A Fubine Monferrato il sindaco (e parlamentare) leghista non celebra il 2 Giugno. Paola Ferrari (Demos): “Comportamento da censurare!”

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Non tutto cambia con la svolta nazionale impressa da Matteo Salvini alla Lega. Lui nei suoi discorsi ora scandisce parole e slogan un tempo considerati impronunciabili, come “patria” e “prima gli italiani”, ma in occasione della Festa della Repubblica il sindaco leghista (e parlamentare) di Fubine Monferrato, Lino Pettazzi – che ha giurato sulla Costituzione della Repubblica – sembra essere tornato compatto alle “vecchie” tradizioni: ignorare la cerimonia per la Festa della Repubblica.

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Assente non solo lui, ma l’intera Giunta in forma ufficiale, proprio mentre alla parata di Roma lo stesso Salvini cercava a tutti i costi la vetrina e il bagno di folla. Pochi anni prima invitava invece il suo popolo a disertare la ricorrenza: ricordiamo bene – facendo notare la contraddizione tra ieri e oggi – il “celebre” tweet del 2013:”Notte serena amici, non c’è un c… da festeggiare”.

E così a Fubine, a ricordare l’altissimo valore della Costituzione, delle libertà democratiche e del ruolo delle Forze Armate, sono rimasti solamente gli Alpini e i Carabinieri. Tra l’imbarazzo generale.

“È andato in scena un cattivo esempio di come possano essere interpretati i ruoli istituzionali ed è stato trasmesso un pessimo messaggio soprattutto ai giovani. Sono molto amareggiata per quanto successo, visti anche i continui sforzi che si fanno nelle scuole proprio per insegnare ai giovani i valori civici generati dalla nostra Costituzione. Che cosa possono pensare i nostri figli se poi vedono che un sindaco, per lo più parlamentare, si comporta così?” afferma Paola Ferrari (Demos).

Che aggiunge: “Mai come in questo momento mi vengono in mente le parole di Luigi Sturzo che sottolineava come la Repubblica se non viene rispettata dalle autorità politiche, difesa dal governo e dal Parlamento, se viene manomessa dai partiti finisce per far mancare il terreno sodo sul quale sono fabbricate le nostre istituzioni e ancorate le nostre libertà”.

“La bandiera italiana – come ha sempre voluto sottolineaare Carlo Azeglio Ciampi – è un vessillo di libertà conquistata da un popolo che si riconosce unito, che trova la sua identità nei principi di fratellanza, di eguaglianza e di giustizia. Nei valori della propria storia e della propria civiltà” conclude Ferrari.

Demos Alessandria