Marco Cazzella, scrittore di emozioni. Intervista a cura di Marcello Comitini

Marco Cazzella, scrittore di emozioni. Intervista a cura di Marcello Comitini

Alessandria today, dopo aver pubblicato la biografia dello scrittore Marco Cazzella che trovate a questo link:
https://alessandria.today/2018/10/29/marco-cazzella-scrittore-si-presenta-ai-lettori-di-alessandria-today/

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Marco Cazzella

ha il piacere di offrire ai suoi lettori la possibilità di approfondirne la conoscenza pubblicandone l’intervista.

Marco, ti porgo il mio benvenuto !
Sono felice d’avere l’occasione di intervistarti e in particolare di presentarti ai lettori di Alessandria today. Loro e io avremo così la possibilità di conoscerti meglio e di conoscere meglio la tua attività letteraria.
Aiutaci a conoscere il tuo mondo iniziando a parlarci della tua “amata Lecce” (come la definisci tu) e del rapporto culturale e sentimentale che intercorre tra te e lei.

Il rapporto che c’è tra me e la mia amata terra è molto sentimentale e nasce dall’infanzia dato che per una decina di anni ci sono cresciuto ed ho potuta ammirarla in tutto il suo splendore con i suoi archi, le sue chiese, le piazze ecc. Un luogo principalmente storico e culturale, ma anche di intrattenimento con la sua villa, pineta e svariati giardini. E dulcis in fundo le tantissime spiagge mete per i turisti dato che la mia città è nota per il Sole, il mare e il vento!

Scrivi poesie o racconti?

Io scrivo per lo più racconti di svariati generi che spaziano dall’epic fantasy, dalla fantascienza robotica e dall’young adult erotico.

Ho notato che nella tua biografia non parli di tuoi lavori pubblicati. È una tua volontaria omissione o tieni tutto gelosamente custodito nei tuoi cassetti?

Ho omesso nella biografia i miei lavori pubblicati che sono due perché volevo che in essa si parlasse di me in quanto persona, ma non sono assolutamente geloso delle mie opere anzi è mia intenzione mostrarle al mondo.

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L’INFINITO, di Giacomo Leopardi, recensione di Elvio Bombonato

L’INFINITO, di Giacomo Leopardi, recensione di Elvio Bombonato

L’INFINITO

Sempre caro mi fu quest’ermo colle,
E questa siepe, che da tanta parte
Dell’ultimo orizzonte il guardo esclude.
Ma sedendo e mirando, interminati
Spazi di là da quella, e sovrumani
Silenzi, e profondissima quiete
Io nel pensier mi fingo; ove per poco
Il cor non si spaura. E come il vento
Odo stormir tra queste piante, io quello
Infinito silenzio a questa voce
Vo comparando: e mi sovvien l’eterno,
E le morte stagioni, e la presente
E viva, e il suon di lei. Così tra questa
Immensità s’annega il pensier mio:
E il naufragar m’è dolce in questo mare.

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Per lungo tempo i critici credettero che l’Infinito fosse una lirica di sentimento. Con la lettura dello “Zibaldone” si scoprì invece che, come sempre in Leopardi, prima viene il concetto e poi il sentimento .

La poesia infatti ha una matrice sensistica (Binni): i sensi interessati sono due: la vista e l’udito; Il correlativo oggettivo che muta la prospettiva è la siepe, la quale prima impedisce la visione dell’infinito e poi, tramite il rumore del vento, coinvolge l’udito. Nello” Zibaldone” (12/23 luglio 1820) Leopardi teorizza la “veduta ristretta”:

“Alle volte l’anima desidera una veduta ristretta e confinata, così immagina ciò che non vede. La cagione è il desiderio dell’infinito, perché allora in luogo della vista lavora l’immaginazione e il fantastico sottentra al reale. L’anima si immagina quello che non vede e va errando in uno spazio immaginario” Continua a leggere “L’INFINITO, di Giacomo Leopardi, recensione di Elvio Bombonato”

La parola rivela

La parola rivela, di Paola Cingolani

lementelettriche

271 (2)

La parola non si adegua
alla circo_stanza

rivela
divide
gente nella stanza
pagliacci al circo
mancanze presunte
presenze mancanti
assenti
_più o meno
giustificati_
ed altre imbecillità
a patto che
cavalchino l’onda
d’im_patto
d’urto
polene alla deriva
nel vuoto cosmico
del nulla di nuovo
_un niente
di fatto_
la solita storia
travestita da idea
o spacciata
per scoperta

eccezionale.

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Un gatto intellettuale, Luciano Erba, recensione di Elvio Bombonato

Un gatto intellettuale, Luciano Erba, recensione di Elvio Bombonato

Un gatto intellettuale
Esplora tutte le scatole
perlustra tutti i cassetti
curiosare per decifrare
questo è il gatto ermeneutico

Il suo pensiero forte è miagolare
di notte tra i parafulmini sul tetto
il suo pensiero debole ma sapienziale
ronfare davanti al caminetto
(LUCIANO ERBA)

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Il ritratto regale del gatto è un’allegra parodia della filosofia contemporanea, ermeneutica, ma scissa tra il pensiero forte del passato e quello debole del presente (Vattimo-Rovatti). Ironia per accostamento.

Il filosofo è il gatto, che esplora (le scatole), perlustra (i cassetti), intento a curiosare per decifrare. La sua ricerca sapienziale si traduce in comportamento, miagolare sul tetto e ronfare presso il caminetto.

Una quinta rima e una quartina, con – presumibilmente – 3 novenari; 3 endecasillabi, 1 settenario, 1 doppio senario e un 1 doppio settenario. Rime: tetto/caminetto/cassetti; le 4 interne in –are.

Momenti di poesia. Come candele al vento, di ‎Giuseppe Pippo Guaragna‎

Momenti di poesia. Come candele al vento, di Giuseppe Pippo Guaragna

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Come candele al vento

Passano lesti gli anni, i giorni e l’ore,
e sono treni che non fanno soste,
hanno una sola meta
da tutti conosciuta
ed è la conclusione della vita.
Io non la temo, è l’unica certezza,
d’incerto c’è soltanto il giorno e l’ora,
siam fragili creature,
come candele al vento
s’aspetta il soffio che spenga la fiamma.
Cosa ci attende al fine del cammino?
Ognuno credo ch’abbia una risposta
chi si affida alla fede,
chi il problema l’ignora,
chi come me si sente una meteora.
Bruceremo in un attimo glorioso
nel fulgore del nulla che ci avvolge,
l’eresia in una mano,
la verità nell’altra,
e polvere di sogni sotto i piedi.
In fine ho una speranza che s’affaccia,
aver lasciato in terra una mia traccia.

23 aprile 2019

La trombettina, di Corrado Govoni, recensione di Elvio Bombonato

La trombettina, di Corrado Govoni, recensione di Elvio Bombonato

La trombettina Ecco che cosa resta
di tutta la magia della fiera:
quella trombettina,
di latta azzurra e verde,
che suona una bambina
camminando, scalza, per i campi.
Ma, in quella nota sforzata,
ci son dentro i pagliacci bianchi e rossi;
c’è la banda d’oro rumoroso,
la giostra coi cavalli, l’organo, i lumini.
Come, nel sgocciolare della gronda,
c’è tutto lo spavento della bufera,
la bellezza dei lampi e dell’arcobaleno;
nell’umido cerino d’una lucciola
che si sfa su una foglia di brughiera,
tutta la meraviglia della primavera.

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CORRADO GOVONI (1924)
Ecco un altro poeta quasi dimenticato, e di nuovo l’Italia che non c’è più. La lirica, mirabile per la levità che emana e per la moltitudine dei colori presenti, è visiva (mentre leggi, vedi le immagini): arriva la primavera.

La bambina è scalza, povera e contenta; le basta camminare con la sua trombettina di latta, presa alla bancarella dei balocchi.

Anche la fiera descritta è scomparsa; in elenco: gli artisti di strada, la banda di ottoni, la giostra, l’organetto… Memorabili i tre versi finali. Ho contato, all’incirca, 2 settenari doppi, 2 senari doppi, 5 endecasillabi, 3 novenari, 4 settenari. Rime “facili” in ERA e in INA. Piccole cose modeste, eventi minimi (Pascoli, crepuscolari) che riempiono la vita.

L’assedio dei Lupi, FUCILIERI SABAUDI

L’assedio dei Lupi, FUCILIERI SABAUDI

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FUCILIERI SABAUDI
Nel 1700 le armi erano ad “avancarica”, si caricavano cioè dalla stessa bocca di fuoco. La procedura era particolarmente laboriosa: si inseriva un quantitativo di polvere nella canna, successivamente la palla e un cartoccio per impedire che questa fuoriuscisse involontariamente.

Con l’aiuto di un’apposita asta si spingeva la carica bene in fondo alla culatta, dopodiché si preparava l’innesco sullo scodellino e si armava il cane a pietra focaia.

Un fuciliere addestrato era capace di compiere con freddezza tutti questi movimenti sotto il fuoco nemico e con una frequenza che poteva raggiungere i 2/3 colpi al minuto!

#fucilieri #esercitosabaudo #granatieri #assediodiTorino #artiglierie #armidafuoco#tecnichemilitari

RECUPERARE LA SCRITTURA MANUALE, di Elvio Bombonato

RECUPERARE LA SCRITTURA MANUALE, di Elvio Bombonato

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RECUPERARE LA SCRITTURA MANUALE
Francesco Sabatini, uno dei massimi linguisti europei, presidente onorario dell’Accademia della Crusca, ha affermato (“Tempi” 25/7/2017): «Gli studi più recenti, di psicoterapeuti e neurologi, segnalano che la deriva verso la scrittura su tastiera o verso forme semplificate di scrittura manuale (lo stampatello, rispetto al corsivo) riduce gli stimoli di produttività ideativa e linguistica, e rallenta la comprensione nella lettura.

La recente e dilagante tendenza a preferire precocemente la tastiera e a non curare le forme della grafia personale, ci fa perdere una parte notevole degli effetti che l’antichissima pratica tattile-cognitiva della mano e delle dita – in mille altre attività prima della scrittura vera e propria e per secoli accanto a questa – ha prodotto filogeneticamente, sviluppando funzioni pregiate del cervello».

Intervista a Elisabetta Mattioli, scrittrice. Eros e fantasia, a cura di Marcello Comitini

Intervista a Elisabetta Mattioli, scrittrice. Eros e fantasia, a cura di Marcello Comitini

Alessandria today, dopo aver pubblicato la biografia della scrittrice Elisabetta Mattioli che trovate a questo link

https://alessandria.today/2018/09/29/la-scrittrice-elisabetta-matttioli-si-presenta-ai-lettori-di-alessandria-today/ 

Elisabetta
Elisabetta Mattioli

ha il piacere di offrire ai suoi lettori la possibilità di approfondirne la conoscenza pubblicandone l’intervista.

Benvenuta,Elisabetta!
Sono felice d’avere l’occasione di intervistarti e in particolare di presentarti ai lettori di Alessandria today. Loro e io avremo così la possibilità di conoscerti meglio e di conoscere meglio la tua variegata attività letteraria.
Ci vuoi raccontare chi sei, dove sei nata, cosa fai nella vita oltre a scrivere?

Buongiorno a tutti, il nome della mia città natale, non è importante, non sono legata alle mie origini, ho viaggiato in lungo e in largo, per tutta la vita, ormai ho raggiunto la conclusione che il termine “casa” è relativo, sono una cittadina del mondo. Posso farti una piccola confessione : Dove vedo il mare sono felice e mi sento a casa.
Cosa faccio nella mia vita? Della serie… Vissi, d’arte, d’amore, di passione e viaggi!
E mare : amico, compagno ed amante.

Qual è il tuo rapporto con la città dove vivi?

Nessuno in particolare, è una città importante dal punto di vista storico, culturale e la sua università è la più antica del mondo. (così mi hanno raccontato).

Ho notato che la tua prima pubblicazione è avvenuta nel 2013 . Hai iniziato a scrivere da giovanissima? E com’è nata l’esigenza di scrivere e in particolare di scrivere poesie? C’è forse stato un episodio che ti ha spinto a scrivere?

Ho iniziato a scrivere quando ero piccola, avevo sette anni, partecipai ad un concorso promosso dalla scuola elementare che frequentavo, era un racconto abbinato ad un disegno e vinsi il primo premio. Andai a ritirare la medaglia in un Hotel della mia città (un albergo ancora esistente). A quel tempo ero assieme a mia nonna materna, è uno dei pochi ricordi luminosi che ho di lei.
Per me scrivere, è passione, delizia e tormento, l’arte vive in me e io vivo in lei, fino a quando sentirò le parole e l’emozione, incidermi ogni meandro della pelle, so che non smetterò. Sono nata così, non ho memoria di un motivo particolare, però la sorella di mia nonna, una volta mi confessò che conservava ancora la mia prima poesia, si intitolava “Una rosa”, all’epoca avevo sette anni, mentre l’anno successivo scrissi un racconto, parlava di una bambina che perdeva suo padre, (moriva a causa di una malattia). L’insegnante mi “spedì” dallo psicologo, ed io ero abbastanza indispettita, non capendone la ragione. Quando mi chiese per quale motivo, avevo trattato un tema così spinoso, risposi semplicemente, che la morte faceva parte della vita e dovevamo accettarla.

Quali sono le letture che preferisci? E quali quelle che hanno contribuito alla tua formazione di scrittrice?

I grandi autori russi, amo la loro ardente, sofferente e drammatica letteratura, l’amore per la loro terra si percepisce, pagina dopo pagina.
Un libro che fu per me “formativo” è : Gli ultimi giorni di Pompei, scritto da un archeologo : Edward Bulwer Lytton. È una struggente storia d’amore e morte, ambientata a Pompei, poco prima della terribile tragedia.

Mi piacerebbe che mi parlassi dei libri che hai pubblicato. Quali tematiche preferisci affrontare fra le tante offerte dalla vita reale e dalla fantasia (natura, amicizia, sentimento d’amore, erotismo, attenzione verso gli altri, temi politici, temi satirici, ecc.) ?

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La serie de “I Racconti di Lizzy”

Amo trattare i temi che possano trasmettere le emozioni, ed evito accuratamente la politica.

Il primo libro è quello che rende reale, meglio dire materiale, allo scrittore il mondo della letteratura. Ci puoi raccontare quali difficoltà hai incontrato per pubblicarlo e quale è stato il tuo primo pensiero dopo averlo pubblicato?

Il mio primo libro è stata una Silloge poetica (Nosy), ed è stato tramite un concorso. All’epoca pensai che era un caso isolato, invece ne sono arrivati altri.
L’erotico è stato un punto d’arrivo importante, una scoperta e non scoperta, perché in fondo era dentro di me, aspettava solo di venire alla luce. In Italia è abbastanza difficile, il tema “erotismo” non è stato sdoganato. Ringrazio le case editrici che hanno pubblicato i miei libri, hanno “spaccato” il muro dell’ipocrisia tipicamente italica, parlare di sesso in questa Nazione è eroico, provai un profondo eccitamento.

Sei soddisfatta di come le case editrici pubblicizzano le tue opere o questo compito è affidato principalmente a te?

Si, tutto ok, non ho nulla da recriminare, collaboriamo a vicenda.

Ritieni che la tua presenza sui social, tipo facebook o google o instagram, sia utile alla tua attività di scrittrice?

Diciamo che ogni mezzo è utile per promulgare le proprie Opere!

Leggendo la tua biografia noto che hai pubblicato su molteplici e svariati temi letterari, ottenendo numerosi riconoscimenti di diversa natura (premiazioni nei concorsi letterari e di fotografia, pubblicazioni dei tuoi lavori in diverse antologie). Penso che riceverli sia stato certamente motivo di meritate soddisfazioni e di grandi emozioni. In che misura questi riconoscimenti hanno avuto (o continuano ad avere) la loro influenza sul tuo scrivere?

In realtà sono una persona competitiva (per natura), sia con me stessa, e sia con gli altri! i concorsi rappresentano una sfida e volersi mettere alla prova. Si, sono soddisfazioni, anche se adesso, partecipo molto meno, rispetto al passato.

Fra i temi da te trattati, hai pubblicato racconti per l’infanzia e racconti erotici. Qual è il filo che lega i due generi che ritengo tu senta scorrere entrambi nel tuo sangue?

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Racconti erotici

Nessun filo apparente, aver scritto per bambini ha rappresentato una “sfida letteraria”, per me è come sfiorare l’infanzia, che in fondo mi è sempre mancata e non ho mai avuto.
Però l’eros è la mia stessa essenza.

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La festività del 25 aprile; di Lia Tommi

Perché si festeggia il 25 aprile?

La festività, istituita per decreto nel 1946, ricorda l’insurrezione di Milano che aprì la strada alla fine del regime nazifascista e all’occupazione militare.

La data scelta per ricordare l’evento è quella del 25 aprile: un giorno che non coincide con la sconfitta delle truppe mussoliniane e hitleriane (formalizzata solo il 29 aprile con la resa di Caserta), ma che, quell’anno, diede vita a una transizione decisiva che portò alla liberazione di Milano e alla ripresa del Nord del paese (il Sud era già in mano agli Alleati).

Il 25 aprile 1945 il Comitato di liberazione nazionale Alta Italia (Clnai), che coordinava i diversi gruppi della Resistenza nel Nord, deliberò infatti un ordine di insurrezione generale nei territori ancora schiacciati dall’occupazione. Gli occupanti avevano solo una scelta: “Arrendersi o perire”, come da proclama lanciato alla radio. Il piano coordinato dei partigiani portò alla liberazione dei due maggiori capoluoghi del Nord, Milano e Torino, e alla fuga di Benito Mussolini.

Il duce, che si era nascosto proprio nel capoluogo lombardo, provò a raggiungere Como ma due giorni dopo venne trovato all’uscita di Musso, nei pressi di Dongo, dalla 52esima Brigata Garibaldi che lo processò e fucilò tre giorni dopo, il 28 aprile del 1945.

La festa della Liberazione venne istituita un anno dopo. Il 22 aprile del 1946 il governo provvisorio guidato dal democristiano Alcide De Gasperi stabilì con un decreto che il 25 aprile sarebbe stata festa nazionale. La scelta venne confermata con la legge ordinaria del maggio 1949 concernente le “Disposizioni in materia di ricorrenze festive”.

Momenti di poesia. ALMANACCO D’UN SOGNO BREVE, di Silvia De Angelis

Momenti di poesia. ALMANACCO D’UN SOGNO BREVE, di Silvia De Angelis

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ALMANACCO D’UN SOGNO BREVE
Evoluzione nella cabala della mente
quando nella piazza immensa
riappare
trasparente
la memoria della vita
Scalpitano aromi incontaminati
tessuti sulla sofficità di dita infanti
insieme all’eco d’un pianto
silenziato da un sillabare dolcissimo di voce
Via le bende nell’adolescenza
dipinta dal blu cupo d’estate
mosso dal mare e infinito inganno
Fragore di luce nell’esaltazione d’amore
adulata dalla nudità d’un palmo sul viso
e un ciocco di vento tra i capelli
per l’almanacco d’un sogno breve
che non s’arrende
@Silvia De Angelis 2019

https://deangelisilvia.blogspot.com

 

Cronaca di un mondo (ITA – FR – ENG)

marcellocomitini

Cronaca di un mondoCronaca di un mondo

Fu in un inverno di tanti anni fa
che ho abitato alla periferia di Milano
quando ancora la neve imbiancava le fabbriche
e dalle case uscivano operaie e operai
come uccelli in cerca di cibo.
Oscillavano mezzi assonnati
avanti e indietro lungo i binari
parlavano dell’incertezza
del loro futuro, della povera paga
delle giornate che non avevano fine.
Già neri e stanchi dentro i vagoni
dai finestrini opachi di nebbia all’esterno
e all’interno dai fiati scaldati
dai corpi senz’aria per respirare.
Studenti parlavano a voce alta
e sghignazzavano dei professori
dei loro volti pieni di paura.
I più fanatici gambizzavano i riottosi
e altri uccidevano
magistrati e politici.
Erano gli anni dei primi amori
quando lei con il pugno alzato
inneggiava alla vita con il sorriso
smagliante dei suoi diciott’anni
e i capelli volavano al vento
come una sciarpa di seta tra le mie mani.
Guardavo…

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” GANGSTERS ” al Cineforum PerlaNera; di Lia Tommi

“Gangsters ” al Cineforum PerlaNera

Laboratorio Anarchico Perlanera
Via Tiziano Vecellio 2, 15100 Alessandria,
Venerdì 26 Aprile al Laboratorio Anarchico PerlaNera (via Tiziano Vecellio 2, AL). INGRESSO GRATUITO

GANGSTERS
Genova, 1945, al termine della seconda guerra mondiale Umberto, Giulio ed Enrico, tre partigiani dei Gap, intendono continuare la loro lotta, uccidendo i fascisti, resisi responsabili della morte e delle torture a danno degli antifascisti, che non sono stati catturati o che sono rimasti impuniti. Le loro azioni tuttavia non hanno un’esclusiva finalità punitiva o di vendetta, confidando che in tutto il paese la lotta continuerà, fino ad arrivare all’auspicata rivoluzione.

Il Partito Comunista Italiano tuttavia prende le distanze da queste azioni e, venuto a conoscenza dell’identità dei tre, invia il funzionario Bava, conoscente dei tre ed amico di Giulio, per intimargli di fermarsi ma il tentativo non avrà successo.

Echos 2019: Orchestra di Matera a Casale Monferrato, di Lia Tommi

Orchestra “E.R. Duni” di Matera

Teatro Municipale
piazza castello, 9 Casale Monferrato (AL)
venerdì 3 maggio, ore 21:15

INGRESSO
Ingresso libero fino ad esaurimento dei posti.

Concerto inserito nell’ambito delle manifestazioni per Matera Capitale Europea della Cultura 2019

Programma
PRIMA PARTE
A. Tosto
Intanto a Matera…

W.A. Mozart
Sinfonia concertante per violino e viola
in Mi bemolle maggiore K. 364
I. Allegro maestoso
II. Andante
III. Rondò. Allegro

SECONDA PARTE
W.A. Mozart
“Mi tradì quell’alma ingrata” (dal “Don Giovanni”)

Deok-Ki Chung
Mukungwha Arirang

Geung-Soo Yim
Dumulmori Arirang (Arirang of Love)

D. D’Ambrosio
Il Canto dei Sassi

Orchestra Sinfonica del Conservatorio “E.R. Duni” di Matera
(Italia)
Aiman Mussakhajayeva | (Kazakhstan) violino
Adolfo Alejo | (Messico) viola
Chung-Wha Lim | Corea del Sud) soprano
Francesco Di Mauro |(Italia) direttore

Aiman Mussakhajayeva è tra le migliori esponenti della scuola violinistica del Kazakhstan ed esprime la sua personalità sia nell’attività artistica che in quella educativa. La sua crescita artistica è iniziata con N. Patrucheva alla Scuola di Musica di Baysseitova e nel 1983 si è brillantemente diplomata presso il Conservatorio di Stato “ Čajkovskij” di Mosca nella classe del Professor V. Klimov, Artista del Popolo dell’Urss ed erede della scuola violinistica di David Oistrakh.
Nel 1976 vince il Concorso di Belgrado e successivamente viene premiata anche nelle più prestigiose competizioni del mondo: Concorso “Paganini” di Genova, Concorso di Tokyo, Concorso “Sibelius” di Helsinki e Concorso “Čajkovskij” di Mosca. La sua magistrale tecnica, la profonda conoscenza e la comprensione di stili diversi le hanno permesso di affrontare le più complesse composizioni per violino e di costruire un vasto repertorio che include compositori di tutte le epoche e stili.
Suona in recital, come camerista e come solista con orchestra nelle più importanti sale da concerto di Europa, Asia e Stati Uniti (Philharmonie di Berlino, Musikverein e Konzerthaus di Vienna, Avery Fisher Hall e Carnegie Hall di New York, Salle Gaveau di Parigi, Queen Elisabeth Hall, Barbican Centre e Wigmore Hall di Londra, Rudolfinum di Praga, Sala Grande del Conservatorio Čajkovskij di Mosca) collaborando con musicisti quali V. Gergiev, V. Fedoseev, S. Sondeckis, V. Tretjakov, F. Mansurov, V. Ashkenazy, M. Maisky, B. Canino. Continua a leggere “Echos 2019: Orchestra di Matera a Casale Monferrato, di Lia Tommi”

Visita alla mostra Vidua, di Lia Tommi

Sabato 27 aprile visita alla mostra Vidua

Casale Monferrato: La mostra “Carlo Vidua. Una vita in viaggio, dal Monferrato all’Estremo Oriente (1785-1830)”, inaugurata lo scorso 15 dicembre al Museo Civico di Casale Monferrato, ha come tematica portante quella del viaggio. Curiosi ed eclettici, i pezzi in mostra si fanno promotori di quel sentimento che ha spinto il giovane conte Vidua, nella prima metà dell’Ottocento, ad oltrepassare confini molto lontani sia geograficamente che culturalmente, di quella voglia di esplorare e bisogno di conoscenza ancora così evidenti in ogni oggetto presentato.
Come naturale risvolto di questa esposizione di gusto etnografico, sabato 27 aprile si terrà una visita guidata alle ore 16,30 della durata ci circa un’ora.
Biglietti: euro 2,50 + biglietto d’ingresso al Museo. La prenotazione è gradita.
L’attività è proposta dal personale della Cooperativa Solidarietà e Lavoro, gestore dei servizi museali; la mostra non è accessibile ai disabili motori che, in alternativa, potranno visionare video e immagini degli oggetti esposti al primo piano con utilizzo dell’ascensore.

Celebrato ad Alessandria l’anniversario della Liberazione; di Lia Tommi

Immagini della Cerimonia che si è svolta questa mattina al Monumento ai Caduti di Alessandria, al termine del Corteo per le vie della città, partito dal Municipio.

Presenti tutte le massime autorità e i Dirigenti e militanti dell’ ANPI.

Significativa la riflessione del Presidente Onorario ANPI Pasquale Cinefra, che ha come sempre condiviso la sua esperienza diretta e toccante di Partigiano.

L’orazione ufficiale è stata affidata al professor Giorgio Barberis.

Mi prende d’amore una forma di Nadia Alberici: la postfazione dell’editore Silvano Negretto

Mi prende d’amore una forma di Nadia Alberici: la postfazione dell’editore Silvano Negretto

Poesia/ mi avvolge sottovoce mi parla/ Vibra/ fino a sfibrare le corde sottese/ Accende/ fuoco o luce o caldo emisfero/ Parla/ con le mani e la bocca/ Trascende/ corpo in primavera/ Rinasce/ di vita una stilla/ Riprende

Mi prende d'amore una forma

Le Domande sulla Vita, sul Bene o sull’Amore?

Nadia indaga il senso delle proprie emozioni qui e ora, delle sensazioni di questa notte, dell’amore in determinati momenti di attesa, di fuggevoli inquietudini o illusioni.

La sua poetica, proprio per questi limiti posti a ogni speculazione metafisica, risponde per altre vie, stimolanti quanto originali, a quei perenni quesiti, mai risolti né risolubili sul piano concettuale.

In queste poesie, mai troviamo il lamento, ma sempre una vitalità pensosa, inquieta, non rammaricata del passato, e invece sorpresa del mistero, dell’ineffabile. Le parole non bastano mai, anche se aiutano, per rispondere ai nostri dubbi; e il dubbio non è mai sofferenza, è presa d’atto cosciente della misteriosa bellezza della Materia o Natura vivente di cui Nadia si sente parte.

L’anima, anche quando appare sconvolta dalle emozioni, anche quando rischia di “perdere il senso”, trova stabilità nella “terra inerte”, nella natura stabilmente viva, nella quale con meraviglia siamo immersi. Nelle poesie d’amore, prevale l’osservazione realistica dell’ambiguità del vivere, positivamente vissuta nella cruda quanto “vellutata” memoria delle piacevoli, inquietanti, “vibrazioni” della carne.

Il faticoso percorso del soggetto pensante, quando si fa accettazione cosciente dell’altro da sé (oggetti eventi passioni), trova un sicuro punto d’approdo nel permanere, forte e sempre vigile, di memorie personali depurate da ogni eccesso passionale, quasi fossero osservate dall’esterno. Continua a leggere “Mi prende d’amore una forma di Nadia Alberici: la postfazione dell’editore Silvano Negretto”

Momenti di poesia. VORREI AVERE IL TEMPO, di ‎VincEnzo Pollinzi‎

Momenti di poesia. VORREI AVERE IL TEMPO, di VincEnzo Pollinzi

Antologica Atelier – poesie

VORREI AVERE IL TEMPO

Sopra le nuvole caparbio resiste
ancora un filo di azzurro
mentre a terra gli animali annusano
già gli umori della notte

Una radiolina a transistor
sparge nell’ aria satura
die Mondscheinsonate
e sembra invocare la luna

Io penso a te, a noi
a quei pochi istanti per
guardarsi negli occhi
che a me non bastano mai

Vorrei avere il tempo di parlarti
e chiederti una risposta senza
darti il tempo di pensare
Come ti va? Sei felice?

Ma come in un sortilegio
le domande restano
sempre senza risposta

e ti confondi ogni volta
tra le ombre fuggenti
nei meandri della notte.

Diritti Riservati@ 24 Aprile 2019

CIAK SI GIRA  ROMA CITTA’ APERTA… Roberto Busembai

CIAK SI GIRA  ROMA CITTA’ APERTA… Roberto Busembai

In questa giornata in cui si commemora la festa del 25 Aprile giorno della liberazione, mi è sembrato giusto, parlando di cinema, ricordare un film del quale difficilmente si può dimenticare la scena madre di una donna che rincorre il suo amato preso dal nemico per essere deportato.
Infatti avrete già capito di quale film si parla, “ROMA CITTA’ APERTA” di Roberto Rossellini.

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La storia è svolta negli ultimi giorni della guerra, quando il nemico tedesco e i fascisti sentivano le truppe di liberazione alle calcagna, già erano sbarcati in Sicilia. Ed è proprio in questo clima di abbandono e di rinuncia che il partito e il nemico sferrano i loro più tragici episodi di sterminio, proprio per estraniare tutta la rabbia e l’odio ultimo che possano elargire.

Giorgio Manfredi, un ingegnere comunista, riesce a fuggire dalle SS e trova ospitalità presso la signora Pina, una vedova che tramite il suo legame con un giovane partigiano, di cui aspetta un figlio, Francesco, è in qualche modo compromessa con la Resistenza.

Manfredi deve consegnare una forte somma a un gruppo partigiano, e allora la signora Pina tramite il suo bambino Marcello, lo farà mettere in contatto con un parroco della periferia attivo anche lui nella Resistenza un certo don Pietro.

Ma per fatti di sommosse vicine il quartiere della signora Pina subisce un’ampia retata da parte dei nazisti e naturalmente portano alla cattura di Manfredi e pure di Francesco.

Costoro vengono forzatamente caricati su un camion sotto le urla della signora Pina, che inseguirà urlando il nome del suo amato e che per questo verrà freddata immediatamente. Riusciranno a scappare, ma saranno ritrovati e uccisi come pure il buon don Pietro subirà la fucilazione di fronte al gruppo attonitodei ragazzi di quartiere, suoi chierichetti. Continua a leggere “CIAK SI GIRA  ROMA CITTA’ APERTA… Roberto Busembai”

Leggere un libro è vita!  di VincEnza Di Caprio

Leggere un libro è vita!  di VincEnza Di Caprio

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Leggere un libro è vita!
Nell’incanto di una parola scritta coltivi la bellezza delle piccole cose, incominci ad ascoltare ciò che ti circonda per poi giocare con le tue immagini viaggianti…
Tra le righe , ti puoi concedere un tuffo nel passato,ti rigeneri nel presente, e puoi fantasticare nell’incanto del futuro…
Leggere, ti porta ad un percorso variegato,accattivante ed emozionante!
L’intrigante mondo della parola scritta, è un intreccio per scoprire l’infinità che la vita ci dona!
Buona lettura con il mio libro… esiste ancora
RICORDI E RAGNATELE
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Momenti di poesia. PAPAVERO ROSSO (25 Aprile) di Roberto Busembai

Momenti di poesia. PAPAVERO ROSSO (25 Aprile) di Roberto Busembai

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PAPAVERO ROSSO (25 Aprile)

Ho dovuto lasciare
che i petali di un papavero
cadessero sfiniti
sul ciglio della strada,
ho dovuto colorare
l’erba di un colore rosso
per confondere del sangue
il suo lento percorso.
Ho dovuto lasciare
che un papavero rosso
finisse in mezzo al mare
portato dalle onde
verso la libertà del cuore
e il ricordo nella mente.

Roberto Busembai (errebi)

Immagine web

Momenti di poesia. DETERMINAZIONE… di ‘Nina Esposito

Momenti di poesia. DETERMINAZIONE… di ‘Nina Esposito

“DETERMINAZIONE – e i vorrei diventarono voglio e i prima o poi, adesso…”
(olio su tela 50×40)

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..onda franta su rocce
continua torno a riva
capitano con vela in brandelli
mantengo saldi rotta e timone
sconfitta prima ancora di cominciare
comincio uguale e arrivo
fino in fondo
in un mondo che va in pezzi
continuo a piantare mele
determinazione e speranza
petali d’un sol fiore…
.

Dove e Come Mi Curo, Alessandria. Protesi anca: SS. Antonio e Biagio 4° in Piemonte per n° interventi

Dove e Come Mi Curo, Alessandria. Protesi anca: SS. Antonio e Biagio 4° in Piemonte per n° interventi

www.doveecomemicuro.it, portale di public reporting delle strutture sanitarie italiane, ha realizzato un’indagine sugli ospedali più performanti per volume d’interventi per frattura del collo del femore e per tempestività dell’operazione (fondamentale per il buon esito e per la sopravvivenza del paziente). Nel comunicato stampa riportiamo, oltre ai dati relativi alla frattura del collo del femore, anche le classifiche regionali (e nazionali in un allegato a parte) dei 5 ospedali ai primi posti per numero di interventi per protesi d’ancaprotesi di ginocchio e protesi di spalla. Inoltre, le percentuali dei residenti che scelgono di farsi operare nella propria Regione (fonte dati: PNE 2017).

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Quanto alle fratture del collo del femore – raddoppiate in Europa in 50 anni – evidenziamo che solamente poco più di un terzo degli ospedali italiani accreditati (37%) rispetta gli standard minimi per volume e per percentuale d’interventi eseguiti entro 48 ore dal ricovero.

C’è, però, un dato positivo: migliora la tempestività dell’operazione sugli over 65. Le strutture che eseguono almeno il 60% delle operazioni entro 48 ore dal ricovero sono passate, infatti, dal 31% nel 2010 al 58% nel 2016.

Francesco Traina, Direttore della Struttura Complessa di Ortopedia e Chirurgia Protesica dell’Istituto Ortopedico Rizzoli di Bologna, dice in un’intervista (che alleghiamo) che l’obiettivo è arrivare al 100% e che gli studi invitano a intervenire addirittura entro 24 ore. Spiega, poi, quale prevenzione è possibile contro l’osteoporosi – prima causa delle fratture del collo del femore – fin dall’infanzia e a quali controlli sottoporsi se si rientra nella fascia di rischio di sviluppare la malattia (che, nel nostro Paese, colpisce 1 donna su 3 e 1 uomo su 5).

Segnaliamo che la struttura che effettua un maggior numero di interventi per frattura del collo del femore rispettando al contempo il valore di riferimento istituzionale per cui almeno il 60% delle operazioni sono eseguite entro 48 ore dal ricovero è l’Ospedale Maggiore Carità di Novara. Al 1° posto, per volume di interventi per protesi d’anca, invece, c’è il Centro Traumatologico Ortopedico (CTO) di Torino; per protesi di ginocchio, la Casa di Cura Città di Bra (CN); mentre per protesi di spalla, la Casa di Cura Villa Igea di Acqui Terme (AL). L’Ospedale Civile Santi Antonio e Biagio di Alessandria è al  posto in Piemonte per protesi d’anca mentre la Clinica Salus di Alessandria è al  per protesi di spalla. Continua a leggere “Dove e Come Mi Curo, Alessandria. Protesi anca: SS. Antonio e Biagio 4° in Piemonte per n° interventi”

Momenti di poesia. Daniela Cobaich Mascaretti

Momenti di poesia. Daniela Cobaich Mascaretti

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Poeti italiani del ‘900 e contemporanei

Ora che sei crepuscolo
ora che stai morendo
dallo sfinimento sopraffatta,
segnali di bellezza
guardi ancora…
Il tramonto rosato, annega nel giorno
si congiunge alla notte…
amanti per sempre
La rosa sul cancello…
petali di fuoco…
E sotto il piede
il fico schiacciato esalta
un afrore acro, mostra il suo ventre molle…lo respiri avida
di quei colori viola e verdi, vita e morte convulse insieme…
soffi impercettibili di bellezza nello smorire del giorno,
rubati al tempo

Daniela Cobaich Mascaretti

SP24aprile2019
Diritti riservati
Photo di Pierluigi Pedini

Riflessioni strada facendo, di Pier Carlo Lava

Riflessioni strada facendo, di Pier Carlo Lava

Question time: Ponte Bormida e passaggio livello di Spinetta Marengo

Riflessioni strada facendo, dal ponte Bormida al passaggio a livello di Spinetta Marengo. “Attualmente non abbiamo notizie se ci sono contatti in corso fra l’Amministrazione comunale e le ferrovie di Stato, così come non sappiamo se si sta effettivamente lavorando per arrivare alla realizzazione di un secondo ponte sul fiume Bormida”.

Ponte Bormida copiaPass livello Spinetta copia

di Pier Carlo Lava

Alessandria: Alcuni giorni fa avevo un impegno a Spinetta Marengo, perciò sono salito in auto e uscito dal parcheggio del condominio dove risiedo al quartiere Galimberti, ho percorso via Don Giovine sino alla rotonda di via Marengo, dove ovviamente ho svoltato a sinistra in direzione di Spinetta, il sobborgo più importante di Alessandria.

Dopo qualche chilometro in coda ad altre auto, dato che nella strada in questione  il traffico è sempre intenso, mi sono trovato a transitare sul ponte del fiume Bormida, che essendo un po datato secondo l’opinione di alcuni pare presenti qualche problemino strutturale, che visto la recente tragedia di Genova non è un fatto molto rassicurante.

Mentre transitavo sullo stesso la mia prima riflessione sul ponte Tanaro, l’altro fiume della città, dopo la famigerata alluvione del 94 sono stati rinforzati gli argini con muraglioni di cemento armato e altri interventi e sono stati costruiti due nuovi ponti e più recentemente dopo l’abbattimento dello storico ponte Cittadella, anche un altro ponte chiamato Meier (anche se molti avrebbero preferito chiamarlo Cittadella) dal nome dell’architetto statunitense Richard Meier.

Al contrario sul fiume Bormida esiste un solo ponte.

Perciò se per un qualche motivo dovesse essere inagibile si creerebbe un gravissimo problema per il traffico in entrata e in uscita da Novi Ligure, Tortona e altri paesi.

Vero è che esiste la tangenziale ma di certo da sola non potrebbe risolvere il problema che si verrebbe a creare.

E qui sorge la prima domanda a quando un secondo ponte sul Bormida? se ne parla da tempo ma al momento non si sa nulla in merito se non che è all’attenzione dell’Amministrazione comunale. In tal senso speriamo non passino degli anni  prima della realizzazione di un nuovo ponte e che nel frattempo non succeda nulla, altrimenti per Alessandria potrebbe essere un problema serio, nel frattempo non resta che attendere e sperare per il meglio.

Continua a leggere “Riflessioni strada facendo, di Pier Carlo Lava”

Alessandria merita verità: dal rimescolio dei numeri coperti 46 milioni

Alessandria merita verità: dal rimescolio dei numeri coperti 46 milioni

“Alessandria merita verità. Merita di tornare al centro dell’attenzione per trasparenza, legalità, coerenza con un indirizzo politico che richiami tutti al rigore e al buon senso, necessari per una sana gestione finanziaria ed economica. Il tempo del ‘rimescolamento’ dei numeri, per fingere quello che non c’era e non si è stati capaci di fare, è finito”afferma il sindaco di Alessandria.

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L’amministrazione comunale Cuttica, insediatasi a metà 2017, ribadisce come, sin dall’inizio del mandato, abbia avuto sempre ben fermo come obiettivo “il rispetto della legge”.

Ma non è stato sufficiente. Infatti, a febbraio è arrivata la deliberazione 14/2019 della Corte dei Conti – tranciante, ma anche illuminante – che invitava a un compiuto ripristino della regolarità amministrativa e contabile, nonché a rivedere gli interi impianto e impostazione, anche numerica, dei bilanci dal 2012 al 2016.

Un’analisi impietosa, che ha obbligato l’Amministrazione comunale a prendere coscienza di una realtà drammatica che nemmeno la struttura burocratica è riuscita a cogliere nella sua complessità. Impegnate numerose risorse umane, costituito un gruppo di lavoro ad hoc, si è cercato di dipanare “il mistero”, ovvero il non inserimento in bilancio del debito 2011, quantificato in 46.887.506,73 euro, riscontrato a partire dal 2012 fino all’ultimo esercizio di cui risulta approvato il rendiconto (2017). Continua a leggere “Alessandria merita verità: dal rimescolio dei numeri coperti 46 milioni”

Cantovivo “Oltre il ponte” da Elvio Bonbonato

Cantovivo “Oltre il ponte”

da Elvio Bonbonato

Il testo è di Italo Calvino, partigiano a 20 anni col fratello Floriano 16enne; la musica di Sergio Liberovici. 

La ragazza dalle guance di pesca, destinataria della canzone, sarà presto Giovanna, la figlia tanto desiderata dallo scrittore. 

Il compianto Alberto Cesa, fondatore dei Cantovivo, suona anche la ghironda. 

I Cantovivo erano un importante gruppo torinese attivo per 20 anni, che faceva ricerca di canti popolari, piemontesi e occitani, da eseguire nei loro concerti.

 

Resistenza ieri, 25 aprile oggi, di Sergio Favretto

Resistenza ieri, 25 aprile oggi, di Sergio Favretto – avvocato e saggista storico della Resistenza

https://appuntialessandrini.wordpress.com/

AlessandriaE’ sufficiente leggere le pagine dei quotidiani e dei settimanali locali, visitare alcuni siti web istituzionali e non, per cogliere come il 25 aprile sia una data e un momento di memoria collettiva forte.

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+Per questo appuntamento sono previsti cortei, incontri in piazza, passeggiate fra le colline, letture di testi, interpretazioni teatrali, mostre e rassegne documentali, rievocazioni storiche. Ampia e variegata la partecipazione: dai testimoni di allora, da ex partigiani, studenti, storici, amministratori locali, gruppi musicali, militari ed associazioni tematiche.

Il 25 aprile oggi, non è solo memoria, ma convinzioni partecipate. Rispetto alle edizioni degli anni 60 e 70, quando il ricordo e la cerimonia caratterizzavano gli appuntamenti, oggi pare rinvenire maggior consapevolezza e profondità. Negli ultimi decenni gli storici hanno declinato meglio la nostra Resistenza, gli studenti hanno colto i significati più autentici, i cittadini si sentono più coinvolti in un evento corale fondante.

A Casale, il Collettivo Teatrale leggerà, nel luogo della fucilazione della Banda Tom, alcuni brani dei giornali dell’epoca annuncianti la Liberazione; a Carrega Ligure e Rocchetta Ligure, una mostra e una rievocazione storica ricorderanno la missione america OSS Peedee, paracadutata sul Monte Antola in aiuto alla Resistenza alessandrina-ligure; fra Cossano Belbo, comune di origine della formazione partigiana creata e guidata da Piero Balbo Poli, e Castino, Vesime con il suo aeroporto partigiano Excelsior, fino a Valdivilla, è stato allestito un percorso culturale con tabelloni informativi e una app scaricabile dai siti dei vari Comuni per celebrare la Resistenza descritta nelle pagine di Fenoglio; ad Alessandria, l’ANPI e l’Isral hanno promosso una serie di formule rievocative originali come la proiezione del video “Viva la Libertà”, prodotto dal laboratorio cinematografico dell’Istituto Tecnico “Volta”, come la mostra Con le armi, senza le armi. Partigiani e società civile in Piemonte (1943-1945), presentata da Luciana Ziruolo, Direttore Isral, come l’intervento di Cesare Panizza, coordinatore scientifico di QSC: Dalle belle città date al nemico. Continua a leggere “Resistenza ieri, 25 aprile oggi, di Sergio Favretto”

Momenti di poesia. ASSENZA, di Roberto Busembai

Momenti di poesia. ASSENZA, di Roberto Busembai

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ASSENZA

Hai dimenticato
sul chiodo la tua giacca,
quella marrone scuro
di pesante panno,
o forse l’hai lasciata apposta
perchè ti ricordassi
ogni giorno.
Hai dimenticato persino
di salutare,
forse era troppa la fretta
di partire,
o sicuramente è stata
la sorpresa inaspettata
che ti ha portato via
non volendo.
Hai dimenticato pure
di mangiare,
la mela sul davanzale
è diventata marcia,
invasa da formiche
e da insetti vari,
forse ora la prenderesti
per mangiare
quanto io vorrei adesso
dartela per sbucciare.
Hai dimenticato
la giacca appesa al chiodo
e non puoi immaginare
quanto il vederla
mi faccia stare male.

Roberto Busembai (errebi)

Immagine:Andrew Wyeth – Williard’s coat

74° anniversario della Liberazione: visita dell’Ambasciatore e della Delegazione Brasiliana nel ricordo di Luiz Lopes Dornelles, pilota della Forza Aerea Brasiliana morto ad Alessandria il 26 aprile 1945

74° anniversario della Liberazione: visita dell’Ambasciatore e della Delegazione Brasiliana nel ricordo di Luiz Lopes Dornelles, pilota della Forza Aerea Brasiliana morto ad Alessandria il 26 aprile 1945

Una celebrazione – quella del 74° anniversario della Liberazione – che ad Alessandria quest’anno si arricchisce di una presenza importante sotto l’aspetto istituzionale oltre che storico.

La ragione non è infatti solo collegata al doveroso e riconoscente ricordo dei tanti (troppi) sacrifici che il Popolo italiano dovette sopportare, spesso pagando di persona con la propria vita, per ritornare a vivere in condizioni di libertà e democrazia dopo gli anni bui della dittatura e del secondo conflitto mondiale.

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La ragione, quest’anno, è anche legata al ricordo di un pilota brasiliano, il Ten. Luiz Lopes Dornelles, capo formazione di una pattuglia aerea di caccia bombardieri delle Forze Alleate, che venne abbattuto durante la II guerra mondiale (esattamente il 26.04.1945) in prossimità dell’attuale sede del Liceo Scientifico Galileo Galilei in Alessandria.

La presenza dei militari brasiliani in Alessandria durante il secondo conflitto bellico mondiale si manifestò sia a livello di truppe di terra — la FEB (Força Expedicionaria Brasileira) tra i cui comandanti operava il Brigadier Castelo Branco, futuro Presidente del Brasile — sia a livello aereo (con gli avieri della FAB, Força Aerea Brasileira comandata dal Colonnello Nero Moura e con 48 Ufficiali Piloti che tra il 6 ottobre 1944 — inizio delle operazioni in Italia — e il 26 aprile 1945 si ridussero in 22). Continua a leggere “74° anniversario della Liberazione: visita dell’Ambasciatore e della Delegazione Brasiliana nel ricordo di Luiz Lopes Dornelles, pilota della Forza Aerea Brasiliana morto ad Alessandria il 26 aprile 1945”

Viguzzolo: Programma 25 aprile

Viguzzolo: Programma 25 aprile

Segnalo e allego il programma degli eventi previsti il 25 aprile a Viguzzolo.

Renzo Penna

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Ore 9.15 Piazza della Libertà Raduno dei partecipanti alla manifestazione

Ore 9.30 Saluto del Sindaco

Formazione del corteo

A seguire:

Monumento a Virginio Arzani

Deposizione corona a “Chicchirichì”

Targa a Domenico Salvatico

Deposizione corona

Via Virginio Arzani

Posa della targa a “Chicchirichì

Via Generale Giuseppe Bernardelli

Posa della targa a “Claudio”

Ore 11 Pieve Romanica Santa Messa

Ore 11.30 Saluto del presidente ANPI sezione di Viguzzolo

Segue: Orazione ufficiale del On. Renzo Penna, storico della Resistenza

Nel corso della manifestazione è previsto l’intervento degli alunni della scuola secondaria

In caso di maltempo si terrà nella Sala Consigliare

Sabato Matteo Salvini a Biella e poi a Torino: parte ufficialmente la campagna elettorale della Lega in Piemonte

Sabato Matteo Salvini a Biella e poi a Torino: parte ufficialmente la campagna elettorale della Lega in Piemonte

Sabato 27 aprile sarà il segretario federale Matteo Salvini ad aprire ufficialmente la campagna elettorale della Lega in Piemonte.

L’arrivo del Ministro degli Interni è previsto per le ore 18.30 a Biella, a supporto del candidato sindaco del centro destra Claudio Corradino.

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Sarà poi il Golden Palace Hotel di Torino (Via dell’Arcivescovado 18) alle ore 21 la cornice in cui Matteo Salvini presenterà ufficialmente tutti i candidati piemontesi della Lega al Parlamento Europeo e al Consiglio Regionale, oltre a tutti i candidati sindaco.

In una serata che si annuncia piena di pathos e di entusiasmo Matteo Salvini, accompagnato dall’on. Riccardo Molinari, segretario della Lega Piemonte e capogruppo della Lega alla Camera, incontrerà centinaia di amministratori locali, militanti ed elettori, illustrando il programma, le idee e i progetti con cui la Lega si appresta a chiedere a tutti i piemontesi un voto di cambiamento, per l’Europa, per il Piemonte e per numerose amministrazioni locali.

Ufficio Stampa Lega Piemonte

CERENDERO  E  LA  CHIESA  DI  SAN  RUFINO, di Lorella Torti e Elvio Bombonato

CERENDERO  E  LA  CHIESA  DI  SAN  RUFINO, di Lorella Torti e Elvio Bombonato

CERENDERO  E  LA  CHIESA  DI  SAN  RUFINO

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Raccontiamo la storia, affascinante e assurda, emozionante e irragionevole, di una chiesa antica, crollata agli inizi dell’ ‘800;  ricostruita, solenne e maestosa, alla fine del secolo, e di nuovo crollata.

Cerendero è un paese della Val Borbera, situato nella valle di Gordanella  sopra il torrente omonimo, noto per  le cascate di Gordena.  Fu abbandonato negli anni ‘60, ma ora viene ripopolato d’estate da una ventina di famiglie, che si sono organizzate per farlo rinascere. 

A poca distanza, nel bosco sotto il cimitero, esiste una chiesa monumentale, quasi una cattedrale, dedicata a San Rufino,  un eremita del VI secolo.  

Il suo documento più antico risale al 1248; divenne parrocchia autonoma (dipendeva già allora da Mongiardino) nel 1647; l’edificio subì gravi danni, causati da una frana, a partire dal 1790; dopo il crollo del tetto nel 1820, il declino irreversibile.

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Nel 1891 il nuovo parroco, originario di Gordena, don Agostino Tambutto, l’anima del paese, volle ricostruirla. L’ingegnere genovese  Luigi Balbi relazionò sulla situazione geologica che aveva provocato il crollo dell’antica chiesa:  fondamenta poco profonde, materiali scadenti, infiltrazioni d’acqua; Il terreno in discesa (spianato senza costruire i muretti in pietra per bloccarlo), non sopportò l’ingente peso dell’edificio, con i muri ormai lesionati, costruito proprio a ridosso della montagna, dalla quale defluiva l’acqua infiltratasi, e iniziò a slittare verso la valle sottostante.

Tuttavia gli abitanti di Cerendero ridiedero vita alla propria “cattedrale”, e la vollero nello stesso luogo;  poste le fondamenta, fu ricostruita in tempi brevissimi:  dal 1898 alla consacrazione nel 1904. Un impegno straordinario, logistico ed economico, incredibile.  Furono trovati i benefattori, l’intera comunità si impegnò;  nel tempo libero, gli abitanti  trovarono e trasportarono le pietre per i muri, lavorando agli ordini del capomastro, che seguiva il progetto dell’ingegnere. 

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Il Ministro delle Politiche Agricole Gian Marco Centinaio in visita alla Centrale del Latte

Il Ministro delle Politiche Agricole Gian Marco Centinaio in visita alla Centrale del Latte.

Alessandria – Sabato 27 Aprile – Ore 10

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Dopo una breve visita allo stabilimento produttivo, il Ministro, accompagnato dall’On. Riccardo Molinari e dal Sindaco di Alessandria Gianfranco Cuttica, affronterà i temi “caldi” dell’agenda locale con i rappresentanti delle associazioni agricole e delle categorie economiche: dalle politiche di sostegno al settore lattiero-caseario all’impatto di una corretta informazione a tutela della salute e sicurezza alimentare.

Alessandria, 24 Aprile 2019

La Centrale del Latte di Alessandria e Asti ha il piacere di comunicare che Sabato 27 Aprile alle ore 10 è prevista l’importante visita istituzionale del Ministro delle politiche agricole, alimentari, forestali e del turismo, Gian Marco Centinaio, presso la sede di Viale Massobrio 10/12 ad Alessandria.

Accompagnato dall’On. Riccardo Molinari, dal Sindaco di Alessandria, Gianfranco Cuttica di Revigliasco e dalle altre Autorità locali, il Ministro Centinaio sarà protagonista di una breve visita guidata al nostro stabilimento di produzione e di un momento di confronto sugli importanti temi che investono tanto il Paese quanto il nostro territorio: innanzitutto l’azione legislativa per mantenere la partecipazione degli Enti Locali nel capitale delle Centrali del Latte, a ulteriore garanzia del controllo della filiera di produzione e della diffusione di una corretta cultura alimentare. E poi gli impatti dei cambiamenti climatici e della siccità sulle produzioni agricole, la preoccupante diffusione delle fake news sui temi alimentari ma anche la crescente sensibilità dei consumatori verso le produzioni a filiera corta e sostenibili che rappresenta una importante opportunità economica e ambientale per gli operatori locali. Continua a leggere “Il Ministro delle Politiche Agricole Gian Marco Centinaio in visita alla Centrale del Latte”

Momenti di poesia. Quel cuore di Madre… di Rosario Rosto

Momenti di poesia. Quel cuore di Madre… di Rosario Rosto

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Quel cuore di Madre
che è la vita.

All’interno dei nostri
pensieri nascosti,
fra le parole non dette
vagano riflessi della nostra vita.

Ed è di lei, che io spesso scrivo.
È un modo per renderle
omaggio sempre.

Questa vita è “il cuore” di tutti noi.

Ella si concede,
attraverso emozioni
a volte non facili,
talvolta con dispiacere,
a volte con dolore.
A volte, come
la più dolce delle Madri.

Con la pazienza
che solo l’amore sa darle.
Lei rimane li, ad aspettare
sempre il tuo ritorno.

Rosario Rosto

Molinari (Lega) su Atp Tennis 2021-2025 a Torino: “Un grande traguardo, frutto della nostra determinazione e concretezza”

Molinari (Lega) su Atp Tennis 2021-2025 a Torino: “Un grande traguardo, frutto della nostra determinazione e concretezza”

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“Una grande conquista non solo per il tennis italiano, ma per il nostro Piemonte. La dimostrazione che la Lega promette e realizza, dopo che altri hanno perso occasioni importanti come le Olimpiadi. Sono davvero soddisfatto: ed è solo un antipasto, rispetto ai risultati che il centro destra a traino Lega potrà ottenere per il Piemonte nei prossimi cinque anni”.

Riccardo Molinari, segretario della Lega in Piemonte e capogruppo alla Camera, non nasconde la soddisfazione: “solo qualche giorno fa Fabio Fognini ha vinto il torneo di Montecarlo, riaccendendo l’entusiasmo di milioni di appassionati di tennis. Oggi arriva una notizia per noi piemontesi ancora più bella: Torino sarà sede ufficiale delle Atp Finals, il torneo più importante del tennis maschile dopo le quattro prove Slam, dal 2021 al 2025.  Per Torino, dopo l’occasione persa delle Olimpiadi, è un’opportunità fondamentale per ribadire la vocazione internazionale della città, e dell’intero Piemonte”. Continua a leggere “Molinari (Lega) su Atp Tennis 2021-2025 a Torino: “Un grande traguardo, frutto della nostra determinazione e concretezza””

Intervista alla scrittrice Giulia Bocchio. L’arte deve essere libera dalle strategie

Intervista alla scrittrice Giulia Bocchio. L’arte deve essere libera dalle strategie

Intervista alla scrittrice Giulia Bocchio

Alessandria today, dopo la sua biografia che trovate a questo link:https://alessandria.today/2018/10/05/giulia-bocchio-scrittrice-si-presenta-ai-lettori-di-alessandria-today-2/, è lieta di pubblicare anche un intervista alla scrittrice alessandrina Giulia Bocchio.

Giulia è nata nel 1991 a Tortona, esplicita la propria febbre creativa nel 2013 pubblicando la silloge Harmattan Poetico (Lorenzo Ed.) che il celebre poeta e critico torinese Armando Santinato definirà sulla rivista Vernice “ (…) Una comparsa del tutto nuova nel firmamento della poesia italiana e non solo. Una silloge che cattura e coinvolge, al di là d’ogni steccato convenzionale, per originalità dell’ispirazione e la provocazione simbolica del messaggio ”.

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Qual è il valore che tu dai all’arte?

L’arte? Quasi una religione per me, di sicuro un credo. Ha un valore fondativo e diverse forme espressive ma è il compromesso per l’eterno. Gli artisti sono mortali, l’arte no, un’opera trascende il tempo, addirittura il presente e si dona a più epoche, attraversandole tutte se è autentica, se è libera. L’impulso creativo, che ha nell’immaginazione il suo abisso e il suo apice, non è che il tentativo tutto umano di lasciare un messaggio, una traccia perenne di sé, un disperato restare. Rispetto alla storia del mondo la nostra esistenza non è che un frammento infinitesimale di tempo, ma trasformare un vissuto, una sensibilità, un’idea in un’opera d’arte ti permette di esistere oltre il tuo stesso vissuto. Dai segni sulla pietra, agli affreschi, dalla musica ai romanzi l’arte è un universo che si alimenta di occhi: io stessa mi dico che le mie poesie, i miei libri sopravviveranno a me e questo è salvifico.

Per la Casa Editrice Marsilio hai pubblicato il tuo terzo libro “L’Olimpo Nero del sentire”, un saggio di Estetica dedicato alla bruttezza, pieno di citazioni e riflessioni filosofiche. È stato difficile rendere affascinante il brutto? E perché hai deciso di scrivere un libro così particolare?

Per scrivere sul “brutto” bisogna amare molto il suo contrario. L’Estetica è uno dei settori più interessanti del pensiero filosofico, così mi sono occupata della bruttezza attraverso un vero viaggio fra aggettivi, quadri, personaggi e teorie facenti parte di un Olimpo effettivamente nero, fosco, molto lontano dall’ideale e dal canone. Questo libro ti porta in basso, ti fa scendere fra i meandri dell’orrifico ma nello stesso tempo ti dà il braccio fra gli abissi inesplorati di un brutto che sa anche affascinare perché ricco di attitudini inconsuete. Ho esaltato il brutto, omaggiandolo quasi, non per renderlo più affine al bello, ma per renderlo altrettanto incantatore. E allora, a quel punto, dov’è il confine fra i due opposti?

Continua a leggere “Intervista alla scrittrice Giulia Bocchio. L’arte deve essere libera dalle strategie”

Una riflessione di Valeria Montaldi

Una riflessione di Valeria Montaldi

Riflessioni da scrittrice durante una notte insonne. Detto che, almeno qui in Italia, la narrativa che va per la maggiore è quella “gialla” (o poliziesca, o thriller, chiamatela come volete, non c’è grande differenza), detto che il motivo per cui questo genere si vende senza difficoltà è legato alla volontà di esorcizzare il male da parte del lettore (“e’ tutto finto, quindi il male è solo sulla carta”), detto che invece, purtroppo, il male esiste davvero e che finché non lo troviamo pronto ad azzannarci non ce ne rendiamo conto, mi chiedo se noi scrittori non potremmo, almeno di tanto in tanto, volgere lo sguardo (o meglio, spostare le dita sulla tastiera) verso altre tematiche.

L’umanità è fatta di bene e di male, come sappiamo tutti, e quindi basta descriverla con cura, senza il bisogno, credo, di aggiungere sangue “finto” a quello che già ci cola intorno.
P.s.- questa riflessione, prima che ad altri stimatissimi colleghi, è rivolta a me stessa, ovviamente…

U vicu da Carreria, di Vincenzo Pollinzi. Il Vicolo (Traduzione in Italiano dal Dialetto Rocchisano)

U vicu da Carreria, di Vincenzo Pollinzi

U vicu ù duna segni e vita
e sutta nu sule vruscente
ppe cose e gianti,
para abbannunatu a iddru stessu.
Sagghiannu si quattru scaluni
nu pensiaru ammucciatu
appiccia torna chiddra nostalgia
sempre custodita intra
nu morziciaddru e pagura,
quasi ara tenire luntanu e mia stessu.
Ma si nne si luntanu e chiudi l`uacchi
rijiasci miaghju a capiscire i sianzi
e ne vidi e malincunie…
e chiddru chi te manca.
U`c`è sù cchiù e fimmine
sedute subba u muriattu
chi tuttu senta,cumpari e pacenziusu.
U`c`è cchiù…e d`è ammutata puru
a parrasia a festa di quatrariaddri loru.
E duve su ghjùti i ziariaddri cu ra canottìara
chi mustravanu aru vìantu du vicu
u pìattu,a faccia e l`arrummulare e l`anni?
È cuamu si a d`ammutare forra a Vita stessa!
Tuttu cumincia,se trasforma e finiscia…
s`arrummula e va avanti.
Vulerra ca su circhiu du mia,
mentre se strincia senza frica,
u se chiuderra ccà,intra su Vicu,
duve tuttu ppe mia è cuminciatu
e duve tuttu vulerra u se finiscia.

Diritti Riservati

Il Vicolo (Traduzione in Italiano dal Dialetto Rocchisano)

La strada non dà segni di vita
e sotto un sole spietato
per cose e Genti,
sembra abbandonata a se stessa.
Salendo i pochi gradini
un pensiero nascosto
riaccende la nostalgia
sempre custodita
in un pizzico di paura,
quasi a volerla tenere distante da me.
Ma se sei lontano e chiudi gli occhi
riesci meglio a carpirne i sensi
e ne metti a fuoco le malinconie…
E quello che ti manca.
Non ci sono più le donne
sedute a ridosso del muretto
che tutto ascolta,paziente e complice.
Non c`è più… e tace anche
il vociare festoso die loro bambini.
E dove sono finiti i vecchietti in canottiera
che consegnavano al venticello del vicolo
il petto,la faccia e l`avanzare degli anni?
È come se a tacere fosse la vita stessa.
Tutto comincia,si trasforma e tutto finisce,
si avvicenda e va avanti.
Vorrei che il mio cerchio
nel suo restringersi senza fretta
si chiudesse qui,in questo luogo,
dove tutto per me è incominciato
e dove tutto vorrei che finisse.

Diritti Riservati

Nota: Un grazie di cuore a mio nipote Pierino Pollinzi che con pazienza e affetto mi ha aiutato nella stesura del Testo in Rocchisanu, perchè mancando da molto certe sfumature un pò sono andate perse. Grazie a tutti se siete arrivati fin qua.

Francesco Coppero, modellismo navale e intarsio del legno, le passioni di grande un artista alessandrino

Francesco Coppero, modellismo navale e intarsio del legno, le passioni di grande un artista alessandrino

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di Pier Carlo Lava

Alessandria, incontrare un artista, vedere le sue creazioni e visitare il suo laboratorio è sempre una grande emozione, come quella che abbiamo provato quando siamo andati a trovare l’alessandrino Francesco Coppero.

Coppero da quarant’anni, oltre a quella dei cani, coltiva le sue due grandi passioni il modellismo navale e l’intarsio del legno, con il quale realizza le sue opere nel laboratorio di via Rosselli ad Alessandria.

Una passione quella di Coppero nata quando ancora ragazzino, realizzava piccoli velieri con gusci di noci e stuzzicadenti. Continua a leggere “Francesco Coppero, modellismo navale e intarsio del legno, le passioni di grande un artista alessandrino”

Momenti di poesia. Passeri ciechi, di Yuleisy Cruz Lezcano

Momenti di poesia. Passeri ciechi, di Yuleisy Cruz Lezcano

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Passeri ciechi

Mentre qualcosa sprofonda
dentro lo sguardo,
nei miei occhi
bandate di passeri
mi offrono il volo.
Passeri senza occhi
si muovono su fogli di carta,
palpitanti sulle pagine
consolano ore immobili
di orologi addormentati.
Apro gli occhi
a mondi inventati,
apro i sensi a canti intrusi
e sono nel paradiso degli illusi,
di coloro che non hanno mai smesso
di sognare.

Y. C. L.

Buon 25 aprile, con le parole di Dino Buzzati

Bacio-Times-Square

Ecco, la guerra è finita.
Si è fatto silenzio sull’Europa.
E sui mari intorno ricominciano di notte a navigare i lumi.
Dal letto dove sono disteso posso finalmente guardare le stelle.
Come siamo felici.
A metà del pranzo la mamma si è messa improvvisamente a piangere per la gioia, nessuno era più capace di andare avanti a parlare.
Che da stasera la gente ricominci a essere buona?
Spari di gioia per le vie, finestre accese a sterminio, tutti sono diventati pazzi, ridono, si abbracciano, i più duri tipi dicono strane parole dimenticate.
Felicità su tutto il mondo è pace!
Infatti quante cose orribili passate per sempre.
Non udremo più misteriosi schianti nella notte che gelano il sangue e al rombo ansimante dei motori
le case non saranno mai più così immobili e nere.
Non arriveranno più piccoli biglietti colorati con sentenze fatali,
Non più al davanzale per ore, mesi, anni, aspettando lui che ritorni.
Non più le Moire lanciate sul mondo a prendere uno qua uno là senza preavviso, e sentirle perennemente nell’aria, notte e dì capricciose tiranne.
Non più, non più, ecco tutto;
Dio come siamo felici.

25 aprile, Dino Buzzati