Racconti: EZIO & ROMINA, di Roberto Bontempi

Racconti: EZIO & ROMINA, di  Roberto Bontempi

EZIO & ROMINA (vicende tragicomiche). 18 – LA VISITA OCULISTICA

In attesa nell’agenzia per le pratiche automobilistiche, Ezio istruiva Romina su come imbrogliare con la tabella optometrica, quella con segni vari in grandezza descescente nell’andare verso il basso.

Lei, facendo finta di niente, avrebbe dovuto spiare all’interno dello studiolo medico e fotografare le lettere con lo smart. Lui se le sarebbe studiate e ripetute poi a pappagallo durante la visita di controllo.

“Ezio!” si ribellava lei. “Ma neanche Wonder Woman ci riuscirebbe, ma neanche, che dire, Eva Kent, la moglie di Diabolik!”

“Ma tu sei meglio di quelle due là, non è vero?” ammiccava Ezio, sguardo da ipnotizzatore.

“Basta, In-Ezio che non sei altro! Vacci tu là dentro se ci niesci, Nembo Kid! Ognuno si faccia gli occhi suoi.”

Ezio gli occhi dovette abbassarli contrito a scanso di reazioni peggiori e attendere rassegnato il proprio destino.

Quando il medico si accorse che fra quell’esaminando e una talpa c’era poca differenza volle perdere addirittura una decina di minuti in più per esaminarlo meglio e diagnosticare:

“Faccia come crede ma lei ha bisogno di un’operazione di cataratta a entrambi gli occhi.”

“E la patente me la rinnova, dottore?”

“No, sospesa fino al prossimo esame. Mi creda, egregio signor comesichiama, lei non ha bisogno dell’auto, ma di un cane guida.”

Quando furono all’esterno Ezio scaricò sulla compagna la frustrazione di non vedere un beneamato:

“Se avessi fatto come ti si chiedeva, ora avrei avuto il rinnovo delle patente bello bello.”

“Se tu credi adesso che io mi metta in macchina con un orbo a rischio della pelle, sei un illuso, cocco. A sbattere ci andrai tu solo, cocco. Taxiiii.”

“Occhèi, hai ragione. È vero, ci vedo pochino ma, come si dice, quello che non si vede lo si intuisce.”

“Ma come si dice dove? Tu fai i proverbi a tuo uso e consumo. E chi lo sapeva di andare in giro con un handicappato non vedente? Ho rischiato di morire, In-Ezio, In-Ezio del … quello che sei. Vai a ucciderti dove ti pare ma io con te non ci vengo più. Taxiiii.”

“Va bene, amore. Hai tutte le ragioni. Sono proprio un In-Ezio. Ora guiderai tu. E se vorrai mi farai da conduttore fino a quando mi opereranno, va bene?”

Romina assentì stancamente anche perché pagare il taxi proprio non le andava. Però mormorò:

“Era quello lo sguardo malandrino che mi affascinava tanto, il magnetismo che mi ha sedotto: la vista adombrata di costui.” E pensò soltanto:

‘E chissà lui, così messo, cosa avrà visto in me…’

Roberto Bontempi

Autore: alessandria today

Ex Dirigente, consulente e ora blogger

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...