the red writer

Salgo sulla criniera della formica che mi conduce fino allo scavo. Camminiamo per secoli tra gli alberi biondi. Piano piano noto che quegli alberi diventano sempre meno alti, sempre più scuri, più marci. Un brivido mi accarezza la spalla. Poi un suono.

Prendo il volo lasciando la formica al suo destino. Volo per tutta la sua corteccia celebrale e passo di fronte allo scavo. Sembra un pentacolo rovesciato in cui il centro cade in picchiata fino al suo cervello.

Il mio corpo si colora di mille colori sconosciuti. Alzo la mia mano e stavolta la vedo. Dal suo palmo un arcobaleno indefinito fuoriesce ed entra nei miei bulbi oculari uscendo a sua volta dalle mie orecchie. Mi trovo immerso nell’antimateria, nell’universo cosmico. Immerso in me stesso.

All’improvviso tutto scompare. Non vedo niente. Mi cerco. Mi tocco il petto, le gambe, il pene… trovo solo figure assurde. Piano piano quel buio…

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