Vendetta tremenda vendetta!

Vendetta tremenda vendetta!

di Pier Carlo Fabbio – Il Foglio di Fabbio

Contabilità 1a Il Foglio 1-2 aprile 2019 2

Alessandria: Molti mi suggeriscono, dopo la pronuncia di febbraio della sezione di controllo della Corte dei Conti del Piemonte sui 5 bilanci della Giunta Rossa, praticamente dichiarati falsi oppure “taroccati”, che è il termine abusato dai giornalisti per indicare il computo del Patto di stabilità del 2010, che tanti lutti addusse al centrodestra, di prendermi finalmente la mia rivincita adottando una sorta di vendetta politico-giudiziaria contro l’ex sindaco di sinistra e i suoi acritici sostenitori, imbrattacarte compresi.

Chi mi conosce sa che non sono vendicativo e che quella che ritengo un’ingiustizia nei miei confronti non penso debba essere riprodotta nei confronti di altri che certamente hanno colpe gravi, ma che non è detto debbano avere la loro vittima designata come carnefice.

Mi basta in tale fase constatare quanti errori siano stati fatti in questi anni dal popolo della sinistra malamente guidato da Mara Scagni, prima e da Rita Rossa, poi. E quanti concittadini abbiano in buona fede creduto a panzane sparate a bizzeffe su media compiacenti e parziali.

Mi sono sempre chiesto: quando qualche avversario politico mi attacca in un’intervista o attraverso quegli articoli misti in cui il giornalista decide di non raccontare, ma soprattutto di condividere ciò che viene detto dall’accusa, perché il giorno dopo non mi si dà il diritto di replica?

È giornalismo sano o di parte? La seconda che ho detto, ma che si basa su una grande mistificazione: il lettore pensa sia un giornalismo eticamente corretto e obiettivo. Eppure sembrerebbe strano che qualcuno parli continuamente e la sua vittima sia costantemente muta.

Basterebbe questo per qualificare mistificatorie scelte editoriali come inadatte per un’informazione equilibrata. Eppure si va sempre più avanti così.

Mi è recentemente capitato di andare a trovare per cortesia il nuovo direttore del bisettimanale di Alessandria, che, per dimostrare come io avessi sbagliato un piccolo particolare nel corso del mio mandato, mi ha sottoposto la lettera di un lettore, che, in quanto tale, era considerata “sacra”.

Peccato che quel lettore scrivesse alcune palesi bugie, probabilmente non a conoscenza delle decisioni adottate dal Comune. O solo perché contrario alla mia azione e quindi desideroso di scovare errori a bizzeffe, magari inventandoli. Morale?

Se non mi fossi trovato per caso in redazione, quella lettera sarebbe stata pubblicata e avrebbe rafforzato il sommario pregiudizio del direttore nei miei confronti, confermato lo stereotipo ereditato dallo stesso sistema mediatico e avrebbe influenzato altri lettori a sua volta.

Controllare le fonti e le informazioni, offrire il diritto di replica, sentire più voci non è forse il dovere di ogni buon giornalista, nel caso intendesse uscire dalla trivialità?

Ecco, magari iniziamo da qui, senza inutili vendette verso chi è stato sconfitto dalla storia, pur se ha tentato di vincere nella cronaca approfittando del suo temporaneo potere e nonostante qualcuno tenti di aiutarlo ancora oggi, alzando polveroni fuori tempo. (p.f.)

Il Foglio di Fabbio

Anno 9 – numero 1/2 – Editore: Stefano Massobrio – Direttore Resp.: Piercarlo Fabbio – Autorizzazione del Tribunale n. 604 del 21/03/2007 – aprile 2019

Autore: alessandria today

Ex Dirigente, consulente e ora blogger

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