Gentile Signor Durand-Ruel, voglio passare un mese a Bordighera, uno dei luoghi più belli che abbiamo visto durante il nostro viaggio [con Renoir]. Da laggiù, nutro la speranza di portarvi tutta una serie di cose nuove.”

Vallée de Sasso. Effet de soleil, 1884, Musée Marmottan, Parigi.

Così scriveva Claude Monet, nel gennaio 1884, al mercante d’arte e gallerista parigino Paul Durand-Ruel, circa un mese prima di iniziare il suo soggiorno a Bordighera, tanto breve (solo 79 giorni) quanto fecondo. Tre mesi scarsi, che hanno rappresentato una fonte incredibile di ispirazione per la creatività pittorica dell’artista. Tre mesi scarsi che hanno lasciato nella città rivierasca il segno indelebile di una consacrazione a icona del Mediterraneo, celebrata da 38 dipinti in cui l’artista rappresentò la città vecchia e i suoi dintorni, ma anche Dolceacqua e i paesaggi della Val Nervia.

Monet giunge a Bordighera il 18 gennaio 1884 e alloggia alla Pension Anglaise, in pieno centro storico. Le prime settimane di permanenza sono dedicate soprattutto alla città e ai suoi dintorni più prossimi. A catturare l’attenzione di Monet sono soprattutto i giardini del signor Moreno, commerciante d’olio e agente consolare di Francia, di cui l’artista diventa subito amico.

Nelle lettere alla compagna Alice Hoshedé traspare tutta l’eccitazione dell’artista, estasiato dalla luce e dai colori della Liguria e, allo stesso tempo, preoccupato di non essere in grado di riprodurre sulla tela le emozioni che sta provando.

“Cara Alice, oggi ho lavorato duro: cinque tele e domani conto di iniziare la sesta. … Vorrei fare degli aranci che si stagliano sul mare azzurro, ma non sono ancora riuscito a trovarne come voglio. Quanto al blu del mare e del cielo, riprodurlo è impossibile. Comunque, ogni giorno aggiungo e scopro qualcosa che prima non avevo saputo vedere. Questi luoghi sembrano fatti apposta per la pittura en plein air.”

Le Château de Dolceacqua , 1884, Musée Marmottan, Parigi

Il 17 febbraio, non è passato neppure un mese dall’arrivo in Italia, scopre Dolceacqua, delizioso paesino dell’entroterra, abbarbicato su uno sperone roccioso. Vi si reca in gita, con una carrozza, in compagnia di alcuni signori inglesi conosciuti alla pensione dove soggiornava. Rimane talmente affascinato dal caratteristico ponte medievale sul torrente Nervia, che definisce un vero «gioiello di leggerezza», e dal castello dei Doria in cima alla collina, da tornarvi in aprile per lasciare a milioni di appassionati il suo personale ricordo di quei luoghi.

Tre dei 38 dipinti, di questi 79 giorni così fecondi, sono tornati per qualche mese di villeggiatura nell’incantevole Riviera dei Fiori. Due provengono dal Musèe Marmottan Monet di Parigi e ritraggono il ponte e il castello di Dolceacqua Le Château de Dolceacqua e una veduta sul Beodo di Bordighera Vallée de Sasso. Effet de soleil. La terza Monaco, vu de Roquebrune, proviene dalla collezione del Principe Alberto di Monaco.

Queste tele saranno esposte fino al 31 luglio 2019 in due sedi d’eccezione: la Villa Regina Margherita a Bordighera e il Castello dei Doria di Dolceacqua. La mostra, in entrambi i luoghi, propone un percorso espositivo, fotografico, documentario e multimediale che racconta l’esperienza di Monet in Liguria. Un’ottima opportunità di unire mare e cultura in una vacanza che si annuncia piena di colori ed emozioni.