Rivarone River Trophy, di Lia Tommi

Il 5 Maggio 2019 ritorna a grande richiesta il Rivarone River Trophy (RRT), la giornata dedica al fiume attraverso giochi, giri in canoa e zattere in totale sicurezza. Novità di quest’anno saranno il ripristino di un servizio di traghetto dopo quasi un secolo e il ponte tibetano.Oltre a un tranquillo giro in fiume, si potrà anche fare sfide in canoa e zattere.Inoltre, durante tutta la giornata, servizio ristoro con panini e grigliata.Il RRT nasce da una collaborazione tra ARCA, SOMS e Gruppo Scout Agesci Valenza 1. Vi aspettiamo!!!Buona giornata.ARCA

Racconti: Una cosa breve, di Enrico Toso

Racconti: Una cosa breve, di Enrico Toso

“Avevo freddo in quel paesino di frontiera, sperso tra montagne brulle, aspre, dove tirava sempre un forte vento. Ero lì da pochi giorni e dopo altrettanti me ne sarei dovuto andare. Camminavo, respirando sotto la sciarpa, a capo chino e il busto leggermente inclinato in avanti. “Devo trovare un posto caldo” pensai.

Un’insegna luminosa attirò la mia attenzione, mentre scendevano i primi fiocchi di neve. Entrai nel bar, mi avvicinai al bancone e ordinai. Nell’attendere, girai lo sguardo attorno. C’erano due vecchi che giocavano a carte, una giovane coppia che rideva, come solo due innamorati sanno fare, un uomo solitario che affogava la sua tristezza in un bicchiere di vino, e poi, accanto, tu.

Mi avvicinai e ti chiesi se potevo sedermi. Senza guardarmi, mi facesti un segno d’assenso con la testa. Mentre bevevo, osservavo le tue mani sferruzzare velocemente una matassa che si assottigliava inesorabilmente, rotolando sul pavimento. Continua a leggere “Racconti: Una cosa breve, di Enrico Toso”

La pianista Anna Dari si racconta : quando la vita diventa musica, poesia e colore… ; di Lia Tommi

Alessandria today @ Web Media Network - Pier Carlo Lava

Anna Dari ci racconta come nasce il suo libro “Prigioniera libera” ( editrice Letteratura Alternativa, Asti ) , in cui descrive il potere catartico e terapeutico della creazione artistica : quando la vita diventa musica, poesia e colore …..

– Tutto iniziò la sera del 9 luglio 2007 quando, nell’ incantevole cornice di piazza Cattedrale della mia città, Asti , assistetti al concerto pianistico dell’allora esordiente Giovanni Allevi che, tra un brano e l’altro, raccontava gli episodi salienti della sua vita umana e artistica.
A un certo punto ricordo che pensai “ Un pianista classico che ha lasciato gli spartiti per comporre musica sua …. Forse anche io ce la potrei fare…..invece di cercare di fare jazz e non riuscirci …..potrei comporre musica mia !!!”. Così avvenne come uno squarcio improvviso : nuovi orizzonti esplosero nella mia mente troppo provata e persa nel buio tunnel della mia difficile vita e…

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Caramelle

Il calamaio di Lalli

Che casino questa vita, mamma mia!
Il mondo gira quindi se al mattino sta su, alla sera ti trovi la testa in giro e devi ripartire da zero, pensare al piano B, alla metro C, al Canale 8, al treno per Varsavia. Penso a tutto il mondo e alla gente che si tiene per mano la cui energia ed il cui calore imprime alla Terra il suo moto rotatorio. E c’è Dio che ci guarda, ci guida e ride e piange con noi. Ma alla fine sei tu che ti devi salvare, imparando ad usare excell, sacrificando il congiuntivo. Ma penso anche che essere mediocri non sia poi tanto male, se tanto non hai niente da dire. Che chi se ne frega perché io oggi ho trovato una scrittrice che mi piace, anche se non ho mai visto il Duomo di Milano, ma tu l’hai vista Napoli? Io si. E…

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. sentieri aperti .

Nodi.Arsi.Sotto.La.Pelle

fammi entrare nel tuo viaggio dai sentieri aperti
in cui acerba resta l’anima / intatta
come nella consapevolezza mortale della complicità

fammi essere il tuo luogo d’ombra
casa dai tetti sicuri dove non entra il sole
e il silenzio è l’unica prospettiva a vincere sulla ragione

camminiamo insieme fino all’imbrunire
lungo il sentiero dell’anima
lungo i campi dove si infittisce l’animo

fammi tremare / scolpiscimi
senza tregua sgualciscimi il cuore
e rimettilo a posto
accanto al tuo
dove la solitudine è un covo calmo
un cespuglio di cui cibarsi

fammi tremare / rendimi imprevedibile
spalancami l’anima
come fanno le prime luci dell’alba
abbagliami dell’eternità assoluta dei tuoi occhi
e stupiscimi con una carezza
crudele che non lascia segno

©Runa

on air : https://www.youtube.com/watch?v=iIJu5ZYq-ck

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Giornata da Clochard

Daniele Mallamace Scrittore

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Un vecchio vagone abbandonato era la mia casa oramai da un paio d’anni.

Non riuscivo a dormire, il freddo penetrava la mia carne fino alle ossa.

Accanto a me non avevo più nessuno.

Ero SOLO.

Senza moglie, senza figli, senza amici, senza soldi, senza dignità,

ero solo un FANTASMA SENZA VOLTO.

Si, perché noi Clochard non siamo neanche degni di un vostro sguardo o di un sorriso o di una semplice chiaccherata, NOI SIAMO IL NULLA.

Affondo la mia mano ghiacciata, all’interno delle tasche dei miei pantaloni, con la speranza di aver ancora una piccola monetina.

È un euro, la testa mi dice di resistere e di metterlo da parte cercando di non spenderlo ma il mio corpo chiede a gran voce un caffè bollente per riscaldare anche per pochi minuti ciò che resta di me.

Alla fine, cedo, entro in un bar tra gli sguardi quasi schifati delle persone…

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.vita cangiante.

Nodi.Arsi.Sotto.La.Pelle

vado contro voglia verso il greto assottigliato di questo tempo cercando di inquadrare il sedimento che costeggia l’altrove muto a cui ho affidato il nodo del ristoro di un’esistenza che chiede venia e risveglio fra le radici statiche ,messe al riparo nelle stuoie arse di memorie interrotte solo dalle parole che arrotondano l’equilibrio e smussano la vertigine del pensiero che s’attarda come nella mistificazione della luna, come un arco di luce che si palesa di speranza e fuoco sulla schiena curva oltre la soglia di un orizzonte a raccogliere bagliore a sufficienza per la sopravvivenza . intanto osservo lo schiudersi dell’inconsistenza nell’imboscata della notte che simula accoglienza mentre il denigrare degli occhi si perde nel confine dei luoghi che vanno oltre gli spigoli degli incroci , oltre i ritorni che fiutano esigenze mentre l’evasione della pelle evapora nel mutare di un profilo che ha l’inevitabile consenso di reclamarne una vita…

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.cosi la notte.

Nodi.Arsi.Sotto.La.Pelle

Esordisce così la notte
con un solo intento silenzioso
un unico minuto caleidoscopico
uno spasmo fra le iridi rosse
di una latitudine passionale
che non frena ma _
arriva invulnerabile fino al pensiero
con un rebus di memorie e squarci
fra palpiti di lingua a delirare
e costrizioni ad accarezzare le tempie
come una frequenza astrale .

Esordisce così la notte
con la bocca punta dalla stelle
unta da quel volere che è
una pazzia all’improvviso
una fiamma a mezzobusto
che diventa fusto di cui nutrirsi
riuscendo a compromettere
la visione celeste di un corpo
reclinato fra il collo e il petto_
una cava franata
con il solo mio consenso .

©Runa

on air now :https://www.youtube.com/watch?v=VBLCqJNPoBw

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.ti incontro.

Nodi.Arsi.Sotto.La.Pelle

ti incontro
in quell’altra sequenza
d’orma lasciata in conseguenza
silenziosa per non disturbare
in questo deserto di vita
Orma su Ombra aldilà dell’amore .

ti incontro
dove perdo ogni vincolo con la morale
e mi asseto con il tuo rito di seta
mentre ritorno poi alla luce
fin dove so di potermi perdere
e vincerti in un random di follia
come fa la natura
nella sua più esposta forma .

ti incontro
negli sbalzi del desiderio
chiamati a tecere
come in un atto di fede
mentre mi scivoli addosso
come un peccato che ne preclude la fine .

tuo è un corpo generoso
provoca vertigine [ senza gridare ]
assoluzione e condanna [ senza respirare ]
tuo è il colpo che merito
prima di morire
in questo esistere che mi condanna
alla sola immagine di carne .

©Runa

on air now :
https://www.youtube.com/watch?v=MOMksSfRb9w

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.Candore e Maleficio.

Nodi.Arsi.Sotto.La.Pelle

pubblicata sul https://word-social-forum.com

sono come un grido di preghiera che sanguina
un ghigno vomitato su una materia sacra
una parete d’affetto sconsacrato
un’edera avvelenata
una condanna ai piedi della mia defunta madre .

perduto candore e maleficio
smetto di essere il riflesso di questo Purgatorio indomito
ma tu dimmi su quale cielo mi devo inchiodare
per non cadere e continuare a tremare
di questa continua Epifania che non mi porta nessuna Luna.
Mia Euforia , svuotami di tutto questo dire
avvolgimi nel sudario distillato d’una nuova vita
e nella notte più lunga
con il suo giorno più tormentato dentro
lasciami cadere a pezzi
fin dove riconosco il rovescio del dolore
e fa ch’io torni ad essere quel grido
fiero preghiera inferiore
quel ghigno che si fa rituale
e muro lavico su cui continuare ad inchiodare
questo pezzo di ossa che mi incombe attorno .

©Runa
ph ©Michaela Knizova in arte…

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Acquisti dal catalogo Avon!

Il blog di Clara Margaret

Se avete letto i miei precedenti articoli, saprete che ultimamente ho ripreso ad acquistare i prodotti Avon dal momento che ho trovato una presentatrice fidata!

In questo articolo vi mostro cosa ho acquistato dagli ultimi tre cataloghi e si tratta soprattutto di novità a mio parere molto interessanti.

Dal momento che grazie alla #20eurochallenge ho terminato la mia scorta di bagnoschiuma, mi sono concessa un mega bottiglione da 500 ml di bubble bath nella fragranza Goodnight Sweetheart. Il profumo è rilassante e fresco, quindi dubito che riuscirà a stancare le mie narici! In passato ho acquistato altri bubble bath in fragranze un po’ stomachevoli e terminarli era stata una tortura… ma stavolta ho fatto una buona scelta!

Un altro prodotto acquistato fuori budget per la #20eurochallenge è stato lo scrub per il corpo Korean Charcoal Cleanse & Refine della linea Avon Planet Spa. Arricchito con Carbone Coreano, questo…

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Carole Cadwalladr, Facebook, la democrazia – e un addio ormai necessario.

Come hanno fatto e stanno facendo molti altri un po’ ovunque, sul web, anch’io riporto l’intervento che la giornalista investigativa inglese Carole Cadwalladr ha tenuto al TED di Vancouver riguardo Facebook e in genere l’influenza dei social sugli utenti del web, sulla propaganda politica, le scelte degli elettori ovvero, per riassumere il tutto in un solo, fondamentale macro-tema, sulla democrazia, e sui rischi che sta seriamente correndo. Dunque che stiamo correndo tutti quanti, noi che crediamo di vivere in un mondo “libero” che tale lo è sempre meno, ormai, e (quasi) a nostra insaputa.
Qui ne parla anche il sito dell’AGI, introducendo Cadwalladr (il cui rigore giornalistico è già stato riconosciuto da numerosi premi e da una nomination al Pulitzer) e il suo discorso; ugualmente lo fa quiIl Foglio – ma, appunto, condivisioni e commenti al proposito si possono trovare da più parti. E per gran…

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Epifanie alpine

Ci sono delle volte che proprio – chi scrive penso mi capisca, per come probabilmente sarà capitato a molti qualcosa di analogo – le idee formulate dalla mente pare non vogliano farsi scrittura se non in modo poco fluido, troppo macchinoso, come se ci sia qualche tipo di intoppo tra l’ingegno nel cervello e le dita della mano sulla tastiera che occluda il “passaggio”… al contrario di altre volte in cui, invece, le idee e l’ispirazione si fanno scrittura quasi automatica, al punto da scrivere pagine e pagine in poco tempo e doversi dunque imporre uno stop forzato, quando è il caso e ci sia altro da fare, per non continuare a oltranza e a sfinimento.

Non è, almeno per quanto mi riguarda, una questione di scarsa ispirazione, quella situazione che viene di solito definita “blocco dello scrittore”. Tutt’altro, anzi: di ispirazione ne ho fin troppa, incessantemente. E’ piuttosto…

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Giacomo Paris, “La fidanzata di Hegel”

Georg Wilhelm Friedrich Hegel: uno dei più grandi intellettuali di sempre, filosofo “tedesco/prussiano” nel senso più classico e più intenso della definizione, il pensatore idealista e dell’Assoluto, colui che cercò di mettere in relazione Dio e ragione o che di fronte alla grande bellezza e alla meraviglia delle Alpi riuscì a restare indifferente, addirittura ritenendo che lo spettacolo della Natura rappresenterebbe «una caduta, uno smarrimento dell’Idea». Ve lo immaginereste, un personaggio all’apparenza così intellettualmente granitico, ad amoreggiare languidamente e lascivamente con una semplice e modesta locandiera, per di più sposata?
Difficile pensarlo in tali situazioni così poco “filosofiche”, senza dubbio. E se invece, proprio perché situazioni del genere appaiano totalmente distanti da chi ne dovrebbe essere protagonista, esse diventassero paradossalmente plausibili, per il semplice principio che le maggiori ambiguità dell’animo umano spesso si nascondono “dentro” quegli individui che sembrano e se ne dichiarano, nei fatti e nelle parole…

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Corinaldo tragedia alla Lanterna Azzurra

Revolution Post

Corinaldo. Tragedia alla Lanterna Azzurra.

L’autrice Marina Paterna dichiara: “Dove stanno le parole per esprimere la rabbia? Ci sono solo numeri: 490 i ragazzi registrati dal contapersone, tra i 1.400 e i 2.000 i ragazzi effettivamente presenti. Quanti i biglietti realmente venduti? Ma oggi di quale sicurezza parliamo? È chiaro che nel locale moltissime sono le incongruenze e chi di competenza si assumerà tutte le responsabilità del caso. Almeno adesso. La verità è che la sicurezza dovrebbe iniziare già da dentro casa. Si chiama confronto, dialogo, condivisione e molte altre volte scontro generazionale. E allora ci si chiude perché è più comodo, perché non si ha tempo. Tanto mio figlio è con gli amici. Moltissimi gli altri i genitori che, invece, seguono i propri figli, li accompagnano ed aspettano fuori dalla discoteca. Ma a volte tutto questo non basta. Perché poi, all’improvviso, un ragazzo impazzisce e spruzza il peperoncino negli…

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Chi siamo noi per voler costruire personaggi positivi

Revolution Post

Nella tarda serata di lunedì 10 dicembre, Fabrizio Corona è stato aggredito nel bosco della droga di Rogoredo, nella periferia di Milano, dove si trovava per fare un servizio giornalistico sullo spaccio. Secondo quanto ha raccontato lo stesso ex fotografo dei vip, il 44enne sarebbe stato assalito da un gruppo di pusher che lo hanno circondato.

Corona era lì per un servizio televisivo su tossicodipendenza e spaccio che sarebbe dovuto andare in onda domenica sera nella trasmissione di Non è l’Arena di Massimo Giletti, su La7.

“Io mi sono recato lì solo con un operatore e un fonico per raccontare il parallelismo della mia tossicodipendenza e quella che colpisce l’Italia e la povera gente che vede uno stato inerme e una polizia disinteressata. Tutto questo solo per raccontare in maniera oggettiva, come ho sempre fatto, la realtà. “

Oggi la droga non fa più paura ed ha ragione Corona quando…

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Dalle mani e dal cuore: il nuovo logo del Mondo Oltre Rimini

Dalle mani e dal cuore di una designer favolosa nasce il nuovo logo del Mondo Oltre Rimini.

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Ricordo il giorno in cui ti ho conosciuto Chiara. Mi avevano chiesto di dare un parere su alcune grafiche realizzate da web designer in prova nell’azienda in cui lavoravo.

Non avevo mai parlato con te, non ti avevo mai visto prima. Avevo solo un mucchio di carte accumulate sulla scrivania, tante timing da rispettare e mi stavo concentrando per dare la migliore opinione possibile ai miei colleghi.

Ecco, tra quel mucchio di fogli di grafiche e disegni me ne saltò all’occhio subito uno: era quello realizzato da te. Lo ricordo come se fosse ieri. Io vedevo qualcosa in più in quel disegno, ci vedevo del talento.
Così, quando mi chiesero:cosa ne pensi? Senza esitazioni risposi di scegliere te.
Qualche giorno dopo hai bussato alla mia porta, ci avevano affidato un lavoro da fare…

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Colpo di fulmine romagnolo al primo assaggio: lo scalogno di Stefania

Quanto siamo fortunati a vivere in Romagna? Ogni giorno, da
ormai 10 anni, mentre passeggio in giro per i piccoli borghi meravigliosi di
questa regione me lo domando. Mi fermo in un angolo e penso che ormai di questa
terra adoro tutto: la solarità, l’allegria, l’accoglienza delle persone, i
paesaggi mozzafiato, le sue rocce, i campi, il meraviglioso cibo.

Adoro andare in giro per i paesini a scoprire angoli
nascosti e a volte dimenticati. Man mano che il tempo passa mi rendo sempre più
conto che tornare a vivere in campagna o in un piccolo paese è una grande
ricchezza. Penso di essere ancora più felice in questa nuova dimensione slow. Una dimensione fatta di piccoli
passi, tempi di attesa infinitamente più lunghi rispetto a quelli della città,
di nuove scoperte.

Perché per scoprire nuove cose bisogna prendersi cura del proprio tempo e di chi ci sta intorno.

Solo così…

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Città irreale

Spazio libero di lettura

Amici lettori, anche per il 2019, proverò a recensire i dodici titoli semifinalisti del Premio Strega. Assegnerò a ciascuno un voto da zero a dieci. A fine corsa vi proporrò il titolo che, a mio parere, meriterebbe l’ambito premio.

Londra. La città mito di tanti giovani europei che vi approdano spinti da progetti, motivazioni e sogni. La voglia di cambiamento, di apertura dei personali orizzonti,

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Di chi è questo cuore

Spazio libero di lettura

Amici lettori, anche per il 2019, proverò a recensire i dodici titoli finalisti del Premio Strega. Assegnerò a ciascuno un voto da zero a dieci. A fine corsa vi proporrò il titolo che, a mio parere, meriterebbe l’ambito premio.

Se sei in possesso di una lingua altisonante e pretenziosa, ricca di ridondanze e infarcita di citazioni, forse puoi pensare che pagine dedicate all’evoluzione dei lavavetri romani

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Il risolutore

Spazio libero di lettura

Amici lettori, anche per il 2019, proverò a recensire i dodici titoli semifinalisti del Premio Strega. Assegnerò a ciascuno un voto da zero a dieci. A fine corsa vi proporrò il titolo che, a mio parere, meriterebbe l’ambito premio.

In una lunga intervista Pier paolo Giannubilo ricostruisce la vita di Gian Ruggero Manzoni, poeta e pittore, personaggio di spicco del panorama culturale italiano

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Siamo come il mare

The House on the Baobab

Certe volte sentiamo di essere proprio come il mare. I nostri pensieri sono come le onde, talvolta in continuo movimento, frastornanti quando s’infrangono sulla costa dei nostri pensieri, altre volte sono sereni cullando il nostro cuore. 

Poi arriva la sera… ma proprio come il mare i nostri pensieri resteranno svegli e vivi. Il nostro corpo dormirà ma non riposerà. 
E arriverà il buio, le onde si dipingeranno di questo buio. Anche in noi arriverà quel buio che i meravigliosi colori del tramonto si trascinano dietro. 
Aspettando la luce del giorno… in attesa di riprendere colore… siamo come il mare, alla sera, al crepuscolo.

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Autumn Vibes

The House on the Baobab

Una cosa che non smetterò mai di ripetere è che amo fotografare nei periodi più freddi, il più bello è sicuramente il periodo autunnale. Quei giorni in cui, purtroppo, il buio arriva troppo presto e spesso siamo costretti a perderci il momento del tramonto. Quando la mattina si scende per andare a lavorare e si respira umidità ed il sole è ancora troppo basso per sentirci veramente svegli. Tiriamo fuori le giacche, i cardigan, i felponi, gli anfibi e gli ombrelli. Ci armiamo per l’arrivo imminente dell’inverno. Tutto sembra essere così negativamente noioso o addirittura triste, ma in realtà non è così. Non per me. Soltanto osservando bene la natura possiamo imparare ad amare i lati positivi di ogni stagione.
L’autunno si sa, è famoso per i suoi colori, la pioggia e la fine delle lunghe giornate di sole. Ma soltanto questa meravigliosa stagione sa regalarci momenti magici a…

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Finiquitando el mes de abril ©by mabm

TEJIENDO LAS PALABRAS

344c425a7aa8c2f90a3d9f502bacb2d4 Imagen de Pinterest

Te vi, una tarde de lluvia de abril. Y te reconocí. Eras tú… tan frío… a quien tanto tiempo estuve esperando. A través de las diminutas y cristalinas gotitas de agua, la luz desdibujaba tu cara. Pero eras tú, lo supe al instante. Te soñé tantas veces… que sentía que te conocía desde siempre. Y ahora que te he encontrado no te dejaré pasar.

Pero abril es un mes traicionero y la temprana llovizna dio paso a tardíos rayos de sol, aunque mi calidez no fue suficiente para ti, supongo que parte de tu frío me caló hasta los huesos; preferías su calor.

Y ahora míranos, sedientos y febriles, finiquitando el mes de abril.

Abril 2019

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Cuarenta y nueve ©by mabm

TEJIENDO LAS PALABRAS

almas gemelas Imagen de Pinterest

Me gusta imaginar que nos conocemos desde siempre, de otras vidas. Que el hilo rojo que une nuestros meñiques sigue intacto, resistiendo el paso de las generaciones.

Me gusta inventar que alguna vez fui tu dama guerrera andante y tú mi caballero en apuros. Que quizás la ardilla que perseguía para darle caza se cruzó en tu camino, asustó a tu caballo y caíste al suelo con tan mala suerte que mi flecha atravesó tu zurrón; tal vez esa noche yacimos juntos en una improvisada tienda alrededor de un cálido fuego. O puede que fueras unos labios y yo la sonrisa contagiosa que los curvaba.

Me gusta creer que la muerte no es el fin y que nos encontraremos en otro tiempo y lugar, porque no imagino un mundo en el que tú no estés.

Me gusta pensar… que somos almas gemelas…

Abril 2019

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L’amore non è assente

Assaggiaversi

Lasciami pensare che sia nella poesia la tua essenza,

non nella carne dove continuo a cercarti,

ma nelle parole.

Come coloro che si rifugiano negli astri per sempre,

che trovano le loro ragioni nei cieli e non in terra,

lasciami pensare che non è tra i miei simili che te ne stai senza mai guardarmi, cercarmi, trovarmi ,

l’amore non è assente,

è solo il momento in cui scorro il foglio con il dito e seguo le righe di un verso, le rime di un’anima, il conforto di una dolce assonanza, la speranza di una metafora.

L’amore è oggi,

è l’amore di un vecchio poeta che

parla ancora, da mille anni, sopra la stessa pagina

del vuoto che ha di lei,

della sua inesistenza

aprendomi la strada

per una nuova ricerca di te.

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L’ombra mia brucia

Assaggiaversi

L’ombra mia brucia dentro bocche di vino schiumose

che poggiano aperte su bottiglie sbordanti di niente.

Alla mia storia, l’acino divino, dona un eccitato gusto di fuga…

e la sera si veste di una commedia al banco di un bar…

Povera è la vita dei sognatori quando più nessun desio la investe

e obsoleta è l’ombra del poeta che canta ancor di una timida luna…

A questo è forse servito l’aver preteso giustizia? Al divenir serpe

e madre di me stessa? All’esser un ofide gonfia di veleno?

Un evento impuro oggi compio: cullare l’uomo di un’altra;

ma il duro dovere ad esistere mi appare più lieve tra quelle braccia…

Nel destino che mai appieno si compie brucia scabra l’ombra mia…

e dal vetro mi vedo come la Briseide schiava di un pessimo Achille.

TINA

“Abbi cura della tua ombra”

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Scene di un addio

Assaggiaversi

Vuoti d’aria

Vertigini di spavento

Fari spenti sui giorni che passano da sè

L’inutile avvicendarsi degli eventi…

Le porte chiuse sui volti assenti

Un treno che non è arrivato mai

I lumi a intermittenza

Il sole che scende e non risale più

L’origine del niente…

Un poeta maledetto sputa vino addosso a un cane:

Lo scenario perfetto di chi muore per un addio.

Tina

“abbi cura della tua ombra”

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Zephyr

letterstospecialretards

In your coming and your going,
Feel the love my soul is knowing,
The gentle zephyr through your hair,
Should remind you my love is there.

In your pictures or in the flesh,
Each time my love wakens afresh,
Incomparable imagery,
Arouses love inside of me.

In whispers or your written word,
I dream that mine’s the voice you heard,
You’re nothing short of living art,
Writing your poems on my heart.

In fantasy or in my bed,
“I love you” shall not be unsaid,
You may well be a dream unreal,
But truth is in the love I feel.

-Zephyr

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Youth

letterstospecialretards

My first impression of her was rather one of beauty and grace. I guess, I had shorthanded it by just looking at her eyes and her mannerisms without due consideration for her kindness or her intellect. So to see, what else this beauty was made of, we went out to have coffee.

It was raining cats and dogs when she dropped by my office with her wet hair and bright shining eyes. I offered her coffee from the vending machine but she was adamant that we go out.

As I signed out at the gate with my biometrics and barcode, I got the keys to my car out.

She took the keys from my hand and without giving me time to process as to what had happened, taken the elevator downstairs, leaving the keys to her moped on the desk.

My second impression of her was playful and a pain…

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Xenomania

letterstospecialretards

“Yes.”

One word was enough to topple the castle of cards I had built for myself.

I had used every burnt note of a past that should not exist in a happier timeline to make myself a place to call home.

I remember my voice as I uttered it. It was confident and composed and declared without hesitation.

I remember my body as I uttered it. My left foot was shaking with anxiety. My mind was trailing a bead of sweat travelling down my spine. My heart was beating hard enough to break out of my chest at any minute for it wanted to speak for itself.

And as the people who asked me the question, they had chosen to stifle my voice. They had deemed it necessary to pull the strings from behind the curtain.

I was set up to fail before I even tried and that was enough…

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TRIPOS

Miketrevis

“Primo! Primo!” Un’altra voce femminile. Mia madre?

“ti ho cercato dappertutto!! Dov’eri finito? e… come sei vestito?”

“come mai non eri alla cerimonia?” chiesi.

“sai benissimo che non posso partecipare…”

“perchè?”

“quante volte dobbiamo affrontare questo argomento? Il druido Tagik ha deciso che non è opportuno che i figli della terra rendano omaggio a Jenos. Fine della discussione. Adesso andiamo a casa”

La seguii.

La nostra casa non era “viva”, ma era abbastanza grande e accogliente. A differenza delle case vive, il legno delle case nuove poteva essere lavorato con incisioni e abbellito sia esternamente che internamente, protetto con la resina regalata dagli alberi alti. All’interno, nella sala, una piccola tavola era addobbata per tre. Il piccolo Sihl arrivò di corsa. “Finalmente! Ho una fame…” Mi sedetti a tavola guardandomi attorno.

Le pareti erano abbellite con quadri di corteccia più alti che larghi, rievocando i tronchi degli alberi delle case-vive…

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GENESI

Miketrevis

Quando aprii gli occhi, la luce abbagliante e colorata di verde era filtrata dalle foglie delle strane piante che mi sovrastavano.

Ero disteso. Il freddo metallo mi fece guardare i polsi e subito dopo le mani. Non erano le mie mani. Il corpo, non era il mio corpo. Indossavo solo ed esclusivamente quei due bracciali dorati.

Non so ancora spiegarmi perchè pensassi che non mi appartenesse quell’involucro fatto di ossa e carne, infatti non avevo memoria di un altro corpo nè di altre mani.

Mi alzai. Tutto era come nuovo pur non esistendo il vecchio, un presente senza passato che al tempo stesso risuonava familiare.

“Primo!” “Primo!!”

Una voce. Femminile. Preoccupata. Diversa dalla mia, anche se non mi ero ancora ascoltato, perchè distante e altra da me.

Quando fece capolino tra gli alberi, Lyris era più bella che mai. Gli occhi, due perle nere incastonate in un viso rotondo, i…

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GEMINI

Miketrevis

“…un tramonto che solo gli abitanti delle terre dell’Est possono ammirare, almeno a quella altitudine”

Tym e Lyp, fratello e sorella, erano nati lo stesso giorno da madri diverse, in case diverse della città di Ziron, ai piedi della Grande Catena. Facevano parte di una comunità montana dedita all’allevamento dei Bufali Rossi, le cui carni pregiate sono rinomate e conosciute in tutta Urval. Grazie a questi animali dal carattere mite ma dall’aspetto minaccioso, la città di Ziron oggi prospera nel verde dei colli zironiani. Ma non è sempre stato così.

Vicina sia ai confini con le terre del Sud che del Nord, agli adoratori di Jenos e a quelli Rypos, fu uno dei fronti lungo il quale si scontrarono i quattro regni durante la Guerra Polare.

Fu durante questa guerra che Ziron venne conquistata dall’esercito del Sud, seppur per pochi giorni prima del Nuovo Trattato, uccidendo, saccheggiando e violentano le…

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ESAPOLIS

Miketrevis

Come ha potuto ammirare chi è riuscito a visitare la grande bilbioteca della città marittima di Radnassil, guardano le numerose cartografie esposte nelle svariate e silenziose stanze, Il regno dell’Ovest è il più piccolo dei quattro regni di Urval e si sviluppa lungo la costa del Mare Omayena che nell’antica lingua locale significa “infinito, eterno” ma anche “misterioso, in quanto inconcepibile nella sua totalità”.

Nonostante la sua dimensione è il regno più ricco, grazie al commercio che attraverso il mare prolifera, non soltanto con gli altri regni di Urval, ma con tutti i regni che si affacciano su Omayena. Accordi economici e scambi commerciali con il regno del Nord consento una costante entrata di legname per la realizzazione e riparazione delle navi mercantili. In base agli accordi successivi alla Guerra Polare, al Regno dell’Est era affidata anche la gestione della Flotta Urvaliana, una spesa obbligatoria non indifferente e garantita da…

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ELEMENTI

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Passarono le ore e dell’alchimista neanche l’ombra. Anche se l’ombra sarebbe stata comunque difficile da vedere visto che la notte era sopraggiunta e solo una sottile falce di luna illuminava il paesaggio. La lanterna schermata proiettava sui volti una debole luce indiretta. “Sul serio stiamo discutendo di questo?”

“Cosa?” Rispose Lyp all’interruzione del fratello.

“Del perché.”

“Inganniamo il tempo e ci conosciamo… Meglio che fissare l’orizzonte come fai tu, e poi ammettilo, quante volte ci hai pensato?”

“Comunque è incredibile come sia tanto facile domandarsi e cercare di capire perché siamo in questo mondo quanto difficile porsi le stesse domande in quell’altro.” Continuó il nuovo arrivato.

“Abbiamo un filosofo! Chissà se sa usare la spada come la lingua.”

“Il filosofo ah un nome, si chiama Loke e lei è sua moglie Jad, e non essere scortese” lo rimproveró la sorella.

“Guardate!” Urló Tym dopo essersi nuovamente affacciato oltre le mura…

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ASTRO

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Entrare nuovamente nel corpo di Dulek, uno dei Cinque Saggi della città montana Tisserv (la più alta della catena montuosa del Regno dell’Est e unica dell’intera Urval), ora era più facile.

“Un’altra volta…se sto sognando è dannatamente reale”, pensò.

Il freddo del vento e della neve che cadeva schiaffeggiava la faccia di Dulek e di tutti i presenti, l’intera città era assiepata davanti al palazzo del Re. Ormai non si faceva più vedere in pubblico, alcuni sostenevano che fosse già morto da molti anni, altri invece che era vivo e vegeto come se per lui il tempo si fosse fermato.

La prassi era sempre la stessa: I Cinque Saggi chiedevano udienza, entravano nell’atrio e ricevevano risposta alle loro domande. Dulek non riusciva a ricordare per cosa avessero chiesto l’opinione o l’intervento del sovrano ma doveva essere importante vista la mobilitazione generale.

La gente mormorava infastidita dall’attesa ma nessuno si rivolgeva…

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VITE

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Una delle numerose leggende di Urval racconta di un uomo che per costruire la sua casa la dovette rifarla sei volte prima di riuscire a realizzarne una che durasse per tutta la vita che nel frattempo gli restava da vivere. Prima un alluvione, poi un terremoto, radici nel sottosuolo, infestazioni e così via. L’ultima casa era il risultato delle esperienze accumulate, e la settima vita dell’uomo, la vita in quella casa, sarebbe stata l’ultima durante la quale avrebbe realizzato se stesso, sarebbe diventato qualcuno.

Cosí nei quattro regni la credenza popolare vuole che ogni uomo e donna, prima di realizzarsi, affronti sei grandi cambiamenti: la morte di un genitore, un trasloco, una storia d’amore, una nascita.

Tripos sapeva di essere alla sua settima vita. E in quel momento tutte e sei le precedenti scorsero velocemente nella sua testa impedendogli di trovare una soluzione veloce. Il primo amore, gli studi di…

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MOERIUS

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La città di Moerius è una delle più grandi città di Urval, é situata al centro del Regno del Sud, ma non ne è la capitale. Il motivo è presto detto: Moerius è una città dedita alla religione, e al culto, una città sacra. Sopravvissuta alla Guerra Polare, alle invasioni dei Popoli del Nord ma soprattutto alla Grande Pestilenza che ha quasi azzerato la cultura antecedente il loro arrivo, questa città è anche chiamata la Città Eterna o la Citta del Destino.

Da tutto il regno moltissimi visitano Moerius, chi alla ricerca di se stesso, chi per pregare per i defunti, altri per capire cosa la rende così unica e speciale. Sarà la sua pianta ottagonale, la sue mura possenti dove giorno e notte bruciano le Torce Eterne, o saranno i numerosi santuari, chiese, templi, di ogni setta, religione o scuola filosofica, edifici che sembrano non aver visto più di…

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Momenti di poesia. Albero maestoso, di Maria Cannatella

Momenti di poesia. Albero maestoso, di Maria Cannatella

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Albero maestoso

Grande, immenso, infinito,
così mi sento, non sempre, ma spesso.
Un albero maestoso da osservare.
Un albero pensieroso, con enormi rami,
ramificati nel terreno, arrivando poi fino al cielo.
Immenso, dentro di me, come fossero vene,
dove sgorga il mio sangue,
irrorando tutto il mio corpo, nutrendolo,
arrivando anche alla mia mente,
ossigenandomi e diventando ancora più maestoso, di quanto già non lo sia
Una grandezza spettacolare, con i suoi stessi rami, come se prendessero direzioni diverse,
ma allo stesso tempo recandosi tutti sempre alla stessa via
Ma ogni tanto il grande albero maestoso,
diventa un piccolo ramoscello.
Quando il mondo diventa troppo grande,
davvero complicato, esagerato.
Io….. albero maestoso,
sbalordita da me stesso, divento piccolo,
minuscolo, quando tutto si fa grande intorno a me.
Quando non riesco più ad apprezzarlo,
ed ammirarlo come sempre,
lo lascio lì, ad un angolo, solo,
per non farlo più crescere.
Con la sua maestosità ed i suoi possenti rami.

Da oltre le apparenze 2017
Maria Cannatella Riservati tutti i diritti

Ho un pensiero nella mente, di Enrico Toso

Ho un pensiero nella mente, di Enrico Toso

Ho un pensiero nella mente
Fisso permanente
Sornione come un gatto
Ha vibrisse per il buio
E coda raggomitolata sul silenzio
Sta di fianco alle parole dette
Con le orecchie all’indietro
Non ci sono vie di fuga
Nel senno del poi
Se non lasciarti andare
Immaginerò la carezza
Nel ricordo delle tue
Farà le fusa

Enrico

Patrizia Caffiero scrittrice è una nuova componente della redazione di Alessandria today

Patrizia Caffiero scrittrice è una nuova componente della redazione di Alessandria today

di Pier Carlo Lava

Alessandria today è lieta di informare che la scrittrice Patrizia Caffiero è una nuova componente della redazione.

A Patrizia diamo il benvenuto e attendiamo di leggere i suoi primi post nel blog, in seguito pubblicheremo anche un intervista in esclusiva a cura del poeta Marcello Comitini.

Biografia

Nata e vissuta a Lecce fino al 1996, si è trasferita prima a Ferrara, poi a Bologna e infine ad Anzola dell’Emilia  dive vive e lavora dal 2006 per il Comune come addetta alla cultura e bibliotecaria. E’ laureata in Lettere e Filosofia (Università di Lecce) con una laurea dal titolo “Pasolini e il Potere. Linee per un’interpretazione storico-politica.” .

S’interessa di cinema, il teatro, la letteratura; i suoi scrittori preferiti sono Maeve Brennan, Truman Capote, Karen Blixen, Jean Stafford, Paul Auster.

Ha pubblicato per Miraviglia editore, nel 2007, “Guarda che prima o poi Dio si stancherà di te”; sempre nello stesso anno, per la casa editrice Fernandel, un racconto per l’ antologia “Quote rosa”; nel 2009 un racconto per l’antologia “Fobieril – soluzione MANIAzina” (Jar Edizioni).


Pubblica nel 2017 una raccolta di racconti, “Incredibili vite nascoste nei libri” per Musicaos editore. Attualmente scrive recensioni per la rivista letteraria “Zoma di disagio” di Nicola Vacca e sta scrivendo nuovi racconti.
Aggiorna settimanalmente il blog letterario “Prima della pioggia” (https://testiappuntinotedablogs.wordpress.com/)

 

GORA, romanzo autobiografico, di Miriam Maria Santucci

GORA, romanzo autobiografico, di Miriam Maria Santucci

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GORA di Miriam Maria Santucci

«1944 – 1956: uno spicchio di Storia realmente vissuta. Storia spesso relegata in secondo piano o quasi dimenticata. La voce narrante presenta la dura infanzia di Gora, con gli occhi e la mente della piccola, che nasce e vive in quel difficile periodo di transizione.

Il Paese era stato raso al suolo e il disagio regnava in ogni categoria sociale e in ogni settore produttivo, soprattutto nel mondo rurale, estremamente povero.

Ma la forza di volontà spingeva tutti verso la ricostruzione, che avrebbe risollevato il Paese e aperto le strade al progresso. La speranza di un mondo migliore illuminava ogni animo, soprattutto quello della piccola Gora.»

Intervista allo scrittore e poeta Enrico Toso, a cura di Pier Carlo Lava

Intervista allo scrittore e poeta Enrico Toso, a cura di Pier Carlo Lava

Alessandria today è lieta di pubblicare per i lettori un intervista allo scrittore e poeta Enrico Toso, queste le sue risposte alle nostre domande.

Enrico Toso

Enrico ciao e benvenuto su Alessandria today è veramente un piacere farti un intervista, ci vuoi raccontare dove sei nato, chi sei, cosa fai nella vita oltre a scrivere e qualcosa della città dove vivi?

Sono nato a Padova nel 1950. In questa città ho vissuto fino alla laurea in ingegneria chimica. Ho sempre amato la chimica. Fin da piccolo mi attirava quello che stava dentro agli oggetti e mi prendeva la necessità di guardare cosa ci fosse oltre il contenitore, cercando, nello scomporre, ciò che lo componeva.

Non solo, venivo attratto da tutto quello che si trasformava da una cosa a un’altra, come per magia, e magia non era. Del mistero, volevo la conoscenza, imparando a maneggiarla.

Da bimbo pensavo alla pietra filosofale, crescendo l’ho messa da parte, ma esiste ancora in un angolo nascosto dentro di me. Ho sempre volato tra fantasia, immaginazione e realtà. Costringendo ora l’una sull’altra, alle volte separandole l’una dall’altra, mai contrapponendole fino a eliminarne una, consapevole, anche nel non saperlo, della loro preziosa specificità.

Scelsi ingegneria, perché volevo costruire impianti per produrre qualcosa che in natura non esisteva o che era nascosto tra le sue pieghe, scoprendo, tuttavia, che non tutto quello che veniva prodotto era compatibile con l’ambiente. Non potendolo sopportare, mi volli specializzare nel campo della protezione ambientale, quando ancora tale settore non esisteva.

Dopo la laurea, mi sono trasferito in Trentino, non per lavoro, ma per amore. Qui, dopo varie, belle, istruttive esperienze come insegnante di chimica, fisica, matematica, ho intrapreso la strada di progettista di impianti, presso alcune aziende private. Ma non era quello che mi interessava.

Volevo essere dalla parte di chi aveva il compito istituzionale di salvaguardare e tutelare il bene comune e la salute dei cittadini.

Alla fine degli anni settanta, la Provincia Autonoma di Trento bandì un concorso in quest’ambito ed io fui assunto. Ora sono in pensione e mi dedico a quello che prima non riuscivo compiutamente a fare: scrivere, leggere, ascoltare musica, (anche) suonare; essere partecipe ad attività artistiche e culturali; viaggiare, e lo si può fare in tanti modi.

Vivo a Pomarolo, un comune di poco più di duemila abitanti, vicino a Rovereto, che resta il mio principale riferimento. Ho scelto questo paese per la sua tranquillità. Continua a leggere “Intervista allo scrittore e poeta Enrico Toso, a cura di Pier Carlo Lava”

Giuliano Saba scultore e poeta alessandrino, si presenta ai lettori di Alessandria today

Giuliano Saba scultore e poeta alessandrino, si presenta ai lettori di Alessandria today

di Pier Carlo Lava

Alessandria today è lieta di presentare la biografia dello scultore e poeta alessandrino Giuliano Saba, del quale in seguito verrà pubblicata anche un intervista in esclusiva per il blog.

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Biografia:

Giuliano Saba nasce a Gonnosfanadiga (CA) nel marzo del 1949. 

Per esigenze di lavoro, all’età di venti anni, lascia definitivamente la sua terra natia e si trasferisce in Piemonte. Ora risiede in San Giuliano Nuovo (AL). Da sette anni, nelle vesti dell’artista per hobby, ha incominciato a dare forma e vita ai metalli. La maggior parte delle sue sculture in acciaio e in ottone, simboleggiano l’amore, la distanza, la nostalgia … il legame indissolubile con la sua Isola, con tutti quegli elementi ancestrali e quei sentimenti che il distacco non è mai riuscito a fugare dal suo essere.

Da circa un anno ah iniziato a esprimersi anche con i colori acrilici, per la maggior parte colori primari che riversa sui pannelli o sulle tele, quelli che, mescolandosi tra loro, fanno emergere una caleidoscopica ricchezza di stimoli percettivi, visivi e sensoriali dai quali prendono vita sensazioni e suggestioni.

Nel 2014 vanta un’esposizione personale nel suo paese natio e la partecipazione alla Floreale di Alessandria.

Sempre nel 2014 organizzò una mostra nella Chiesa Templare Francescana in Alessandria, con la compartecipazione di altri sei artisti. Continua a leggere “Giuliano Saba scultore e poeta alessandrino, si presenta ai lettori di Alessandria today”