Discorso alla Festa dell’Arma del Comandante Provinciale dei Carabinieri di Alessandria

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Signor Prefetto, Autorità civili e militari, gentili ospiti, carissimi scolari, Carabinieri di ogni ruolo e grado, personale civile della Difesa,

consentitemi di esprimere il mio orgoglio nel celebrare – per la prima volta quale Comandante Provinciale dei Carabinieri di Alessandria – la ricorrenza del 205° Annuale di Fondazione dell’Arma.

Anche a nome di tutti i Carabinieri del Comando Provinciale, rivolgo a ciascuno di voi il mio saluto ed il più sentito ringraziamento per la partecipazione – così numerosa – a questa cerimonia. La vostra presenza le conferisce solennità e prestigio ed è tangibile e rinnovata testimonianza dei sentimenti di affetto e di vicinanza alla nostra amata Istituzione.

Nel dedicare il mio primo, commosso e deferente pensiero ai nostri caduti, desidero portare un affettuoso e solidale saluto alle Vedove ed agli Orfani, che con la loro presenza testimoniano i vincoli saldi ed imperituri di quella grande famiglia che è l’Arma dei Carabinieri. Un saluto particolare voglio rivolgere ai familiari del Vice Brigadiere Giovanni MELIS, da poco scomparso a seguito di una grave malattia, Sottufficiale che, per dignità e umanità nell’affrontare la impervia prova che lo attendeva, ha fornito a noi tutti un esempio luminoso di fede e di virile compostezza.

Un caloroso saluto va inoltre ai colleghi non più in attività di servizio dell’Associazione Nazionale Carabinieri, sempre presenti e pronti a condividere i momenti più significativi della nostra Istituzione, ai quali esprimo tutta la gratitudine per la vicinanza e la preziosa opera di sostegno svolta a favore dei colleghi in servizio.

Circa nove mesi fa sono giunto in questa bellissima e altrettanto vasta Provincia ed ho intrapreso questa nuova avventura professionale orgoglioso del prestigioso incarico e consapevole delle responsabilità che mi erano state attribuite. Alessandria è particolarmente cara all’Arma dei Carabinieri, non solo per aver ospitato fino al 1992, prima di assumere l’attuale configurazione ordinativa, la sede dell’omonimo Comando Legione, della cui fondazione ricorre quest’anno il centesimo anniversario e da cui dipendevano i Gruppi di Alessandria, Asti e Cuneo, ma anche perché è tra le terre che ne furono la culla e che hanno dato i natali a molti dei suoi eroi.

Nel 1814, 47 anni prima che venisse proclamata l’Unità d’Italia, i Carabinieri hanno sottoscritto con gli Italiani un patto irrevocabile, mai incrinato, che si è andato consolidando lungo i 205 anni che ci separano da allora e che li ha visti affrontare da protagonisti non solo tutte le vicende più difficili, cruente e dolorose del Paese, ma anche una quotidianità fatta di servizio e di vicinanza al cittadino.

Ed a questo patto i Carabinieri di Alessandria continueranno a prestar fede con l’abnegazione di sempre, con la consapevolezza che il 70% della popolazione della provincia ha come unico riferimento di polizia l’Arma dei Carabinieri, che assicura la vigilanza del territorio con le proprie Stazioni, presidi che non solo adempiono ai compiti di prevenzione e di contrasto del crimine, ma che sono anche terminali, spesso informali, della rete di protezione sociale.

Le nostre Stazioni costituiscono il tessuto nervoso del sistema di sicurezza italiano e rappresentano al tempo stesso un simbolo autentico della vicinanza dello Stato ai cittadini ed un punto di riferimento per comunità e singoli: nelle Stazioni Carabinieri il cittadino trova anche e soprattutto chi è in grado, talvolta con un semplice consiglio, con un intervento bonario o con un’attività di composizione dei dissidi, di risolvere conflitti interpersonali o problemi legati alla convivenza tra singoli, ristabilendo la coesione sociale e il sereno svolgimento della vita civile.

Certo, in un contesto nazionale ed internazionale già di per sé complesso, alcune peculiarità della nostra provincia rendono ancor più impegnativo il contrasto della criminalità diffusa ed organizzata. I dati relativi all’attività operativa – già divulgati agli organi di informazione in questi giorni – confermano il forte impegno del Comando Provinciale sul territorio, a fianco delle altre Forze di Polizia, nel seguire attentamente tutti i fenomeni che incidono sulla sicurezza e sull’ordinata e civile convivenza.

Nonostante il calo tendenziale della delittuosità generale e di quella diffusa in particolare, la percezione di sicurezza rimane tuttavia gravemente influenzata proprio dai reati predatori, il cui efficace contrasto è la prima delle sfide che impegnano quotidianamente l’Arma alessandrina. Infatti, la particolare collocazione geografica, una rete viaria estremamente estesa, una densità abitativa particolarmente rarefatta e l’accogliente bonarietà della popolazione sono i fattori che espongono la nostra provincia più di altre all’azione di gruppi criminali di varia matrice e dediti alla commissione seriale di delitti contro il patrimonio, ancor più intollerabili quando in danno di soggetti deboli.

Molteplici sono le iniziative messe in campo, sul piano sia preventivo sia francamente repressivo. E mi riferisco, per citarne alcune, alle reiterate campagne informative sviluppate sul territorio, all’affinamento nella predisposizione e nell’uso più razionale degli impianti di videosorveglianza ed alle attività investigative più strutturate che, partendo da singoli episodi isolati, riescano ad individuare e disarticolare interi gruppi criminali, grazie anche al costante supporto dell’Autorità Giudiziaria, che ringrazio di cuore.

In termini più ampi, è ormai pacifico, come le tante operazioni di servizio che hanno interessato il Nord Italia confermano, che la criminalità organizzata ha allargato da tempo i suoi orizzonti verso le realtà produttive dell’Italia Settentrionale, infiltrandosi nell’economia legale sino ad inquinarla. E non mi riferisco solo a quella di matrice ‘ndranghetistica o mafiosa, che pur ha già dato in un passato anche recente segnali di vivida presenza nell’Alessandrino, ma anche a quella comune. Si pensi, ad esempio, al traffico illecito di rifiuti, soprattutto plastici, che, peraltro, nella nostra provincia si avvantaggia della copiosa disponibilità di cascinali e capannoni abbandonati o dismessi, pronti ad essere riempiti – talora all’insaputa degli stessi proprietari – di materiali il cui smaltimento è diventato particolarmente problematico e quindi costoso, anche a causa di una mutata congiuntura geo-economica.

Peraltro, per infrenare tale ultimo, preoccupante fenomeno, con la collaborazione degli altri partner istituzionali coinvolti, i nostri comandanti di Stazione hanno censito tutte le strutture potenzialmente a rischio, per poi farle oggetto di periodica vigilanza nel corso dei quotidiani servizi esterni.

Da ultimo, ma non per importanza, continua altresì a destare la massima attenzione ogni possibile fenomeno di radicalizzazione ed anche in questo delicato settore d’intervento, si rivela fondamentale il quotidiano gioco di squadra con le altre Istituzioni, a cui l’Arma partecipa senza riserve e senza risparmio di energie.

A fattor comune, i Carabinieri di Alessandria sono stati e continueranno ad essere impegnati in un continuo sforzo di razionalizzazione e di rifocalizzazione sulle esigenze di sicurezza del territorio affidato loro, forti anche del fattivo contributo dei Reparti Speciali dell’Arma, i cui comandanti, qui presenti, ringrazio vivamente.

All’intensificazione dei servizi si è affiancata la tradizionale generosità del Carabiniere, che anche in questa Provincia non ha mai esitato ad esporsi in prima persona per la tutela dei singoli e della collettività. Anche nell’ultimo anno, molteplici sono stati gli interventi di soccorso in favore di cittadini bisognosi. Mi piace ricordare che in almeno sei casi disperati, si è trattato di un intervento che ha evitato, anche sul filo del rasoio, delle morti altrimenti certe.

Nel corso dell’anno l’Arma ha altresì continuato a dedicare risorse ed energie agli incontri organizzati nelle scuole, per concorrere alla formazione, nelle nuove generazioni, di una solida coscienza civica e di uno spirito critico verso i fenomeni di maggiore rischio generazionale, quali il consumo della droga, l’abuso dell’alcol, l’uso delle nuove tecnologie, l’imprudenza alla guida ed i fenomeni di bullismo e cyberbullismo. Recentemente l’Arma ha anche concorso ad una iniziativa formativa diretta al personale scolastico docente in servizio nella Provincia, allo scopo di illustrare i cc.dd. volti della violenza a scuola. Sono stati altresì intensificati gli sforzi a tutela delle fasce più deboli, quali gli anziani (con iniziative di prevenzione del fenomeno delle truffe) e le donne vittime di violenza.

Guardando al futuro, occorre perseverare nella ricerca di una sicurezza realmente partecipata, che continui vieppiù a nutrirsi non solo della perfetta sinergia di tutti gli attori istituzionali ma anche del fattivo contributo del singolo, che da mero fruitore del valore “sicurezza” divenga protagonista, quale sensore di sicurezza sul territorio.

Avviandomi alla conclusione del mio intervento desidero rinnovare il mio ringraziamento al Prefetto di Alessandria, Dott. Antonio APRUZZESE, a tutte le autorità intervenute ed ai graditi ospiti, che hanno voluto onorarci e gratificarci con la loro presenza. Mi sia poi consentito di rivolgere un pensiero riconoscente a chi più da vicino ci accompagna e ci sorregge nel quotidiano operare: le nostre famiglie, che silenziosamente sopportano le difficoltà e i disagi, condividono i nostri timori e le nostre ansie, ci donano la serenità e la tranquillità per andare avanti, per adempiere a questa nostra missione, entusiasmante, ma anche totalizzante e gravosa.

Infine, non ultimo, un grazie di cuore ai veri protagonisti di oggi, agli Ufficiali, ai Marescialli, ai Brigadieri ed ai Carabinieri del Comando Provinciale di Alessandria. Oltre alla riconoscenza per aver reso possibile la commemorazione odierna e la sua perfetta riuscita, desidero esprimervi piena e convinta soddisfazione per l’impegno, la competenza ed il coraggio con cui avete assolto i vostri doveri. Sono orgoglioso di essere il vostro Comandante! Il destino ci ha collocato in questo magnifico territorio: a noi l’arduo compito di continuare a “credere”. Come affermava il Generale Carlo Alberto DALLA CHIESA “il Carabiniere è un uomo che crede e quindi che ha fede. Un’incrollabile fede benignamente contagiosa di legalità e di fiducia per tutti i cittadini”. Credere quindi e perseverare lungo il solco tracciato in questi 205 anni di storia, rinnovando quanto di buono è stato fatto da chi ci ha preceduto, per conquistarci giorno dopo giorno quell’affetto e quella considerazione che la gente, da sempre, riserva all’Arma.

foto: Alessandria news