TUTTO IL VETRO DI VENEZIA, di Maura Mantellino

 

La mappa Venezia Art to Date di Untitled Association si propone come una preziosa guida agli appuntamenti più interessanti che animano lo scenario artistico della laguna sino al prossimo novembre, in occasione della recente inaugurazione della 58a Esposizione Internazionale d’Arte, “May You Live In Interesting Times”.

Tema centrale del percorso tracciato oggi è il vetro: in una sorta di preview di quella che sarà la Venice Glass Week di settembre, infatti, una serie di luoghi hanno da qualche giorno aperto le porte ad artisti e designer del settore.

Mi riferisco, in primo luogo, a “The Glass, 1911 – 1934”, che ospita i lavori di Maurice Marinot presso Le Stanze del Vetro, nell’isola di San Giorgio Maggiore. Primo tributo internazionale al grande artigiano del vetro, l’esibizione ripercorre, attraverso duecentoventi pezzi unici, l’evoluzione stilistica di uno straordinario artista che ha rivoluzionato la tecnica e letteralmente inventato un nuovo tipo di vetro, che tra le sue mani diventa, come egli stesso lo definì, “carnoso”, dotato di una travolgente sensualità tattile.Il secondo indirizzo da non perdere è quello del Museo del Vetro di Murano, dove da pochi giorni è stata inaugurata la retrospettiva dedicata a Tapio Wirkkala, affiancata da Leiermann, mostra fotografica che espone l’opera di Matthias Schaller.

Nel primo caso, l’esposizione presenta oltre cento opere che permettono allo spettatore di identificare le due anime del designer finlandese, padre del linguaggio nordico moderno: da una parte, quella legata alla trasparenza del vetro e alla sua matericità, profondamente connessa con la natura scandinava, e dall’altra quella colorata e legata al virtuosismo di Murano.

Al percorso relativo a Wirkkala si aggiunge quello fotografico di Schaller, dove l’artista dirama il proprio dialogo su due sentieri: quello dello specchio – fonte di riflessioni ideali e razionali – e quello della città di Venezia – luogo simbolo, regno di storia e cultura, offuscato però dall’ombra dell’assenza dei suoi abitanti, che mano a mano la abbandonano Altra protagonista dell’isola di Murano è, infine, la Fondazione Berengo, la quale, nell’intento di coniugare la tradizione vetraria muranese con l’arte contemporanea, fa da padrona di casa a “GLASSTRESS 2019”, mostra dedicata alle installazioni di artisti provenienti da tutto il mondo quali Ai Weiwei, Tony Cragg, Prune Nourry e José Parlá, solo per citarne alcuni.

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