Il Canto delle Muse

Lei canta ed io, ancora immersa nel tepore
della notte, l’ascolto. A braccio di ferro
vince la pigrizia, anche sui pensieri
che al mattino sfornano qualche spunto
di scrittura.  Lei canta e la sua voce
cadenza una quasi cantilena, che sia
una tardiva ninna nanna lo spiegano
le palpebre che rispondono mantenendo
chiusura, rifiutando del giorno le molestie.
Lei canta e io ascolto la sua voce chiara
che fa da controcanto al mio pacato respiro,
vorrei poter ignorare i richiami che arrestano
questo stato di grazia, ben pochi ne restano…
Lei canta, diverrà monotono il suo vocalizzo
quando si ridurrà a stilla battente da grondaia.

– Daniela Cerrato

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