Paola Ferrari (Sì Chiamparino-Demos”): “Bisogna impegnarsi sempre più per la sostenibilità ambientale e un aiuto concreto viene dalla nostra legge sulle comunità energetiche”

Paola Ferrari è la capolista, nel collegio elettorale di Alessandria per le Elezioni regionali del prossimo 26 maggio, della formazione civica “Sì Chiamparino-Demos”.

Paola Ferrari e Alfredo Monaco

La lista è nata dall’unione tra Scelta di Rete Civica (già presente in Consiglio regionale) e Democrazia Solidale, e si presenterà in tutte le circoscrizioni elettorali del Piemonte.

Tra i principali ambiti d’interesse e di azione c’è l’ambiente. Come possono le Regioni creare le condizioni di sostenibilità ambientale? Come possono i cittadini e le pubbliche amministrazioni creare territori sostenibili?

“Un esempio concreto, e non solo a livello di promessa elettorale, ci giunge proprio da quanto siamo stati in grado di fare in Regione Piemonte, grazie al nostro rappresentante Alfredo Monaco, che ha presentato e fatto approvare la legge che istituisce le comunità energetiche” spiega Ferrari.

Singoli cittadini, in modo sempre più importante, manifestano l’istanza di partecipazione alle dinamiche del settore energetico, sia nella generazione che nel consumo di energia. Si organizzano in gruppi di energy citizens (secondo una definizione data nel 2016 da Greenpeace), facendosi partecipi dei processi per la transizione energetica verso un modello di consumo di energia sostenibile.

Spiega Paola Ferrari: “Il nostro Piemonte è la prima Regione in Italia che ne consente il riconoscimento dotandosi di una legge per la ‘Promozione dell’istituzione delle comunità energetiche’. È una scelta che muove dall’idea di voler riconoscere a un soggetto terzo – i cittadini, gli enti pubblici, così come le piccole e medie imprese – di irrompere in un mercato duopolistico, in cui operano due soli operatori Terna e Enel. La norma prevede un primo stanziamento di 50 mila euro da iscrivere nel capitolo di spesa ‘Promozione e sostegno per l’istituzione delle comunità energetiche” del bilancio di previsione finanziario 2018-2020 della Regione Piemonte. Un piccolissimo stock di denaro sufficiente per l’investimento iniziale, per la registrazione dell’atto notarile in sede di costituzione delle comunità, o per gli studi tecnici preliminari, o ancora per la valutazione del fabbisogno e il raggiungimento dell’obiettivo del 20% della quota dell’energia prodotta localmente”.

Gli esperti del settore sono assolutamente convinti che la legge sia in grado di autofinanziarsi, che non serva fare ricerca di finanziamenti e che l’esito sia facilmente prevedibile se si pensa all’interesse che potrebbe suscitare nel mercato dell’energia.

“Soggetti pubblici e privati possono partecipare alle comunità energetiche sotto qualunque forma giuridica a condizione che derivi, da un lato, dalla natura giuridica dei soggetti partecipanti e, dall’altro, che non preveda la distribuzione degli utili. Tutti gli strumenti previsti dalla legge del non profit, cooperative o consorzi, sono validi per costituirsi e ognuno – precisa Ferraririsponderà alle regole a cui è sottoposto nella costituzione dell’atto”.

Ne emerge un interessante modello di governance collaborativa, previsto da tutti i sistemi ampiamente collaudati dal non profit.

Una delle difficoltà superate è quella di aver riconosciuto elementi di omogeneità nelle comunità energetica, superando il criterio della geometria o della geografia territoriale. “Abbiamo immaginato la comunità energetica – spiega il promotore consigliere Alfredo Monacoin base all’omogeneità dei consumi e delle tipologie di energie prodotte per quel consumo. Un’area che ha, per esempio, esigenze di energia di tipo industriale per il funzionamento di macchine ha delle caratteristiche di omogeneità, per cui non necessita la continuità territoriale. La corrente che sarà immessa dalla comunità nella rete, gestita dall’Authority dell’energia, sarà misurata e restituita a un costo di noleggio calmierato”. Le comunità energetiche possono stipulare convenzioni con l’Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente (Arera), che medierà quindi il prezzo di noleggio delle reti oggi di proprietà di Terna o Enel.

Aggiunge Ferrari: “I cittadini avranno il grandissimo vantaggio di comprare l’energia a un costo e non a un prezzo, di avere nell’immediato una riduzione in bolletta, oltre che consumare un’energia rinnovabile a zero impatto ambientale. Le aziende, di qualunque natura e tipologia, attratte da un territorio che presenti caratteristiche adatte a raggiungere gli obiettivi di abbattimento del combustibile fossile, potrebbero costituirsi in comunità energetica, con un profilo da produttore/consumatore. Potrebbero poi giungere a degli accordi, regolati sulla base di convenzioni o gare d’appalto, con altri soggetti dell’asset idroelettrico o fotovoltaico per l’installazione dei pannelli. I Comuni potrebbero proporre la costituzione di una comunità energetica o aderire a una comunità energetica esistente, attraverso uno specifico protocollo d’intesa. Allo stesso modo consorzi di comuni potrebbero osservare un territorio, commissionare lo studio tecnico per l’abbattimento del 20% di combustibile fossile per la produzione di energia e costituirsi come comunità energetica con delega su questi temi su un territorio definito amministrativamente dai comuni che vi partecipano”.

Tanti sembrano essere i vantaggi. Il consigliere Monaco, già in corso di deposito della legge, aveva notato un grande interesse per la norma, sia da parte di componenti tecniche (ricercatori, ambientalisti, cittadini) che da parte di componenti non tecniche (aziende, cooperative di aziende).

“Siamo incoraggiati dal fatto che c’è grande attenzione all’ambiente, ci sono energie rinnovabili. Proporremo – conclude Ferrari ai Comuni di aree di particolare pregio anche della nostra Provincia, come quelle Patrimonio Uneso, di costituirsi in comunità energetiche con un numero N di aziende consorziate o convenzionate. Bisognerà montare i pannelli, fare delle pianificazioni, quindi immaginiamo che si possano aprire scenari di lavoro interessanti e assicurare posti di occupazione. Siamo convinti che i grandi gestori non si siano preoccupati perché immaginano che sia un settore di nicchia e che non gli ruberà mercato. L’auspicio è che questo accada e che altre Regioni creino le stesse condizioni di sostenibilità ambientale”.