Flat tax, scontro Salvini-M5s: “15 miliardi trovati”, “Dove?” – IlGiornale.it

Il vicepremier leghista non ha dubbi: “La tassa piatta si farà. Già trovati i 15 miliardi”. Di Battista: “Dove prendi i soldi?”

Mentre nel MoVimento i grillini non sanno più che pesci pigliare e si attaccano a vicenda –vedi il botta e risposta di oggi fra Luigi Di Maio e Alessandro Di BattistaMatteo Salvini torna sul tema della flat tax.

Un tema a lui piuttosto caro. Intervistato da SkyTg24, il ministro dell’Interno spiega dalle spiagge di Milano Marittima che non ci sarà alcuna “manovra aggiuntiva, anzi, facciamo subito la manovra vera. Nessuna tassa in più”. “A Bruxelles si mettano l’animo in pace – continua – perché la flat tax si farà”.

Matteo Salvini non ha dubbi su ciò che deve fare il governo gialloverde, ma soprattutto vuole “tagliare le tasse agli italiani, cosa che farò qualunque cosa accada”. Ma ci sono i fondi per questi tagli e per la flat tax? Secondo Salvini sì e i fondi sarebbero già stati tropvati: “Nel 2020 non tutti ma tanti italiani pagheranno meno tasse, apriranno nuove imprese e ci saranno più assunzioni. Servono almeno 15 miliardi che sono già trovati. Non è un capriccio della Lega diminuire le tasse alle famiglie, alle imprese, ai lavoratori. È l’unico modo per far ripartire questo Paese”. Continua a leggere “Flat tax, scontro Salvini-M5s: “15 miliardi trovati”, “Dove?” – IlGiornale.it”

Il candidato dell’opposizione Ekrem Imamoglu conquista (di nuovo) Istanbul: sconfitto l’uomo di Erdogan – Repubblica.it

“E’ la vittoria della democrazia”, dice Imamoglu. Yildirim ammette la sconfitta: “Mi congratulo con lui e gli auguro buona fortuna”.

“Non è la mia vittoria, è la vittoria della democrazia, siete stati protagonisti di una delle pagine più belle della storia di questo Paese”. Parla al suo popolo, ma parla a tutta la città di cui è sindaco, ormai, senza incertezze, senza contestazioni. Ekrem Imamoglu, il candidato dell’opposizione laica di Istanbul, che aveva vinto le elezioni a sindaco poi annullate, ha strappato per la seconda voltas il governo della città all’uomo di Erodgan, e riporta il Chp alla guida della più grande metropoli della Turchia dopo 25 anni di potere del Sultano… continua su: Il candidato dell’opposizione Ekrem Imamoglu conquista (di nuovo) Istanbul: sconfitto l’uomo di Erdogan – Repubblica.it

Matteo Salvini: “Il governo va avanti, è quello che vogliono gli elettori”. Il sondaggio che annulla la crisi – Libero Quotidiano

Matteo Salvini non ha alcuna voglia di litigare con Luigi Di Maio. Almeno per adesso.”Per noi, in questa fase, il tema della crisi di governo non esiste. Così come non esiste il tema delle elezioni anticipate. Si va avanti” dicono leghista vicini al ministro dell’Interno. “Allora, ditemi che cosa suggerite – è l’incipit con cui il titolare del Viminale ha aperto l’ultimo summit nella sua situation room, al ritorno dagli Stati Uniti -. I sondaggi ci danno sopra il 34%, il viaggio in America è andato benissimo.Che cosa aspettiamo per rompere quest’alleanza di governo?”… continua su: Matteo Salvini: “Il governo va avanti, è quello che vogliono gli elettori”. Il sondaggio che annulla la crisi – Libero Quotidiano

Terremoto: scossa 3.7 tra Lazio e Abruzzo, epicentro a 3 km da Colonna (Roma) – ANSA

Una forte scossa di terremoto di magnitudo 3.7 è stata avvertita tra Lazio e Abruzzo.

Secondo l’Ingv, l’epicentro della scossa di terremoto avvertita alle 22.43 si trova a 3 chilometri dal comune di Colonna (Roma), ad una profondità di 9 chilometri. Tra i Comuni vicini all’epicentro, anche San Cesareo, Gallicano nel Lazio, Zagarolo e Monte Compatri. La scossa è stata avvertita anche a Roma… continua su: Terremoto: scossa 3.7 tra Lazio e Abruzzo, epicentro a 3 km da Colonna (Roma) – Cronaca – ANSA

L’essere nulla

Ti senti perso 59588547_633394163792966_1874743183070461952_nquella buia stanza
vedi solo un muro, tristezza,
sensazione di vuoto dentro il cuore
di un arido gelido, come un campo incolto
e un buio tetro dentro il tuo animo
e gli occhi spenti come una sigaretta
nel portacenere appena posata…
Ma un giorno nel tuo cuore
il sole tornerà a splendere di nuovo
la vita in te tornerà a galla
e l’essere nulla, quella gelida sensazione
mai più tornerà
un sorriso largo come il cielo stellato
spunterà dal tuo viso
e vedrai nel tuo specchio riflesso
il tuo essere rinato…

 

Vidovdan , dal giorno delle diversità alla transeuropa, di Lia Tommi

– MCL si occupa di Balcani. Graziano Canestri il 27 giugno alla Gambarina per spiegare il giorno di San Vito (Vidovdan)

Appuntamento il 27 giugno 2019 nella sala riunioni del Museo etnografico “C’era una volta” alle ore 18,00 per parlare di Balcani, un’area geograficamente vicina a noi, ma la cui storia è poco conosciuta. E dire che Alessandria è gemellata con Karlovac (Croazia) e i contatti con gli esponenti della città slava sono frequenti e in certi periodi della storia hanno anche concretizzato iniziative solidali ed economiche.
Ma, al di là di questo, l’area geopolitica è particolarmente importante anche per il futuro dell’Europa e per la sua eventuale espansione, oltre che proporre un percorso di coabitazione fra esponenti di religioni monoteistiche quali il cristianesimo e l’islamismo, la cui conoscenza risulta utile per la nostra esperienza nazionale a seguito degli intensi fenomeni migratori vissuti dal nostro Paese.
In aggiunta a ciò, vi è anche il percorso della storia, lo snodarsi di tensioni post prima guerra mondiale e questioni legate all’esodo istriano-giuliano e dalmata che non possono solo essere ricordate nel giorno deputato del calendario istituzionale italiano.
Così ecco l’idea, avuta dal Consiglio Provinciale MCL, di approfondire la conoscenza di alcuni momenti della storia e dell’attualità dell’area, partendo dal Vidovdan, cioè dal giorno di San Vito.
“L’area che partendo dalle porte di Trieste, si estende fino a Salonicco rimane per molti nella sua struttura storica e umana, una zona grigia, priva di una precisa fisionomia simile a quella delle terre inesplorate che gli antichi cartografi si limitavano a descrivere con uno sbrigativo HIC SUNT LEONES – spiega Graziano Canestri, che sarà relatore nel convegno del 27 giugno – In realtà quella fascia di territorio è da un millennio e mezzo teatro di un drammatico scontro di popoli, civiltà e religioni.”
Il 28 giugno 1389, giorno di San Vito, è conosciuto come il giorno che a partire dalla battaglia di Kosovo è da sempre stato segnato dalla violenza nella storia della ex Jugoslavia e vuol simboleggiare questa realtà che ha improntato su di sé la vicenda storica del Paese nelle varie e tormentate fasi della sua esistenza.
Dopo i saluti di Piercarlo Fabbio, Presidente provinciale MCL e di Elena Garneri per gli Amici del Museo della Gambarina, si svilupperà il convegno con gli interventi di Mauro Remotti, incentrato sul rapporto di eventi che hanno condizionato anche la storia della nostra città, e di Graziano Canestri che approfondirà il tema che dà il titolo all’incontro. Modererà e solleciterà i partecipanti alle domande ai relatori, Efrem Bovo, responsabile formazione UJCE e componente del Consiglio regionale MCL.

Momenti di poesia. Una musica, di Ela Gentile

Momenti di poesia. Una musica, di Ela Gentile

Una musica

Una musica

Mi affaccio … è fresco
brillano luci nella notte
nel cielo e nelle case,
mi arriva un soave profumo
dolce e intenso aroma di fiori
ed è tutto molto piacevole.

Non una nota nell’aria
solo silenzi di stelle.
Un vuoto d’amore pizzica il cuore
brillano gli occhi tuoi fieri,
di cui basta uno sguardo
per togliermi il fiato.

La notte è ancora giovane
forse riuscirò a captare,
afferrare al volo,
prima che il sonno mi rapisca,
una musica che addolcisca
la sconfitta che tocca e trafigge.
eg

Momenti di poesia. Tra le lacrime e l’ipocrisia Amos Grilli

Momenti di poesia. Tra le lacrime e l’ipocrisia Amos Grilli

Tra le lacrime
e l’ipocrisia.

E’ come il tempo
d’una farfalla
che dura poco
e poi muore
lo sdegno e la condanna
per ogni ordinario
massacro
della guerra.
Carchi siamo
d’ipocrisia
che celiamo
sotto false
lacrime.
Ci attanaglia
il timore
dell’economia
a rotoli.

Continua a leggere “Momenti di poesia. Tra le lacrime e l’ipocrisia Amos Grilli”

Momenti di poesia. L’ ATTEGGIAMENTO, di Sabrina Ferri

Momenti di poesia. L’ ATTEGGIAMENTO, di Sabrina Ferri

Sabrina Ferri

L’ ATTEGGIAMENTO

Vorrei fermare il tempo a che, fanciulla,

andavo a far la guerra coi maschietti,

caporiona fra lor, quando in effetti,

dentro innocente, ognuno si trastulla

senza che i sentimenti faccian guasti.

E non risalta ancor la debolezza

ch’è in femmina, con tanta timidezza.

Ora ho da controllarmi e certi tasti

mi son preclusi; eccessi e stravaganze

devo lasciare ad altri e, dignitosa,

vado a proceder sempre in giusta posa

badando che nessuno abbia lagnanze

verso di me. Monella mi rimpiango,

ma a donna adulta non s’addice il fango.

Sabrina Ferri

Racconti: ” IO CI SONO! ” di Leonardo Migliore

Racconti: ” IO CI SONO! ” di Leonardo Migliore

” IO CI SONO! “

Dove trovare l’amore in un mondo nel quale, in termini filosofici, tutto appare relativo?
Forse, è più semplice che la gómena di una nave passi per la cruna di un ago da cucire.
I riferimenti sono essenziali per evitare,
in questo tempo edace,
di essere deglutiti come semplice bolo alimentare.
Oggi, una parte di me è morta.
Ho trovato un ulivo, piantato vent’anni fa da mio padre, inanimato e color rame.
Ho desiderato ardentemente che dentro avesse ancora un alito di vita.
Pura illusione di un uomo posto davanti al sagrato di una chiesa senza pareti,
col cielo azzurro topazio,
un pavimento di campanelle selvatiche, di papaveri,
di vedovine marittime, di camomilla tomentosa,
di crisantemi gialli, di margherite, di primule,
di viole, di erba viperina, di erba roberta,
colonne di scapi d’agavi,
candelabri foggiati dalla purezza della natura,
e altari d’oleandri.

Continua a leggere “Racconti: ” IO CI SONO! ” di Leonardo Migliore”

Momenti di poesia. IL VOLO Della libertà, di Amos Grilli

Momenti di poesia. IL VOLO Della libertà, di Amos Grilli

Il volo

IL VOLO
Della libertà.

Di una farfalla seguo
il volo
dopo che è evasa dalla
sua
crisalide prigione.

Vanitosa e pare già
avvezza
si posa sul primo fiore
affinchè
l’occhi miei ne contemplin
la sua bellezza.

Poi con un leggero
battito di ali
nell’aria si libera di nuovo
continuando
il suo peregrino volo.

Breve si sà.
Ma è.
“IL VOLO DELLA LIBERTA'”

AMOS.

Poetarsi addosso – di Paola Cingolani – in “Momenti di poesia”

Raccontare in versi mi rende libera
differente anche da quelli come me
_ sono già un dialogo fra più anime
contenendo moltitudini mi dilato _

il mio esistere si espande pensando
e la mia casa resta il mio ermo colle
_ c’è una vista panoramica sul tutto
vedo l’aspetto oscuro e quello bello _

non cerco di plagiare con falsi miti
non scrivo per far cambiare le idee
_ non voglio vincere né eccellere
e convincere non è il mio scopo _

appunto solo un po’ del mio sentire
semplifico stati d’animo in parole
_ poi i lemmi a risolvere dilemmi
non sono quasi mai sufficienti _

poetarsi addosso è una maniera
infallibile e liberale per ognuno
_ perché il morire di silenzi pesa
e dire il nulla è una bieca impresa _

 

 

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Andrey Remnev Paintings #Art – Paola Cingolani versi – @lementelettriche 23/06/2019

 

ASTINENZA – Antonella Braccia

ASTINENZA – Antonella Braccia

Pubblicato il 22 gen 2019

#cantautriceitaliana #antonellabraccia #indiepop
Canzone scritta, interpretata e diretta da Antonella Braccia
Sono su tutti gli store, anche su iTunes
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La controfigura e il replicante – di Paola Cingolani – in “Momenti di poesia”

In verità questo discorso
l’ho fatto sempre da sola
_ è stato un monologo
sotto mentite spoglie _
e ognuna delle parole
che ho detto _ inutilmente _
s’è andata presto a riversare
come un temporale d’agosto
implacabile
improvvisa
fulminea
violenta
rapida
solo addosso a me.

Un interlocutore supposto
vacuo
assenteista
volutamente nullo
in ascolto solo di sé stesso
_ l’assenza di contatto con l’umanità
è niente più che vuoto pneumatico _
ha acceso immediatamente
il suo bel nastro registrato
con quel tono gelido
standardizzato
insignificante
asettico
e comune alla maggioranza.

Ma che mani affascinanti
sensualissime le mie mani
_ non immagineresti mai
cosa arriverei a farci io _
solo sentivo un tam tam
mi picchiava in testa
era l’eco rallentata
il suono cadenzato
d’un trucco sfatto
ora svelato
qualcosa di lontano
e mai equidistante
il compromesso
di chi interpreta
una piccola parte
la controfigura
e il replicante.

@lementelettriche 23/06/2019

 

Andrey Remnev - (2)

Andrey Remnev #Art

 

 

 

Ipocrisia

the red writer

“Si il cambiamento che vuoi vedere nel mondo”

Diceva Gandhi il secolo scorso. Un incitamento profondo che ci mette in primo piano davanti alle sorti del nostro pianeta. Un aforisma bellissimo che ormai serve solo da contorno alle foto su istagram.

Che cazzata!

Come tutti i comunisti o pseudo-comunisti anche questo induista aveva troppa fiducia nell’umanità. Troppa fiducia nell’uomo, come creatura sociale e umana. Dopotutto, risulta troppo facile essere socialmente impegnati quando si è poveri. Appena un uomo comune, normale, comincia a guadagnare diventa nient’altro che uno specchio della propria società consumistica; senza mia sognarsi, nemmeno per un secondo, di entrare in contatto con quelli che una volta chiamava fratelli.

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Questo lo vediamo ogni giorno, ogni ora, in ogni notizia in televisione. I migranti ne sono un esempio, ma non voglio parlare di argomenti triti e ritriti… voglio concentrarmi più sul quotidiano.

Settimana scorsa ho visto un vecchio che suonava…

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The Man in the Hight Castle – La svastica sul sole

the red writer

Settimana scorsa ho finito di leggere il mio secondo libro in assoluto di quel pazzo di Philip K. Dick.

Un libro che nei primi capitoli mi aveva annoiato, troppo confuso e disordinato. Dick ti butta là in mezzo al suo mondo senza spiegarti né il perchè né il come e tu ti trovi completamente disorientato, almeno per i primi capitoli. Lo stesso mi era successo con un’altro suo libro “Ubik”.

Si vede che è una caratteristica dello scrittore

Ho imparato ad amarlo per questo… i suoi libri non sono per chiunque, solo chi riesce a superare quelle prime venti/trenta pagine di caos arriva ad apprezzare appieno il suo genio.

Ma oggi non voglio parlare dell’autore, voglio concentrarmi sul libro.

In una parola: Inaspettatamente riflessivo.

La vicenda coinvolge tre personaggi, no, anzi, quattro personaggi principali:

– Robert Childan: Proprietario di un negozio di antichità della cultura americana

– Frank Frink: Operario…

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Al diavolo in conformismo: Fight Club

the red writer

Oggi vorrei parlarvi di un film che non ha bisogno di presentazioni. Un film magnifico tanto nel cast, quanto nella trama, ma soprattutto, un film carico di significato.

Questo significato si traduce nella parola “Conformismo”.

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Fight Club è una bellissima e, nonostante l’età,, attuale visone dell’uomo moderno. Una visone sporca e pessimista che vede l’uomo per quello che è: un essere che ama vivere dietro le maschere della vita quotidiana, ma che non ripudia il fatto di potersi ,veramente, sentirsi libero la sera, nella cantina di un qualunque bar di scarso interesse dove nasce il Fight Club.

Dopotutto questo è quello che ogni uomo sulla terra desidera: “un momento di vita”.

Questo Fight Club consente all’uomo moderno, all’uomo stressato che lavora otto ore al giorno per cinque giorni alla settimana e non riceve nessuna, ma proprio nessuna gratifica per i suoi meriti; di sfogarsi, di picchiare un altro suo simile, un…

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UBIK – un viaggio metafisico

the red writer

“Che vuol dire reale? Dammi una definizione di reale. Se ti riferisci a quello che percepiamo, a quello che possiamo odorare, toccare e vedere, quel reale sono semplici segnali elettrici interpretati dal cervello”

( Matrix, 1999)

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La realtà si fonda sul nostro pensiero, sulla nostra fiducia nel fatto che quello che abbiamo di fronte esista veramente. Il computer, la casa, la macchina e persino quella bellissima e sconosciuta ragazza dai lunghi capelli mori che siede sul bar della stazione… tutte queste figure esistono, sono reali… sono cioè tangibili.

Per essere reali devono reagire, comportarsi in un modo plausibile affinché la nostra logica umana possa definirli come reali. E se non lo fossero?

Come si fa a distinguere una cosa reale da un qualcosa che non lo è?

Bella domanda.

Credo che, come sempre si basi sul nostro punto di vista, sulla nostra visione della realtà.

Cogito ergo sum. – 

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Primavera – Fiore

the red writer

Sii il fiore in mezzo alle erbacce,

Sii il fiore che nasce dal nulla,

Sii l’unico ingrediente per la tua felicità.

Nel sole primaverile,

accarezzato dalle mani di Madre natura,

vivi!

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Vivi

e rendi la tua vita speciale.

Rendi la tua vita interessante

rendi la tua vita degna di un libro.

Affronta ogni giorno con entusiasmo,

con tenacia,

con disinvoltura.

E come un fiore

cresci!

incurante delle erbacce,

incurante di quel che pensano gli altri.

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8 ½ – Il sogno di un regista

the red writer

Premetto che non sono né un critico cinematografico, né uno studente di cinematografica, né un grande conoscitore della filmografia Felliniana… sono solo un amante di Cinema.

Quindi forse, anzi sicuramente, non sono la persona più qualificata per parlare di quello che è universalmente riconosciuto come il Capolavoro, con la C maiuscola, di Federico Fellini.

Detto questo farò del mio meglio.

8 ½ è un film diverso da tutti gli altri film che ho mai visto finora. Al mondo esistono film psicologici, film romantici, film d’azione, film horror, Blockbuster, film commerciali, film d’autore eccetera eccetera…. Ma 8 ½ trascende ogni genere. Io personalmente lo inserirei in un ipotetico genere “realistico”.

Realistico perché racconta una storia vera, con sentimenti e comportamenti di ogni personaggio veri, genuini, reali. Un film che deve assolutamente essere visto da ogni amante di cinema. Un film che ti trasmette angoscia, paura, amore, felicità e ogni sentimento possibile…

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Ricordare il passato per vivere il futuro

the red writer

La Storia.

La Storia è il nostro bagaglio più importante.

È quello che siamo, quello che eravamo e quello che saremmo.

Molti pensano che la storia non sia nient’altro che una progressione di date e di avvenimenti, troppo lontani per capirli e comprenderli alla perfezione.

Questi si sbagliano.

Con il termine Storia si intendono tutti gli avvenimenti succeduti dalla nascita dell’uomo( gli ultimi tre milioni di anni), ma non solo.

Essa è soprattutto l’insieme delle nostre abitudini, della nostra cultura, del nostro modo di pensare.

Tutti i nostri comportamenti sono riflessi dallo specchio dalla Storia.

Gli elementi che più di tutti usiamo per avvicinarci alla storia sono il Ricordo e l’Immaginazione.

Il primo è il modo per vivere la storia già vissuta e il secondo ci aiuta a vivere storie antiche ed immaginarie.

Ma è possibile immaginare un evento non vissuto?

No. Ma, conoscendo perfettamente tutte le sfaccettature dell’evento interessato…

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Cosa significa sentirsi veramente vivi?

the red writer

In queste “bellissime” e piovose giornate di maggio, chiuso in casa con un senso di disillusione cronica per un tempo, ahimè, di merda; mi è palesato in mente una domanda che potremmo definire tra le domande “fondamentali”.

Ora, non ho la presunzione di voler rispondere a questa domanda, ma, volevo scrivere il mio pensiero a proposito e vedere se sono l’unico che la pensa così.

La domanda è:

Cosa significa sentirsi veramente vivi?

Personalmente sono pochi i momenti in cui posso dire di essermi sentito vivo. Sono pochi i momenti in cui ho percepito, fisicamente e mentalmente di essere un essere pensante, di essere una forma reale, di essere vero, di esistere. La vita quotidiana non è altro che un susseguirsi di automatismi che potrebbero fare anche dei robot. Ti svegli al mattino, vai a lavoro, fai quello che ti chiedono, finisci lavoro, torni a casa, leggi, ti alleni, magari…

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Racconti brevi – Pioggia

the red writer

Non trovate che la pioggia sia magnifica!

Amo camminare sotto la pioggia tutte le volte che ho l’occasione. Mi rilassa. Quando sento quel freddo pungente, che odora di stantio, mi sento libero, mi sento felice. Come se tutto quello che mi sta’ succedendo scivolasse via nella pioggia. Le preoccupazioni, le delusioni, tutto quello che mi invoglia verso il cappio, scivola via come acqua insaponata.

Per quel momento, per questo momento, sono disposto a lottare, a vivere, a cadere e rialzarmi, ancora ed ancora, finché non riuscirò a compiere il mio scopo, finché non riuscirò a trasmettere la mia idea. Possono rompermi le gambe, le braccia, la faccia, posso castrarmi, possono abusare di me, possono spezzarmi il cuore e soggiogare la mia mente, ma non potranno mai allontanarmi dal mio scopo, dalla mia missione. I migliori artisti del mondo sono nati nel novecento e io voglio essere l’ultimo di questi, voglio…

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Fantasmi ineluttabili

the red writer

A causa di alcuni fatti personali che mi sono successi qualche giorno fa, mi sono ritrovato a pensare al passato, agli errori che ho commesso e a come oggi, se ritornassi indietro non commetterei. Ho perso tempo e tranquillità presente per preoccuparmi di ciò che avevo pensato, fatto, non fatto tempo indietro. Ho perso tempo e tranquillità presente per azioni che sono immutabili, che non potrò mai cambiare. Ho perso tempo per pensare al passato.

Quanto-fa-male-il-tempo-passato.jpg Immagine presa dal web

Ho perso tempo.

Tempo che non verrà mai recuperato. Tempo che avrei potuto usare per pensare a qualcos’altro, per pensare a un nuovo racconto da scrivere, a una nuova idea per questo blog, per leggere o chissà che altro.

Però sono arrivato a una “illuminazione” (passatemi il termine) e cioè che è inutile pensare al passato.

Lo so’, sembra una frase fatta, di quelle che si leggono alle riunioni degli alcolisti…

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Nada Nuovo, la sua vita e il suo libro “La Belle Epoque”  presentato alla biblioteca civica

Alessandria today @ Web Media Network - Pier Carlo Lava

Nada Nuovo, la sua vita e il suo libro “La Belle Epoque”  presentato alla biblioteca civica

di Pier Carlo Lava

Persone

Pier e VittorioPier

Alessandria today, il 20 maggio 2019 in un incontro alla biblioteca civica di Alessandria, Lia Tommi dell’Associazione delle Vittorie e Francesca Parrilla dell’Associazione Lberamente laboratorio di idee, hanno presentato “La Belle Epoque”, il nuovo libro di Nada Nuovo, intervista a cura di Lia Tommi.

video: https://youtu.be/rtrFJ0WrIDM

“LA BELLE EPOQUE”
10 modi per diventare una donna perfetta
(Manuale pratico per la crescita personale)
E’ l’opera prima di Leonarda Nada NUOVO.
“In questo libro la scrittrice spiega i valori che ogni donna o uomo che sia, sceglie per migliorare la propria vita. Chi è cosa vuoi essere?!”

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Intervista Nada Nuovo un artista a 360°, a cura di Lia Tommi

Alessandria today @ Web Media Network - Pier Carlo Lava

Intervista Nada Nuovo un artista a 360°, a cura di Lia Tommi

video di Pier Carlo Lava, intervista effettuata presso il caffè Melchonni d Alessandria.

Alessandria today è lieta di presentare un intervista a Leonarda Nada Nuovo, conosciuta come NadaNuovoHauteCouture, un’artista poliedrica, alla continua ricerca del bello sia attraverso la sua Casa di Moda che per il tramite dei suoi disegni ma anche scrittrice. Lunedì 20 maggio 2019 , alle ore 17.00, presso la Biblioteca Civica “Francesca Calvo”, presenterà il suo ultimo libro: “La belle epoque”, 10 modi per diventare una donna perfetta.

link del post: https://alessandria.today/2019/05/13/presentazione-del-libro-la-belle-epoque-di-leonarda-nada-nuovo-di-lia-tommi/

Video: https://youtu.be/inpdrD0nm8Q

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Un mondo che non esiste più, di Lia Tommi 

Alessandria today @ Web Media Network - Pier Carlo Lava

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di Lia Tommi,  Alessandria 

Sono cresciuta in una piccola e stretta strada di Borgo Rovereto, ad Alessandria. Allora molte case erano quasi fatiscenti, i muri scrostati,  le ringhiere arrugginite,  i cortili bui e umidi, con le cassette della posta sparse un po’ ovunque,  l’odore vago di muffa, mischiato a quello  del soffritto. Rampicanti improbabili in certi angoli. I panni stesi in fila ad asciugare  davano colore a scenari un po’ squallidi .

Le finestre quasi sempre aperte, quando per areare,  quando per far uscire  l’odore dei cibi, lasciavano rimbombare  strilli di bambini, urlare di litigi, musica dalla radio e dal televisore: canzonette, le sigle dei telegiornali,  di Carosello, della TV dei ragazzi, dei programmi  sportivi storici , come  ” 90°minuto” e “La domenica sportiva”.

I miei genitori, con tanti sacrifici, avevano comprato un piccolo alloggio di ringhiera, poi, col passare degli anni e il miglioramento delle condizioni economiche, ampliato e…

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Vorrei tenerti per mano.

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Vorrei tenerti per mano

e col pensiero andare lontano

su dove nessuno ci può

raggiungere…

Vorrei stringere la tua mano

come se fosse parte di me…

solo noi due in questo luogo

incantato

pieno di luci e speranze…

Vorrei tenerti per mano

Con tenerezza per sempre

non lasciartela mai

come a rapirla insieme

al tuo cuore..

vorrei essere per sempre

il tuo amore…

 

Pioggia.

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Gocce nel mio animo

riflesse nel cielo

spariscono, si dissolvono

nelle nuvole

viaggiano nel tempo

come fosse un treno senza sosta

in cerca di una risposta

che solo il tempo saprà dare…

Gocce di pioggia vengono dal niente

mi accarezzano la testa

dolcemente

e spariscono nella mente.

 

 

 

 

“TRAIANO – il sogno immortale di Roma”, di Gianluca D’Aquino

Alessandria today @ Web Media Network - Pier Carlo Lava

“TRAIANO – il sogno immortale di Roma”, di Gianluca D’Aquino

(romanzo storico)

TRAIANO + D'Aquino (2)

D’AQUINO A FIRENZE CON TRAIANO – il sogno immortale di Roma

FIRENZE Martedì 18 giugno, alle ore 21.00, presso la Biblioteca delle Oblate – Sala Conferenze Sibilla Aleramo – via dell’Oriuolo n. 24 (ingresso libero), sarà presentato l’ultimo romanzo dello scrittore Gianluca D’Aquino: “TRAIANO – il sogno immortale di Roma”, finalista al “Fiuggi Storia” 2018, uno dei premi letterari più importanti per la letteratura storica.

Il romanzo, che sta raccogliendo i favori del pubblico e della critica, sarà presentato dal noto maestro scultore Claudio Capotondi e dalla dottoressa Silvia Vigliotti (scrittrice), che dialogheranno con l’autore. Sarà inoltre presente il noto attore Vincenzo De Caro, che leggerà brani tratti dal romanzo.

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Music: vinci il tuo sogno, di Lia Tommi

Alessandria today @ Web Media Network - Pier Carlo Lava

Music. Vinci il tuo Sogno!
Sabato 8 giugno la Finale al Circolo La Casetta di Alessandria

Music. Vinci il tuo Sogno, la manifestazione canora ideata e organizzata da Giorgio Mengato, Elisabetta Stango e Giorgio Pagnotta, è giunta al suo atto finale.
Sabato 8 giugno in Alessandria, al Circolo La Casetta (Via San Giovanni Bosco, 63), con inizio alle ore 21, avrà luogo la Finale: dopo sette mesi sapremo chi sono i vincitori assoluti, uno per la categoria Giovani e uno per la categoria Over.

Presentano la serata Elisabetta Stango e Giorgio Mengato, service curato da Giorgio Pagnotta.
Due le giurie che opereranno in modo autonomo: la prima, giuria tecnica, composta di personaggi di spicco del panorama musicale (produttore discografico, produttore di musical, talent nazionali, musicisti, insegnanti e cantanti) che decreteranno i vincitori, mentre una giuria composta dagli sponsor determinerà alcuni premi speciali.
Inoltre il vincitore della categoria giovani vincerà il…

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Bobby Soul  e le “Dodici lanterne “, di Lia Tommi 

Alessandria today @ Web Media Network - Pier Carlo Lava

È  tornato ancora ad esibirsi ad Alessandria,  allo Stecco, Alberto Debenedetti,  in arte Bobby Soul, cantante, autore, produttore genovese, con alle spalle più di vent’anni di  musica, soprattutto  di Black Music.

Lavora attivamente in campo teatrale, dove si occupa della parte musicale di vari spettacoli, in particolare collabora con il  teatro Garage di Genova. È anche autore di musiche molto suggestive per sfilate di moda.

In questo periodo nei suoi concerti, in cui è accompagnato dal chitarrista  Alessio Caorsi, oltre alle consuete cover di blues e soul molto ritmate, promuove il suo ultimo CD: “Dodici lanterne “, una sorta di viaggio tra personaggi e scenari notturni, in cui le 12 canzoni sono ambientate in 12 luoghi diversi e presentano un diverso personaggio, in chiave Black Music. Ne risulta quasi una Spoon River, anche autoironica, della marginalità. I ritratti che ascoltiamo sono estremamente efficaci. Possiamo trovare anche un omaggio al…

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La mia adolescenza

46493764_543036022828781_183825639650885632_nFredde stanze  nella mia vita
frustate di vita…

Nel mio animo
solo grigio e paure insonni…
La mia adolescenza scorreva
come un fiume di acque stagnanti
il mio cuore era impietrito dai timori
il mio viso sembrava fatto di marmo
come bloccato da un fotofinish
il mio cuore pulsava come se fosse
un treno in partenza senza meta
la mia adolescenza
era un mare impervio
dove il mare era inquieto
pieno di vento portando via
il mio passato
dando nuova vita a me stesso…
l’uomo che sono adesso.

 

Omicidio- suicidio di Roma: non riuscivano a pagare l’affitto, di Lia Tommi

Non riuscivano a pagare l’affitto, per questo il marito ha sparato alla moglie e poi si è rivolto l’arma contro e si è ammazzato. Un dramma della disperazione poi sfociato in tragedia. E’ quanto emerge in relazione all’omicidio-suicidio di Domenico Gentile e Patrizia Garro, i due coniugi trovati morti sul letto dell’appartamento in cui vivevano, in via Santi Cosma e Damiano, nella zona di Tomba di Nerone a Roma nord.

Secondo la ricostruzione degli inquirenti, a fare fuoco è stato il marito, 76 anni, che ha puntato la sua pistola calibro 357 regolarmente detenuta, al collo della moglie, 73 anni, uccidendola. Poi l’uomo si è puntato l’arma alla testa e ha premuto il grilletto. I due erano sdraiati vicino nel letto della camera da notte, fra di loro l’arma che ha fatto fuoco. Gli agenti hanno ritrovato un biglietto in cui i coniugi hanno chiaramente lasciato scritto di avere grosse difficoltà a pagare l’affitto. “Scusatemi”, l’ultima parola scritta dall’uomo sul biglietto nel quale ha descritto le loro difficoltà economiche.

Le salme sono state messe a disposizione dell’Autorità Giudiziaria. Al vaglio della Polizia anche i racconti di vicini di casa e conoscenti, compresa la sorella della donna, residente a Milano, che venerdì poco dopo le 12 aveva lanciato l’allarme non riuscendo a contattare telefonicamente i due coniugi.

Il corpo del sogno

https://bonvinifranco.wordpress.com/2019/06/21/il-corpo-del-sogno/

C’è qualcosa di grande nel cuore degli uomini
lì è il posto dove il sogno prende corpo
perchè è proprio il corpo che desidera il sogno
un desiderio infinito di sogno
e non si può misurare, il sogno
e non so come fa a stare in una cosa così piccola e limitata, il sogno
non un’ unghia, o una mano o un piede
ci sta tutto intero, il sogno.
Qualche sogno mette radici profonde e cresce,
e fiorisce anche d’ inverno
va solo accudito, e accarezzato, il sogno,
perchè in fondo è accarezzarsi il cuore,
anche quando metterà spine per aprirsi un varco.
Verso la libertà.

Racconti: LA SPERANZA (racconto breve) di Tiziana Valori

Racconti: LA SPERANZA (racconto breve) di Tiziana Valori

Tiziana Valori

LA SPERANZA (racconto breve)

L’inserzionista è in avanzato stato di gravidanza. L’addetto ha raccolto l’annuncio e glielo rilegge:

“ ‘Prossima ragazza madre, ventenne, carina, diplomata, servizievole, ben disposta a tutto per far felice un uomo piacente e benestante, cerca un papà per il nascituro.’

Scusi, ma lei spera sul serio di ricevere delle risposte a questo?

“E certo” risponde quella da dietro il pancione; sennò che? Mi metto a perdere tempo?”

“…E soldi. Guardi” insiste l’impiegato, “io glielo spedisco. Qui passa davvero di tutto; le potrei raccontare… Mah, lasciamo perdere. Però, amichevolmente eh, questo mi sembra di poche speranze.”

“E che, non lo so?” sbotta la gestante e le viene quasi da piangere. “Si dice continuamente che anche la mamma dei cretini è sempre incinta. Non può proprio essere che un fesso legga e si convinca?”

“Ma lei lo vuole pure bello e ricco.” Continua a leggere “Racconti: LA SPERANZA (racconto breve) di Tiziana Valori”

Racconti: IL VIZIO (racconto storico) di Simone Delizioso

Racconti: IL VIZIO (racconto storico) di Simone Delizioso

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Il fraticello corse dal priore con la missiva da spedire.

“Il nostro ospite non dorme con nessuno e non sembra si dedichi a pratiche onanistiche. Avevi ragione tu, amore mio” concluse carezzandogli una mano.

“Fra’ Tiberio!” gli diede addosso il superiore scostandosi. “Noi due, invece, insieme ci dormiamo; ma non significa che lo debbano sapere tutti.”

“Avete ragione, frate priore.

Perdonatemi ma mi sembra bizzarro: nessuno di noi dorme solo e, se così non fosse, ci sarebbe meno voglia di rinserrarsi in monastero. Voi stesso stabilite a chi di noi spetta allietarvi la notte.”

“Fra’ Tiberio! Ricordate che mi dovete obbedienza e, fate come vi dico e basta!” Si raddolcì subito e continuò: “Lo sai che da un po’ anch’io non penso che a te, Tiberio. Ma abbiamo quell’impiastro che non si decide ad andarsene. Lo immagini cosa si rischia se si sapesse che in questo monastero sia pratica comune fornicare fra di noi? È così in qualsiasi comunità religiosa, e va bene, ci confessiamo e ci mondiamo dal peccato tutti i giorni, però il fatto che siamo dei viziosi resta. Continua a leggere “Racconti: IL VIZIO (racconto storico) di Simone Delizioso”

Momenti di poesia. Prima ancora di poggiar lo sguardo… di Loredana Mariniello

Momenti di poesia. Prima ancora di poggiar lo sguardo… di Loredana Mariniello

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Prima ancora di poggiar lo sguardo sul mio volto,

ritraimi l’anima in un verso sciolto

e vergami d’inchiostro in un foglio bianco,

giacchè sarebbe troppo semplice per un artista esperto

trasporre i miei tratti in un perfetto dipinto,

ben altra cosa è rendersi conto

dell’esatto colore di un cuore,

ridisegnarlo con le giuste parole

affinandone il pensiero,

inoltrandosi negli ambigui meandri

di un nascosto sentiero.

Osa cogliere la spina

e non solo la carezza di un petalo di rosa,

osa coglierne l’essenza, la divina sostanza !

Non voglio esser reclusa in un ridicolo giudizio

che non ti spetta, aspetta ! Continua a leggere “Momenti di poesia. Prima ancora di poggiar lo sguardo… di Loredana Mariniello”

Campi di patate… e panchine rotte e per disabili e anziani

Campi di patate… e panchine rotte  per disabili e anziani

di Pier Carlo Lava

#periferiabbandonata #welfareallestalle

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Alessandria today: Sembra quasi impossibile visto che non stiamo parlando del terzo mondo ma di una città, Alessandria, che dovrebbe potersi definire civile.

Chi si trova a passare dal quartiere Borsalino, il più piccolo della città ai confini sud verso il fiume Bormida, in via Don Giovine a pochi passi dalla Chiesa e da una Casa di riposo, ci sono dei giardinetti che in passato erano ben curati con le panchine in buono stato dove si soffermavano persone anziane e disabili accompagnati da badanti e familiari.

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Ora invece come si evince dalle immagini allegate i giardinetti sono come un campo di patate con rami secchi lasciati al suolo da chi dovrebbe fare la manutenzione del verde e le panchine rotte.

In tal senso i residenti e cittadini di passaggio nella zona si pongono le seguenti domande:

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1) E’ possibile che nessuno provveda a fare una manutenzione adeguata dei giardini?

2) E’ possibile che nessuno provveda a sostituire la panchine rotte considerando il costo irrisorio dell’intervento?

3) E’ possibile che l’Assessore ai lavori pubblici e al verde urbano Giovanni Barosini non si scomodi per verificare in zona la situazione dando di conseguenza le opportune indicazioni ai tecnici per risolvere questi piccoli (come costo) ma grandi problemi  per l’importanza sociale che rivestono?

In tal senso occorre precisare che gli stessi sono stati segnalati più volte sia all’amministrazione precedente che a quella attuale ma purtroppo sembra di parlare con dei muri di gomma e tutto tace dato che sinora nulla è stato fatto. Noi comunque continueremo a scrivere!!!

Territorio&Monumenti. Il forte di Gavi. Servizio fotografico a cura di Maurizio Coscia.

Il forte di Gavi

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Difficile stabilire le origini del Castello di Gavi con un minimo di attendibilità, vuoi per l’assenza di documentazione probante e vuoi per l’inevitabile proliferare di leggende che sempre, in questi casi, nascono e si tramandano. Ciò che si può ragionevolmente supporre è che su questa preistorica “rocca” naturale, che ancora oggi sovrasta l’abitato di Gavi, una qualche remota fortificazione vi sia stata, forse anche di epoca pre-romana. L’esistenza del Castello di Gavi è, comunque, testimoniata da un documento dell’anno 973 e, successivamente, grazie ad un “diploma” imperiale firmato da Enrico VI, figlio di Federico I detto il Barbarossa. Con quest’atto, datato 30 maggio 1191, il sovrano donò in feudo alla Repubblica di Genova il Castello ed il Borgo di Gavi con le relative dipendenze. Seppure fra alterne vicende il Castello di Gavi rimase dominio genovese sino al 1418, quando la proprietà, a seguito di eventi bellici, passò sotto la Signoria dei Visconti di Milano. Da questi il feudo di Gavi con l’antico Castello fu investito ai Fregoso e poi agli Sforza, l’investitura fu trasferita alla nobile famiglia dei Guasco di origine alessandrina. I Guasco, che erano anche signori di Francavilla, rimasero feudatari del Borgo e del Castello di Gavi sino al 1528. Il 14 novembre del 1528 il conte Antonio Guasco vendette alla Repubblica di Genova tutti i diritti esistenti sul Castello di Gavi (unitamente al Borgo ed al territorio circostante) per “mille luoghi” del Banco di San Giorgio. La Repubblica di Genova ebbe così, nuovamente, il possesso del Castello di Gavi, questa volta senza soluzione di continuità, dal 1528 al 1815. Anno nel quale, dopo la caduta di Napoleone, anche l’antica Repubblica genovese fu soppressa e annessa al nuovo Stato Sabaudo. Nel corso dei secoli il Castello di Gavi subì molteplici interventi architettonici i quali trasformarono l’antico Castello in una possente Fortezza. I primi radicali interventi di trasformazione dell’antico Castello furono eseguiti nel 1540 da Giovanni Maria Olgiati, ingegnere militare a quel tempo al servizio della Repubblica di Genova. L’Olgiati progettò e ricostruì completamente l’intera cinta muraria che circondava il primitivo Castello, realizzando nuovi bastioni e consolidando l’originale struttura. Con il suo intervento l’Olgiati trasformò l’originale struttura del Castello in una architettura che di fatto poté già chiamarsi Forte. Nel corso del XVII secolo, il Castello, ormai diventato un Forte, fu radicalmente trasformato nella Fortezza che ancor oggi possiamo vedere. Sempre per volontà della Repubblica di Genova, il progetto di questo ulteriore ampliamento fu affidato al frate domenicano Vincenzo da Fiorenzuola, al secolo Gaspare Maculano. Costui, noto anche per essere stato, fra l’altro, l’inquisitore al processo contro Galileo Galilei, era, oltre che un religioso, un grande esperto in materia di architettura militare del suo tempo. I lavori per la trasformazione del Forte in una grande Fortezza iniziarono materialmente nella primavera del 1626 e terminarono, almeno formalmente, nell’estate del 1629. In realtà i lavori di ampliamento, interni ed esterni, proseguirono sino agli albori del XIX secolo. All’esterno, sul lato di levante, fu costruita la “ridotta” di Monte Moro, collegata al Forte attraverso una “galleria” fortificata. All’interno furono edificati alloggi per militari e ufficiali, cisterne, polveriere, corpi di guardia e piazze d’armi. Il tutto con l’ausilio e la progettazione dei più famosi ingegneri militari dell’epoca, da Stefano Scaniglia a Domenico Orsolino, da Pietro Morettini a Pierre De Cotte. Solo per citare alcuni fra i tanti artefici che si avvicendarono e contribuirono al perfezionamento di questa possente Fortezza. Nel 1859, sotto il governo di Vittorio Emanuele II, l’antica Fortezza genovese fu disarmata e privata della sua storica identità per essere trasformata in un reclusorio civile. Durante il primo conflitto mondiale diventò un carcere militare destinato a prigionieri di guerra austriaci e disertori italiani. Nell’interludio fra le due guerre in alcuni terrapieni della Fortezza furono impiantati vitigni sperimentali per conto del Consorzio Antifilosserico. Con il sopraggiungere del secondo conflitto mondiale il Forte ritornò ad essere luogo di detenzione, prima ospitando prigionieri inglesi e, dopo l’otto settembre del 1943, militari italiani. Nel 1946 il Forte fu consegnato alla Soprintendenza per i Beni Ambientali e Architettonici del Piemonte, la quale, a partire dal 1978, ha avviato una costante e progressiva opera di restauro e salvaguardia di questo raro esempio di architettura militare. Recentemente è stata costituita l’Associazione “Amici del Forte del Gavi”, sotto l’egida della Soprintendenza, la quale ha assunto il compito di promuovere e valorizzare questa pregevole struttura militare genovese.

(Testo tratto dal sito web: http://www.fortedigavi.it)

 

L’autore di questo articolo è Maurizio Coscia,  scrittore del libro “Il Viaggio di Simone

Pagina Facebook: https://www.facebook.com/Evan-Jung

Racconti: ERANO BELLI QUEI GIORNI, LA’, AL MARE, di Roberto Busembai Errebi

Racconti: ERANO BELLI QUEI GIORNI, LA’, AL MARE Roberto Busembai Errebi

Blog personale

Erano

ERANO BELLI QUEI GIORNI, LA’, AL MARE
Si andava al mare, come se fosse l’unica meta per una vacanza, e la vacanza a volte era un giorno, solo da mattina a sera, e ti pareva un secolo tanto era piena e movimentata, quella vacanza al mare anni 60/70. E certo ora non sto a recriminare, a dire era più bello o addirittura si stava meglio, perchè è assurdo fare dei confronti, i tempi di allora erano alquanto diversi da ora, innanzitutto e direi assai importante, eravamo (parlo in causa) giovani e la giovinezza non fa conoscere i problemi e le ansie, ma sa trasformare un pane in un bel dolce, un bacio in un infinito amore, e poi eravamo alle prime armi, tutto era nuovo e tutto era diverso, la televisione, le auto, persino la cucina componibile e la lavatrice, a nominarle ora queste cose, paiono così tanto antiquate che sono addirittura sorpassate.
E si andava al mare, come se partissimo per sempre, auto ricolme di cose e persone, cibi a sfare e vettovaglie, giochi e pure canzoni, si, intese come dischi da mettere in spiaggia dentro a un nuovo “coso”, un mangiadischi arancione o rosso che ti rigava il disco ma ti faceva sognare.

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Momenti di poesia. I MIEI OCCHI, di Gregorio Asero

Momenti di poesia. I MIEI OCCHI, di Gregorio Asero

I MIEI OCCHI

Mi alzo dal mio logoro giaciglio
come un corsaro che va all’abbordaggio
e grido con voce rauca il mio canto.

I miei fantasmi escono dal pagliericcio
e volano saltellando secondo il passo
della mia gamba.

Si alzano vertiginosi i miei pensieri
sorgendo dalla cenere del passato.

Io sono il guardiano del mio cuore.
Dimmi donna che attendi la mia guarigione
val forse la pena di aspettare?

Mi alzo e le vertigini
mi scacciano il sonno dagli occhi.
Ascolta i miei occhi
solo loro sanno parlare.
.
da “Nemesi”
di Gregorio Asero
copyright legge 22 aprile 1941 n. 633

Cultura: IL VIZIO (racconto storico) di Simone Delizioso

Cultura; EZIO & ROMINA (61 vicende tragicomiche). 20 – IL NUDO, di Roberto Bontempi

Cultura; EZIO & ROMINA (61 vicende tragicomiche). 20 – IL NUDO Roberto Bontempi

EZIO & ROMINA (61 vicende tragicomiche). 20 – IL NUDO

“Romina, per favore, non potresti metterti un accappatoio quando hai terminato di farti il bagno?”

“No, caro. Io mi vesto di gala o niente.”

Gli sculettamenti di Romina venivano evidenziati al massimo dal suo costume adamitico (o evitico?). Il suo Ezio si sentiva sempre più a disagio e cercava di non guardare proprio verso di lei.

Più si accorgeva di turbarlo e più Romina esagerava nel suo esibizionismo. Cercava di immaginare come facessero le odalische a sedurre il sultano.

“Dai, fai come me, togliti tutto. Voglio vedere in piena luce e bene come ti ha fatto mammetta tua.”

“Rominette” si buttò lui verso il francese pensando ai peccati parigini, ovviamente diversi da quelli nostrani, “lo sai come sono fatto. A letto non vengo mica in frac.”

“Col pigiamone anni cinquanta. Che differenza c’è? Continua a leggere “Cultura; EZIO & ROMINA (61 vicende tragicomiche). 20 – IL NUDO, di Roberto Bontempi”

Momenti di poesia. QUIETE… di Marianna Fici

Momenti di poesia. QUIETE… di Marianna Fici

Poesie- La Rosa Dei Venti

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QUIETE…

Dove la quiete regna
La gioia sul viso segna
La mente si rilassa
Il tempo pure passa.

Tanta quiete nel cuore
Sinonimo d’amore
Un vortice di pace
Pur il silenzio tace.

Se piango non mollare
Se dormo non scappare
Presente qui ti voglio
Son mare tu sei scoglio.

E nella notte scura
Più nulla mi fa paura
Quiete non andare via
Ancor fammi compagnia.

Marianna Fici 1-6-2019
Si riserva ogni uso o utilizzo @copyright di Marianna Fici

Momenti di poesia. Impercettibili carezze, di Ela Gentile

Momenti di poesia. Impercettibili carezze, di Ela Gentile

Impercettibili

Impercettibili carezze

Sotto quel vecchio albero
ho trovato i tuoi gesti
nascosti fra le foglie,
impercettibili carezze
che sfioravano le gote,
tenerezze d’amore
che scivolavano
come prora leggera
su fresche acque.

Quel tenero sfiorar
delle carezze,
gioco fresco d’armonie.
era palpito del cuor
che traboccava…..
onda di dolcezza
che raggiungeva l’anima.

Ora quell’albero verde,
solo coi rami spogli,
non custodisce più
le tue carezze,
il vento le ha disperse
fra le nubi
e poche son rimaste tra le foglie,
qual segno di noi due,
del nostro incontro,
volo di fantasia
chiuso nel cuore.
eg