GARDELLA visto da Gardella – p.6°

JacopIgna 150

Memoria sulla Conferenza “Architettura di Ignazio Gardella in Alessandria prima e dopo il secondo conflitto mondiale” tenuta dal prof. Jacopo Gardella per l’inaugurazione della Sede dell’Ordine Ingegneri “Casa Ex Impiegati Borsalino”

ing. Gregorio Marafioti presidente dell’Ordine (2005-2009)

Anni 50/60 – Ritorno alla tradizione e rivalutazione del sentimento e degli affetti popolari.
Parte Quarta – Anni ’60: Istituto Tecnico Alessandro Volta

Nel 1960 il Consiglio provinciale di Alessandria ha affidato a Ignazio Gardella il progetto dell’Edificio sede dell’Istituto Tecnico Industriale Alessandro Volta.

I lavori, iniziati nel 1964, sono stati ultimati nel 1966 ed il trasferimento della scuola nella nuova sede è avvenuto nell’anno scolastico 1966/67.

Il 14 ottobre 1967 il presidente della Repubblica Giuseppe Saragat ha inaugurato il nuovo edificio.

Il 13 ottobre 2017 si sono festeggiati i 50 anni, con una grande cerimonia pubblica svoltasi nell’Aula magna dell’Istituto.

Veduta area: dal volumetto “I 50 anni dell’Istituto Tecnico industriale Alessandro Volta”

Vista aerea Ist.Volta 600

Jacopo Gardella così illustra l’opera: Anche nell’edificio Sede dell’Istituto Tecnico Alessandro Volta ritroviamo schemi formali e tipi edilizi legati alla tradizione. La composizione delle facciate è realizzata con forme moderne, ma l’impianto compositivo è uguale a quello di un edificio del passato.

Compare anche qui il rivestimento delle facciate in mattoni a vista, materiale anch’esso legato alle consuetudini costruttive del luogo.

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In  Piemonte una caratteristica peculiare dell’architettura barocca è l’uso del mattone a vista, come appare sulle facciate esterne di tanti palazzi, regge, castelli. Di sicuro questo è uno dei motivi per i quali il mattone a vista compare nella maggioranza dei fabbricati costruiti ad Alessandria dall’architetto Gardella dopo la guerra; egli appunto fa uso del mattone a vista, in omaggio ai maestri del passato e in segno di rispetto per l’edilizia tradizionale del luogo. Lo dimostrano tutti gli edifici progettati in quegli anni  (come la Taglieria del Pelo).

Sono tutti edifici in cui la facciata in mattoni a vista è intesa come parte caratteristica della composizione architettonica; e come segno di stima di fronte all’insegnamento tramandatoci dalla Storia.

Questo edificio si fa notare per il vivace contrasto cromatico presente in facciata; ed ottenuto dall’accostamento dei mattoni rossi di rivestimento e del marmo bianco che incornicia le finestre.

Il mattone a vista è un elemento caratteristico della architettura barocca settecentesca del Piemonte; ed è presente in molti palazzi e chiese della città di Alessandria. Riproporlo in un edificio moderno è segno di attenzione e di rispetto per la Storia; indica un ritorno all’insegnamento trasmessoci dai maestri del passato.

Anche la incorniciatura delle finestre – formata da architrave, pilastrino centrale, spalle laterali e davanzale (sia per questo edificio, sia per la Taglieria del Pelo) – dimostra un ritorno alle forme della tradizione, giacché le finestre dei palazzi antichi, per comodità costruttiva e chiarezza compositiva, erano sempre contornate da una cornice e sormontate da un architrave.

Per registrare il totale cambiamento di linguaggio e di forme fra questo edificio, progettato negli sessanta, e gli edifici progettati dallo stesso architetto alla fine degli anni trenta, è sufficiente osservare il diverso, anzi opposto, trattamento delle aperture di facciata: prima della guerra le aperture, più che finestre, avevano l’apparenza di semplici tagli nel muro: netti e precisi, nudi ed essenziali; dopo la guerra le aperture tornano ad essere delle finestre tradizionali, affiancate da spalle, sormontate da architravi, appoggiate su davanzali.

Fronte Volta-Taglieria Confr2 540.jpg

LINK introduttivo GARDELLA visto da Gardella

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