Lawrence Carroll, di Maura Mantellino

In questi giorni è mancato, all’età di 65 anni, Lawrence Carroll, famoso per la sua sensibile e raffinata sperimentazione sui linguaggi e sui processi pittorici.

Nato a Melbourne nel 1954, Carroll si trasferì negli Stati Uniti, nel 1958; studiò a Los Angeles, all’Art Center College of Design di Pasadena e nel 1984 si spostò a New York.

Nel 1988, aprì la sua prima personale e l’anno successivo fu invitato da Harald Szeeman a partecipare a “Einleuchten”, mostra inaugurale della Deichtorhalle di Amburgo, con artisti come  Joseph Bueys e Robert Ryman,. Nel 1992, Jan Hoet lo invitò a Documenta IX a Kassel, meravigliando critica e pubblico per la sua ricerca, tesa a esplorare l’essenza della pittura. Carroll cercò di portare  a conoscenza del pubblico la lezione del minimalismo: nelle sue composizioni ritroviamo forti tensioni emozionali, recondite profondità sconfinando nella scultura e nell’installazione. 

Nel 1995 espose al Guggenheim di New York, nel 2000 al MOCA di Los Angeles, e nel 2008 in Italia, al Museo Correr di Venezia, città dove insegnò pittura per diversi anni.

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