“Er miserere de la Settimana Santa”, sonetto di Gioacchino Belli

“Er miserere de la Settimana Santa”, sonetto di Gioacchino Belli
31 marzo 1836

da: Giuseppe Amadio

Tutti l’ingresi de Piazza de Spaggna
nun hanno antro che ddì ssì cche ppiacere
è de sentì a Ssan Pietro er miserere
che ggnisun istrumento l’accompaggna.
Defatti, cacchio!, in ne la gran Bertaggna
e in nell’antre cappelle furistiere
chi ssa ddì com’a Roma in ste tre ssere
“Miserere mei Deo sicunnum maggna?”
Oggi sur “maggna” ce sò stati un’ora;
e cantata accusì, sangue dell’ùa!,
quer “maggna” è una parola che innamora.
Prima l’ha detta un musico, poi dua,
poi tre, poi quattro; e ttutt’er coro allora
j’ha dato giù: “misericordiam tua”.

Questo sonetto di Gioacchino Belli me l’ha ricordato tempo fa, in un commento a un mio post, l’amico Elvio, di cui in molti apprezziamo le analisi e i commenti a testi poetici più o meno famosi.
A me il sonetto ha fatto sorgere una forte curiosità su quel Miserere, cantato in San Pietro nella Settimana Santa, senza accompagnamento di strumenti musicali, così apprezzato dagli inglesi che alloggiavano in Piazza di Spagna. E ho appreso che era un Miserere a nove voci, di tal Gregorio Allegri, lavoro effettivamente famoso, di cui era persino vietato ricopiare la musica. E pare che Mozart lo abbia ascoltato, memorizzato e poi trascritto. Dunque, se piaceva tanto a Mozart, oltre che agli inglesi di Piazza di Spagna, ho pensato, piacerà anche a me.E così è stato. Oggi andando su YouTube e cercando “miserere, allegri” se ne possono trovare diverse registrazioni. Io consiglio vivamente quella di cui ho qui unito il link, che trovo molto bella. Nell’ascoltarla ho constatato che non è affatto vero quanto dice Belli nelle terzine: i cantori non stanno un’ora sul “magna” con singole voci per poi concludere tutti insieme “misericordiam tua”, idea che mi piaceva e mi sembrava assolutamente credibile, oltre che molto efficace per esprimere l’emozionato commento di un ascoltatore popolano. Ma sono stato tutt’altro che deluso.
Musica, penitenziale, sublime, e a un certo punto (al minuto 1:27, se non sbaglio) entra in primo piano una ragazza, con una voce incredibile, che canta una melodia ancora più incredibile, davvero “mozartiana”; e la ragazza, giovane e carina, ha un’espressione così concentrata in ciò che sta facendo, da parer dipinta. A me poi ha fatto venire in mente un’altra cantante, vista in un bellissimo film del compianto Krzysztof Kieślowski, “La doppia vita di Veronica”, che canta con altrettanta concentrazione i versi iniziali del II canto del Paradiso di Dante. E muore cantandoli. Un pezzo di cinema (e di musica) a mio giudizio assolutamente imperdibile. A parte posterò il link relativo, visto che non mi sembra possibile linkare due video nello stesso post.
Quanto al Miserere di Allegri, lo colloco al primo posto di una ideale lista di brani musicali da proporre come mio ultimo saluto agli amici che ho, anzi che avrò quel giorno spero molto lontano, su questo pianeta.

https://www.youtube.com/watch?v=IA88AS6Wy_4&fbclid=IwAR0SuFwUnAk9oJUkThlmi2b7moEIciVe7KnUJKB_U_5w7uw6UzAUSmxgyCs

Autore: alessandria today

Ex Dirigente, consulente e ora blogger

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