Mostre&Arte. Preziosa Opera, mostra artistica a Valenza (AL) dal 14 dicembre 2014 al 25 gennaio 2015. Recensione di Maurizio Coscia (Sargon)

Preziosa Opera

PREZIOSA OPERA. CAPOLAVORI DELL’ARTE E TRADIZIONE ORAFA A VALENZA

a cura di Domenico Maria Papa

con la promozione del Comune di Valenza

con il patrocinio di Regione Piemonte e di Direzione regionale per i Beni Culturali e Paesaggisti del Piemonte

con il supporto di Fondazione CRA e Fondazione CRT

Il 13 dicembre 2014 è stata inaugurata a Valenza, presso le sale espositive di Villa Scalcabarozzi, in precedenza sede dell’Associazione Orafa Valenzana ed Export Orafi MPO, la mostra Preziosa Opera. Capolavori dell’arte e della tradizione orafa a Valenza che si protrarrà fino al 25 gennaio 2015.

Si tratta di un evento di grande interesse e pregio in generale per il territorio alessandrino ed in particolare per quello valenzano e rappresenta, in successione temporale, la tappa conseguente ad un iter di idee ed iniziative, in primo luogo, concepito per la valorizzazione culturale della città di Valenza, nella prospettiva di renderla sempre più un polo di attrazione di visitatori, turisti ed esperti del settore.

La mostra, in un’ottica di progressivo aumento di valore e di pregio, rappresenta attualmente, nel 2014-2015, una cospicua esposizione di inestimabile valore artistico di opere provenienti da musei e collezioni private, alternando realizzazioni pittoriche, sculture ed oggetti preziosi.

L’esposizione artistica si apre con il dipinto del 1939, olio su tela, 202×202 cm, dell’artista Alberto Ferrero, intitolato “Rex Mundi” e collocato in prossimità dell’ingresso di Villa Scalcabarozzi.

Questa prima immagine si pone, metaforicamente, come copertina di un libro da leggere, interpretare e consultare in un percorso d’arte che comprende artisti quali pittori, scultori, orafi ed artigiani di fine ’800, del ‘900 e contemporanei. Il dipinto fu realizzato con la tecnica del divisionismo e rappresenta un giovane nudo ed imberbe che, sostenendo una sfera aurea nella sua mano sinistra, si staglia con un equilibrio statuario sulla cima di una montagna, innanzi ad un voluminoso nembo bianco che invade l’azzurro del cielo, alle sue spalle.

Quest’opera pittorica ha un’indubbia valenza allegorica che può essere chiarita secondo diverse interpretazioni, ciascuna delle quali, comunque, tesa a dare spiegazione del significato del suo titolo, “Rex Mundi”. Una possibile interpretazione dell’opera, infatti, è che la medesima rappresenti, allegoricamente, la condizione ideale dell’umanità allo stadio massimo del suo processo evolutivo. Nel giovane uomo, quindi, è possibile ravvisare l’umanità ideale che, raggiungendo tale stadio, diventa Re del Mondo, ponendosi sicura e stabile sulla cima della montagna evolutiva che da millenni sta scalando a partire dalla sua comparsa sulla terra. E si tratta di un’umanità ideale che reca in mano una sfera che, allegoricamente, può rappresentare la conoscenza umana che appunto giunge ad un tale livello, all’apice della sua evoluzione, da essere perfetta come una sfera. E si tratta di un’umanità ideale che, sulla cima della sua montagna evolutiva, si presenta completamente nuda e, quindi, priva di qualsiasi veste, ossia di qualsiasi artificio superfluo che le impedisca di raggiungere la pienezza della sua essenza naturale. E si tratta di un’umanità ideale che, all’apice della sua evoluzione, lascia dietro di sé tutto ciò che la confonde dal punto di vista spirituale e razionale, annebbiando, ossia offuscando il suo cuore e la sua mente e che può essere rappresentato, allegoricamente, dall’insidioso e denso nembo bianco che l’artista ha dipinto alle spalle del giovane uomo. E si tratta, infine, di un’umanità ideale che, sulla cima della sua montagna evolutiva, riscopre e valorizza anche il suo aspetto femminile, oltre che quello maschile e ciò può essere ravvisato, allegoricamente, nelle caratteristiche fisiche dell’immagine stessa scelta dall’artista per rappresentarla. L’umanità ideale, infatti, come abbiamo detto, è ravvisabile nell’uomo dipinto da Alberto Ferrero che pur essendo maschio è, tuttavia, giovane ed imberbe e non ha, quindi, raggiunto la sua piena maturità fisica, presentando ancora, di conseguenza, come si può rilevare dall’immagine, in unione a quelli maschili anche caratteri di maggiore delicatezza e grazia, tipici del fisico femminile. Nel proseguo della mostra Preziosa Opera si possono vedere ed ammirare numerosi altri capolavori pittorici realizzati dalla fine dell’800 ai giorni nostri da, per citare alcuni autori: Emilie Rouillon, Gerolamo Induno, Stefano Ussi, Federico Zandomeneghi, Giovanni Boldini, Giuseppe Pelizza da Volpedo, Eliseo Sala, Dal Bietto, Carlo Galfione, Cesare Viazzi, Camillo Innocenti, Giacomo Grosso, Cesare Saccaggi, Domenico Induno, Pietro Dossola, Giacomo Trecourt, Ettore Ximenes, Umberto Boccioni, Filippo De Pisis, Lalla Romano, Felice Casorati, Luigi Nono, Plinio Nomellini, René Magritte, Giorgio De Chirico, Andy Warhol… oltre che opere scultoree realizzate da, per citare alcuni autori: Arnaldo Pomodoro, Francesco Messina, Piergiorgio Colombara, Maïmouna Guerresi, Giuseppe Bergomi… e, infine, opere realizzate, con differenti materiali sul tema del prezioso e della produzione dei gioielli, da, per citare alcuni autori: Maurizio Vetrugno, Mirta Carroli, Andrea Massaioli, Plinio Martelli, Jessica Carroll, Luisa Valentini, Maura Banfo, Enrica Borghi, Carlo D’Oria, Andrea Massaioli, Michelangelo Galliani, Antonio De Luca… 

Rex Mundi
Rex Mundi, opera, olio su tela, 202×202 cm, di Alberto Ferrero

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