazie #Italia

via Chef Rubio 

Il Sud Italia si sta svuotando. Questa è la migrazione che dovrebbe terrorizzarti

Il Sud dell’Italia si sta svuotando sempre di più dei suoi giovani, e questa tendenza non prospetta altro che una progressiva desertifica

https://thevision.com/attualita/sud-migrazione/

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Se siete tutti d’accordo, io terminerei la settimana qui.

giorgio

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repubblicait

Palermo, femminicidio nei pressi della stazione Notarbartolo: un uomo ha strangolato la sua compagna [aggiornamento delle 12:10]

https://larep.it/2IpTS2U

scarligamerluss:
“#17aprile 1944. Rastrellamento del #Quadraro da parte delle truppe nazifasciste. Oltre 900 uomini deportati, costretti a lavorare nei campi di concentramento. Alla fine del conflitto solo la metà di questi fece ritorno a casa....

#17aprile 1944. Rastrellamento del #Quadraro da parte delle truppe nazifasciste. Oltre 900 uomini deportati, costretti a lavorare nei campi di concentramento. Alla fine del conflitto solo la metà di questi fece ritorno a casa. https://it.wikipedia.org/wiki/Rastrellamento_del_Quadraro

via Adil su Twitter:

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“La storia dell’uomo non presenta altro che un passaggio continuo da un grado di civiltà ad un altro, poi all’eccesso di civiltà, e finalmente alla barbarie, e poi da capo.”

— Giacomo Leopardi, Zibaldone di Pensieri

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Si può fare!

I RISCHI NATURALI COMINCIANO DAL BASSO

L’argomento è il solito: l’educazione ai rischi naturali nelle scuole. Sull’importanza e sulla necessità delle azioni di prevenzione e preparazione a partire dai più piccoli mi sono già espresso più e più volte, e quindi non lo farò di nuovo qui. Nel frattempo arrivano importanti conferme sul mio punto di vista: il progetto IONONRISCHIO, la principale campagna educativa in Italia, ha già “aperto” alle scuole, anche se in via sperimentale. E non mancano proposte di iniziative e progetti che vedono la scuola protagonista. Per esempio la campagna La Terra vista da un professionista organizzata dal Consiglio Nazionale dei Geologi durante la quale molti colleghi hanno tenuto lezioni nelle scuole trattando anche il tema della prevenzione. Intanto però manca una campagna nazionale continuativa ed il tempo passa; tra proclami ed annunci, a cui poi non seguono altrettante azioni, si fa ancora troppo poco (C.V.D. )

Non sarà certo un  post…

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Momenti di poesia. Ti sogno, di Savino Calabrese

Momenti di poesia. Ti sogno, di Savino Calabrese

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E meno male
che ti sogno
sempre, solo
così posso
averti tra le
mie braccia,
ho un
disperato
bisogno di
te.

Ora sono
sveglio,
ma vorrei
dormire
ancora,
impossibile
respirare
senza
averti al
mio fianco,
il punto é
che ti
amo
troppo

Savino calabrese.
Ti sogno.

La luna sotto il ponte

Pensieri Raccolti

Cara luna vorrei toccarti
Ma ho paura di sporcarti
Resto solo, pallido e silente
Col tuo riflesso sotto il ponte
Cristalli freddi di pallore
Mi squarciano il cuore
Ti sovrasto, ma se salto ora
Resterai mia, oltre ogni aurora
Non importa se non so nuotare
Nella tua falce mi potrò cullare
Affonderò le mie dita
nella tua faccia
Sarò una stella
che dal buio si affaccia
A schiarire pozzanghere e fango
Ballando con te un solitario tango
A rischiarare acquitrini e pozzi
Per smorzare solitari singhiozzi

Adriano Viola

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Solstizio

Pensieri Raccolti

In questa strana notte che sembra
Come fuori dal tempo
Come se sparisse ogni ombra
Tocco i ricordi, li sento

Come delle lumache che vanno a ritroso
Risalendo la bava in un viaggio vischioso
Risento sabbie passate, e fuochi sfumati
Rivedo i tuoi occhi … in me mai scordati

Uno squarcio con echi
Sopra ere passate
Riapre occhi ciechi
Ad esistenze scordate

Fra la pace e la guerra
Oltre razza e nazione
Tra il cosmo e la terra
Nella Cintura di Orione

Tra le ingiurie e le bestemmie
Affianco ad angeli caduti
Fra Atlantide e Gerusalemme
Nei i segreti ormai perduti

Pelle d’ebano tra piume di struzzo
Come se fossi nel fondo di un pozzo
Mari e deserti a fatica passati
Rughe vistose su volti abbronzati

Tra vestali creduti
Tra i vestiti caduti
Fra mete scordate
In altre vite vissute

Un magnifico tempio
Tra Edifici e colonne
Un cielo ormai…

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