Momenti di poesia. Maria, di Vittorio Zingone

Maria

Spigliata,
Presente,
In modo assiduo,
a se stessa,
Fiduciosa
Nel tempo che trascorre;;
Nelle sue mani
Il tempo che va
Frutta in abbondanza
Come spighe di grano
In grassa terra.

Lo conferman
Gli occhi vivi,
Il ragionar stringente,
Le parole da usare
Come tessere
D’un prezioso puzzle.

D’entusiasmi, di sogni,
D’infiniti incanti
É intessuta
Questa nostra vita;
Solo così
S’attende fiduciosi
Di viver nuovi giorni.

Riesumar pensieri,
Atti, sogni
Nel momento in cui
Stacchi la spina
Dai consueti impegni,
Riporti alla memoria momenti
Che ti sembran degni o meno
D’essere vissuti integralmente;
Ti convincon che se le cose
Fossero andate
In modo differente,
Avresti vissuto una vita
Più piena, bella, degna.

Così nascondiamo
Le nostre debolezze
E ascriviamo ad altri
Situazioni più valide,
men valide
Di quelle che viviamo
Giorno dopo giorno.

Ciò che tocchiamo,
Vediamo, sentiamo
In questo mondo
Divien per noi
Argomento di conversazione,
Farcito d’entusiasmo
O pena grande.

Tutto é affidato al caso
In questo mondo;
A caso noi conversiamo
Su uno o più argomenti
Sotto punti di vista
Tutti validi
Se sapppiamo maneggiare le parole
In modo eccelso
Ma possiamo anche usarle
Come inesperto
Usa l’arpa, il violino,
altro delicatissimo strumento.

A questo mi lascia ripensare
La conversazione con Maria,
Nella facoltà d’architettura;
Ed é giorno ed é notte
E giunge un’altra aurora,
Un altro giorno, sempre
in quest’arcano vivere nel.mondo.