PRIMO APPROCCIO ALL’ANALISI FONEMATICA, di Elvio Bombonato

Si richiedono pazienza e stomaco forte.

La fonematica è una disciplina della linguistica, che studia i fonemi (vocali, consonanti, nessi) di una parola, per analizzare gli effetti che la loro combinazione produce sul suono di essa.

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L’Accademia della Crusca ha dichiarato che la lingua italiana è quella che maggiormente avvicina la pronuncia delle vocali e delle consonanti agli organi fonatori utilizzati. Gli organi fonatori delle diverse lingue sono gli stessi, ma la dizione no.

Prendiamo le  labiali B e P consonanti sonora e sorda: ebbene per pronunciarle, effettivamente battiamo le labbra, l’apertura della bocca dipende dalla vocale consorte. Il sistema fonetico italiano è affascinante e complicatissimo: uno straniero impazzisce.

Le vocali in teoria sarebbero 7, la doppia E e la doppia O, aperte e chiuse: ma ormai questa distinzione di pura dizione è scomparsa anche in Toscana, si studia solo nelle scuole di recitazione. Mia figlia infatti mi corregge sempre.

Le consonanti: la H non esiste, non ha suono, è solo un segno grafico, per ottenere la gutturale e la velare (ghiro, chiesa); molte sono doppie, con due suoni diversi: la Z di zio (affricata alveolare sorda) non è quella di zero (sonora); la S doppia: quella di sera (costrittiva spirante alveolare sorda) non è quella di scena o sciame (costrittiva prepalatale sorda); la G doppia: gatto, ghiro (velare) giro getto (affricata prepalatale sonora); le dentali sono simili: T occlusiva dentale sorda, D sonora; P e B sono simili: occlusiva bilabiale sorda e sonora; la S è doppia: sera (costrittiva spirante alveolare sorda) e smontare (sonora); le nasali sono due: M (occlusiva bilabiale sonora), N (occlusiva dentale sonora), aggiungi il nesso GN (occlusiva palatale sonora nasale).

La confusione somma avviene per la C: casa chilo occlusiva velare sorda, come quadro (eppure segnato dalla Q e non dalla C), cera ciccia (affricata prepalatale sorda). Infine i nomi delle consonanti mutano a seconda si indichino gli organi fonatori usati (che sono 12: denti labbra palato naso ugola lingua trachea polmoni laringe ecc.), la sonorità, i nessi vocali-consonati che generano le semivocali e le semiconsonanti, lo iato e il dittongo a salire o scendere tonico atono; il trittongo. 

La consonante doppia non esiste; si tratta solo di un segno grafico: non diciamo gatoto, bensì gattto (si prolunga la T, non viene detta due volte) mammma e non mamamama; squilllo e non squilolo.