Il velo di Calypso, di Luisa Sisti

La silloge “Il velo di Calypso” consiste in trentadue poesie ed è la storia della maturazione di una donna, un percorso che copre un arco di tempo di venti anni, intessuti di illusioni e disillusioni.

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Le cinque sezioni di cui si compone sono legate ad altrettante ‘istantanee’ di solitudine (Gli attimi) o ispirate da una figura irraggiungibile (L’Inespugnabile) cui segue una lunga quanto sfortunata vicenda con un uomo incapace di amare e donarsi (Ulysses) dalla quale la protagonista, una Calypso ‘dolceamara’, esce emotivamente sfinita (La quiete).

Quando tutto sembra ormai affidato al silenzio, la donna scopre il vero amore (La gioia) e ritrova la capacità di sognare.

Il ritmo ambito è l’endecasillabo (cui è dedicata l’omonima ballata) difficilmente realizzabile con l’italiano moderno che non permette le parole tronche, ma gioca sulle assonanze, le rime interne e la sinalefe.

La disperazione che avvolge i componimenti come un velo, è la stessa di Calypso, simbolo omerico di generosità femminile, pronta a rinunciare a Ulisse per restituirgli la libertà. In questa raccolta, tuttavia, Calypso “invoca per se stessa vento e flutti” per non affrontare l’abbandono dell’uomo che cerca nel viaggio soltanto la fuga, la sfida, l’affermazione del proprio Ego.

Tra la donazione estrema e l’anelito di libertà, questa donna cresce, ama, soffre, spinta dal flusso inarrestabile della vita.