Fabio Izzo, “Consigli dalla Punk Caverna”

Fabio Izzo, “Consigli dalla Punk Caverna”

Fabio Izzo

SINOSSI

Nel Salento, dove la gente preferisce ascoltare le previsioni del tempo piuttosto che il proprio vicino, troviamo il protagonista di questa insolita storia di disamore, cioè Heyjoe, cantante e chitarrista del locale gruppo punk chiamato White Rubbish (Spazzatura bianca), animato da una insana passione per i libri e deluso dal sogno infranto di poter diventare un giorno amministratore di condominio ( in una terra dove i condomini non abbondano di certo.). Il giovane punk si ritrova faccia a faccia con la peggiore delusione amorosa che potesse mai capitargli: cioè quella di essere mollato dalla propria donna andata a cercare fortuna e occasioni migliori nella lontana Milano.

Libro Fabio Izzo Copertina-lato-A

Così tra mille espedienti, come il contrabbando di rari e preziosi numeri dell’Uomo Ragno delle Edizioni Corno, e tanta, tantissima music  Heyjoe e la sua scalcinata punk band (formata assieme gli amici di sempre cioè lo il Spino, Ruscio e Pripri, personaggi che imparerete presto ad amare) si ritrovano, volenti o nolenti, l’occasione per dare una svolta alle proprie vite: peccato che non si tratti del concerto che dei punk duri e puri come loro hanno sempre sognato!

Una storia di punk e di amore/ disamore, di tanta musica, di rumore di fondo, di solitudine e di infinite bevute in locali di terz’ordine, di chitarre doppiamente scordate e assoli sbilenchi, ma soprattutto, se non lo si è capito di punk:

Il Punk è come una religione e quindi non dovete sorprendervi troppo se qualche suo esponente italiano come Lindo Ferretti dei CCCP o internazionale come Nina Hagen si convertano in vecchiaia alle religioni di stato.

Questa storia è una dicotomia tra il vecchio e l’arcaico, sul Sud e sul tarantismo, un sud che lotta a modo suo, in questo caso, cercando di affermare la propria identità nel punk ribelle di questi ragazzi che, per diversi motivi, non sono riusciti a trovare il loro posto al sole, diventando emarginati tra gli emarginati. Il motore narrativo è proprio il ritorno del tarantismo, fenomeno che è anche moda e, vista l’onnipresente “Notte della Taranta”, in tutto il tavoliere delle Puglie, nessun gruppo musicale risulta essere disponibile per effettuare l’antico rito musicale e i vecchi del paese, o per meglio dire, una famiglia del paese è costretta a rivolgersi a questo gruppo di punk- Frankenstein, mostri da usare e da scacciare secondo la morale comune. Izzo ha quindi cercato di recuperare tradizioni antiche, esponendole sotto una nuova luce.

Inutile dire che è anche un libro sull’amore, o per meglio dire, un libro sull’amore tradito. Questa è la storia, in chiave punk, dell’esorcismo dell’amore tradito ma non solo. Una storia di esorcismi, ambientata in un ipotetico Salento.

La vicenda trova qui il suo inizia ideale quando  il protagonista, un punk che voleva fare l’amministratore di condominio o il Monty Phython’s, brucia di dolore per il tradimento della sua ragazza, una giovane aspirante giornalista. Insieme a lui convivono in una “Punk Caverna” altri tre personaggi di contorno, membri dei White Rubbish, amici ma non troppo uniti solamente dall’emarginazione subita per scelta altrui. Emarginati ai confini di una società emarginata e costretti a vivere di espedienti musicali come “improbabili” concerti punk sui tetti delle pagliare o la compravendita di vinili su e-bay. In seguito alla delusione e alla fiducia persa, Hey Joe (il protagonista),che si è sempre fatto “Nel Nome del Punk” alfiere della verità, scopre di non riuscire più ad avere rapporti sessuali e decide, per tentare di guarire da questa sua impotenza, di raccontare “balle” ad Alice, una ragazza conosciuta indirettamente attraverso internet e sms.

Ma le bugie hanno le gambe corte, le tarantole no! Forse, a causa, delle bugie e di tutto il resto Alice viene colpita dall’antico morbo salentino del Tarantismo.

A causa delle sagre di paese che ogni estate richiamano nella zona molti turisti, nessun gruppo di pizzica (la musica nata per esorcizzare questo male) è presente e così a dover tentare l’esorcismo musicale è chiamato proprio il gruppo di Hey Joe, i “White Rubbish”.

Anacronismi e relitti contro: tarantismo contro punk

In seguito ad un successivo caso di tarantismo i White Rubbish vengono accusati di “ungere” il male e vengono presi d’assalto dai paesani.

Questa esplosione di violenza riceve l’attenzione dei media che mandano i loro inviati a coprire l’evento, tra cui la giornalista traditrice che si troverà nel finale a confrontarsi con Hey Joe, in un amore ormai evaporato che ha privato ogni cosa di senso.

Il sottotitolo, ironico, A noi Punk non ci resta che Albano è quanto mai azzeccato perché proprio lì, in Finnaes Terrae, l’eterna icona pop melodica locale resta l’unica immagine/ santino con cui una intera regione viene ancora rappresentata nella sua modernità 

Biografia

Fabio Izzo è nato nel 1977 e vive ad Acqui Terme, provincia di Alessandria. Ha scritto per il teatro e alcune sue liriche sono state pubblicate in Inghilterra e negli Usa. Il suo libro, To Jest, è stato candidato al Premio Strega 2014 su presentazione di Predrag Matvejevic, aggiudicandosi il XXXI Premio Letterario di Cava de Tirreni. Il suo libro precedente Ieri Eilen è stato selezionato dal Club di Giulietta per il concorso Scrivere per amore 2017. Nel 2009 Izzo ha vinto un Grinzane Cavour, sezione dialoghi con Pavese. Insieme a Emilia Mirazchyska ha tradotto la raccolta di poesie di Vladimir Levchev, Amore in Piazza, presentato a Parole Spalancate, Festival Internazionale della Poesia di Genova, edizione 2018.

Consigli dalla Punk Caverna: a noi punk non ci resta che Al Bano

Editore: Terra d’Ulivi
Collana: I quarzi
Anno edizione: 2019

http://poesia.blog.rainews.it/

Autore: alessandria today

Ex Dirigente, consulente e ora blogger

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