Gian Piero Godio : Per il nucleare in provincia di AL e VC, i 33 anni dalla tragedia di Chernobyl sono passati invano

Gian Piero Godio : Per il nucleare in provincia di AL e VC, i 33 anni dalla tragedia di Chernobyl sono passati invano

Per gli impianti e i depositi  nucleari di Bosco Marengo (AL),  Tortona (AL),   Saluggia (VC) e Trino (VC) i 33 anni dalla tragedia di Chernobyl sono passati invano

 1 Schermata 2019-04-23 a 17.40.14.png

Quattro Comuni del Piemonte, Bosco Marengo (AL),  Tortona (AL),   Saluggia (VC) e Trino (VC),  si trovano ad avere sul proprio territorio oltre l’ottanta percento dei materiali radioattivi di tutta Italia, in impianti e depositi collocati in aree a rischio.

E’ quanto emerge dall’Inventario Nazionale dei Rifiuti Radioattivi pubblicato nel marzo 2019 dall’ISIN, l’Ispettorato nazionale per la sicurezza nucleare e la radioprotezione (vedere stralcio in allegato).

E’ la provincia di Vercelli, con i siti nucleari di Sogin, Avogadro e Livanova,  ad avere il carico di radioattività maggiore, ma anche la Provincia di Alessandria si trova ad avere, presso l’ex F.N. di Bosco Marengo e il deposito Campoverde di Tortona, quasi trecento miliardi di Becquerel di radioattività  (1 Becquerel corrisponde ad una disintegrazione radioattiva al secondo).

A parere di Legambiente e di Pro Natura del Piemonte è assurdo continuare a mantenere una simile quantità di materiali radioattivi in aree del tutto inidonee per la vicinanza ai fiumi, alle falde, alle zone abitate e a quelle agricole di qualità: è un atto di grave irresponsabilità che in questi giorni, ricordando la tragedia di Chernobyl del 26 aprile 1986, fa pensare che questi 33 anni siano passati invano.

Per ricordare tutto questo e sollecitare il trasferimento di questi materiali pericolosi in un sito meno inidoneo, scelto con oggettività e trasparenza in modo che possa rappresentare la soluzione caratterizzata dal rischio più basso possibile, il prossimo venerdì 26 aprile, trentatreesimo anniversario dell’incidente nucleare di Chernobyl, Legambiente Ovadese organizza una serata di dibattito a Cassinelle, con la proiezione del film “Là Suta” sul nucleare piemontese e sui suoi rischi ( https://www.openddb.it/film/la-suta/ )

Interverranno Cristina Monti e Paolo Rapalino, registi del film, e Gian Piero Godio di Legambiente e Pro Natura del Vercellese.

L’appuntamento è per le ore 21 di venerdì 26 aprile a Cassinelle (AL), presso la ex Chiesa parrocchiale di Santa Margherita, ora sede del Museo del Territorio, alla fine del paese in direzione di Valosio e Prasco.

Gian Piero Godio

Legambiente e Pro Natura del Vercellese

1 Schermata 2019-04-23 a 17.40.14

INVENTARIO NAZIONALE DEI RIFIUTI RADIOATTIVI

Aggiornamento al 31 dicembre 2017

Marzo 2019

6.9. Impianto: Impianto Bosco Marengo – Bosco Marengo (AL)

2 Schermata 2019-04-23 a 17.40.20

Esercente: SO.G.I.N.

L’impianto di Bosco Marengo fu realizzato allo scopo di fabbricare elementi di combustibile nucleare per reattori ad acqua leggera a partire da ossidi di uranio a basso arricchimento. L’impianto è stato esercito dal 1973 al 1995 dalla Fabbricazioni Nucleari S.p.A. (FN), fabbricando combustibili per le centrali nucleari italiane (ricariche della centrale di Garigliano, prima carica e ricariche per la centrale di Caorso, ricariche per la centrale di Trino) e per reattori esteri.

Alla fine del 1995 l’ENEA, al tempo gestore dell’impianto, decise di non proseguire ulteriormente con le attività di fabbricazione di combustibili nucleari e di procedere alla disattivazione dell’impianto.

Dal 2003 l’impianto è gestito dalla SO.G.I.N. ed è in disattivazione sulla base del decreto di autorizzazione emanato dal MiSE ai sensi dell’art. 55 del D.Lgs. n. 230/1995 con Decreto Ministeriale del 27 novembre 2008.

Le operazioni di disattivazione hanno riguardato principalmente lo smantellamento dell’intera linea produttiva dell’impianto, con il recupero della maggior parte dei residui di materie nucleari dispersi all’interno dei macchinari, minimizzando così il quantitativo dei rifiuti prodotti. Tutti i materiali rimossi, dopo aver subito uno o più cicli di decontaminazione e caratterizzazione, sono stati collocati in una delle attuali strutture di deposito dell’impianto “locale B106” e poi trasferiti, a partire dal 2012, nel deposito provvisorio “edificio BLD11” opportunamente adeguato allo scopo.

Nel corso dell’anno 2013 sono state completate le attività di smantellamento del sistema di ventilazione di tutti gli edifici.

Nel 2015 è stato approvato dalla Prefettura il nuovo Piano di Emergenza Esterna.

Nel corso del 2016 è stato emanato il decreto ministeriale di modifica della localizzazione dell’attività di trattamento e condizionamento dei rifiuti radioattivi dell’impianto ai sensi del art. 56, coma 5 del D.Lgs. n. 230/95 e successive modifiche.

34

Nel corso del 2017 è stato approvato il Piano Operativo per la attività di trattamento e condizionamento dei rifiuti presenti sul sito.

Sono in fase di completamento le operazioni di adeguamento del locale B106 a deposito temporaneo, approvato dall’ISPRA sulla base di uno specifico progetto particolareggiato. Tale deposito accoglierà tutti i rifiuti dell’impianto sino al trasferimento al Deposito nazionale.

Nel 2018 sono proseguite le attività di trattamento e condizionamento dei rifiuti radioattivi pregressi presso la NUCLECO S.p.A..

Stima dei materiali derivanti dallo smantellamento

Da caratterizzazioni radiologiche preliminari viene stimata la seguente radioattività residua, aggiornata al dicembre 2017, presente nei sistemi, componenti e strutture dell’impianto Bosco Marengo:

‐ Contaminazione: 0,61 GBq.

I quantitativi di rifiuti condizionati che saranno conferiti al Deposito nazionale sono stimati in 477 m3 di rifiuti ad attività bassa e molto bassa, e 3 m3 di rifiuti di media attività, risultanti dal condizionamento dei rifiuti presenti nel sito e dei rifiuti prodotti dallo smantellamento delle infrastrutture.

Inventario dei rifiuti radioattivi al 31 Dicembre 2017

In Tabella 6.9 viene presentato l’inventario dei rifiuti radioattivi al 31 dicembre 2017.

Tabella 6.9 – Impianto BM – Rifiuti radioattivi e sorgenti sigillate dismesse

3 Schermata 2019-04-23 a 17.40.29

 

6.15. Impianto: Deposito Campoverde – Milano

6.16. Impianto: Deposito Campoverde – Tortona (AL)

Esercente: Campoverdesrl-Milano

La Campoverde inizia la sua attività come reparto di una società commerciale, operante in Italia fin dai primi anni ’50 nel settore della chimica fine, farmaceutica, alimentare e diagnostica. La divisione si sviluppa nel settore del recupero, smaltimento e trattamento dei rifiuti e dei materiali radioattivi.

Nel 1986 la Campoverde viene strutturata come società autonoma.

La Campoverde ha aderito al Servizio Integrato ENEA per la gestione dei rifiuti radioattivi. L’attestato di adesione, rilasciato dall’Enea nel 1998, è stato rinnovato nel 2000.

Nel 2000, a seguito del fallimento della Società Controlsonic, gestisce anche il relativo deposito sito in Tortona. Nel 2012 è stata completata la bonifica del deposito ex Controlsonic.

Inventario dei rifiuti radioattivi al 31 Dicembre 2017

Le Tabelle 6.15 e 6.16 presentano, rispettivamente, l’inventario dei rifiuti radioattivi al 31 dicembre 2017 per i siti di Milano e di Tortona.

Tabella 6.15 – Campoverde – Rifiuti radioattivi e sorgenti sigillate dismesse (deposito Milano)

4 Schermata 2019-04-23 a 17.40.35

Tabella 6.16 – Campoverde – Rifiuti radioattivi e sorgenti sigillate dismesse (deposito Tortona)

5 Schermata 2019-04-23 a 17.40.41.png

Tabella 8.6 – Riepilogo per Regione – Rifiuti Radioattivi, Sorgenti dismesse e Combustibile Esaurito (al 31-12-2017)

Per gli impianti e i depositi  nucleari di Bosco Marengo (AL),  Tortona (AL),   Saluggia (VC) e Trino (VC) i 33 anni dalla tragedia di Chernobyl sono passati invano

Quattro Comuni del Piemonte, Bosco Marengo (AL),  Tortona (AL),   Saluggia (VC) e Trino (VC),  si trovano ad avere sul proprio territorio oltre l’ottanta percento dei materiali radioattivi di tutta Italia, in impianti e depositi collocati in aree a rischio.

E’ quanto emerge dall’Inventario Nazionale dei Rifiuti Radioattivi pubblicato nel marzo 2019 dall’ISIN, l’Ispettorato nazionale per la sicurezza nucleare e la radioprotezione (vedere stralcio in allegato).

E’ la provincia di Vercelli, con i siti nucleari di Sogin, Avogadro e Livanova,  ad avere il carico di radioattività maggiore, ma anche la Provincia di Alessandria si trova ad avere, presso l’ex F.N. di Bosco Marengo e il deposito Campoverde di Tortona, quasi trecento miliardi di Becquerel di radioattività  (1 Becquerel corrisponde ad una disintegrazione radioattiva al secondo).

A parere di Legambiente e di Pro Natura del Piemonte è assurdo continuare a mantenere una simile quantità di materiali radioattivi in aree del tutto inidonee per la vicinanza ai fiumi, alle falde, alle zone abitate e a quelle agricole di qualità: è un atto di grave irresponsabilità che in questi giorni, ricordando la tragedia di Chernobyl del 26 aprile 1986, fa pensare che questi 33 anni siano passati invano.

Per ricordare tutto questo e sollecitare il trasferimento di questi materiali pericolosi in un sito meno inidoneo, scelto con oggettività e trasparenza in modo che possa rappresentare la soluzione caratterizzata dal rischio più basso possibile, il prossimo venerdì 26 aprile, trentatreesimo anniversario dell’incidente nucleare di Chernobyl, Legambiente Ovadese organizza una serata di dibattito a Cassinelle, con la proiezione del film “Là Suta” sul nucleare piemontese e sui suoi rischi ( https://www.openddb.it/film/la-suta/ ) .

Interverranno Cristina Monti e Paolo Rapalino, registi del film, e Gian Piero Godio di Legambiente e Pro Natura del Vercellese.

L’appuntamento è per le ore 21 di venerdì 26 aprile a Cassinelle (AL), presso la ex Chiesa parrocchiale di Santa Margherita, ora sede del Museo del Territorio, alla fine del paese in direzione di Valosio e Prasco.

Gian Piero Godio

Legambiente e Pro Natura del Vercellese

INVENTARIO NAZIONALE DEI RIFIUTI RADIOATTIVI

Aggiornamento al 31 dicembre 2017

Marzo 2019

6.9. Impianto: Impianto Bosco Marengo – Bosco Marengo (AL)

Esercente: SO.G.I.N.

L’impianto di Bosco Marengo fu realizzato allo scopo di fabbricare elementi di combustibile nucleare per reattori ad acqua leggera a partire da ossidi di uranio a basso arricchimento. L’impianto è stato esercito dal 1973 al 1995 dalla Fabbricazioni Nucleari S.p.A. (FN), fabbricando combustibili per le centrali nucleari italiane (ricariche della centrale di Garigliano, prima carica e ricariche per la centrale di Caorso, ricariche per la centrale di Trino) e per reattori esteri.

Alla fine del 1995 l’ENEA, al tempo gestore dell’impianto, decise di non proseguire ulteriormente con le attività di fabbricazione di combustibili nucleari e di procedere alla disattivazione dell’impianto.

Dal 2003 l’impianto è gestito dalla SO.G.I.N. ed è in disattivazione sulla base del decreto di autorizzazione emanato dal MiSE ai sensi dell’art. 55 del D.Lgs. n. 230/1995 con Decreto Ministeriale del 27 novembre 2008.

Le operazioni di disattivazione hanno riguardato principalmente lo smantellamento dell’intera linea produttiva dell’impianto, con il recupero della maggior parte dei residui di materie nucleari dispersi all’interno dei macchinari, minimizzando così il quantitativo dei rifiuti prodotti. Tutti i materiali rimossi, dopo aver subito uno o più cicli di decontaminazione e caratterizzazione, sono stati collocati in una delle attuali strutture di deposito dell’impianto “locale B106” e poi trasferiti, a partire dal 2012, nel deposito provvisorio “edificio BLD11” opportunamente adeguato allo scopo.

Nel corso dell’anno 2013 sono state completate le attività di smantellamento del sistema di ventilazione di tutti gli edifici.

Nel 2015 è stato approvato dalla Prefettura il nuovo Piano di Emergenza Esterna.

Nel corso del 2016 è stato emanato il decreto ministeriale di modifica della localizzazione dell’attività di trattamento e condizionamento dei rifiuti radioattivi dell’impianto ai sensi del art. 56, coma 5 del D.Lgs. n. 230/95 e successive modifiche.

34

Nel corso del 2017 è stato approvato il Piano Operativo per la attività di trattamento e condizionamento dei rifiuti presenti sul sito.

Sono in fase di completamento le operazioni di adeguamento del locale B106 a deposito temporaneo, approvato dall’ISPRA sulla base di uno specifico progetto particolareggiato. Tale deposito accoglierà tutti i rifiuti dell’impianto sino al trasferimento al Deposito nazionale.

Nel 2018 sono proseguite le attività di trattamento e condizionamento dei rifiuti radioattivi pregressi presso la NUCLECO S.p.A..

Stima dei materiali derivanti dallo smantellamento

Da caratterizzazioni radiologiche preliminari viene stimata la seguente radioattività residua, aggiornata al dicembre 2017, presente nei sistemi, componenti e strutture dell’impianto Bosco Marengo:

‐ Contaminazione: 0,61 GBq.

I quantitativi di rifiuti condizionati che saranno conferiti al Deposito nazionale sono stimati in 477 m3 di rifiuti ad attività bassa e molto bassa, e 3 m3 di rifiuti di media attività, risultanti dal condizionamento dei rifiuti presenti nel sito e dei rifiuti prodotti dallo smantellamento delle infrastrutture.

Inventario dei rifiuti radioattivi al 31 Dicembre 2017

In Tabella 6.9 viene presentato l’inventario dei rifiuti radioattivi al 31 dicembre 2017.

Tabella 6.9 – Impianto BM – Rifiuti radioattivi e sorgenti sigillate dismesse

6.15. Impianto: Deposito Campoverde – Milano

6.16. Impianto: Deposito Campoverde – Tortona (AL)

Esercente: Campoverdesrl-Milano

La Campoverde inizia la sua attività come reparto di una società commerciale, operante in Italia fin dai primi anni ’50 nel settore della chimica fine, farmaceutica, alimentare e diagnostica. La divisione si sviluppa nel settore del recupero, smaltimento e trattamento dei rifiuti e dei materiali radioattivi.

Nel 1986 la Campoverde viene strutturata come società autonoma.

La Campoverde ha aderito al Servizio Integrato ENEA per la gestione dei rifiuti radioattivi. L’attestato di adesione, rilasciato dall’Enea nel 1998, è stato rinnovato nel 2000.

Nel 2000, a seguito del fallimento della Società Controlsonic, gestisce anche il relativo deposito sito in Tortona. Nel 2012 è stata completata la bonifica del deposito ex Controlsonic.

Inventario dei rifiuti radioattivi al 31 Dicembre 2017

Le Tabelle 6.15 e 6.16 presentano, rispettivamente, l’inventario dei rifiuti radioattivi al 31 dicembre 2017 per i siti di Milano e di Tortona.

Tabella 6.15 – Campoverde – Rifiuti radioattivi e sorgenti sigillate dismesse (deposito Milano)

Tabella 6.16 – Campoverde – Rifiuti radioattivi e sorgenti sigillate dismesse (deposito Tortona)

Tabella 8.6 – Riepilogo per Regione – Rifiuti Radioattivi, Sorgenti dismesse e Combustibile Esaurito (al 31-12-2017)

Autore: alessandria today

Ex Dirigente, consulente e ora blogger

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